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The legendary indian aquarium and other stories – Angela kinczly

“Le cose più strane non sono che tre. La prima è che posso anche vivere senza di te. L’altra che in fondo si vede che io muoio per te. Infine che senza di te le cose più strane son tre.” Inserite The Legendary Indian Aquarium and Other Stories nel vostro lettore cd e chiudete gli occhi. Le note che vi avvolgeranno vi porteranno in un mondo parallelo, fatto di pura poesia e vi perderete facendovi cullare dalla voce di Angela Kinczly.
Angela Scalvini (il cognome Kinczly è preso in prestito dal nonno ungherese) musicalmente cresce a Brescia, dove studia fin da piccola clarinetto e chitarra classica. Durante il periodo del conservatorio prende parte a un progetto originale, i Synaesthetic Sound, che alla fine muta in Sin’Sound Explosion. Ma è l’incontro con Maurizio Rinaldi (un jazzista di alta levatura), Isacco Zanola e Beppe Gioacchini (percussionista) che determina una vera svolta nella carriera di Angela. Viene infatti registrato un primo demo omonimo, cui fa seguito un secondo demo, Me and You. Il punto di forza di Angela però sono le performance live cariche di fascino e che portano sotto il palco molti appassionati. Nel 2006 incontra la Kandinsky Records e pubblica The Legendary Indian Aquarium and Other Stories.
La musica di Angela Kinczly mescola il folk, la canzone d’autore e suoni elettronici, ma anche il jazz, il tutto trasformato in un genere denominato da lei stessa elettrofolk. Partono le note e inizia il sogno. Un piano ci accompagna mescolandosi con note che sanno di elettronica e la voce di Angela ti avvolge dolcemente emergendo dalle note di Venus. Nella seconda traccia, The Bench, sono le corde di una chitarra acustica ad accompagnare la voce. Arriva anche il suono di un clarinetto a dare un tocco di jazz all’atmosfera ovattata che ci avvolge ascoltando questo pezzo. Ancora una volta è il suono di un clarinetto ad accompagnarci. Siamo in ascolto di Envie, brano cantato in francese e dal suond spiccatamente folk. Chiudiamo gli occhi e siamo seduti ad un tavolino di uno di quei caffè parigini, dove una coppia di innamorati sta ballando facendosi cullare dalla voce di Angela. Black Beast fa uscire il lato elettrico della musica di Angela Kinczly, con qualche sferzata di chitarra che ci regala quel tocco vagamente rockeggiante. La traccia successiva, Canone, è forse quella più particolare dell’intero album: atmosfere che ci portano tra le fate e i folletti di un bosco irlandese, una voce delicata che scandisce parole in una lingua incomprensibile, che sa di antico. Il suono di una chitarra e qualche lampo elettronico interrompono a tratti questo canto, ma non l’armonia e la pace che ci regala. Stay By My Side e I Could Die ci accompagnano con le loro atmosfere adatte per quelle sere dove fuori fa freddo e tu vuoi solo farti cullare da una buona tisana che sa d’autunno e da una voce che ti accarezza. Suoni della natura, di quelle mattine di nebbia leggera con un timido sole primaverile che viene a riscaldarci dolcemente e una chitarra acustica. Nel nostro prato fiorito, la voce delicata di Angela ci regala la sua dolce ninna nanna, Lullaby, resa ancora più soave dalla frase finale in francese. “E poi non dire che non c’è un po’ di nebbia e autunno tra me e te”: L’ultimo brano, Le Cose Più Strane (presente anche nella versione inglese e in quella francese), ci racconta un amore malinconico, di quelli che vuoi far continuare nonostante tutto. Note che sanno d’autunno, di foglie che cadono dolcemente, di foschia che ti abbraccia.
The Legendary Indian Aquarium and Other Stories è un album avvolgente, sognante. Ci fa viaggiare tra le sue atmosfere. La voce di Angela Kinczly è vellutata, ti culla come i canti delle sirene ed è impossibile non rimanerne affascinati. Un disco per chi sa ascoltare e sa farsi coccolare dalle note. Un disco che dimostra che Angela Kinczly è una vera artista di qualità, che sa regalare emozioni.

Credits

Label: Kandinsky Reconds/ Audioglobe – 2006

Line-up: Angela Scalvini (voce, chitarra, clarinetto) – Isacco Zanola (basso, synth, programming) – Maurizio Rinaldi: (chitarre)

Tracklist:

  1. Venus
  2. The Bench
  3. Envie
  4. Black Beast
  5. Canone
  6. Stay By My Side
  7. I Could Die
  8. Lullaby
  9. Le Cose Più Strane

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