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Caduto – Alessandro Grazian

Caduto, come un angelo che custodisce in sé la grazia celeste e l’umana inquietudine. Caduto, un corpo che non cerca difese, che non sa “giudicare la differenza tra un dolore e un premio speciale”. Caduto, un animo che non sfugge gli spasimi e sa darsi a La differenza. Una qualità che svela un’essenza, una collezione di figure, nature e tracce, insieme di segni da cui emerge un tutto da ri-costruire mentre continua a dispiegarsi, ad esistere nel divenire. Una musica. La musica di un’anima che, offrendosi, crea una bellezza intima ed incantevole lasciando che le sue piaghe stillino meraviglia, un liquido denso e lucente di aneliti e timori, di fragilità e palpiti, di malie e gesti rappresi… senso di un corpo che abita il mondo sentendo. Da questo senso suoni e parole sbocciano come deiscenze che liberano colori ammalianti nella loro delicatezza, su cui l’arpa e il violoncello, insieme ai fiati, spandono un vento che scosta garze leggere di madreperla, sipari di cristalli, per mostrare stanze fatte di pennellate, fotografie di dettagli, spazi dipinti da storie ed aperti da cosmi esplosi.
Tra le dita e le labbra di Alessandro Grazian il linguaggio diventa sangue, una linfa scura ma splendente con cui disegnare universi, astri e stati d’animo, un umore serico che cola sulla pelle di chi ascolta per avviluppare i suoi sensi. Il giovane creatore di canti e cantore di storie coglie le parole come fossero gemme e le intreccia in una ghirlanda a cui resta la possibilità di fiorire all’infinito… di tras-formarsi in un bacio sulle palpebre, in una carezza nel centro del petto, in una piuma di respiro che sfiora le ciglia e i polsi per conquistare le profondità più recondite. Nei recessi avvinti resta un ricamo opalescente d’organza, quello ordito da Tattile, Serenata, Santa Sala, resta, con Ottima, Via, Ammenda, il precipitare delle parole che si tramuta in volo. S’annidano negli abissi della carne le Prosopografie, sguardi che si sof-fermano tra i margini delle parti che costituiscono il tutto, nei punti di contatto in cui nasce l’insieme, da queste emerge l’identità, la sostanza che riconosce se stessa e che porta l’anima al corpo e il corpo all’anima.
Grazian fonda e compie questa meraviglia, frutto maturo di un albero che promette antere feconde, attraverso una scrittura preziosa e una musica che è fiamma sinuosa, una vampa che brucia non per generare cenere, ma per far nascere un pulviscolo iridescente. I gesti raccolgono questa polvere iridata e con essa dipingono suoni, mentre una mano sapiente apre lo scrigno della lingua trovandovi perle di luce da intrecciare con la grazia e l’eleganza, con tali fili e sfere tesse un abbraccio di raffinate seduzioni, un manto di lune e nuvole che stende sugli occhi per condurvi bellezza. La maestria di musicisti come Enrico Gabrielli, Alessandro Arcuri, Gianbattista Tornielli e Maria Anna Russo illumina questo incantesimo, lo impreziosisce di aperture e respiri, di danze, di battiti attraverso i quali vengono raggiunte altezze e create vertigini.
La vera realtà… basta soltanto illuminarla nel profondo, con un raggio di stella. Allora tutto diventa insolito, instabile, limpido e al tempo stesso intricato. Le forme germogliano e mutano. Si interscambiano e così creano la realtà di un universo di segni e di simboli nel quale le figure migrano da un regno all’altro, sfiorano con i piedi le radici, anzi sono esse stesse radici e si dissolvono nella chioma delle costellazioni. Questo è una sorta di linguaggio segreto composto di formule incantatorie, che viene prima delle parole, dal tempo in cui ciò che gli uomini immaginavano e presagivano era più vero e più reale di quel che vedevano, e in cui era la sola realtà” (Joan Mirò). Caduto è questo linguaggio segreto, quel raggio di stella.

Credits

Label: Trovarobato/Macaco Records – 2005

Line-up: Alessandro Grazian (voce, chitarre acustica, chitarra acustica 12 corde, mandolino, piano a muro, harmonium) – Enrico Gabrielli (clarinetto basso, clarinetto in la, clarinetto piccolo, flauto traverso, glockenspiel, piano a muro, wurlitzer, melodica) – Giambattista Tornielli (violoncello) – Maria Anna Russo (arpa) – Alessandro Arcuri (contrabbasso) – Romina Salvadori (voce); Testi e musiche di Alessandro Grazian; Arrangiamenti a cura di Alessandro Grazian, Enrico Gabrielli, Giambattista Tornielli

Tracklist:

  1. Caduto
  2. Ammenda
  3. Prosopografie
  4. Santa Sala
  5. Tattile
  6. Novizio
  7. Oggi hanno vinto loro
  8. Ottima
  9. Vado a Canossa
  10. La differenza
  11. Serenata
  12. Via

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