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Bastian contrario – IG

Il violoncello fa del suono una lama e rende apertura l’incontro tra l’elettronica e i sapori delle corde e delle pelli, un’apertura verso ed attraverso la quale conduce una voce lirica, la voce di una bellezza eterea e suadente, apollinea e dionisiaca. Il canto e il suono si fanno materia di un’impalpabile dimensione acquatica, la dischiudono e dispiegano facendo dono della sua carne fatta di infinite gocce di sangue e cristallo, di pensieri fluidi, degli umori dei palpiti e di respiri condensati…gocce che si tramutano in onde e ritmi, che erodono, che si estendono e che distendono, che accarezzano, penetrano. Tra i vapori s’innalzano oniriche visioni, si pre-annunciano colori e forme di danze e voli, già si rivelano lingue e parole, battiti e mani, bocche e sensi, figure d’ombra, trasparenze opalescenti ed opacità trafitte di luce. È tessendo e dipingendo un altrove che la musica del Bastian contrario giunge all’anima, raggiunge le viscere, tocca l’essenza. È facendosi altrove che la musica dell’Intima ordaLia rap-presenta un sogno, intreccia sogni disponendoli in forma di mare che dilaga ed afferra.
Cerchi compatti e piatti, stretti nell’abbraccio della carta, chiedono dita ed occhi, reclamano il sentire e gli offrono i propri echi…di suoni e silenzi, di parole fatte musica e ricami d’inchiostro. Le pagine, tangibile pelle del sogno, hanno ricevuto il carezzevole bacio dei pensieri, rap-presi in segni, tracce permanenti in dialogo con le armonie e le melodie, bianche e scure lune che illuminano le canzoni. L’incanto custodito dal cerchio, dai cerchi, si lascia udire e leggere, sentire e guardare, soffia tra le ciglia e bacia le orecchie, risveglia i sensi e li tramuta per sé in culla, dove giacere stillando meraviglia.
Le anime si riconoscono ancor prima che le persone si conoscano”, quelle di Ivana Gatti e Gianni Maroccolo si trovano e scoprono ad ogni nota, il loro incontrarsi è un mondo racchiuso in una scintilla, un universo che implode rendendo ogni sostanza più prossima, toccata e toccante. Ci si sente così mettendosi in ascolto di questo cosmo di due lettere, Ig, si avverte il proprio essere tra le aderenze di anime che scorrono insieme, lì dove le alterità si congiungono e con-fondono plasmando un luogo onirico.
Quando la veglia si accinge a farsi fecondare dal sonno, per il pitagorismo è la musica ciò che può preparare l’anima all’altrove, ciò che la rende capace di entrare in contatto con un mondo divino, il mondo della verità che nel sogno accoglie l’uomo. Questo credo ancestrale risuona nella musica del Giallo e dei Padri, si ripresenta attraverso un’elettricità fattasi sussurro di carezze e fantasmi, appare tra tasti d’ebano e candore. Non è ingenuità o follia, qui davvero la musica prepara l’anima ad un altrove che al contempo occasiona, la porta al cospetto di visioni e sogni rendendola sensibile ai tocchi di questi, la rende materia pura e sottile cosicché possa scivolare tra le pieghe di un mondo nato da sguardi immaginifici che si sono nutriti di canti e suoni. Si ascolta il montare di una marea fatta di tredici gocce, bagliori sonori d’acqua e fuoco, e poi si chiudono gli occhi perché si risveglino dentro dodici sogni sognati da Fabio Massimo Iaquone e Luca Attilii. Strette dal medesimo abbraccio di carta e carne, le musiche e le visioni danzano insieme, il suono illumina il sogno che ha generato, a cui ha aperto le anime affinché vi trovassero sensi e verità coagulate in luci.
Sono sguardi che attraversano e si pongono dentro la musica quelli di Iaquone ed Attilii, sguardi che insieme ai suoni raccontano la desiderabilità e il desiderio dei corpi, possibili istallazioni che tingono di brame pareti e spazi. Nel canto le membra e gli antri dell’anima fioriscono in visioni che evocano l’invisibile fondersi delle carni e dei pensieri, ogni battito di ciglia dischiude l’intuizione di un non-luogo fatto di bellezza, un oceano di musica dove galleggiare per sentire il fondo, il profondo…e conservare memoria di un imperativo che sfiorandoci si fa fremito: “Non aver pudori/tocca un po’ di te

Credits

Label: Ala Bianca 2007

Line-up: Ivana Gatti (voce, pianoforte, tastiere, programmazioni, theremin, wurlitzer, snaps & heels) – Gianni Maroccolo (basso, wurlitzer, electronics e cori) – Antonio Aiazzi (tastiere, fisarmonica, pianoforte) – Daniela Savoldi (violoncello) – Luca Bergia (batteria, percussioni, metallofono, grancassa, bells, piatti, cori) – Cristiano della Monica (batteria e percussioni in Padri)

Tracklist:

  1. Sotto sotto
  2. Se vuoi
  3. Bastian contrario
  4. Lei
  5. Capita
  6. Pace e veleno
  7. Intima ordaLia
  8. Presunti accenni che fan piovere
  9. Padri
  10. Resta
  11. Giallo
  12. Bonus Track:
    Sotto sotto (by Riccardo Tesio)
    Resta (by Lorenzo Cherubini)

Tracklist dvd::

  1. Sotto sotto
  2. Se vuoi
  3. Bastian contrario
  4. Lei
  5. Capita
  6. Pace e veleno
  7. Intima ordaLia
  8. Presunti accenni che fan piovere
  9. Padri
  10. Resta
  11. Giallo
  12. Bonus Track:
    A.M.O.R.E. (ancora. mordo. onde. regolari. ermetiche)

Links:Sito Ufficiale,MySpace

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