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Abissi Tascabili – Daniele Celona

daniele celona_2018Come si fa a raccontare qualcosa che ha già tutto dentro?! Che racchiude in sé la malattia e la cura e tutte le emozioni del mondo?!
Daniele Celona non ha più bisogno di presentazioni.
Abissi Tascabili è la sua nuova creatura, un disco-fumetto edito dal Comicon e co-prodotto da The Goodness Factory e da I Celofan, i fan riuniti attorno al nostro ’“uomo col cappello”, il cui grande affetto ha dato vita ad una campagna di crowdfunding che ha registrato in poche ore cifre da record.
Tutto è cominciato dalla copertina dell’album e dall’idea di una grafica differente dai precedenti Fiori e Demoni, 2012 e Amantide Atlantide, 2015. Vista la natura delle storie narrate, l’illustrazione si è rivelata perfetta, appagando anche la passione di Celona per fumetti, manga e animazione giapponese, in seguito alla quale si auto-definisce simpaticamente un “nerd”. La fantasia è andata avanti fino a che il progetto è divenuto ambizioso. Con l’aiuto del Comicon di Napoli e tramite il fumettista  Alberto Ponticelli sono stati coinvolti dieci disegnatori del progetto Stigma, che hanno interpretato liberamente le dieci canzoni dell’album, più Cosimo Miorelli che ha creato l’eloquente artwork di copertina. Il titolo richiama una possibile collana letteraria. Dieci storie, dieci canzoni, dieci fumetti.
Gli abissi tascabili sono la superficie dei nostri smartphone: “L’idea dello specchio d’acqua è quella dei nostri touch, di tutto quello che si nasconde dietro i nostri avatar e le nostre perfette foto instagram: in qualche modo è davvero un abisso a portata di mano”.
Daniele Celona ha un mondo sconfinato dentro, e il dono di saperlo esprimere come nessun altro.
Fantascienza, mitologia, favola caratterizzano le storie narrate, ma sotto le metafore il significato è evidente. Si tratta degli abissi dentro cui l’uomo di oggi annega, la rassegnazione a una società che ci omologa, l’alienazione, la solitudine. Un mondo che ci obbliga ad avere un’immagine perfetta, dietro la quale nascondiamo le nostre paure e sconfitte. “Sono storie di esseri umani sul punto di perdersi, perché questo tempo rema contro il loro (e il nostro) vero superpotere: l’immaginazione”, ci spiega lo stesso Celona.
“Sopravvivere è un lavoro duro, sopravvivere è un lavoro vero”, canta in Lupi Nel Buio, dove veniamo esortati a svegliarci dal torpore dell’apparire; qui anche il primo featuring del disco, il Sunshine Gospel Choir nella delicata coda finale.
Si è dalla parte degli anti-eroi, del pazzo del quartiere, di “Marco che ha imparato a perdere ancor prima di scommettere”; Marco giovane protagonista (insieme a Chiara) del primo singolo, Shinigami, in cui l’anima rock e sperimentale di Celona si manifesta in tutta la sua potenza. Il brano è impreziosito dalla tipica teatralità vocale di Pierpaolo Capovilla, nelle vesti del secondo dio della morte, e da un video, un vero e proprio cortometraggio del regista Bruno “Mezzacapa” D’Elia, che aveva già diretto La colpa, dall’album precedente. Collaborazione fortunata tra i due, che porta sempre a risultati eccellenti e riconoscimenti: proprio Shinigami ha appena vinto il primo premio come miglior Video Musicale al 36° Sulmona International Film Festival.
Ad aprire il disco è il mito di Orfeo, nel bellissimo brano omonimo, e un amore incapace di guardare avanti. Poseidone invece viene invocato in Maelstrom, brano che rimanda alla mente il racconto Una discesa nel Maelstrom di Edgar Allan Poe. Il maelstrom è un gorgo, simbolo per antonomasia della modernità, della complessità sociale in cui siamo immersi. Vi è una sorta di desiderio masochistico di andare a vedere il fondo dell’abisso. Il caos, oltre a circondarci, è dentro di noi. Poseidone è una voce a cui tutti vogliamo bene, Paolo Benvegnù, che per l’occasione è tornato al registro cantato che usava negli Scisma: emozione al quadrato.
Ci sono i ricordi di un Celona ragazzino, turista nella sua Sardegna, e di un salto di iniziazione in HD Blue, a cui segue un video diretto da Gabriele Ottino e Paolo Bertino, dove l’immagine del tuffatore, fermo sul bordo di un trampolino, è la metafora del blocco, della riflessione, dell’ostacolo da superare. Provare o meno quel salto nel vuoto che comporta l’aver fiducia in qualcun altro. Brano dolcissimo, una sorta di mantra e il bisogno disperato che abbiamo di sentirci dire che “andrà tutto bene”, anche se non sarà così. C’è la depressione, la rinascita, le fughe al mare in SSRI (e se sarai); la condanna di leggere il pensiero altrui e la frustrazione nel rimanerne delusi nell’intensa Memorie di un ESP. Viviamo in una società che ci incasella: il lavoro, la carriera, la routine, l’amicizia, l’amore, ma alla fine la scelta di ribellarsi al sistema e continuare a credere nei sogni è solo nostra (I Ragazzi dello Zoo, La Figlia dell’Uomo Nero).
Il cantautore torinese ci racconta tutto attraverso la sua bellissima voce, che è sempre riuscita a stregare e graffiare, ha in sé l’eleganza, la bellezza e la disperazione del vivere. Così è per le chitarre, le batterie e i mille dettagli sonori che segnano i continui saliscendi emotivi delle storie narrate. Il disco è stato registrato al San Pedro Studio da Antonio Cooper Cupertino, maestro di tante delle nostre più belle produzioni, con l’aiuto degli amici musicisti di sempre.
Ultima canzone è una data, 24617, giorno della scomparsa della mamma di Daniele. E’ l’episodio più intimo e personale del disco. Un dialogo tra i due affrontato con grande tenerezza e pudore, un ricordo così privato che ho paura di toccare. Non posso che ringraziarlo per averlo condiviso.
Si finisce con il cuore in gola.
E’ un disco carico di significati. Profondo come gli abissi che racconta. Ci si perde tra le sue trame e la sua complessità. Un lavoro completo che, insieme agli splendidi fumetti da sfogliare, riesce a restituirci storie dentro storie e a soddisfare tutti i nostri sensi. Un oggetto prezioso che è anche bello stringere tra le mani.
Daniele Celona è un talento indiscutibile, e con Abissi Tascabili è in stato di grazia e supera se stesso.
Non so quale incantesimo porti con sé, ma, ascolto dopo ascolto, ti entra dentro e non puoi più farne a meno. Si conficca lì, in qualche parte remota dell’anima, e sai che ci resterà per sempre.

Credits

Label: luovo-2018

Line-up: Daniele Celona

Tracklist:

  1. Orfeo
  2. HD Blue
  3. SSRI (e se sarai)
  4. Lupi Nel Buio (feat. Sunshine Gospel Choir)
  5. Shinigami (feat. Pierpaolo Capovilla)
  6. Memorie di un ESP
  7. I Ragazzi dello Zoo
  8. La Figlia dell’Uomo Nero
  9. Maelstrom (feat. Paolo Benvegnù)
  10. 24617

Link: Sito UfficialeFacebook

 

 

 

 

 

 

 

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