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Quella potentissima arma che è l’ironia: intervista a Elia Billoni (Dino Fumaretto)

dinofumaretto_inter01Elia Billoni, interprete ufficiale di Dino Fumaretto: parlare con lui è stimolante come ascoltare i suoi brani. L’unica regola per resistere ad Elia è “non farsi intimorire”. La sua ironia è tagliente, spiazzante e così diversa da quella che in tanti ci propinano, quella che lui paragona all’uso che si fa del ciuccio con i bambini. Per Elia la questione è diversa: l’ironia è un’arma. Musica e parole sono complementari, ed hanno un unico intento.
Chiacchieriamo de La vita è breve e spesso rimane sotto in cui il funambolico cantautore raccoglie quindici brani e li propone nel primo vero e proprio disco. Accennando anche ai suoi progetti futuri, in maniera straordinariamente umana il giovane cantautore ci parla di quanto sia importante per lui avere alle spalle un’etichetta disposta a lavorare al proprio progetto. Un progetto folle, come noi tutti. (Soffio di vento è in streaming autorizzato)

Partiamo dal principio e cerchiamo di essere chiari. Mi devi assicurare tu con chi sto parlando: Elia Billoni o Dino Fumaretto?
Sono Elia Billoni. Fumaretto non si espone pubblicamente.

Chi viene prima dei due?
Viene prima l’autore, quindi Dino Fumaretto.

In realtà quando tutto è incominciato con il blog e con i tuoi testi, avevi già l’ambizione di unire musica e parole?
Il blog conteneva monologhi e boutade, ma anche testi di canzoni già esistenti. In realtà era raro che dai monologhi nascessero successivamente le canzoni. Io ho iniziato a suonare il pianoforte da bambino, la musica mi è sempre stata addosso e a volte mi dava fastidio, perciò scrivevo sia canzoni, sia testi che con la musica non avevano nulla a che vedere. Cioè, non io: Dino Fumaretto scriveva.

Al momento in cui si descrive la musica di un artista emergente immancabilmente si ricorre anche al “paragone illustre”. Questo è complicatissimo, se non impossibile, per il tuo progetto musicale. In mancanza di questo, puoi venirci incontro tu indicando, se ci sono, personaggi (musicali e non) che anche indirettamente ti hanno influenzato?
Forse Nick Cave e Neil Young mi hanno influenzato molto. Lo dico perché finora nessuno mi ha paragonato a Nick Cave o Neil Young.

dinofumaretto_inter02Parlandoci francamente, il tuo progetto è decisamente fuori dai canoni ed è anche facile incappare in persone incapaci di accettare qualcosa di diverso da ciò che il mercato musicale ci propina. Come ricordi le prime esibizioni? Tensione? Ansia?
Sembrerà strano, ma fin dalle prime esibizioni incutevo interesse. Magari qualche sbalordimento iniziale ma poi veniva superato, perché la gente coglieva anche l’aspetto comico. Ora, al contrario, si pensa spesso che io sia “uno che fa ridere” e quindi faccio fatica a non passare per pagliaccio. Mi devo applicare.

Nei tuoi album è sempre forte la volontà di trasportare su disco l’essenzialità del live nel quale riesci ad esprimerti al meglio. Un giorno pensi che potremmo ascoltare un disco di Dino Fumaretto più elaborato, che suoni preciso e che si differenzi dall’esibizione, o sarebbe snaturare l’intero progetto?
Il prossimo progetto che ho in mente è qualcosa di ben più elaborato; con questo disco e con questo tour chiudo una fase, chiamiamola “fase punk”. Non è nemmeno detto che il pianoforte continui ad essere protagonista. Quindi sì, aspettati una cosa diversa, almeno musicalmente; per i testi non dipende da me.

Dino Fumaretto dove vuole arrivare?
Non lo so, è scomparso da tempo. Infatti sul libretto del cd i testi e le musiche sono accreditati al sottoscritto: siccome Dino non si fa trovare abbiamo dovuto depositare i pezzi a nome mio.

Ed Elia Billoni lo seguirà sempre? Non soffre un po’ la forte personalità di Fumaretto o sono perfettamente compatibili i due?
Io mi sto costruendo una mia autonomia, ho una valanga di canzoni di Fumaretto che posso sfruttare, anche se lui non si fa più vivo. Se ritorna sono contento, se non ritorna affari suoi. Io vado avanti. E poi diciamolo: Dino non è in grado né di cantare né di suonare.

Ora hai il supporto di un’etichetta come Trovarobato, che gode di strutture e capacità. Cosa cambia ora per te rispetto a prima?
Cambiano moltissime cose, te ne dirò una: mi sento meno solo. Guarda che è importante.

Parliamo dei tuoi video: come nascono le idee? Cosa c’è dietro? Cosa cerchi di aggiungere con essi ai brani?
Le idee nascono proprio dalla povertà dei mezzi. Definisco i luoghi, che poi alla fine è uno solo: una casa e il suo giardino. In questi spazi ristretti faccio muovere i pochi personaggi, e le azioni sono anch’esse ben definite e limitate. Ogni tanto sembra aprirsi qualche squarcio. Sembra. Cerco così il modo più giusto per esprimere visivamente le canzoni dell’album.

Come ultima domanda ho riservato la più difficile. Dove nasce il cinismo e l’angoscia che caratterizza Fumaretto? L’ironia è un mezzo o una necessità?
L’angoscia e il cinismo nascono fondamentalmente da un disagio esistenziale/sociale, e allora ci ribelliamo, scoprendo successivamente che questa percezione del disagio è comune a tanti adolescenti e pretesi poeti adolescenziali; di conseguenza ci ribelliamo a questo stereotipo del disagio e alla moda della depressione, e infine ci ribelliamo a noi stessi. E’ un lavoro di costruzione e decostruzione, perché abbiamo il terrore della morte. L’ironia, se ben attrezzata, è l’arma più potente contro la morte, anche se molti la usano come si usa il ciuccio, facendomi venir voglia di suicidarmi. Ti giuro che non mi sono mai sbottonato così tanto in un’intervista.

dinofumaretto_inter03Rilancio: se taluni usano l’ironia “per non pensare”, sono loro a perderci, ma secondo Elia Billoni invece, come bisogna usare l’ironia?
Intendevo dire che, proprio per non fare della “facile ironia”, bisogna perderci del tempo, studiare, limare prima di portarla alle estreme conseguenze. L’ironia è una bomba che puoi trasformarsi in una spada, o in  un fucile con o senza silenziatore, o in tanti altri modi, l’importante è che non ti esploda in mano (se rimane inesplosa forse è anche peggio). Questo è l’uso dell’ironia per come lo intendo io, sia chiaro che non pretendo di dare lezioni a nessuno. Non sono nemmeno laureato: ho dato tre esami in due anni all’università statale di Milano, anzi il terzo esame nemmeno l’ho convalidato. In fondo sono solo un interprete.

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