Home / Editoriali / Ritrovare i tuoi occhi di bambino o non perderli, se sei ancora in tempo: Giuliano Dottori @ La Casa 139 (MI) 25/11/09

Ritrovare i tuoi occhi di bambino o non perderli, se sei ancora in tempo: Giuliano Dottori @ La Casa 139 (MI) 25/11/09

dottori_live_11_09Mercoledì 25 novembre 2009. Milano. La solita Milano dai grigi impavidi e dall’umore stolto. Il solito novembre così malamente autunnale e pasticcione.
Una sera fra tante di questi giorni che non sanno essere altro che giorni fra tanti. Ad eccezione del blu, il blu cobalto che si respira qui, fra le pareti di un luogo in cui muoversi per cercare Musica a volte è più che viaggiare. Viaggiare attraverso i minuti della bellezza dedicata e pura, agitata e sincera, sotto-voce e prepotente. Qui, oggi, viaggiare attraverso i Temporali e Rivoluzioni di Giuliano Dottori è un gesto blu, che della notte richiama la pacatezza e delle stagioni riproduce la fugacità. E’ un gesto che ferma il valore della memoria e la circostanza onirica di certe fughe. Un gesto marea, che delle onde conserva la mestizia del ritorno e la fermezza dell’infrangersi.

Pulite, nette, intime, una dopo l’altra, le sue Canzoni arrivano, si svestono e varcano il ciglio del pudore con modi ambrati, porgendo, con i loro pugni chiusi, tutti i segreti e l’emergenza di cui sono scrigno. Suonano, lo fanno di pancia, con i fianchi tesi e le fronti oneste. Nervose, preziose, pegno: La tua casa è piena, Amuleto, Rancori e segreti, Tenerti stretto un ricordo, Inno nazionale del mio isolato. Asciutte, affamate, sole: Catene e gioie fragili, Alibi, Chiudi l’emergenza nello specchio, Non fa mai male la verità. Arrangiate alle corde di un diesis del cuore, lo stesso delle cadute, di certe frane, di quell’abbraccio conosciuto e raro che solo le madri sanno, che solo i padri possono. Sirene e Vampiri, quelle cose tenute strette al petto, certe vicinanze, la lontananza dei Se: tutto trova spazio sul palco, fra le corde della chitarra, Giuliano e le sue mani stretti in un gomitolo di limpida sete; e dal palco ritorna al blu, complici Marco Ferrara e Mauro Sansone, entrambi in grande forma, artistica ed emotiva, complice Giovanni Ferrario e la sua modestia feroce di talento. Nel cuore del vulcano (Lucida), Le cose semplici, e ancora dottori_live_11_09_02Ogni giorno, Lucida: si dissetano porgendo il fianco, pronte a ri-cominciare, ogni volta quasi fosse la prima, come fosse necessaria un po’ di paura per non averne affatto. We are accidents waiting to happen / Cammini dentro il bosco ormai e lasci briciole di pane dietro di te: loro si voltano, melodiche e puntuali, e quelle briciole le indovinano, una ad una. Canzoni dallo specchio, dal lato tutto umano di certa caducità, della decadenza fine alla rinascita, delle piccole cose capaci di grandi sogni. Torni alle tue piccole cose e te le porti via, perché infine è proprio vero: non fa mai male la verità. (Foto di Roberta Molteni)

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