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Più forte della pioggia: Cristina Donà @ Carroponte (Sesto San Giovanni, MI) 23/09/12

Anche stavolta il cielo minaccia pioggia, ma non può succedere un’altra volta, vero?
Primo giorno d’autunno e ultimo concerto d’estate al Carroponte. Stasera si recupera il concerto di Cristina Donà, annullato all’inizio di luglio proprio per un violento temporale. Non succederà di nuovo, vero?
Alla fine il tempo tiene, e magari non è solo un caso se inizia a piovere proprio a fine concerto. L’estate ci sta proprio salutando, con una serata magica.
La magia della semplicità, della professionalità e del talento di Cristina Donà. Sul palco è carismatica come poche, pochissime. Possiede una vera e propria aura fatta di passione e bravura, di una grandissima voce e di una capacità d’interpretazione evocativa e magnetica. Le sue canzoni si trasformano dal vivo. Le prende e ce le ridona in un’altra veste facendoci assaporare sfumature che all’ascolto del cd non cogli.
La sensualità di Stelle buone apre il concerto, quasi a sorpresa. Forse nessuno si aspettava uno dei suoi brani più famosi, così… ex abrupto. Ma questo dà la carica.
Canta l’amore Cristina, nelle sue mille facce. Dall’amore romantico di Un esercito di alberi a quello filiale di Più forte del fuoco. È uno dei momenti più dolci e intensi del concerto. Entrambe acquisiscono dal vivo una delicatezza incredibile. Commovente. “E sei tu il suo riflesso”, dice il testo di Più forte del fuoco. Sì, perché l’amore è una forza creatrice, che genera vita.
È commossa la Donà, quando intona Goccia, dolente e struggente.
È una donna matura che ha fatto i conti con il dolore quella che canta Settembre, tutta voce, batteria e luci quasi inesistenti. Un colpo al cuore…
Ma è anche ironica in Giapponese (l’arte di arrivare a fine mese), uno di quei brani insieme a Torno a casa a piedi dove l’interpretazione live regala qualcosa in più. Il volto, i movimenti, l’uso della voce, tutto rende a rafforzare la potenza narrativa di queste canzoni.
Sa essere positiva e solare quando crede ai Miracoli; sa essere energica e rabbiosa quando racconta L’aridità dell’aria.
A chiudere il concerto l’omaggio ai Radiohead con No Surprises e la scarica di adrenalina di Triathlon su cui dovrebbe calare il sipario.
Come spesso succede a Milano la musica deve fare i conti con il coprifuoco. Inspiegabile nel vuoto residenziale del Carroponte. Ma Cristina fa un piccolo regalo: oce e chitarra intona Risalendo. E ci saluta, lasciandoci alla pioggia. (Foto di Stefano Libertini)

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