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181 Battiti per minuto: Perturbazione @ La Sapienza 26/07/07

LiveReportAnche quest’anno l’università La Sapienza ha scelto di aprirsi alla musica nelle sere estive accarezzate dal vento e illuminate da astri ed emozioni. Il 26 luglio la piazza centrale, attorniata dai palazzi delle vuote Facoltà, si è fatta scrigno custode di un suono buono, quello dei Perturbazione… apertura di luce nel buio denso della notte. Un prato, piccoli viottoli, delle scalinate, diverse panchine e tanti alberi, ci si sentiva nel cuore pulsante di un piccolo mondo, luogo da con-vivere, spazio fatto di vicinanze.

E’ in questa culla che, quando le lancette degli orologi sfioravano la mezzanotte, hanno cominciato a susseguirsi note e storie, sorrisi e poesia; fino all’una e mezza inoltrata ogni istante ha avuto il sapore delle chiacchiere notturne che puoi fare solo con gli amici più cari, quelle che ignorano lo scorrere del tempo e non vogliono finire mai perché animate dall’insopprimibile desiderio di condivisione, di dirsi e darsi. La musica ha cominciato a scorrere, a farsi corrente capace di portare in lidi di pace e gioia e Quattro gocce di blu si sono fatte un mare in cui perdersi, solo però per ritrovare, tra le carezze delle onde sonore, la voglia di essere felici, di accogliere una forma autentica di bellezza. Tommaso, Gigi e gli altri hanno voluto prendere per mano i presenti e condurli nella loro storia, condividendo Leggere parole e i battiti di un’anima sfaccettata e coesa. Il viaggio tra i brani dell’ultimo album, Pianissimo Fortissimo, e quelli dei precedenti lavori è stato impreziosito da due canzoni che i Perturbazione hanno saputo far proprie, vestendole di delicato e diafano incanto: Portami via di qua sto male, pezzo dei Belle & Sebastian a cui hanno dato il loro respiro, ha ricamato di stupore il concerto insieme ad una Amarsi un po’ in un abito ammaliante, di eleganza e grazia. Attorno a me sentivo l’amore di chi li segue e gli occhi sgranati e lucenti di chi li scopriva, innamorandosene. Davanti a me sei anime belle, uno sgabello grazie al quale farsi più prossimi al cielo e un telo nero ad abbracciare l’aria raccolta/accolta in palloncini colorati. Aria e colore liberati insieme a note e parole… finché Tommaso, giocando col telo, ci è scomparso sotto, si è buttato per terra per poi riemergere piano piano, dando voce alla poesia, strisciando, rotolando… il tutto in un silente rispetto per la meraviglia. Con la loro essenza preziosa, colma di senso e di suoni plasmati con sapienza e cura, hanno toccato la carne viva di chi era lì. Ogni volta che Qualcuno si dimentica si dispiega nell’aria e nelle anime non si può non pensare, non sentire, che i pezzi mancanti in ognuno sono presenze, che certi vuoti sono più densi della materia. Durante quei Battiti per minuto si riscopre che il vuoto non è il nulla, che ogni tassello mancante alla propria felicità è un passo da compiere nella sua direzione, una possibilità aperta, un varco da attraversare per arrivare ad essere felici, o forse ad essere, semplicemente. Mentre le emozioni avviluppano, spunta un sorriso in cui riluce la consapevolezza che è già una forma di felicità sentirsi, raggiungere un’intimità tanto acuta con se stessi e con chi ci è affianco o con chi ci portiamo dentro grazie ad una canzone. Ci si dirige allora verso casa sapendo che già si era a casa in quella musica buona, portandosi addosso i brividi dati dalla voce nuda di Tommaso che ha saputo fare di alcuni istanti di Per te che non ho conosciuto una perla incastonata tra le corde vibranti di una chitarra e di un violoncello. Si va a casa custodendo già gelosamente l’immagine finale di un cantante che esita a lasciare il palco e che decide di andar via donando un’altra carezza alla città dormiente e a quel silenzio gravido d’attesa che lo avvolge… così ci si lascia lambire da un voce che sussurra in francese e in musica un arrivederci ed in fondo al palco si scorge il volto di Gigi, che si è spogliato delle chitarre, rese magnifiche dal suo tocco, per starsene lì, estasiato dalla generosità non arginabile dell’amico, quella che appartiene anche a lui, a tutti loro. E’ la malia di attimi come questi a far sì che ogni concerto dei Perturbazione abbia il sapore dell’amicizia e il profumo della famigliarità, la capacità di lasciarti sulla pelle la sensazione di un dolce abbraccio. Anche questa volta la loro magia si è compiuta, anche questa volta le sei anime belle hanno scritto una nuova storia di buona musica… mentre su nel cielo occhieggiava una luna bassa e grandissima, adorna di un lembo di buio, di un grazioso cappellino di notte messo di traverso, così vicina e paffuta da vederne quasi il sorriso, chissà forse anche lei felice per la carezza della poesia e dei palloncini colorati.

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4 commenti

  1. Grazie mille, Valentina.
    Grazie per aver saputo rendere visivo e emaozionante il racconto di una serata speciale

  2. I Perturbazione regalano emozioni, regalano magia ogni volta che salgono su un palco e leggendo questo racconto si riescono a vivere a pieno. Grazie Vale!

  3. Bhè che dire a parte la poesia con la quale hai descritto minuziosamente ogni attimo del concerto…
    ….io non ero li ma con le tue parole è come se fossi stato li e ripercorrere con la mente quegl’attimi :) Complimenti…..
    Un passo sul finale mi ha colpito :…..”E’ la malia di attimi come questi a far sì che ogni concerto dei Perturbazione abbia il sapore dell’amicizia e il profumo della famigliarità, la capacità di lasciarti sulla pelle la sensazione di un dolce abbraccio”…..è vero, l’ho vissuto anch’io in quelli a cui ho assistito…è davvero piacevole!
    Brava Brava Brava

  4. Come sono contenta che quest’articolo tiri fuori le vostre belle parole.
    La magia della musica dei Perturbazione sta nell’unire le persone…
    E ha unito me, Katia, Valentina, Agostino ancora di più perchè ha aggiunto un’ulteriore possibilità di condivisione…

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