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L’arte della stop-motion, sognando tra Steven Wilson e Tim Burton: intervista a Jess Cope

Una delle principali ricerche di LostHighways è sempre stata la sinestesia, quella strana sinergia d’arte che si crea tra immagini e suono in modo da coinvolgere totalmente il fruitore. L’uscita del  recente video di Raven that refused to sing  dal terzo album solista di Steven Wilson è stata la scusa per approdondire l’arte della stop-motion con l’animatrice Jessica Cope, colei che ha collaborato anche alla realizzazione di Frankenweenie, l’ultimo film di Tim Burton. Questa intervista si è rivelata uno scrigno di segreti del mestiere!

Come è nata l’idea alla base del video di The Raven that refused to sing di Steven Wilson?
Dopo aver realizzato il video di Drag Ropes, Steven mi ha chiesto se fossi  interessata a lavorare al suo progetto solista, mi aveva raccontato di un album basato su storie di fantasmi e accompagnato da un libro d’illustrazioni. Steven mi ha fatto conoscere il lavoro dell’artista Hajo Muller, e sono stata davvero entusiasta di lavorare sia con Steven che con  Hajo. La storia del Corvo era già stata abbozzata da Steven. Lo storyboard era quasi completato  dalle opere d’arte di Hajo. Steven mi ha lasciato la libertà di riutilizzarle o di partire da queste come fonte d’ispirazione. Ho coinvolto il mio amico Simon Cartwright e abbiamo deciso di modificare un po’ la storia, ma riutilizzando il designo di Hajo per Eliah, il personaggio principale. Abbiamo cambiato Lily, ma cercando di rimanere il più vicino possibile alla visione di Hajo, soprattutto per gli sfondi. Tutti sono stati molto entusiasti dell’idea proposta e abbiamo ottenuto il via libera per iniziare a fare il video.

Perché hai scelto la Cutout Animation per realizzare questo video?
Il brano dura otto minuti circa ed in termini di animazione si tratta di una quantità enorme per una realizzazione in soli tre mesi. Quando ho collaborato per l’animazione di Frankenweenie l’obiettivo era di produrre due secondi di animazione al giorno. Per guadagnare tempo volevo adottare la stesso approccio di Drag Ropes basato sulla giustapposizione di livelli. L’anno prima io e Simon eravamo riusciti a creare l’effetto dell’animazione con la ripresa a più livelli delle ombre, ottenendo un fantastico risultato. Anche per questo video volevo utilizzare una tecnica simile perché ci aveva permesso di chiudere il processo di riprese in sole tre settimane. Per The Raven that refused to sing ho voluto realizzare la profondità attraverso più strati di vetro. La fotocamera puntando il vetro in basso fa acquistare profondità alla scena, poi lo sfondo va su un altro piano di vetro e le figure su altri riquadri di vetro separati. Il risultato è fantastico, nonostante i tanti problemi dovuti ai riflessi di luce, alla polvere sul vetro (si possono effettivamente vedere i peli e lanuggine se si guarda abbastanza da vicino il video!). Questa imperfezione però a me non dispiace perché dà l’idea di un capo filato con un telaio artigianale e quindi vivo e non freddo e seriale. Oltre a questa scelta dettata soprattutto da un punto di vista pratico, abbiamo considerato anche l’opera di Hajo che si adattava perfettamente al taglio stile burattino. Il personaggio Eliah era cosi divertente, dà come un taglio fuori carattere, con quella sua grande testa per l’animazione era perfetto. L’animazione del corvo era un po’ più difficile, ma una volta adattato opportunamente il disegno è stata una gioia assoluta animarlo.

Ho apprezzato anche il tuo precedente video Drag Ropes per gli Storm Corrosion. In questo caso perché hai scelto la Silhouette Animation?
La band aveva fissato una suggestione che voleva creare, piuttosto che un’idea reale. Avevano come punto di riferimento i vecchi film di marionette antiche della loro infanzia. I film che sono stati pensati per i bambini, anche se piuttosto oscuri e spaventosi. Sapevo esattamente cosa intendevano comunicare, e così le silhouette/bambole ombra erano la sola forma per rispondere alla loro richiesta.

Poi c’è quel straordinario video The Astronomer’s Sun, vincitore di 16 premi ai festival internazionali. Me ne parli?
Per me e Simon è stato il primo film dopo la laurea. Una grande occasione per noi perché ci ha aperto le porte a nuove cose. Ha dimostrato agli altri che io e Simon possiamo essere una grande squadra. Abbiamo lavorato un anno  insieme, lui ha scritto la sceneggiatura ed io ho realizzato i puppazzi animati ed il set. Ripensandoci ci sono tante cose che oggi farei in modo diverso, però quest’esperienza mi ha fatto scoprire tanti aspetti di questo lavoro che poi hanno permesso a me e Simon di arrivare dove siamo ora. È stato un grande piccolo film e sono  fiera di averlo realizzato.

Quando ti sei innamorata della tecnica di animazione stop-motion?
Ti posso dire il momento esatto, credo! Era il Natale del 1994, avevo 10 anni, mio padre portò a casa un video intitolato The Nightmare Before Christmas. L’ho visto sdraiata su un fianco sul pavimento. Non so perché ho scelto di guardarlo in quel modo, ma quando ripenso a quel momento mi rivedo sempre in quella posizione. In ogni caso, è stato proprio lì che ho capito che cosa volevo fare. Sapevo di voler lavorare ad un film di Tim Burton. Ovviamente a 10 anni si ha bisogno di eroi e Tim Burton è stato uno dei miei. Amavo già la stop-motion, perché avevo già apprezzato le animazioni di Wallace e Gromit e  Postman Pat. Mi ricordavano del mio tempo trascorso in famiglia quando ero in visita in Inghilterra (sono cresciuta in Sud Africa). Vorrei riavvolgere la pellicola più volte e incantarmi davanti agli schizzi di marmellata su Wallace, mi sembrava così reale. Dannazione, li amo ancora tanto oggi, a 28 anni!

Ci puoi parlare di Frankenweenie di Tim Burton?
Lavorare  per Frankenweenie è stato un sogno che si è avverato. Tutto questo grazie a  The Astronomer’s Sun (TAS). Lavorando per TAS chiesi alla Mackinnon & Saunders di poter realizzare il personaggio principale da loro. Accettarono e così passai due settimane meravigliose a lavorare a fianco dei migliori costruttori di marionette/pupazzi del mondo. È stato incredibile. Dopo aver terminato TAS mi è stato chiesto di contribuire alla realizzazione di armature per Frankenweenie. Naturalmente risposi di sì! Ho trascorso 8 mesi di lavoro con loro. Una volta terminato il mio contratto alla Mackinnon & Saunders mi è stato chiesto di andare a Londra per fare armature lì. Questo era il luogo dove il film veniva girato. Quindi ho deciso di tentare la mia fortuna e ho chiesto se potevo fare un test di animazione. Erano alla ricerca di animatori assistenti, e così ho pensato che potesse essere la mia occasione. Ho fatto il test e ho ottenuto il lavoro! Io nel ruolo di animatore assistente per il film per 5 mesi. È stata un’esperienza fantastica e terrificante. Ho lavorato con persone  di gran talento quindi è stato una momento di apprendimento per me. Ho finalmente avuto la possibilità di fare quello che avevo sempre desiderato sin da quando avevo 10 anni.

Sogni di poter realizzare un film tutto tuo un giorno?
Io spero che accada un giorno. Ho un’idea pronta ed aspetto!

Che genere di musica sei solita ascoltare?
Sono un po’ eclettica per quanto concerne la musica. Ho dei gusti un po’ strani… mi piace il grunge anni novanta, i NIN ed i Deftones, ma mi piacciono anche cose folk e roba alternativa jazz e blues… Questa è sempre stata una questione difficile per me!I gusti musicali ti svelano una persona… e quindi non riuscendo a focalizzare i miei… forse sono una persona piuttosto vaga!

Cinqua album e cinque film che suggeriresti al tuo migliore amico…
Un’altra domanda tosta!
I miei cinque album sono: Before these crowded streets (Dave Mathews Band), Grace (Jeff Buckley), Diamond Eyes (Deftones), With Teeth (NIN), Vs (Pearl Jam).
Per i film è altrettanto dura e siccome amo tanti film… ti indico invece le cinque serie TV che amo di più: True Blood, Dexter (ne sono ossessionata!), Game of Thrones, Breaking Bad, Full Metal Alchemist.

The Raven That Refused To Sing – Video

The Astronomer’s Sun – Video

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