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Lesson 3/How to Live Without Senses – Il Rumore Del Fiore Di Carta

Ritorna sulle scene una formazione molisana che tre anni or sono ci aveva piacevolmente colpito per la grazia aerea del suo concept artistico a partire dal nome, Il Rumore Del Fiore Di Carta, tra le immagini più poetiche e leggiadre degli ultimi tempi. Fallen, lavoro di paziente autoproduzione, proponeva una sequela di movenze strumentali post rock, dagli intarsi mogwaiani ma italicamente definiti (se è vero che The Rise and Fall of Academic Drifting dei Giardini di Mirò invecchia come un amabile vino nostrano), con un piglio immaginifico innamorato dei versi in reading evocativi di Luciano Mastrocola come intermezzo. Lesson 3/How to Live Without Senses abbandona del tutto il canto e con esso perde un po’ di vista quelle libertà stilistiche naif che si prendeva il suo predecessore, in favore di un respiro più internazionale, anche più maturo in fase di produzione, ma probabilmente meno brillante e originale. Damaged Robots (in a camomilla bar) immagina tribù di cyborg in avaria a sorseggiare aperitivi a base di camomilla in weekend futuribili, ovvero come ipotecare un’idea del relax oltre il concetto di tempo. Galleggia invece su un beat elettronico il ritratto onirico un po’ cosmico di Part-time Superhero, portando allo sfinimento a lunghezze impossibili una melodia pressoché rafferma, affidata al pianoforte e al basso. La commistione meglio riuscita dell’album è quella toccata nelle vette ipnotiche e magmatiche di Minigolf Striker, dove i crescendi si fanno più gustosi e organizzati, le escursioni dinamiche meno derivative di quanto non ci appaiano nelle successive Last Dog in a Talk-Show e Gold Medals For Rent, che nei suoi fraseggi da un po’ l’impressione di incerottarsi e smarrire la via maestra.
Un lavoro onesto dunque e anche ben prodotto, ma privo del giusto mordente e di quell’aurea di imperfezione incorporea che faceva del suo predecessore un disco meno tradizionale e in definitiva più intenso. E coi tempi che corrono, son qualità che in questo genere conviene pretendere.

Credits

Label: Autoprodotto – 2011

Line-up: Luciano Mastrocola (guitar) – Antonio Giambattista (keyboards, synth, electronics) -Nazario Graziano (guitars) – Alessandro Mastrocola (bass, trumpet, flugelhorn) – Alessandro Salzmann (drums, keyboards)

Tracklist:

  1. Damaged Robots (in a camomilla bar)
  2. Part-time Superhero
  3. Minigolf Striker
  4. Last Dog in a Talk-Show
  5. Gold Medals For Rent
  6. Music for Vegan Vampires
  7. The Blind Cosmonaut Under the Sea

Links:Sito Ufficiale,MySpace

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