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La mitomania – Dani Male

<Bassa fedeltà, estetica un po’ riciclata da bedroom artist della provincia italiana, menefreghismo a fiotti un po’ alla Bugo un po’ alla Soerba, il sassolese Dani Male si presenta come l’ennesima promettente creatura dell’underground autoprodotto italiano. La Mitomania esce a un anno di distanza dall’esordio Trauma Turgido, memore anche di una più che tiepida accoglienza dalla stampa web specializzata, e tira un po’ le somme sulla direzione da intraprendere puntando la penna verso un cantautorato eccentrico, sbadatamente trasandato che rilancia su un’estetica lo-fi e che, da programma, non intende mai prendersi troppo sul serio. Una collezione di gag bizzarre che hanno il pregio di restare sempre ingenuamente surreali, spesso sciatte sul piano della produzione ma interessanti sul piano compositivo e di arrangiamento (come la brilla filastrocca finto-psichedelica di Congelatore o la marcetta zappiana in salsa rock di Goffredo). Dani Male ha in realtà la stoffa del musicofilo e ama crogiolarsi nell’accostare molteplici stereotipi della musica rock, dal synth bluriano da filastrocca brit di 4 Frecce, all’elettrofunk sornione in salsa disco di Problema Sexuale. La summa di questa estrosità da giocoliere si nasconde forse dietro brani come Il Colpo di Tacco, con tanto di ritornello da scampagnata italica che farebbe gola al Brunori Sas più goliardico, o la rivisitazione della ballad dolciastra de La Canzone di Tenco, già presente nel suo lavoro d’esordio, una piccola perla neo-psichedelica per confessioni assonnate da cameretta. Peccato per qualche momento di noia verso le ultime tracce del disco, malgrado le reminescenze cosmiche di Amnios a sollevare alla memoria il Battiato salmastro e sperimentale di Pollution.
La Mitomania, la cui prassi compositiva più di qualcuno si azzarderebbe a definire post-moderna, è un lavoro che qui preferiamo incensare soprattutto per essere un disco divertito e giocoso, forse “privato”, che per la sua tendenza a mantenersi scevro da qualsivoglia ansia di mercato, snocciola fuori una per una le sue qualità migliori. Semplicemente.

Credits

Label: Autoprodotto – 2011

Line-up: suonato interamente da Dani Male con l’ausilio di Pier Lanzillotta (batteria), Kariel Zeddandoddo (piano elettrico in “La Canzone di Tenco”, Gilberto Mazzoli e Francesco Zavatti (incursioni spaziali in “Amniosi”))

Tracklist:

  1. La Mitomania
  2. Goffredo
  3. Congelatore
  4. 4 Frecce
  5. Problema Sexuale
  6. Il Colpo di Tacco
  7. La Canzone di Tenco
  8. Voltaire
  9. Malevita
  10. Vinavil
  11. La novità
  12. Amnios

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