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Pazzo il mondo che risuona di Bellezza: Musica Nuda @ Teatro Arcipelago – Pianoro (BO) 31/10/08

Halloween: notte di streghe, di spiriti che tornano nel mondo dei vivi. Almeno questa è la leggenda, la realtà è un’altra, e tutti lo sappiamo: Halloween significa divertimento, trasgressione, e tanti giocattoli, dolci e costumi da comprare ai bambini (e non solo). Io sono pronto a rompere il meccanismo di questa “macchina per soldi”, tuffandomi come granello di sabbia nell’ingranaggio di un orologio. Tra le tantissime serate a tema, in quel di Bologna sono riuscito a trovare qualcosa di diverso e più puro. A due passi dalla città, ai piedi delle prime montagne dell’appennino, c’è Pianoro, con il suo circolo, i suoi campi sportivi, e tante persone comuni che seguono con attenzione il cartellone del loro piccolo teatro. La sala è completamente piena, ed i biglietti esauriti da giorni: nonostante la copiosa pioggia nessuno si è intimorito. Allo spegnersi delle luci fanno il loro ingresso sul palco Ferruccio Spinetti e Petra Magoni, mentre le note si diffondono nitide nell’aria a spandersi contro le bianche pareti, come colorate e dense tempere su una tela. Musica Nuda come alberi spogli in autunno, che mostrano l’essenza, quella che dura. Musica Nuda come gioia profonda, priva dell’inutile, perfettamente reale. Musica Nuda come reinterpretazione del classico, stravolgimento del cliché, come musica spogliata da ogni pudore.

Ferruccio Spinetti e Petra Magoni portano nel loro spettacolo un repertorio talmente vasto ed improbabile che nemmeno ha senso ripercorrere i ricordi e le sensazioni seguendo la scaletta, dimenticata e stravolta persino dagli stessi artisti. Il concerto dei Musica Nuda è qualcosa che fa bene, prima alle orecchie, poi oltre, andando a reclamare e spolverare sensazioni perse per strada. Sembra di tornare dopo tanti anni in una vecchia casa di montagna, dove da piccoli si passavano magnifiche giornate invernali: si accende il camino, si scaldano pareti e pavimenti mentre con una mano si tornano ad assaporare le superfici dei quei mobili e cuscini pieni di ricordi, ora coperti da uno strato di polvere, che si scopre più sottile e leggero di quanto si potesse pensare.
I Musica Nuda, con canzoni scelte con attenzione spaziando tra i più svariati generi, creano ponti immaginari tra passato e presente, reinterpretando motivi, il più delle volte, largamente conosciuti. Sul palco non c’è niente oltre al contrabbasso di Ferruccio in compagnia della la versatile e schizofrenica voce di Petra; sotto il palco solo occhi luccicanti di entusiasmo e stupore. Perchè la magia alberga nello stupore, qualunque esso sia, e questa sera l’incantesimo è dato dalla fusione di voce e note, movimento e staticità, fantasia e precisione. Si apre con una frizzantissima Message in a bottle dei Police per finire, dopo due richiestissimi biss, con il classico di Gloria Gaynor, I will survive. Tutto quanto perde forma, acquistando nuovo splendore.
In una travolgente versione di Bocca di rosa il tempo si velocizza fino all’impossibile, mantenendo intatta l’eleganza “d’impianto” originale del grande Fabrizio De Andrè. Sul palco sale anche la splendida voce di Silvia Donati. E tempo per la sensualissima Fever, resa famosa nella versione di fine anni ’60 interpretata da Peggy Lee. Tra una nota e l’altra c’è tempo per battute e dialoghi con il pubblico, in un clima informale e amichevole. Non sembra di essere di fronte ad un duo che ha registrato il suo ultimo album per la prestigiosa etichetta statunitense Blue Note (55/21). Petra e Ferruccio scherzano, scambiano sguardi di intesa, ammiccano al pubblico. Le reinterpretazioni non sono le sole carte in mano ai Musica Nuda: artisti del calibro di Cristina Donà e Pacifico hanno donato parole, sicuri che la musica sarebbe nata da sé. Grazie a queste rare e preziose collaborazioni possiamo ascoltare Pazzo è il mondo!? e la delicatissima La pittrice di girasoli. Deliziosa nel suo salire e scendere in un morbido pop, Km e dolori, in una sera come questa, può dividere il palco con un’energica e latina It had better be tonigh/Meglio sta sera (brano presente nel film The Pink Panther del 1963). Inusuali accostamenti di note creano un clima desertico, rimandando la mente alle enormi distese nordafricane: Il cammello e il dromedario scuote il pubblico con il suo ritmo e con la splendida musicalità delle parole. Dal continente nero all’Inghilterra degli anni ’60 dove il beat impazzava tra le urla delle groupie: Come toghether (The Beatles), sostenuta da un grandioso contrabbasso, spicca tra acuti graffianti e sinuosità.
Come se rimbalzasse su tappeti elastici, il continuo mutamento di genere musicale, porta la mente a volteggiare in aria, tra eleganti capriole e divertenti acrobazie.
La musica è nuda perchè riacquista, paradossalmente, una propria identità proprio nella reinterpretazione. Il nudo svela la sensualità delle curve del corpo, e così il duo Spinetti-Magoni offre una visione particolare della musica: la spoglia, fino all’ossatura più intima, scoprendo le curve della pelle, dei muscoli contratti e tesi, delle ossa sporgenti e quelle più nascoste. La musica prende una nuova forma, dalle sembianze umane: rapida e articolata come dita, dolce e feroce come una bocca. Musica Nuda è come il corpo dell’uomo vitruviano di Leonardo, immagine e misura di tutto, macchina perfetta, apice di Bellezza. (Lost Gallery)

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