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Marlene Kuntz suona Il vile d’estate

In occasione dei trent’anni 

MARLENE KUNTZ

SUONA IL VILE D’ESTATE

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Dopo le date che hanno incendiato la primavera in alcuni dei migliori club della penisola, la band riprende l’attività live

11 Giugno – BRA (CN), Artico Festival
12 Giugno – BASTIA UMBRA (PG), Chroma Festival
19 Giugno – VICENZA, Lumen Festival
20 Giugno – LIDO DI CAMAIORE (LU), La Prima Estate
10 Luglio – SARROCH (CA), Sa*Rock Festival
29 Luglio – ARGENTA (FE), Delizia Di Benvignante
10 Agosto – BRESCIA, Festa di Radio Onda D’Urto
28 Agosto – PORDENONE, Music In Village
3 Settembre – MILANO, Magnolia Estate
26 Settembre – PUTIGNANO (BA), Parti Mosho c/o Ex Macello

Biglietti disponibili su http://bit.ly/IlVile-Tour

Quando vide la luce, il 26 aprile 1996, Il Vile fu come uno squarcio improvviso nel cielo musicale italiano: chitarre che graffiavano l’aria con distorsioni taglienti, linee melodiche che si muovevano tra ombra e luce, parole che cadevano come pietre e al tempo stesso si sollevavano come visioni poetiche. Inserito da Rolling Stone Italia nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre, con questo album i Marlene Kuntz seppero trasformare inquietudine e fragilità in una lingua nuova, dove il dolore diventava bellezza, la rabbia lirica, l’angoscia canto corale. Una scrittura che aprì uno squarcio nell’immaginario collettivo, trasformando l’intimo tormento in esperienza condivisa.

Ogni brano di Il Vile è un mondo a sé: c’è l’impatto elettrico che scuote il corpo, la dolcezza che arriva all’improvviso a spiazzare, l’alternanza di furia e silenzi sospesi, come se la musica seguisse i battiti di un’anima inquieta. Non è un disco da ascoltare soltanto: è un’esperienza che si attraversa, tra graffi e carezze, tra vertigini e abbandoni.

A trent’anni di distanza, quell’urgenza non si è affievolita, anzi, risuona con ancora maggiore lucidità, dimostrando che Il Vile non appartiene a un’epoca conclusa, ma continua a dialogare con il presente. Le sue parole parlano alle disillusioni contemporanee, le sue chitarre gridano ancora contro il vuoto, le sue atmosfere offrono uno specchio alle inquietudini di oggi.

Con “Marlene Kuntz suona Il Vile”, la band intraprende un percorso celebrativo che trascende la semplice natura del live: un rito collettivo che a trent’anni dall’uscita restituisce al pubblico l’impatto incandescente di un disco che ha inciso in profondità la memoria culturale del nostro Paese.

 

MARLENE KUNTZ 
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FOTO DI
Federico “Fristy” Cordelli IG
Nicola Brignoli IG

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