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Falene – Giancarlo Onorato

Falene è uno sciame di suono e sogno, una luna, col suo sorriso visibile e con il suo respiro oscuro. Per volto e pelle una gota verde ed un occhio stretto al cuore dal buio. Per corpo un sangue di parole. Per anima l’essenza e la poesia. La sua vita è un tessuto di luce ricamato dai fili di molte vite, è un bagliore o una fiamma con la sua corona di danza fatta dei battiti d’ali di crepuscolari creature. Dodici canti per dipingere nell’aria altrettante figure: dodici aneliti, dodici Falene e la loro fatale attrazione per il calore che illumina, quel desiderio di farfalla che trascende la paura e l’orrore della morte, quella brama che porta a spogliarsi di ogni sorta di salvaguardia. Si ancorano così all’ossigeno storie raccontate da impalpabili pennellate di colore e musica, piccoli mondi di esseri arrischianti, sfere che custodiscono voli sedotti e tentati inesorabilmente dalla vampa…voli che rinunciano a sicurezza e salvezza, che non sfuggono ai propri desideri e vi si abbandonano accettando e cogliendo il rischio. Le note e le parole trapuntano su atmosfere cangianti esseri che vivono – che amano – fino all’estremo, come le Falene adoranti la luce bruciante ed esiziale. In tal modo appaiono Le bisce d’acqua… “e si alza il canto grigio delle sirene/in processioni languide senza pietà”, ed avanzano gli ori e le ombre, il flusso di carni, fiori e gemme delle visioni di Klimt. Appaiono le Cronache di primavera di una partenza dall’amore, di un viaggio verso l’amore mentre “la luna rossa si riflette ad oriente”, mentre i riflessi si dissolvono in luce violata che per offesa si perde”. Appare l’Androide Mirna che “si cerca le lacrime agli occhi/si tasta la lingua la lingua allo specchio”, tra le labbra di gianCarlo Onorato e dalla gola di Bianca Iannuzzi emerge questo frutto alchemico dalle fattezze di donna consegnata alla sofferenza, rimessa al saper soffrire. Si fa visibile persino Un morbido silenzio in “una rosa annegata”, in un abbraccio di petali “col cuore allagato”. Sono le farfalle della notte che abitano il buio cedendo alle tentazioni degli sfavillii, sono quei palpiti che, dimentichi del proprio bene, si gettano nella luce per amarla. Nel chiarore magnetico si gettano le ali e, tra la fiamma e il cielo di cristallo nero, volteggia una Pace di guerra, “il suo volto è la grazia, è un antico dolore/che risplende sui fianchi di una che è ancora bimba”, volteggia la ferita inflitta dalla consapevolezza che “costa come una birra questo schifo d’amore”, la cognizione che “questa pace di guerra che non vuole parole/ti ha lasciata a vent’anni eri un bocciolo un fiore/e ritrovata a ventuno una tariffa a ore”. Tra il manto scuro del firmamento e la vampa vola “un silenzio di peccato infinito”, la Ballata dell’estate sfinita, la ballata di un amore che chiude la vita…“siamo giochi di luce tra le erbe bagnate/siamo il canto di carne che parla di noi”, ma un attimo dopo, sottolineato dal corno e dagli archi, c’è solo una mano che ruba il respiro. Attorno ad un altro lume s’aggira una falena dolente, The bossanova sweet menage ne racconta la storia, è quella di un uomo che finisce il ritratto dell’amata col suo sangue, ne fa un letto dove adagiarla come un giglio mentre la fisarmonica suona la ferocia del desiderio. A volte un’anima che anela conosce la crudeltà oppure si sperde ne La setedi aria di cielo”, trasformando la luce in una “pioggia quasi neve” che accarezza l’eco dell’istante in cui “soffiarono gli dei la solitudine/fuori dal mare”. E intanto il Boncourage sussurra: “che si mettesse amore nello sguardo/senza temere troppo dell’azzardo/di portare la vita nella festa”. Sempre troppo vicino alla luce, ai lampi e alle faville, sempre sulla lingua di fuoco danza quell’amore dentro cui “ci si scorda bene/si dimenticava bene in un minuto/di aver leccato troppo/tutto il sale delle notti peggiori”, danzano quei battiti in cui “l’odore della sua vita/è più profondo della tua paura”… in quella danza “come ci si sporca bene/alla luce disperata di un bagliore/e come ci si scorda tutto/quando il bene e il nulla vengono a toccarci”. Tutti questi esseri, queste ali, questi voli, sono un abbraccio danzante intorno al lume, un bacio che si leva da una bocca blu notte per posarsi sul chiarore effuso dalle candele o dalle stelle. È la musica a materializzare questo slancio, a infonderlo in una materia sonora irrorata dalla linfa del linguaggio perché la follia di un essere amante, che desidera privarsi di ogni sorta di difesa, si disveli poesia. “Il mondo vibra il mondo trema/il mondo c’è anche senza di noi/non dirmi che non senti questo respiro/non dirmi che non vedi questo svanire”. L’eleganza e la maestria di gianCarlo Onorato dipingono con corde ed organi e tasti questo quadro di parole a forma di corpi, di note a forma di anima. La ricchezza del suono fa fluttuare versi ammalianti poiché custodi di una bellezza che sa dar voce tanto all’orrore quanto all’incanto, al candore come alla passione, alla ferocia e alla dolcezza infinita. Affinché la danza fatale delle Falene si tras-formasse in musica si sono tese e strette le mani di molte anime creatrici di meraviglia, al fianco di gianCarlo Onorato Mario Congiu e Anna Lamberti Bocconi (autrice e co-autrice di alcune liriche), Isabella Vimercati e Fabio Basile…fino alla presenza preziosa di Massimo Fantoni e Paolo Benvegnù. È anche un incontro di immaginazioni e dita animate dalla grazia quest’album raffinato, tagliente, suadente; nel suo grembo il lirismo assume forme ora inquietanti ed ora incantevoli lasciandosi percorrere dalle vene del rock, da una voce graffiante che denuda la pelle per posarsi sul sangue come carezza di seta e sale…la poesia s’aderge così perturbante e inebriante per attrarre e narrare i voli delle Falene, la danza fatale dell’amore. “Ascolto una cadenza sillabata/un richiamo di grotte dove il sole/non è mai entrato e il petto/vuol sgorgare in lacrime e parole/desidero vederti in fondo agli occhi/la dura pietra nera nell’azzurro:/se la farfalla muore in mezzo al fuoco/io passo tra le tenebre d’amore/perché io più sono cieco e più mi vedo al vivo/e l’aria è velluto verso il tuo sentire”.

Credits

Label: Lilium – 2004

Line-up: gianCarlo Onorato (voce, chitarra elettrica, chitarra acustica, pianoforte, archi sint, organo, piano wurlitzer, cabasa, organo nord electro, tastiere, piano fender rhodes, coro e soffiato) – Donato Stolfi (batteria, percussioni) – Lelio Maira (bacchette-ghiro, piatti, maracas, batteria, cabasa, piatto “sessanta”) – Mario Congiu (basso, batteria, pianoforte, piano rhodes, chitarra elettrica, chitarra slide, chitarra elettrica ritmica, dobro, chitarra acustica, organo nord electro) – Matteo Castellan (organo, pianoforte, fisarmonica) – Gabriele Mazzei (organo nord electro, organo, organo CRB elettronica su fender twin amp) – Lorenzo Monguzzi (cembalo, coro maschile e soffiato) – Erma Castriota (violino, arrangiamento archi in Un morbido silenzio) – Lorenzo Caperchi (rullante aggiunto, piatto, piatto ride, pianoforte, boss dr-220E) – Pedro Fiamingo (chitarra elettrica, e-bow) – Paolo Benvegnù (chitarra elettrica, cabasa, organo CRB elettronica) – Massimo Fantoni (chitarra arpeggio, chitarra elettrico) – Piero Mucilli (pianoforte) – Manù Montalbano (voce, cori, vocalizzi) – Isabella Vimercati (voce, cori, shaker) – Piero Mucilli (fisarmonica, pianoforte) – Bianca Iannuzzi (vocalizzi, voce) – Fabio Basile (basso) – Luca Campioni (primo violino, arrangiamento e direzione archi in Ballata dell’estate sfinita e Canzone dell’oscurità) – Claudio Martini (corno); In Pace di guerra il coro, diretto da Fabio Basile, è composto da: Carlotta Biffi, Laura Bulgari, Laura Cazzaniga, Andrea Di Lillo, Pedro Fiamingo, Bruno Giordano, Morena Molteni, Lorenzo Monguzzi, Manù Montalbano, Paolo Mosca, Piera Onorato, Sandro Onorato, Ivan Dirozzi, Max Sala, Fabrizio San Pietro, Sabrina Savino, Marco Scotti, Isabella Vimercati; Produzione artistica: Mario Cangiu e gianCarlo Onorato
Produzione e mix di Mia neve, postproduzione di Il bene e il nulla e La sete: Paolo Benvegnù e Massimo Fantoni; Parole e musica di gianCarlo Onorato, tranne: Canzone dell’oscurità, Boncourage, Cronache di primavera (liriche di Anna Lamberti Bocconi) e The bossanova sweet menage e Mia neve (liriche di gianCarlo Onorato e Anna Lamberti Bocconi).

Tracklist:

  1. Le bisce d’acqua
  2. Il bene e il nulla
  3. La sete
  4. Boncourage
  5. The bossanova sweet menage
  6. Ballata dell’estate sfinita
  7. Pace di guerra
  8. Mia neve
  9. Androide Mirna
  10. Canzone dell’oscurità
  11. Cronache di primavera
  12. Un morbido silenzio

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