Home / Recensioni / Album / Don’t panic, Go Organic! – Drink to me

Don’t panic, Go Organic! – Drink to me

Don’t panic, Go Organic! è nettare da bere tutto di un sorso. Il rock del trio di Ivrea Drink to me è maledettamente irriverente e fresco. Dalla new wave dei Joy Divisions all’indie-rock dei Franz Ferdinand. Dancin’On Tv è un inizio prorompente e lisergico a presa rapida. Frozen George è sberleffo punk con appeal radiofonico. Quindi Insane e Desert eye emergono in tutta la loro originalità tra inserzioni di sinth e ritmica batteria-basso veramente trascinante. E’ energia giovanile senza redini. Il post-punk dei Drink to me è non catalogabile, è ascrivibile a numerose influenze ma tutte miscelate e non copiate. La voce di Marco è veramente particolare, modula e si colora in una maniera unica passando da tonalità calde come in Because Because a fasi di colore più acido e aggressivo come in Love My job. La parte finale del disco, in brani come Put your head in the sky, Paso Adelante, Cinebrivido, è piena di ritmo e progressione: la batteria e il basso sono un unico martello pneumatico che ipnotizza senza sosta. Attenzione, non sono solo canzonette dal punto di vista testuale, l’attitudine post-punk si bagna di letteratura musicando il poema To Celia di Ben Jonson del 1770 in Drink to Celia. Da non dimenticare il mixing di Andy Savours (The Horrors, Killers, Blonde Redhead) che ha fornito quel tocco UK al tutto. Con questo debut-album i Drink to me sono già pronti per essere esportati e si candidano tra i più interessanti gruppi del genere in circolazione.

Credits

Label: Midfinger – 2008

Line-up: Carlo Casalegno (bass) – Francesco Serasso (drums) – Marco Bianchi (voices, sinth, guitars).

Tracklist:

  1. Dancin’on TV
  2. Frozen George
  3. Drunk-on’s
  4. Insane
  5. Desert eye
  6. Because Because
  7. Put your head in the sky
  8. I love my job
  9. Paso adelante
  10. Drink to Celia
  11. Music could be poison
  12. Cinebrivido
  13. Camposanto

Links: Sito Ufficiale, MySpace

Ti potrebbe interessare...

artwork

The Roost – Good Moaning

Forse è la sbornia di musica tradizionale, talvolta decontestualizzata e svilita, a cui abbiamo assistito …

Un solo commento

Leave a Reply