Home / Recensioni / Album / s/t – Pazi Mine

s/t – Pazi Mine

Sabota il fardello che ti porti dentro! Dissolvi i tuoi cattivi umori nel noise più profondo! Corri senza mai fermarti in un campo di mine mai bonificato: Pazi Mine! Aggrappati alla tela del ragno lungo giorni nati stanchi! Senti il fluire dell’oscurità del prezzo che devi pagare ogni giorno! Il primo lavoro dei Pazi Mine si apre con Witness of a recurring dream, ricco di stilettate noise prorompenti che trascinano subito l’ascoltatore in atmosfere in bilico tra i Neurosis ed i Black Flag. La batteria di Alessio Capra (Super Elastic Bubble Plastic) frammenta il tempo e lo rende archetipo di claustrofobia incombente. La voce della leader Sara Ardizzoni è spirito sinuoso e sensuale a cui ci si può solo arrendere. In Here ed Stanstill gli arpeggi di chitarra ricordano le primi intuizioni dei Marlene Kuntz. In Dissect un vortice ipnotico risucchia in una zona senza tempo dove affondare in sabbie mobili di giustapposizioni sonore. Ma il capolavoro è Square the circles, basata su un alternarsi di impulsi ritmici concentrici che disegnano impeti di armonia con spasmi di melodia crescente. In Rip yourself open, sew yourself shut c’è aggressività punk pura che si dipana in squarci di luce melodica cavalcando sempre la costante portante ritmica di tutto il disco: una vertigine di basso-batteria granitica. The thaw chiude il disco con deflagrazioni di fine millennio.
I Pazi Mine sembrano aver costruito la colonna sonora perfetta per il clima che respiriamo. Il loro rock è il succedersi di estati molto afose ad inverni molto rigidi e nebbiosi. Una grossa carica di adrenalina.

Credits

Label: Super Fake Recordings/A Buzz Supreme – 2010

Line-up: Sara Ardizzoni (chitarra, voce) – Francesco Artioli (basso, voce) – Marco Beiato (chitarra, tastiere) – Alessio Capra (batteria, percussioni).

Tracklist:

  1. Witness of Recurring Dream
  2. Here
  3. Standstill
  4. The Waves You’re Cradled
  5. Dissect
  6. Square The Circles
  7. Rip Yourself Open, Sew Yourself Shut
  8. The Thaw

Link: MySpace

Ti potrebbe interessare...

Kikagaku Moyo - Kumoyo Island

Kumoyo Island – Kikagaku Moyo

Al quinto album lo schema geometrico della band nipponica affina le coordinate per una perfetta …

Leave a Reply