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Drink To Me – The Organic Tour!

Chi ha già avuto occasione di imbattersi nel combo di stanza a Torino sa bene a cosa andrà incontro: con una manciata di EP auto-prodotti i Drink To Me hanno gettato le basi del loro sound, acido, spiazzante, spietato come un pugno in pieno stomaco e romantico come una serenata alcolica urlata a squarciagola. Ora “piccole pesti crescono” e una volta trovato rifugio nella varesina Midfinger (One Dimensional Man, Jeniferever, Hollowblue…) volano negli studi di Londra della indie label per registrare il loro primo full-lenght, Don’t Panic, Go Organic!.
L’opener impasta la furia sonica di Thurston Moore e compagni con le alienazioni metropolitane dei Liars, e non appena i 4 minuti netti di Dancing on Tv si esauriscono ecco che ti arriva il primo schiaffo in piena faccia e ti ritrovi ad agitarti con un perfetto indie-rocker sulle note travolgenti di Frozen Gorge (gli Art Brut sotto anfetamine? Gli Arctic Monkeys dopati di post-punk?), giocata sul filo eccitante di stop e refrain da capogiro.

Ma Marco (voce, chitarra e synth), Carlo (basso e voce), Francesco (batteria e voce) e Pierre (chitarra) non si accontentano e ti prendono nuovamente in contropiede piazzandoti una ballata sghemba, storta come una bottiglia di gin di troppo e vibrante come il corpo di una bella donna, Drunk-on’s ha il sapore caldo della voce impastata di Marco e la pelle ruvida delle chitarre irregolari che gemono sul finale. La furia giovane del quartetto (che dal 2007 è in formazione ridotta con la fuoriuscita di Pierre per una pausa (?) all’indomani delle registrazioni del disco) è sublimata dal sapiente lavoro in fase di missaggio di Andy Savours (assistente di Alan Moulder e dietro al banco mix per Blonde Redhead, YYY’s e The Horrors), che dell’anima punk, selvaggia e grondante passione dei Drink To Me ha esaltato i colori violenti e le sfumature opache, come nel fremito sudaticcio di Paso Adelante che rievoca i primissimi Cure inzuppati nel fango noise con cui sono cresciuti i nostri. Una sana dose di follia aleggia su tutto l’album e basta scivolare nel loop schizzato di Put Your Head in the Sky per immergersi nel flusso insano che sgorga dalle liriche strampalate e altamente ironiche e dalla massa feroce e infetta della sezione ritmica che pesta come se ogni battuta fosse l’ultima della vita (I Love My Job). I Drink To Me non vogliono riappacificarti con il mondo, e tanto meno con i tuoi fantasmi, piuttosto vogliono scuoterti, turbarti, trascinarti nel fondo e regalarti uno sprazzo di luce (al neon!) e anche quando si concedono una pausa con la ballata dolente Because Because è una minaccia scura quella che batte in petto, un grumo di nervi tesi a fior di pelle pronti a esplodere – dopo i sussurri agrodolci di Marco e l’indolente lascivia di basso e batteria – in una deflagrazione di chitarre shoegaze che liberano dalla sofferenza come un pianto a dirotto. (http://www.myspace.com/drinktomeband)

Calendario Tour

19 Feb 2008 Ulisse Barnum w/Bud Spencer Drunk Explosion, Firenze

21 Feb 2008 Jail w/The Tableaux Parisiens, Napoli

22 Feb 2008 La Chiave, Catania

23 Feb 2008 Ramses Floridia, Siracusa

24 Feb 2008 I Candelai, Palermo

27 Feb 2008 Circolo degli Artisti w/ ART BRUT, Roma

28 Feb 2008 At Crazy House w/Key-Lectric Fano, Pesaro

29 Feb 2008 Arterìa, Bologna

13 Mar 2008 tba, London, London and South East

14 Mar 2008 tba, London, London and South East

15 Mar 2008 tba, London, London and South East

11 Apr 2008 Controsenso, Prato

24 Apr 2008 Centrodentro, Torino

25 Apr 2008 Il Caino (@ Groove) Aquino, Frosinone

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