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Come around sundown – Kings of Leon

1286024134_kings-of-leon-come-around-sundown-2010Mi sono sempre chiesto cosa sia il rock? Un’energia segreta che cancella le scorie della vita? Un motore emozionale ausiliario? Un rumore che sormonta il dolore che ci portiamo dentro da quando siamo nati? La migliore metafora per rappresentarlo è proprio il sole. Quindi non è un caso che il quinto album della migliore rock band in circolazione da  otto anni a questa parte abbia un titolo come Come around sundown. Sì, perché i Kings of Leon sono una macchina schiacciasassi inarrestabile. Non hanno sbagliato nessun album da quando hanno iniziato. Una crescita progressiva senza mai grossi compromessi. Si può credere nella musica che suoni con attitudine indie e arrivare a cavalcare la grande onda meritatamente, arrivando a tutti: ne sono la prova! Dopo i colori pop del pluripremiato Only by night ci si poteva aspettare un disco contenitivo per giustificare nuovi tour mondiali, invece la famiglia Followill sforna l’album che non ti aspetti. Una rivendicazione e celebrazione delle loro origini, di quel country  con sede a Nashville. Ballate apparentemente dal mood gioioso ma dense di liriche tristi. In questo disco i Kings of Leon hanno il talento di sembrare moderni pur raccontandoci quel southern-rock degli anni settanta in una maniera assolutamente innovativa. Riff e passaggi ritmici mai banali. Hanno quella dote di rendere accessibile il blues, il country e persino il gospel attraverso il filtro del rock. The end si va ad aggiungere nel filone “giro di basso che ti accellera il cuore”, come accade per le famose Closer e Knocked Up. Il primo singolo Radioactive è una sintesi dei colori del disco e preannuncia le sfumature country e gospel che si possono rintracciare in brani come Back down south e Mary. The immortals è un cristallo dai mille riflessi armonici. Le tredici tracce di  Come around sundown sembrano voler dire: “ok forse ci avete conosciuto con Only By Night ma noi siamo in grado di fare rock con l’anima come l’abbiamo fatto in Because of the Times e Aha Shake Heartbreak. Per certi versi possiamo osare sostenere che Come around sundown sta a Only By Night come Rattle and Hum stava a The Joshua Tree per gli U2. Un album che consacra i ragazzi di Tennessee nell’Olimpo delle migliori rock band di tutti tempi. Un album da non perdere per chi vuole poter sfoggiare un pensiero in futuro del tipo:  “io c’ero ed ho vissuto quegli anni fino all’ultimo sorso”!

Credits

Label: Sony BMG – 2010

Line-up: Anthony Caleb Followill (rhythm guitar, lead vocals) – Cameron Matthew Followill (lead guitar, piano, backup vocals) – Ivan Nathaniel Followill (drums, percussion, backup vocals) – Michael Jared Followill (synthesizer, bass guitar, backup vocals).

Tracklist:

  1. The End
  2. Radioactive
  3. Pyro
  4. Mary
  5. The Face
  6. The Immortals
  7. Back Down South
  8. Beach Side
  9. No Money
  10. Pony Up
  11. Birthday
  12. Mi Amigo
  13. Pickup Truck

Links: Sito Ufficiale, MySpace

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