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Guardia ’82 ed espressioni di leggerezza: intervista a Dario Brunori (Brunori Sas)

brunori01okPeriferia di Padova, una serata di giugno fresca e minacciosa di pioggia. Questa sera, sul palco dell’Hey Sun! Festival – un’idea de La Mela di Newton e Unwound Club – si esibisce la Brunori Sas.
Dopo il concerto, aspettiamo il socio accomandatario Dario Brunori al tavolo del bar e, di fronte a una bottiglia di vino rosso, discutiamo dell’ultimo video della Sas, Guardia ’82. In questa intervista volevamo presentarvi il video, ma Dario parla a ruota libera ed è un piacere ascoltarlo.
Così, dimentichiamo gli intenti, finendo anche con il tracciare un bilancio annuale della piccola impresa, perché dal nostro ultimo incontro di cose ne sono cambiate parecchie. (Si ringrazia Pippola Music; foto di Emanuele Gessi)

Da qualche giorno si può vedere il video di Guardia ’82, secondo singolo estratto da Vol.Uno. Com’è nata l’idea del video? Raccontaci qualcosa della lavorazione, della collaborazione con il regista…
Il video è nato dalla collaborazione con Giacomo Triglia, che già aveva realizzato il precedente video Come Stai. Lui è un regista molto aperto alla collaborazione, cerca sempre di entrare dentro la canzone e di capirla. Ne abbiamo parlato molto: lui non è un regista con il piglio “faccio io e fidati di come vanno le cose”, perciò siamo partiti da un’idea comune, come avevamo fatto anche in precedenza. Ci siamo incontrati e ho cercato di comunicargli l’immagine che avevo del video. L’intenzione era di essere abbastanza didascalici, il video, anzi, doveva esserlo ancora di più. Mi piaceva l’idea che le immagini non distraessero dal testo della canzone.

In effetti questo video è prima di tutto un bel racconto…
L’intenzione era questa, benché ci siano stati alcuni aggiustamenti in corso d’opera perché il video che avevamo in testa era davvero molto cinematografico, per realizzarlo ci sarebbe voluta una struttura che non avevamo. Abbiamo corretto il tiro e penso che il risultato sia buono: il sapore del video probabilmente deriva anche dalla percezione che alcune cose siano state realizzate in maniera artigianale, se vuoi, un po’ sul momento.

Il risultato corrisponde quindi all’idea che avevi?
La sceneggiatura segue molto l’andamento del brano, ciò che mi auguro è che il video riesca a raccontare anche quello che può essere il metatesto. Nel brano c’è qualcosa in più rispetto al fatto narrato e spero che il video riesca a trasmettere anche questo.

L’avete girato nei luoghi originali della tua canzone? Le comparse sono gli abitanti di Guardia Piemontese?
Sì, molte. Il video in effetti è stato anche un po’ travagliato perché dovendo uscire prima dell’estate abbiamo dovuto fingere che fosse estate quando in realtà non lo era affatto; di mezzo c’erano anche i bambini e di conseguenza le mamme con i cappotti in mano che li rivestivano dopo ogni take. Ne è valsa la pena, però, perché i luoghi sono perfetti, lo scenario è naturalmente suggestivo e sarebbe stato assurdo non approfittarne.

Stai definitivamente conquistando la Calabria…
Assolutamente sì, ora spero che riusciremo a conquistare i comuni e le province, così potremo chiedere qualche finanziamento per la piccola impresa! Perché questo è il nostro obiettivo fondamentale!

brunori02okLa domanda più importante riguardo al video: in rete c’è un video backstage in cui discuti in barca con il tuo dipendente Dario Della Rossa, accusandolo di non saper remare. Poi spuntano le foto scattate durante le riprese del video di Guardia ’82 e vedo un sub che tiene la barca dritta mentre remi. Ma allora sai o non sai portare la barca?
Ecco, ora ti dico la verità: io ho girato in data dieci maggio – e i più attenti cronisti musicali si accorgeranno che la camicia che indosso nel backstage non è la stessa del video – una scena che mi vedeva impegnato a remare su una barca enorme, facendo una fatica altrettanto enorme. Dopo aver vogato per due ore, quando ormai avevo già le braccia bruciate e le dita spellate, il Della Rossa, pur non essendo lui uomo di mare, decide di venirmi ad aiutare… remando al contrario! Ci tengo a chiarire chi sa remare e chi no!
Nel video vero e proprio, il regista mi ha detto che la scena è stata tagliata perché sudavo eccessivamente. So che il sudore è molto estivo, e sarebbe piaciuto soprattutto alle mie fans, però il regista mi ha detto: “Il tuo sudore mi fa schifo”. E così abbiamo assunto un sub, che faceva da motore umano. Io remavo e lui correggeva la mia traiettoria. Ma io remare, remavo! Ho un certo bicipite, non per vantarmi!

Quando ho visto per la prima volta il video, ho pensato che la canzone e le immagini mi avrebbero accompagnata durante questa estate che sta arrivando. Anche se in realtà il Vol.Uno della Brunori Sas ci accompagna già da un anno. Com’è cambiata la piccola impresa calabrese dalla nostra prima intervista ad oggi?
Il disco è andato molto bene, siamo molto oltre le aspettative iniziali che ci eravamo raccontati nell’intervista di un anno fa. Ne abbiamo discusso anche con i miei dipendenti… probabilmente ci sono state anche alcune coincidenze fortunate ad aiutarci nel percorso: il pubblico che si interessa alla nostra musica è molto presente su internet. La rete e i social network permettono una velocità di passaggio incredibile; dieci anni fa, in termini di numeri, questo successo non sarebbe probabilmente stato possibile. C’è stato molto passaparola e questo ci ha aiutato a creare uno zoccolo duro di persone che seguono il nostro progetto. Noi stiamo vivendo adesso il nostro periodo di grossa comunicazione del disco. Chiaramente prima di tutto viene il fatto che il disco sia piaciuto, altrimenti comunque non saremmo qui.

Avete incontrato un pubblico entusiasta in molte date, dalle grandi città, come Bologna, Milano, Roma, alle realtà più piccole come quella di questa sera, segno che la vostra musica ha saputo imporsi…
Il nostro è un progetto trasversale, giudicheremo più avanti ma io già penso che questo sia un bene. Abbiamo suonato nei posti più disparati, ora suoniamo anche alle feste di piazza in Calabria, di fronte anche a persone che non ci conoscono affatto, per cui potremmo anche fare le cover della Formula Tre per quel che ne sanno. Eppure va bene, probabilmente perché riusciamo a guadagnarci le simpatie del pubblico, riusciamo a trasmettere, per usare un termine un po’ hippy, energia positiva.
Quando le persone ci vengono a salutare dopo i concerti sono sorridenti e questo ci fa molto piacere. Una cosa che non amavo molto della scena indie era il vedere molti progetti anche di grande qualità, ma tutti collegati ad una sofferenza intestina, ad un nervosismo contro il mondo. Va anche bene, non voglio essere il fautore del “volemose bene” ma penso sia importante recuperare anche espressioni di leggerezza, il che non vuol dire essere frivoli, cazzari e disimpegnati ma anche sapersi vivere sorridendo.

E nel frattempo, con tutti questi concerti, non ce l’hai il tempo di comporre un “volume due” immagino..
In realtà no. Alcune cose, come hai sentito, le sto proponendo già – Giraffa morta, Con lo Spray e ora stiamo scrivendo Una domenica notte, brano che certamente finirà nel Volume Due – ma voglio prendermi il tempo di fare le cose per bene, al di là del fatto che oggettivamente ora c’è un’aspettativa da parte del pubblico e questo condiziona.

L’importante è che l’aspettativa del pubblico non diventi un freno!
E’ inevitabile un condizionamento: quando scrivi una prima opera completamente svincolata, che non proviene da altro se non da quello che vuoi esprimere tu, perché per me è stato così, sei onesto e libero. Chiaramente quando questo diventa “mestiere”, perché ci sono un’etichetta ed un pubblico, devi essere bravo a tenere la giusta distanza, oppure a giocare l’aspettativa a tuo favore, in modo che sia uno stimolo per migliorare alcune cose, limare quelle imperfezioni frutto della genuinità e lavorare invece su alcuni aspetti formali che sono poi parte della bellezza del disco.
Con i miei musicisti sarà più semplice: loro sono musicisti veri e mi aiuteranno molto a incanalare il tutto nel modo giusto. Voglio fare uno scalino, un gradino in più. La genuinità rimane per sempre collegata ad un preciso momento, sarebbe sciocco cercare di recuperarla e riprodurla.

brunori03okMi sembrano ottimi propositi! E nel frattempo proseguite l’attività dal vivo..
Abbiamo tantissimi live, festeggeremo probabilmente il centesimo a fine agosto quindi siamo contenti. Ora stiamo cercando di trovare un accordo con il nostro manager perché alcuni spostamenti – un giorno a Bolzano, il giorno dopo a Reggio Calabria – sono un po’ folli, ma ci piace molto così.
Divideremo anche il palco con artisti importanti come Diaframma, Edda, Zen Circus, Ok Go e anche gli Editors, che tra l’altro mi hanno recentemente telefonato chiedendomi se per quella serata possiamo fare un live più moscio del solito perché sono intimiditi all’idea di suonare dopo di noi! E pure i Simple Minds ci hanno chiesto di stare un po’ calmi! Vorrà dire che cercheremo di non suonare la cover di El Diablo, anche se la reunion dei Litfiba ci ha molto colpiti e sappiamo che è anche merito della nostra cover!

Guardia ’82 – Video

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