Home / Recensioni / Album / Human Quasar – Aemaet

Human Quasar – Aemaet

Dal 2010 gli Aemaet cercano con il loro rock sanguigno di dar voce alla tristezza e all’angoscia che scaturiscono dalle vicende della realtà. Temi affrontati nel primo EP della band, Muse of Lust del 2011, e approfonditi nel primo vero lavoro del gruppo, Human Quasar, pubblicato il 1 marzo 2013 con la collaborazione dell’indie label Red Cat Records.
Human Quasar è un concept album che vive di dualità: l’uomo e il quasar, la parte della galassia più misteriosa e lontana, ai confini dello spazio e del tempo. Due elementi agli antipodi che rappresentano i due lati opposti in cui è diviso il loro album: Materia Bianca e Materia Oscura. (White Matter e Black Matter).
La Materia Bianca è la parte dedicata alla veglia, alla concezione del reale. L’uomo si muove ogni giorno secondo le gerarchie e le classificazioni stabilite dalla società che però sembrano destinate a crollare. Vetus Ordo Seclorum, The Iconosclasts sono brani potenti, che scuotono l’ascoltatore a colpi di rock e grunge. Le chitarre sconvolgono le certezze dell’umanità e la batteria le abbatte con colpi furiosi. Il secondo brano contiene l’aggiunta in stereofonia contemporanea di due annunci giornalistici che hanno fatto la storia dell’umanità: la telefonata fatta da Nixon nel ’69 agli astronauti sbarcati sulla Luna e l’annuncio della CNN dell’attentato dell’11\9. A Boy Called Hermes rallenta un po’ il ritmo che ritorna furioso nella seguente Demons of Dawn. A chiudere il lato della Materia Bianca arriva Andy the Mothman, pezzo dal testo emotivamente molto forte che tratta del suicidio di un artista amico del gruppo.
Con il brano Slumber si apre la seconda parte dell’album, la Materia Nera. Un viaggio notturno, onirico, fatto di brani scuri e carichi d’atmosfera. Fatta eccezione per le sferzate rock di The Hangman, Shadow, Paradoxical Sleep e A Shelter From A Dreams, sono pezzi che trasportano l’ascoltatore in un’altra dimensione dove il reale non esiste.
Human Quasar presenta brani intensi sia musicalmente che testualmente, a dimostrazione che gli Aemaet hanno tutte le carte in regola per farsi notare. Un album che non stanca, ma si fa scoprire ad ogni ascolto. Un ottimo biglietto da visita per la band.

Credits

Label: Red Cat Records – 2013

Line-up: Cristian Suardi (voce) – Giovanni Ialongo (chitarra) – Cristian Ciccone (basso) – Stefano Di Russo (batteria)

Tracklist:

  1. Vetus Ordo Seclorum
  2. The Iconosclasts
  3. A boy called Hermes
  4. Demons of dawn
  5. Andy the Mothman
  6. Slumber
  7. The Hangman
  8. Shadow
  9. Paradoxical sleep
  10. A shelter from dreams

Links: Sito ufficiale, Facebook

Ti potrebbe interessare...

FINAL COVER DRAFT1

Why Hasn’t Everything Already Disappeared? – Deerhunter

‘Why make this album in an era when attention spans have been reduced to next …

Leave a Reply