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“Mezzala non è una parentesi”: intervista a Michele “Mezzala” Bitossi

Michele Bitossi ormai lo conosciamo bene: con i suoi Numero6 da qualche anno ci regala album davvero interessanti e si sta conquistando una buona fetta di pubblico. Evidentemente non ne aveva abbastanza. Il 24 settembre 2011 è infatti uscito Il problema di girarsi, album solista del musicista genovese che per l’occasione ha deciso di celarsi sotto il nome di Mezzala. una metafora calcistica per spiegare la vita con la solita pungente ironia che caratterizza i suoi testi. Abbiamo incontrato l’artista per farci raccontare un po’ l’album. (Ritrovare il gol è in streaming autorizzato)

Ti conosciamo ormai da diversi anni come leader e autore dei testi prima dei Laghisecchi e poi dei Numero6. Ci vuoi spiegare da dove nasce l’esigenza di questa parentesi solita?
Pensavo a un disco solista già da qualche tempo. Nonostante coi Numero6 le cose vadano ottimamente (stiamo ultimando fra l’altro il nuovo album che uscirà a marzo 2012), ho sentito la forte esigenza di intraprendere un percorso artistico da solista. Questo per varie ragioni, tra cui il desiderio di gestire un progetto in totale autonomia e solitudine, prendendomi tutte le responsabilità, i rischi, mettendoci la faccia. Devo aggiungere poi che avendo dato sfogo al mio ego con Il problema di girarsi sono stato assai più “democratico” nel corso della lavorazione del nuovo dei Numero6 per quanto riguarda gli arrangiamenti dei pezzi, scritti comunque tutti da me.
Fermo restando che a mio avviso ci sono sostanziali diversità musicali tra il mio disco solista e gli ultimi Numero6, a livello testuale come Mezzala ho scelto di esprimermi in un modo che non avrei potuto utilizzare serenamente con la mia band, soprattutto nel suo nuovo corso.

La vita come una partita di pallone, dove abbiamo tutti Il problema di girarsi per poi poter Ritrovare il goal. Perché Michele Bitossi si è scelto il ruolo della Mezzala?
Nonostante per tante ragioni ormai il mondo del pallone mi faccia schifo, sono da sempre un appassionato di calcio e tifoso sfegatato del Genoa. Come rimpiango le maglie dal numero1 al numero11 (soprattutto quella numero 6 del libero), gli stadi pieni di gente quando ancora non esistevano pay tv e tessere del tifoso. Rimpiango anche la fantasia, la spensieratezza, l’estro e l’incoscienza della mezzala d’altri tempi. Detto questo. sia col moniker che mi sono scelto che col titolo dell’album e con le espressioni calcistiche che uso nei testi avevo la chiara intenzione di fornire anche significati metaforici oltre a quelli puramente sportivi.

Il sound de Il problema di girarsi ha un non so che di sixities: da cosa deriva questa sorta di malinconia per il passato? Semplice gusto musicale o è necessità di cercare qualcosa che oggi manca?
Mi fa piacere che tu dica questa cosa perché amo il suono dei sessanta. Per esempio, in questi giorni sono nuovamente intrippato a livelli imbarazzanti con Pet sounds dei Beach Boys e vorrei che il prossimo disco a nome Mezzala suonasse in quel modo. Ad ogni modo, devo dirti che in verità in sede di arrangiamento e di produzione artistica sia io che Mattia Cominotto (che ha prodotto l’album insieme a me) abbiamo deliberatamente ricercato un suono particolare. Ci siamo lasciati letteralmente trasportare dall’ispirazione e dall’istinto senza farci troppe paranoie, evitando di frenare i nostri bollenti spiriti. Ho suonato parecchie chitarre jingle jangle, forse questo da un tocco sessanta al tutto, e comunque siamo dei grandi nostalgici, c’è poco da fare!

Con i Numero6 state lavorando al nuovo album. Come si conciliano le tue due carriere, non hai paura che Mezzala porti via qualcosa ai Numero6 o viceversa?
Non credo proprio esista questo rischio. Anzi, come accennavo prima, il fatto di aver dato vita a Mezzala ha avuto ricadute molto positive anche sui Numero6. Ognuno di noi ha progetti artistici paralleli a quelli con la band, siano essi musicali o meno. E’ importante a mio avviso non essere costretti a dedicare ai Numero6 ogni pulsione creativa perché preserva un progetto per noi preziosissimo da pericolose ansie, pressioni, frustrazioni. Dal punto di vista strettamente pratico poi, riesco benissimo sia a scrivere e registrare che a suonare dal vivo sia come Mezzala che con i Numero6 nello stesso periodo. Mi piace un sacco essere sempre sul pezzo e impegnato. Sono un ossessivo compulsivo.

Porterai Il problema di girarsi in giro per l’Italia?
Certo che sì. Per la prima parte del tour, che inizierà a novembre, abbiamo deciso di girare in duo. Con me ci sarà il grande Tristan Martinelli, polistrumentista che suonerà un po’ di tutto. Porteremo in giro i pezzi del mio disco solista e anche cose dei Numero6 che da un po’ non suoniamo live e lo faremo in chiave più intimista e scarna rispetto all’album. Dalla primavera invece girerò con una band per un concerto decisamente più rock.

Pensi che Il problema di girarsi rimarrà una bella parentesi nella tua carriera o vorrai dargli un seguito?
Mezzala non è né una parentesi né un progetto parallelo in senso “diminutivo”. Nelle mie intenzioni Il problema di girarsi rappresenta soltanto il primo di molti dischi solistici che ho già in mente. Chi vivrà vedrà.

Ritrovare il gol – Preview

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