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La quarta dimensione – Luca Olivieri

Il tempo, chrónos, produce fenomeni, ma come Chrónos, il suo archetipo mitologico, divora i propri figli. L’essenza stessa della coscienza, della vita, di ogni realtà, sta nella transitorietà, cioè in una specie di dimenticanza metafisica” (Pavel A. Florenskij)… questa dimenticanza metafisica o transitorietà è stata tramutata in musica da Luca Olivieri e riposta in una conchiglia, nel suo ventre di madreperla fluttua, inducendo all’abbandono di ogni coordinata perché sia possibile perdersi in una spirale che sta tutta dentro una mano. Nella voluta iridata riecheggiano Un mondo segreto e una Lontana presenza, i Fantasmi danzano con gli Alibi e Le ali del tempo, L’attesa e il Ricordo sono due soglie o nodi su di un cerchio…e c’è un Baricentro morale, un centro dislocato a ricordare la bontà legata alla bellezza. Così la bocca della conchiglia non soffia la voce del mare, ma dona onde di suono in cui scorgere la meraviglia come la possibilità di essere migliori, più prossimi a quello stupore che sa portare luce nell’anima, mantenendola illuminata. Musiche e conchiglie…una divina proporzione ne può regolare il corpo tangibile o invisibile che attraversa i sensi per portarvi il piacere del bello. Musiche e conchiglie… a ricordare che c’è un’armonia nella materia, nell’essere, che c’è un equilibrio fatto di forme danzanti, di architetture che dispongono nell’aria piccole e fragili ali di respiro, minute cattedrali sonore, di-segni di vetro. Luca Olivieri ha legato la sua sensibilità di musicista e le sue composizioni al teatro e al cinema, ha condotto la sua musica sui terreni fertili delle immagini di luce, delle parole e dei gesti, si avverte nelle sue creazione lo slancio che si rapporta alla visione… Angelina o Chrome sembrano attendere immagini, al contempo sorgere da sogni e proiettare sulla carne in ascolto le fantasie di uno sguardo. I dodici brani de La quarta dimensione sono dodici dipinti da immaginare, l’assenza delle geometria delle parole li rende anche dodici tele bianche o schermi candidi su cui disegnare con le pupille e le dita, si dispiegano come un foglio di carta di riso o un lenzuolo di cotone per accogliere i moti e gli slanci del cuore, le tracce delle mani e delle ciglia, le scie delle anime sognanti. Queste garze intrise di colori e sogni Luca Olivieri le ha tessute insieme a Mario Arcari (collaboratore di Fabrizio De André e Mauro Pagani), Giovanna Vivaldi, Diego Pangolino, Roberto Lazzarino e con Fabio Martino, Fabrizio Barale e Andrea Cavalieri, preziosa presenza degli Yo Yo Mundi che parla di una nuova fioritura dell’incontro tra chi sa accogliere i dettagli e le essenze. Solo la voce degli strumenti e l’immaginazione creatrice forniscono i fili da intrecciare e la forza stessa che li fonde, facendone una pelle opalescente che tutto può riflettere o trattenere. Dentro la trama finissima e delicata gli echi di un carillon e i crepitii di una radio, venti e rumori impigliati a soffi leggeri… vi riposano come impronta dell’umanità; il calore dell’uomo, delle sue smagliature, è lì che pulsa in una vibrazione o in un tremore. Un canto fatto dei respiri della materia sembra appartenere ad un altrove, ma si scopre avere la sua fonte e la sua dimora nel mondo della carne che sa generare segni e sensi, figli e simboli, idee e incanti. La quarta dimensione, il tempo, è quella che permette di fare esperienza delle altre, è quel non luogo a partire dal quale ogni spazio, ogni sostanza ed ogni sensazione può esistere e divenire bellezza toccante e toccabile. Dalla possibilità dell’esperienza e dal seme di infinite esperienze possibili sorge la musica, un’ulteriore dimensione, è elettroacustica quella aperta da Olivieri, è un’estensione e una profondità che non ha né conosce lunghezza o altezza, non possiede sopra o sotto, ma solo un centro… è solo un centro e, se ci fosse uno sguardo esterno che potesse osservarlo, lo vedrebbe come una conchiglia dischiusa che fa da culla ai sogni e agli abbracci, alle mani e ai capelli intrecciati, ai palpiti e ai voli. “In un ascolto attivo il tempo dell’opera musicale viene superato, perché esso è già stato superato nella creazione stessa, e l’opera si trova nella nostra anima come qualcosa di unitario, istantaneo e insieme eterno, come un istante eterno, seppure organizzato, e anzi un istante eterno proprio perché organizzato. Questo è un unico punto, un’unica monade, che contiene in sé una pienezza organizzata di suoni, ma il mondo di tale varietà si concentra qui, una prima volta attraverso l’atto creativo, e poi, in un secondo tempo, attraverso la coscienza che percepisce in un solo punto, in una sola percezione, in un solo atto appercettivo” (Pavel A. Florenskij).

Credits

Label: Autoprodotto – 2008

Line-up: Olivieri (tastiere, wurlitzer, glockenspiel, korg MS 20, programmazioni, melodica e percussioni) – Fabio Martino (fisarmonica) – Mario Arcari (oboe, clarinetto e flauto dolce sopranino) – Fabrizio Barale (chitarra elettrica) – Giovanna Vivaldi (violoncello) – Diego Pangolino (percussioni) – Andrea Cavalieri (basso e contrabbasso elettrico) – Roberto Lazzarino (chitarra elettrica)

Tracklist:

  1. Angelina
  2. Chrome
  3. Lontana presenza
  4. Il sogno di Napo
  5. L’attesa
  6. Un mondo segreto
  7. Fantasmi
  8. Baricentro morale
  9. Alibi
  10. Angelina (reprise)
  11. Le ali del tempo
  12. Ricordo

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