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Piccoli fragilissimi film – Paolo Benvegnù

benvegnucd.jpgCi sono forme palesi di espressione. Musica e parole mescolate con impeccabile mestiere e chiamate arte. Perché gli uomini si fermano a guardare, cogliere, descrivere solo quello che hanno di fronte. Quasi mai quello che c’è dietro le loro spalle, o sotto i loro piedi, o sopra la loro testa.
Ci sono poi forme meno palesi di espressione. Piccoli e abili giocolieri di emozioni e note, di sillabe e suoni. Artisti coraggiosi che sciolgono nodi e regalano speranze e prese di coscienza, non illusioni. Che si specchiano negli altri per condividere, non per compiacersi. Questo è Paolo Benvegnù. I suoi brani sono pozioni magiche. Che guariscono. Ammalano. Frammenti di realtà, Piccoli fragilissimi film.
Perché c’è chi cerca la poesia e c’è chi se la ritrova tra le mani.
Dopo la felice avventura artistica con gli Scisma, nel 2004 torna sulla scena da solista con Piccoli fragilissimi film. Undici brani di profonda e stupita bellezza. Una voce calda di rassicurante presenza.
Un inizio di note in piccoli salti, leggeri, su pianoforte. Il mare verticale, un brano che si ispira ad un libro di Giorgio Saviane. “Io lascio che le cose passino e si sfiorino senza toccarsi”. Accettare la corsa del tempo. Accettare la propria diversità. Il disincanto. Guardare e non reagire. Reagire per non guardare. Rabbia delicata di miele colante nel finale.
Cerchi nell’acqua. L’ intro è uno sguardo tra occhi innamorati. E carezze. E possibilità. La forza di una sola sillaba: “Superare resistenze… Superare le esistenze.”. La rivoluzione del senso, dei sensi. Un muoversi senza meta, o avere come meta l’infinito. Semplice e vera come un bacio.
Io e te: un inizio volutamente incerto. Un approccio delicato alla certezza. Alla promessa di rinascita. Man mano più saldo. Urlato. Reale e vivo, pulsante tra le vene. Sulle tempie. Libera l’anima. Poi la stringe nei pugni.
Il sentimento delle cose. La presa di coscienza. Trovare vita anche nelle cose. Sottolineare la superficialità che ci porta a non considerare. “E ho visto un libro che stracciava banconote. Un servo muto che adorava una voce”. Non esiste l’impossibile. Esiste solo l’ignoto.
Fiamme: suoni di cristalli e vortici, sfioramenti, avvicinamenti. Lasciarsi andare, resistere e cedere. Un’altalena di sensazioni che sono contrasti di colori. “E’ ora di perdere definitivamente l’innocenza”. Fuoco di passione in-consapevole docilità.
Suggestionabili: la lotta di un’intera vita. Lotta contro se stessi, lotta senza armi. Lotta contro ogni forma di lotta. Contro la cattiveria e la cecità delle mani. Assaporando ogni istante, forti della propria fragilità. Consapevoli di essere gli unici eterni compagni di se stessi. Da qui ha voluto rinascere Benvegnù. Questo il singolo, la perfetta sintesi della vita e della mente di un uomo che vive e ha vissuto di musica e non di ambizioni.
Brucio: la passione di vivere, la necessità di bruciare, di non lasciarsi morire. Di superare il confine, di conoscere il prossimo brivido, il prossimo singhiozzo di stupore, di gioia, il prossimo lamento. Si conclude con un tappeto di musica,” Come un mare di seta”, sul quale stendersi, per guardare un soffitto che si colora di ricordi e attese.
E’ solo un sogno: abbiamo veli di abitudine d’avanti agli occhi, che ci rendono piccoli, senza visioni. Eppure basta un sorriso, a volte, per riportare i colori. E “anche il bianco ha i suoi colori”. Siamo noi a costruire mattone su mattone le nostre paure, la nostra rassegnazione. Questo brano è uno squarcio sul muro più alto. Ci fa prendere coscienza dell’Oltre…e ancora più lontano.
Only for you, la tecnologia ci illude di essere liberi, e super informati, e perfettamente inseriti. Invece siamo solo respiri e carne sotto i riflettori. E subiamo scelte che mai noi avremmo fatto. In contorsione e spasmi nella società dei finti perfetti.
Quando passa lei: ci sono momenti in cui il tempo non esiste, non esistono le forme, non c’è normalità. C’è solo la perfezione nitida e discreta di un corpo, di una figura, che custodisce ogni desiderio, ogni possibile magia. Questo brano è un inno ad una donna che cattura “pulviscolo lunare” tra i capelli.
E il disco si conclude con Catherine. Note che cadono come gocce. Un amore finito, se mai può finire un amore. La difficoltà di restare, l’incapacità di dimenticare mani e fiati. Un addio che ruba forza alla convinzione. Velata, stregata dalla rabbia. Un corpo di spalle, lenzuola sfatte di quotidianità stancante. “E’ una lunga notte. Ma è più stupido il mattino”.
Poi il disco finisce. E finiscono le parole. Quelle ascoltate. Quelle che vorremmo dire. Quelle che rivorremmo.
Sicuramente un piccolo capolavoro della musica italiana. Undici preziosissimi brani che toccano la pelle e restano. Proteggono. Vivono.

Credits

Label: Stout / Audioglobe – 2004

Line-up: Paolo Benvegnù (Voce, Chitarra) – Fabrizio Orrigo (Pianoforte) – Massimo Fantoni (Chitarra) – Gionni Dall’Orto (Basso) – Andrea Franchi (Batteria) (batteria)

Tracklist:

  1. Il mare verticale
  2. Cerchi nell’acqua
  3. Io e te
  4. Il sentimento delle cose
  5. Fiamme
  6. Suggestionabili
  7. Brucio
  8. E’ solo un sogno
  9. Only for you
  10. Quando passa lei
  11. Catherine

Links:Sito Ufficiale, MySpace

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6 commenti

  1. Il tuo stile di scrittura è fantastico. Sono molto legato a questo album come a Paolo che resta uno dei grandi uomini-artisti che ho conosciuto nella mia vita.

  2. Al di là dello stile mi hai fatto ricordare che questo ciddì ce l’avevo, mi garbava da far paura e che lo prestai! Non me l’hanno più ridato e ora dovrebbe scattare la bestemmia…!
    Dovrò imparare a non aver più fiducia di nessuno!

  3. Amo questo album. “Il mare verticale” è una di quelle canzoni che sento mie, che porto tatuate nell’anima. E tu ce l’hai raccontanto in un modo davvero speciale.

  4. Quest’album però ha una storia… “cerchi nall’acqua”

  5. Lavoro ineguagliabile quello del signor Benvegnù. C’è la vita qui, con tutto ciò che rappresenta viverla intensamente. Grazie Paolo. Grazie Lucy, per il disegno dei dettagli.

  6. Copio qui la storia di jighen di last.fm perchè troppo bella….

    http://www.lastfm.it/user/Jighen/:

    In realtà non si tratta di “Cerchi nell’AQUA”…bensì di “Cerchi Nella qua”…un pezzo che tratta una storia di tradimento: l’amato tradito è alla disperata ricerca della sua donna (Nella, appunto) e si spinge fino a casa del presunto amante. Questi, fingendosi ignaro di tutto, si rivolge al tapino chiedendo: “COME CERCHI NELLA QUA?”… =)

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