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	<title>Lost Highways &#187; DVD</title>
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	<description>Seek your mood, Find your lost highways!</description>
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		<title>A sort of homecoming &#8211; Anathema</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2016 12:27:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vladimiro Vacca]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Può una band come quella degli Anathema spogliarsi dell&#8217;elettricità e continuare a mantenere quel mood e quelle atmosfere epiche che caratterizzano i loro sound post-progressive? La risposta è tutta in questo live unplugged tenutosi il 7 marzo 2015 nella suggestiva cornice della Cattedrale di Liverpool, la loro città natale. Vincent Cavanagh della band afferma: “Sono &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="western" align="justify"><a href="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/a_sort_of_homecoming.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-34461" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/a_sort_of_homecoming-200x200.jpg" alt="a_sort_of_homecoming" width="200" height="200" /></a>Può una band come quella degli Anathema spogliarsi dell&#8217;elettricità e continuare a mantenere quel mood e quelle atmosfere epiche che caratterizzano i loro sound post-progressive? La risposta è tutta in questo live unplugged tenutosi il 7 marzo 2015 nella suggestiva cornice della Cattedrale di Liverpool, la loro città natale.<br />
Vincent Cavanagh della band afferma: <em>“Sono davero felice che ci sia una testimonianza di questa notte così particolare. Come può confermare chiunque dalle parti di Liverpool avere la possibilità di esibirsi in un luogo immenso come la cattedrale anglicana, è un onore pazzesco; solo a guardare la copertina sembra di essere a Erebor!&#8221;</em></p>
<p class="western" align="justify">Lasse Hoile “cattura” alla perfezione i 100 minuti acustici del set in alta definizione; ben 15 i brani eseguiti dal trio acustico composto da Daniel Cavanagh, Vincent Cavanagh e Lee Douglas, cui si è aggiunta la sezione ritmica di John Douglas e Jamie Cavanagh, oltre al talentuoso violoncello di David Wesling, già visto in <i><b>Hindsight</b></i> (2009) e in <i><b>A Moment In Time</b></i> (2006).<br />
Per l’occasione si è unita alla band la nota violinista Anna Phoebe per una suggestiva versione di <i><b>Anathema</b></i>.<br />
<i><b>A sort of homecoming</b></i> si contrappone al live show immortalato in <i><b>Universal</b></i> diretto dallo stesso Lasse Hoile, con una sottrazione di impeto elettrico si riesce lo stesso a preservare la densità sonica degli Anathema. Un live che funziona dal primo all&#8217;ultimo brano grazie ai dialoghi vocali unici tra Vincent Cavanagh e Lee Douglas e l&#8217;arte di Daniel Cavanagh nell&#8217;inventare suoni e atmosfere con una semplice chitarra acustica.<br />
L’audio è stato prodotto e mixato da Christer-André Cederberg che ha lavorato anche nei precedenti album <i><b><a href="http://www.losthighways.it/2014/05/27/distant-satellites-anathema/" target="_blank">Distant Satellites</a></b></i>, <a href="http://www.losthighways.it/2013/10/07/universal-anathema/" target="_blank"><i><b>Universal</b></i></a> e <a title="Weather Systems (Anathema album)" href="http://www.losthighways.it/2012/06/06/weather-systems-anathema/" target="_blank"><strong><em>Weather Systems</em></strong></a>. E’ la prima uscita live per gli Anathema in audio 5.1 (curato da Bruce Soord, leader dei Pineapple Thief). Ancora una volta un&#8217;esperienza live da non perdere. La solennità della musica degli Anathema si spande dalle navate della cattedrale di Liverpool direttamente nel salotto di casa vostra.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>A sort of homecoming &#8211; trailer</strong></h2>
<p><iframe width="618" height="348" src="https://www.youtube.com/embed/C_6vNJcaPEc?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Teide 2390 &#8211; Nosound</title>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2013 10:18:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vladimiro Vacca]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ultima decade i Nosound sono l&#8217;unica band italiana ad essere riuscita ad esportare a livello internazionale il suo credo post-progressive, tanto da guadagnarsi un posto fisso nel catalogo dell&#8217;etichetta Kscope (per intenderci quella dei progetti di Steven Wilson, Anathema e The Pineapple Thief). Ulteriore attestato di stima per il progetto di Giancarlo Erra è stato l&#8217;invito alla seconda edizione &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/teide_2390-e1437928379133.jpg"><img class="aligncenter wp-image-32785 size-full" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/teide_2390-e1437928379133.jpg" alt="" width="600" height="569" /></a>Nell&#8217;ultima decade i Nosound sono l&#8217;unica band italiana ad essere riuscita ad esportare a livello internazionale il suo credo post-progressive, tanto da guadagnarsi un posto fisso nel catalogo dell&#8217;etichetta Kscope (per intenderci quella dei progetti di Steven Wilson, Anathema e The Pineapple Thief). Ulteriore attestato di stima per il progetto di Giancarlo Erra è stato l&#8217;invito alla seconda edizione dello Starmus Festival, che si propone di ricercare connessioni tra musica e astronomia e in più in generale tra scienza e arte. Tale manifestazione è organizzata principalmente da Brian May (Queen) e Steven Hawking (lo scienzato dei buchi neri) e si tiene nell&#8217;isola di Tenerife. Quale migliore location per il primo live registrato dei Nosound? Immortalare questo evento, tenutosi nell&#8217;osservatorio costruito sulle pendici del vulcano spento Teide a 2390 metri, è stato naturale come si attiene ad un tal progetto progressive con derive post-rock cinematiche molto suggestive. Questo live è un&#8217;uscita targata come sempre Kscope e quindi predilige non solo il classico formato CD ma anche quello DVD-A per un&#8217;immersione sonica 5.1 dolby surround.  Inoltre vi è anche  un piccolo cortometraggio che alterna immagini on the road del viaggio nei luoghi di Tenerife a immagini notturne del live in bianco e nero, fornendo al tutto un&#8217;idea di documentario stile anni settanta veramente particolare. La tracklist è caratterizzata da brani che vanno da <em><strong>Kites</strong></em> e <em><strong>Cold Afterall</strong> </em>di <em><strong>Lightdark</strong></em> ai più recenti <em><strong>In My Fears</strong></em>, <em><strong>Wherever You Are</strong> </em>e <em><strong>Paralysed</strong></em> di <em><strong>Afterthoughts</strong></em>.</p>
<h2>I Miss The Ground (from &#8220;Teide 2390&#8243; live cd/dvd)</h2>
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		<title>Hai paura del buio? Il Film</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2015 14:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vladimiro Vacca]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[DVD]]></category>

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		<description><![CDATA[Un DVD live mai visto sino ad ora. Non è il documentario classico di un concerto. E&#8217; l&#8217;atto definitivo per cristallizare definitivamente la luce possente del disco che ha segnato il rock di questa Italietta dormiente. Un disco attuale, nell&#8217;attitudine e nel contenuto. Nelle immagini del film si respirano la tensione, il silenzio, l&#8217;impeto, la &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/afterhours-DVD.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-30309" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/afterhours-DVD-200x200.jpg" alt="afterhours DVD" width="200" height="200" /></a>Un DVD live mai visto sino ad ora. Non è il documentario classico di un concerto. E&#8217; l&#8217;atto definitivo per cristallizare definitivamente la luce possente del disco che ha segnato il rock di questa Italietta dormiente. Un disco attuale, nell&#8217;attitudine e nel contenuto. Nelle immagini del film si respirano la tensione, il silenzio, l&#8217;impeto, la scarica di adrenalina, gli spasmi rock. La regia di Giorgio Testi è qualcosa di surreale e suggestivo, riesce ad intrappolare i chiaroscuri dell&#8217;esperienza live che solo gli Afterhours riescono a regalare. Le otto videocamere concentrano l&#8217;azione tutta lì sul palco. Geniali le riprese laterali che immortalano le mitiche pantomime dei musicisti. Siamo davantiad una regia da Verità del palco, in questo caso veramente reale. Un DVD realizzato con un approccio decisamente originale e non standard. Questo film  cristallizza in 84 minuti l&#8217;essenza del viaggio emozionale che è un concerto degli Afterhours. Si entra spiando il backstage,  scrutando i riti di ogni membro del gruppo, si sale sul palco e si imbracciano gli strumenti uno ad uno, si sente l&#8217;elettricità nell&#8217;aria, si odono le grida ed il sudore del pubblico e poi ci si perde nella folla uscente a fine concerto. L&#8217;ennesimo grande capitolo (questa volta volutamente celebrativo) della vita artistica degli Afterhours, che con l&#8217;uscita di Giorgio Prette e Giorgio Ciccarelli cambierà ancora pelle ma non l&#8217;anima, ci sarà ancora un&#8217;altra storia maledetta di rock da raccontare, perchè tra i protagonisti c&#8217;è Manuel Agnelli. Unico.</p>
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		<title>Morrissey 25: Live</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jan 2014 16:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vladimiro Vacca]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Celebrare 25 anni di carriera solista in un modo unico e memorabile. Morrisey ci è riuscito, regalando ai suoi fan americani un concerto intimo ed improvviso il 2 marzo 2013.  Un concerto i cui biglietti sono andati sold out in una manciata di secondi, una location, quella della Hollywood High School a Los Angeles, dove &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-24546" title="morrissey_25" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/morrissey_25.jpg" alt="" width="318" height="278" />Celebrare 25 anni di carriera solista in un modo unico e memorabile. Morrisey ci è riuscito, regalando ai suoi fan americani un concerto intimo ed improvviso il 2 marzo 2013.  Un concerto i cui biglietti sono andati sold out in una manciata di secondi, una location, quella della Hollywood High School a Los Angeles, dove si respirava un&#8217;atmosfera totalmente antitetica a quella della notte precedente all&#8217;arena dello Staples Center. Solo ad un artista dalla personalità immensa come la sua poteva venire in mente di realizzare un concerto in questa maniera. Il DVD ed il  Blu-ray che documenta questo concerto è stato pubblicato grazie all&#8217;Eagle-rock entertainement, specializzata in questo tipo di produzioni. Non è il classico concerto registrato, la performance di Morrissey è molto sentita, traspare la riconoscenza di questo artista verso i suoi fan, l&#8217;amore simbiotico che si crea tra pubblico e artista. Un&#8217;alchimia che può riuscire solo ad artisti veri come lui. La scaletta comprende i suoi maggiori successi estratti sia dalla discografia con gli Smiths come <em><strong>Please, Please Please Let Me Get What I Want</strong></em>, <em><strong>Meat Is Murder</strong></em>, <em><strong>The Boy With The Thorn In His Side </strong></em>e sia da quella solista come  <em><strong>Everyday Is Like Sunday</strong></em> e <em><strong>Irish Blood, English Heart</strong></em>.  Questo DVD è una sorta di the best of Morrissey in forma live. Perfetto per il fan di vecchia data ma anche un&#8217;ottima panoramica introduttiva sull&#8217;artista inglese per un primo ascoltatore.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Tracklist</h2>
<p>1) Alma Matters<br />
2) Ouija Board, Ouija Board<br />
3) Irish Blood, English Heart<br />
4) You Have Killed Me<br />
5) November Spawned A Monster<br />
6) Maladjusted<br />
7) Still Ill<br />
8) People Are The Same Everywhere<br />
9) Speedway<br />
10) That Joke Isn’t Funny Anymore<br />
11) To Give (The Reason I Live)<br />
12) Meat Is Murder<br />
13) Please, Please, Please Let Me Get What I Want<br />
14) Action Is My Middle Name<br />
15) Everyday Is Like Sunday<br />
16) I’m Throwing My Arms Around Paris<br />
17) Let Me Kiss You<br />
18) The Boy With The Thorn In His Side</p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe width="618" height="348" src="https://www.youtube.com/embed/iFRGfOVjN0g?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<h2>Suggestions</h2>
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		<title>Universal &#8211; Anathema</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Oct 2013 10:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vladimiro Vacca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
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		<description><![CDATA[Tra il 2010 ed il 2012,  con We&#8217;re Here Because We&#8217;re Here, Falling Deeper e Weather Systems gli Anathema hanno cambiato anima profondamente, migrando dalle origini doom metal ad un progressive rock moderno e melodico nella scia di Steven Wilson e della Kscope Records. Questa svolta sono approdati a live sempre più intensi, guadagnando i &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Unviersal_dvd.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-23562" title="Unviersal_dvd" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Unviersal_dvd-300x273.jpg" alt="" width="300" height="273" /></a>Tra il 2010 ed il 2012,  con <strong><em><a href="http://www.losthighways.it/2010/06/14/we%E2%80%99re-here-because-we%E2%80%99re-here-anathema/" target="_blank">We&#8217;re Here Because We&#8217;re Here</a></em></strong>, <strong><em><a title="Falling Deeper r" href="http://www.losthighways.it/2011/11/21/falling-deeper-anathema-recensione/" target="_blank">Falling Deeper</a></em></strong> e <strong><em><a title="Weather Systems (Anathema album)" href="http://www.losthighways.it/2012/06/06/weather-systems-anathema/" target="_blank">Weather Systems</a></em> </strong>gli Anathema hanno cambiato anima profondamente, migrando dalle origini doom metal ad un progressive rock moderno e melodico nella scia di Steven Wilson e della Kscope Records. Questa svolta sono approdati a live sempre più intensi, guadagnando i favori della critica di settore. Ora sono una realtà. Il progetto dei fratelli Cavanagh è una macchina perfetta che incontra i gusti di diverse generazioni, quelle che hanno amato i Pink Floyd e quella che ama i Porcupine Tree. Il bellismo DVD-blu ray documenta un loro meraviglioso concerto all&#8217;Ancient Roman Theatre di Philippoplis con la The Plodiv Philharmonic Orchestra. Gli ultimi dischi degli Anathema hanno una spiccata propensione ad aperture sinfoniche e quindi ascoltare e vedere eseguire brani come <em><strong>Untouchable, Part 1 e  Part 2, <em>Dreaming Light</em>, </strong><em><strong>The Beginning and the End</strong> </em></em>è un esperienza 5.1 surround assoluta. Le riprese sono fantastiche perchè firmate dalla regia di Lass Hoile (regista di video di numerosi artisti, tra cui Steven Wilson, Porcupine Tree, Opeth, Dream Theater). <em><strong>Universal</strong></em> è un&#8217;esperienza live da salotto da non perdere <strong>.</strong></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Universal &#8211; trailer</strong></h2>
<p><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/iGBg5rZb58s?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="//www.youtube.com/v/iGBg5rZb58s?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<h2 style="text-align: justify;">Suggestions</h2>
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		<title>Il paese è reale live and backstage: Afterhours. Un dvd che racconta come “fare qualcosa che serva”.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 08:23:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Katia Arduini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
		<category><![CDATA[DVD]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[Portare a galla un tesoro nascosto non è mai facile. Se poi questo tesoro è fatto di note, di band e artisti che suonano pensando più al cuore che al portafoglio la sfida si fa ancora più interessante. Se poi decidi che per farlo devi salire sul palco dell&#8217;Ariston e alzare la voce davanti alla &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/2010/03/afterhours_il-paese-e-reale-dvd.jpg" alt="afterhours_il-paese-e-reale-dvd" width="149" height="200" />Portare a galla un tesoro nascosto non è mai facile. Se poi questo tesoro è fatto di note, di band e artisti che suonano pensando più al cuore che al portafoglio la sfida si fa ancora più interessante. Se poi decidi che per farlo devi salire sul palco dell&#8217;Ariston e alzare la voce davanti alla platea di quello che dovrebbe essere il festival della musica italiana, ma che ormai è diventato il museo delle banalità, o sei un folle o sei uno che ha la consapevolezza di andare là per <em>spaccare tutto</em>. E su quel palco gli Afterhours ci sono saliti con la loro forza, con la certezza che stavano facendo &#8220;<em>qualcosa che serva</em>&#8220;. Su quel palco hanno presentato il loro ambizioso progetto: dimostrare che, anche se nessuno vuole vederlo, c&#8217;è un mondo sotterraneo che fa Musica, di quella vera, di quella che non ha bisogno dei lustrini e delle paillette, ma che va avanti grazie al sudore e al fiato di chi ci crede veramente e hanno vinto, portandosi a casa il premio della critica (che poi alla fin fine è l&#8217;unico che viene assegnato da chi di musica se ne intende veramente).</p>
<p style="text-align: justify;">Al festival ha fatto seguito la scelta ancora una volta controcorrente di includere il brano esclusivamente in una compilation per fare così da traino ad altre 18 voci. <strong><em>Il paese è reale: 19 artisti per un paese migliore?</em></strong> (pubblicato il 25 febbraio 2009) ci ha presentato un&#8217;altra Italia, quella di Cesare Basile, di Paolo Benvegnù, di Marco Parente, di Roberto Angelini, di Amerigo Verardi e Marco Ancona, degli Zu, dei Calibro 35, dei Mariposa, nomi che non sentirete per radio o per tv, ma che sono spesso presenti sulle pagine di LostHighways perché noi abbiamo orecchie che Ascoltano davvero. Non avrà migliorato il Paese, ma sicuramente ha fatto bene alle coscienze di chi l&#8217;ha acquistato. <strong><em>Il paese è reale</em></strong> è diventato anche un tour che si può vedere un po&#8217; come il seguito al Tora!Tora!, festival itinerante ideato da Manuel Agnelli per portare allo scoperto diverse realtà che altrimenti non avrebbero avuto la visibilità che meritano, e che ha portato gli Afterhours e gran parte delle band che hanno partecipato all&#8217;album ad esibirsi in giro per l&#8217;Italia. Tutto questo lo troverete racchiuso nel dvd <strong><em>Il paese è reale: live and backstage</em></strong>, dal 1 marzo è in edicola allegato alla rivista <strong>XL</strong>. Manuel Agnelli e Giorgio Prette ci raccontano com&#8217;è nata l&#8217;idea de<strong><em> Il paese è reale</em></strong>, la scelta di partecipare a Sanremo, quello che sta dietro questo progetto che partendo dagli States è arrivato all&#8217;Ariston. Scoprirete l&#8217;altra Italia attraverso quasi due ore di immagini, aneddoti, spezzoni di live, attraverso le voci dei protagonisti di questo <em>paese reale</em>. Un colpo d&#8217;occhio su un progetto che non cerca l&#8217;autocelebrazione, ma che vuole semplicemente raccontare e invitare alla scoperta. Vedrete come si può ancora fare qualcosa di buono, capirete che &#8220;<em>dir la verità è un atto d&#8217;amore</em>&#8220;, sempre, e che c&#8217;è ancora chi crede veramente in quello che fa e che ci mette l&#8217;anima.<br />
&#8220;<em>La musica italiana non è quella che sentite in radio, ma è quella che sentite ai concerti&#8230; per chi la sa fare&#8230;</em>&#8221; Giovanni Gulino (Marta sui tubi)</p>
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		<title>Per la testa grandi idee: un libro e un dvd per ricordare Luigi Tenco tra parole e immagini</title>
		<link>https://www.losthighways.it/2009/02/01/per-la-testa-grandi-idee-un-libro-e-un-dvd-per-ricordare-luigi-tenco-tra-parole-e-immagini/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 20:56:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Katia Arduini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
		<category><![CDATA[DVD]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si scrive un libro su un artista si corre sempre il rischio di cadere nel gioco della celebrazione fine a se stessa, di metterlo su un piedistallo. Ma scrivendo di Luigi Tenco tutto questo è da evitare perché lui non era così, non voleva essere così. Ha fatto bene allora Mario Dentone che, nelle &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/2009/02/luigi-tenco-per-la-testa-grandi-idee-dvd.jpg" alt="luigi-tenco-per-la-testa-grandi-idee-dvd" width="200" height="268" />Quando si scrive un libro su un artista si corre sempre il rischio di cadere nel gioco della celebrazione fine a se stessa, di metterlo su un piedistallo. Ma scrivendo di Luigi Tenco tutto questo è da evitare perché lui non era così, non voleva essere così. Ha fatto bene allora Mario Dentone che, nelle 120 pagine del libro <strong><em>Per la testa grandi idee</em></strong>, ha scelto di raccontarci di Luigi, di quel ragazzo dall&#8217;aria triste che stava sempre vicino al juke box, ma che era anche capace di far divertire gli amici con la sua ironia. Tra le pagine di questo volumetto non troverete lodi o disquisizioni tecniche, ma tre episodi di vita comune dai quali partire per raccontare il mondo di Luigi Tenco, il mondo di chi passa tutta la vita come un &#8220;<em>acchiappanuvole che sogna di arrivare</em>&#8220;<em>, </em>alla ricerca della felicità. Le canzoni di Tenco sono uno spunto per un parallelismo tra musica e poesia, per raccontare del suo modo di vedere l&#8217;amore (spesso perduto e disperato), ma anche per mostrarci l&#8217;artista antimilitarista che usava la sua musica anche per affrontare temi scottanti anticipando i tempi (non dimentichiamo che Tenco morì nel &#8217;67, un anno prima di quel &#8217;68 che fu teatro di grandi lotte politiche) e scontrandosi con la censura (per due anni gli fu proibito di partecipare a trasmissioni televisive). Il tutto è impreziosito da scatti e dalle pagine di una lettera scritta alla madre che mostrano quanto Luigi amasse la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo esservi persi tra i versi delle sue canzoni, sedetevi e guardate i suoi occhi. Tenco non amava la televisione, forse per la tendenza a creare personaggi mentre lui voleva semplicemente essere se stesso, ma negli archivi della Rai si può trovare qualche immagine delle sue rare apparizioni televisive. Il dvd è un documento prezioso, un viaggio nella memoria tra il 1962 e il 1966. Si parte con <strong><em>La ballata dell&#8217;eroe </em></strong>dell&#8217;amico De Andrè (dal film <strong><em>La cuccagna</em></strong> di Luciano Salce, unica esperienza cinematografica di Tenco), con quella battuta che oggi suona quasi profetica, per finire con<strong><em> Le temps files ses jours</em></strong>, versione francese del brano <strong><em>Un giorno dopo l&#8217;altro</em></strong> e sigla della seconda serie del <strong><em>Commissario Maigret</em></strong>, celebre telefilm con Gino Cervi. Vi sono raccolte tutte le apparizioni televisive di Tenco, manca l&#8217;esibizione al Festival di Sanremo del 1967 perché i nastri sono stati cancellati dall&#8217;archivio Rai. La splendida <strong><em>Ho capito che ti amo</em></strong> e <strong><em>Io lo so già</em></strong> sono presenti in una doppia veste: versione Rai (bianco e nero in studio) e Cinebox (a colori in esterni, gli antenati dei nostri videoclip). Un&#8217;occasione per scorgere il vero volto dei giovani degli anni &#8217;60, per rivedere Gaber, Dalla, Ornella Vanoni, i Rokes e persino un giovanissimo Boncompagni. Rimarrete stregati dagli occhi di Luigi Tenco, da quello che esprimevano e che va al di là delle parole, delle note. Vi commuoverete guardando quel ragazzo che ad occhi chiusi davanti ad un piano cantava: &#8220;<em>Vedrai vedrai / vedrai che cambierà / forse non sarà domani / ma un bel giorno cambierà</em>&#8220;. E ve ne innamorerete.<br />
<strong><em>Per la testa grandi idee </em></strong>è un documento che non deve mancare nelle teche di chi crede ancora nella magia del bianco e nero, di chi si emoziona con le note di poesia accompagnate dalla voce calda di &#8220;<em>un uomo che aveva per la testa grandi idee</em>&#8220;, ma che era sempre troppo avanti rispetto al mondo che lo circondava.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p>Radio Fandago – 2008<br />
Dvd a cura di Enrico de Angelis – Libro di Mario Dentone</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="color: #971B7A;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>La Ballata Dell’Eroe</li>
<li>Ho Capito Che Ti Amo</li>
<li>Io Lo So Già</li>
<li>Non Sono Io</li>
<li>La Mia Valle</li>
<li>Tu Non Hai Capito Niente</li>
<li>Se Sapessi Come Fai</li>
<li>Ognuno è Libero</li>
<li>Lontano Lontano</li>
<li>Io Sono Uno</li>
<li>Quando</li>
<li>Mi Sono Innamorato Di Te</li>
<li>Un Giorno Dopo l’Altro</li>
<li>E Se Ci Diranno</li>
<li>Vedrai Vedrai</li>
<li>Le Temps Files Ses Jours/Un Giorno Dopo l’Altro</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">(con Lucio Dalla in <em><strong>Quando ero Soldato</strong></em>, Ornella Vanoni con Luigi Tenco al sax in <em><strong>Se Qualcuno Ti Dirà</strong></em>, The Roke in <em><strong>E’ la Pioggia che Va/Remember The Rain</strong></em>)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vogliamo anche le rose: Alina Marazzi</title>
		<link>https://www.losthighways.it/2008/07/06/vogliamo-anche-le-rose-alina-marazzi/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 18:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Di Cecco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
		<category><![CDATA[DVD]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali&#8220;&#8230; è l&#8217;articolo 3 della Costituzione, una donna senza volto gli dà voce e quella voce si posa sui volti di altre donne. Scorrono le &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/2008/07/una-sequenza-del-film-vogliamo-anche-le-rose-54881.jpg" alt="" width="250" height="188" />&#8220;<em>Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali</em>&#8220;&#8230; è l&#8217;articolo 3 della Costituzione, una donna senza volto gli dà voce e quella voce si posa sui volti di altre donne. Scorrono le date, scorrono gli eventi, c&#8217;è la musica a scandire il loro susseguirsi e a far penetrare più a fondo non i numeri o le sillabe ma i significati, che, ancorati a quelle gocce d&#8217;inchiostro, come una pioggia lattea e corrosiva bruciano la pelle per lasciare una traccia nella memoria, anche in quella della carne. <em>1966</em>: la legge italiana considera la contraccezione reato contro la stirpe. <em>1975</em>: stessi diritti uguali doveri per i coniugi. <em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>1977</em>: è approvata la legge di parità sul lavoro. <em>1981</em>: vengono abrogate le norme del Codice penale relative al delitto d&#8217;onore. <em>1996</em>: la violenza sessuale viene riconosciuta come reato contro la persona e non contro la morale&#8230;<br />
Bianco su nero. Le date, gli eventi, i rivolgimenti&#8230; nelle coordinate della Storia e delle storie sta la fine, aperta, di una visione che sa restituire poesia all&#8217;esistere o scorgerla tra le sue pieghe. Nero su bianco. Le parole che hanno trovato tra i fogli dei diari l&#8217;intimità silenziosa per fiorire, per prendere forma e divenire il segno di una vita o la finestra socchiusa sui tumulti di un&#8217;anima&#8230;in esse sta l&#8217;inizio. Tre diari. Anita, Teresa, Valentina. Tre donne. Tre storie. Tre fili di carta e linguaggio che ricamano un tessuto fatto di fotografie ed animazioni d&#8217;epoca, di riprese militanti e filmini di famiglia, di dibattiti televisivi e pubblicità, di inchieste e fotoromanzi, di rumori e musiche, di film sperimentali ed indipendenti, di visioni, a volte private come le parole confidate al candore di una pagina&#8230;private, così intime da appartenere all&#8217;intimità di ogni anima, di ogni sguardo. L&#8217;individuo e la società, l&#8217;universale e il particolare, la Storia e le storie&#8230;gli occhi di Alina Marazzi hanno liquefatto i confini e mostrato non dicotomie, ma dialoghi, la com-<em>unione</em> in cui stanno gli eventi e gli uomini con il loro appartenere a un divenire che non giustappone, che non scorre su una linea retta, che fluisce lungo cerchi e spirali e profondità. La rivoluzione sessuale. Il cambiamento della società. Anita, Teresa, Valentina. Appartengono allo stesso momento storico queste tre donne, ma non si sono mai incontrate, eppure le loro vite riverberano ombre e bagliori l&#8217;una nell&#8217;altra, ci sono degli echi che le fanno risuonare all&#8217;unisono, che le legano e compongono in una sorta di voce, di canto. Anita, Teresa, Valentina&#8230;una polifonia. I Ronin hanno tras-formato queste tre donne e le altre, che appaiono come frammenti o come nastri, le loro storie e le loro parole, in una musica, una musica che non appartiene al tempo raccontato e neppure all&#8217;oggi che rammenta e narra, ma ad un infinito. I ritratti fatti di suono, colore e luce si con-fondono fino a diventare una mano liquida che afferra il cuore. La fatica di una ragazza che si rapporta alla religione e al sesso si mescola con l&#8217;infelicità disarmante di una giovane donna, moglie e madre che vive il suo senso di inadeguatezza davanti ad un rapporto che <em>talvolta</em> è amore&#8230; cerca in sé una colpa e scrive &#8220;<em>non ho abbastanza fantasia per trasformare il nostro letto in un prato</em>&#8220;. Le immagini di donne che sfidano in piazza l&#8217;arroganza e la violenza dell&#8217;uomo si intrecciano alle pagine di una militante che, mentre li vive,  riconosce i limiti di una politica che riduce a &#8220;<em>massa indistinta</em>&#8221; e quelli di un dissenso che sa esprimersi solo con &#8220;<em>orribili urla</em>&#8220;, osserva il suo mondo e vede che le riunioni delle ‘compagne&#8217; a via del Governo Vecchio popolano e sono &#8220;<em>un luogo mondano come la canasta di mia madre</em>&#8220;. Le manifestazioni contro l&#8217;aborto stanno in fotogrammi che dialogano con la storia di un aborto chiusa tra poche pagine. Piedi nudi su lastre di ghiaccio. Una ferita aperta stilla un sangue che si fa incubo. &#8220;<em>Mi chino per prenderlo e solo allora mi accorgo che, nella stessa culla, alla sinistra del mio, c&#8217;è un altro bimbo. Si somigliano tantissimo, questo, però, ha il visetto un po&#8217; più piccino e la pelle un po&#8217; grinzosa, e non ha la soavità del mio: ha l&#8217;aria come sofferente&#8230; Ma alla sua sinistra ce n&#8217;è un altro: un visetto ancora più piccolo e grinzoso, la pelle chiazzata e le labbra in una smorfia di dolore&#8230; Ma alla sua sinistra ce n&#8217;è un altro ancora: un viso che non è un viso, la pelle livida, gli occhi due fessure sofferenti e le labbra una grinza angosciante&#8230; Non posso guardarlo, mi terrorizza&#8230; Ma alla sua sinistra ce n&#8217;è un altro e non è più un viso e non è più nulla, solo un grumo di sangue rappreso, in cui, pure, distinguo due occhi che mi implorano&#8230; Che orrore! Devo prendere il mio bambino e fuggire. Scopro il lenzuolo candido e sotto&#8230;sotto c&#8217;è un corpicino dolce, un tenero corpicino indifeso che sorregge cinque teste: il bimbo è uno solo, ed è un mostro!</em>&#8221; Un sogno, un dolore che la musica sfilaccia fino a farne un&#8217;onda che si espande tramite la carne, come le pulsazioni di un cuore, come l&#8217;eco di <img style="margin: 2px 6px; float: left;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/2008/07/foto_13.jpg" alt="" width="250" height="188" />una frequenza diversa eppure nostra. Passi nudi, su lame di ghiaccio. La storia di un aborto. Gli slogan urlati, fuori. Dentro, una voce sottile&#8230; &#8220;<em>vorrei convincermi che ho fatto la mia scelta e che ho scelto da donna libera e che questo è stato un passo sulla via della mia autodeterminazione. In verità io non sono sicura di </em><em>aver scelto, io temo di non aver avuto scelta</em>&#8220;. Da un lembo di carta silente si leva una coscienza che non ha bisogno di grida per farsi sentire&#8230; &#8220;<em>Io, donna di quasi diciassette anni, ho diritto alla dignità, ho il dovere di farmi rispettare. È stato come se si aprisse uno squarcio nel cielo: per la prima volta ho visto la libertà possibile, non in un lontano futuro, ma nel mio presente. La libertà conquistata non con la menzogna, come mi hanno sempre costretta a fare, ma con il coraggio e la dignità</em>&#8220;. Come due braccia che cercassero di divenire ventre per comprendere il ventre, la musica pervade e mai invade, avvolge, non accompagna, ma compone queste storie, vi si è immersa per sorgere ed esser fatta della loro stessa sostanza. Così la Storia e le storie di Anita, Teresa e Valentina le ascoltiamo anche attraverso <strong><em>La danza degli uomini</em></strong> o <strong><em>La fabbrica delle bambole</em></strong>, le com-prendiamo anche attraverso le sonorità e i rumori con cui Francesca Genevois e i Ronin hanno reso udibili vecchie pellicole mute. Musica e visione&#8230;piani semantici che si intrecciano, forme composte intente a dischiudere sfumature molteplici, forze di gravità che disegnano paesaggi emotivi, che ri-configurano dettagli e margini, vite e slanci. Alina Marazzi, dopo <strong><em>Un&#8217;ora sola ti vorrei</em></strong> (2002) e <strong><em>Per sempre</em></strong> (2005), ha scelto di dare ancora voce al femmineo e lo ha fatto illuminando con la memoria, la criticità e la creatività una soglia, un tempo di passaggio, un istante in cui il divenire si è fatto rivoluzione ed evoluzione. Attraverso il <em>found footage</em>, il suo sguardo si è immerso nella realtà, l&#8217;ha de-strutturata e ri-costruita, così indagata, interrogata, compresa&#8230;a partire dai fotogrammi e dalle scelte loro sottese ci tocca fino a penetrarci una visione che dice ai nostri occhi come il vedere sia una forma di pensiero e il sentire una modalità conoscitiva, una componente della coscienza. Allo stesso tempo e nello stesso modo ci toccano anche le voci, quelle delle gole e delle labbra e quelle delle dita e delle materie. I Ronin hanno curato la colonna sonora originale e donato alcuni brani tratti dal loro ultimo disco, <strong><em>Lemming</em></strong> (Ghost Record &#8211; 2007), insieme ai rumori e ai brani di repertorio, frutto della consulenza musicale offerta da Mauro Ermanno Giovanardi, le musiche costituiscono una sorta di respiro che sembra essere effuso dalle pellicole mangiate dal tempo, dai morsi e dai graffi che le costellano come stelle nere e bellissime&#8230;un respiro solo che pure custodisce molti respiri, di volti, gioie, ansie e tristezze diverse. Tra le visioni tratte dalle case o dalle cineteche, dall&#8217;indagine di Luigi Comencini o dalle tracce delle lotte femministe, tra quelle di Anna Lajolo e Guido Lombrardi, di Adriana Monti, di Mario Masini, dei fratelli Pagot, il montaggio, visivo e sonoro, compone e pone senso, si fa soggetto di memoria, di riflessione e disvela un filo sottile di immagini che parlano di una presenza costante, anche se quasi impercettibile, la frammentarietà può celarla, ma la musica la sussurra. Un filo di suono, <strong><em>Tema X</em></strong>, si lega a quello fatto di immagini&#8230; è lì che si percepisce l&#8217;essenza che condividiamo, l&#8217;universalità a cui apparteniamo e che determiniamo con le nostre individualità, è lì che in una donna troviamo le donne, il femmineo, noi stessi. La musica compenetra le immagini e trasforma in melodia la luce in cui riposa l&#8217;invisibile, <img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/2008/07/foto_11.jpg" alt="" width="250" height="188" />quel non-visibile che il suono dischiude ai sensi. Uno sguardo, infine, affonda nel cuore di una rosa. In quel cuore ri-troviamo la pretesa che ci rende la nostra dignità&#8230; la pretesa del pane e delle rose. Desiderando la poesia, riconoscendola come vitale, essenziale, sfidiamo e vinciamo la miseria, la nostra stessa miseria, ci liberiamo e salviamo. Non nelle grida e neppure nella violenza cieca, non nelle ideologie piegate dalle ed alle meschinità, ma nel desiderio delle rose, nel considerarle importanti come il pane, c&#8217;è la più grande forza eversiva. &#8220;<em>Siamo sconfitti, uomini e donne, dopo il ‘77</em>&#8220;. Siamo sconfitti, ma tra i petali di una rosa possiamo ancora trovare il nostro riscatto. <strong><em>Vogliamo anche le rose</em></strong>&#8230; ed è preservando questo volere che ci preserviamo uomini. Dobbiamo volere anche le rose.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p>Documentario<br />
Italia – 2007</p>
<p>Scritto e diretto da: Alina Marazzi<br />
Montaggio: Ilaria Fraioli<br />
Producer: Gaia Giani<br />
Sound designing: Benni Atria<br />
Animazione e titoli: Cristina Seresini<br />
Musiche originali: Ronin<br />
Supervisione ai testi: Silvia Balestra<br />
Ricercatori: Riccardo Lacché e Annamaria Licciardello<br />
Voci: Anita Caprioli, Teresa Saponangelo e Valentina Carneluttti<br />
Direttore della fotografia e Post-produzione: Mario Masini<br />
Montaggio del suono: Francesca Genevois<br />
Consulente musicale per brani di repertorio: Mauro Ermanno Giovanardi<br />
Rumorista: Pier Giorgio de Luca</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="color: #971B7A;">Colonna sonora &#8211; Label: </span> Warner Chappel Music – 2008</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="color: #971B7A;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Bruno Dorella (chitarra) – Chet Martino (basso) – Enzo Rotondaro (batteria, percussioni, chitarra); E con: Nicola Ratti (chitarra – Luca Galoppini (sega musicale) – Cristina Abati (viola tzigana) – Paolo Pascolo (flauto traverso) – Giordano Geroni (pianoforte) – Marco Anicio (chitarra) – Ivan Rossi (registrazioni ambientali)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="color: #971B7A;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>La casalinga pasticciona</li>
<li>Tema X</li>
<li>La danza degli uomini</li>
<li>Grandi pensatori</li>
<li>Governo Vecchio</li>
<li>Cingegiornale</li>
<li>Tema di Anita</li>
<li>Sogni di Teresa</li>
<li>La fabbrica delle bambole</li>
<li>Tema di Teresa</li>
<li>Tema di Valentina</li>
<li>I Pescatori Non Sono Tornati</li>
<li>Lemming</li>
<li>Mantra Infernale</li>
<li>You Need It, Then It Comes (di Colleen Kinsella, eseguita dai Ronin)</li>
<li>Here’s to you (di Ennio Moricone e Joan Beatz,dal film Sacco &amp; Vanzetti di Giuliano Montaldo)</li>
<li>Signorina da marito (di RIPP, cantata da Milly)</li>
<li>Aiutami a baciarti (di Andrea Pesce, eseguita dal Collettivo Angelo Mai)</li>
<li>Orrore (delle Kandeggina Gang)</li>
</ol>
<p><span style="color: #971B7A;">Links:</span><a href="http://www.vogliamoanchelerose.it/">Sito Ufficiale Film</a>,<a href="http://www.myspace.com/ronintheband">MySpace Ronin</a></p>
<h2 class="sectionhead">Vogliamo anche le rose &#8211; Trailer</h2>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/BykxkrmLuws&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/BykxkrmLuws&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
</center></p>
<p><script src="http://www.google-analytics.com/urchin.js" type="text/javascript"></script> <script type="text/javascript"><!--
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		<title>Promozione via DVD: Il progetto Offside della Renilin</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 18:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vladimiro Vacca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
		<category><![CDATA[DVD]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[2008: la musica di qualità non arriva sempre alle nostre orecchie. Un grande fratello (orecchio) ascolta e decide per noi. Il mainstream filtra e spesso deforma per la massa l&#8217;estro artistico. C&#8217;è bisogno di nuove strade, di nuovi canali di promozione. Quelli tradizionali mortificano e oscurano gli emergenti di qualità in nome della scommessa senza &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" title="offside_cover1" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/2008/07/offside_cover1.jpg" alt="" width="230" height="230" />2008: la musica di qualità non arriva sempre alle nostre orecchie. Un grande fratello (orecchio) ascolta e decide per noi. Il mainstream filtra e spesso deforma per la massa l&#8217;estro artistico. C&#8217;è bisogno di nuove strade, di nuovi canali di promozione. Quelli tradizionali mortificano e oscurano gli emergenti di qualità in nome della scommessa senza rischio. Quella stessa rivoluzione del digitale da un lato ha scosso e contratto verso l&#8217;underground il sistema discografico delle Major, dall&#8217;altro ha aperto nuovi orizzonti di promozione alle etichette indipendenti. Dopo MySpace, LastFm, le Net-labels e il donation-ware nasce una nuova proposta della Renilin:  Offside. Una collana di DVD distribuita gratuitamente dall&#8217;etichetta produttrice presso testate, radio e siti web e presto anche disponibile anche al grande pubblico ad uscita trimestrale nelle edicole di tutta Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni DVD sarà caratterizzato da una serie di artisti selezionati da Antonio Notaro e dallo staff della Renilin. Artisti che propongono un loro brano in versione audio e video accompagnati  da un&#8217;intervista e biografie, foto e testo (una sorta di MySpace navigabile off-line sul DVD sfruttando le tecnologie Adobe-Flash). Nel numero 1 di Offside gli artisti sono veramente interessanti e coprono diversi generi, non sono limitati alla solo penisola italica. I contenuti multimediali, seppure artigianali, non sono mai di basso livello professionale. Spiccano tra tutti soprattutto gli stranieri: il songwriter irlandese Kiernan McMullan che propone il suo pop-folk alla Dave Matthews Band (veramente accativante), o il duo Pakistano Seyyem che penetra l&#8217;anima con un brano  suadente capace di unire a livello musicale l&#8217;occidente con il Medio Oriente. Tra gli Italiani meravigliosi e onirici i Das Auge di Napoli che con un brano strumentale presentano il loro rock alla Explosions in the sky, gli impetuosi ed energici Nexus di Verona. Da tener d&#8217;occhio l&#8217;elettro-pop alla Depeche mode degli Art in Hearts di Sulmona ed il rock beatlesiano dei The Vickers di Firenze. Il folletto che guarda la luna, logo della Renilin, è un sognatore con i piedi per terra, guarda fin dove altri sono ciechi e molto spesso scopre veri talenti. Auguriamo tutto il meglio a Offside. Una bellissima iniziativa.</p>
<p>TRACKLIST</p>
<p>NeXus (Verona)</p>
<p>The Vickers (Firenze)</p>
<p>Das Auge (Napoli)</p>
<p>Encelado (Gioia Tauro, Rc)</p>
<p>Maripensa (Milano)</p>
<p>Art In Hearts (Sulmona, Aq)</p>
<p>Enzo Granella (Bari)</p>
<p>gli stranieri:</p>
<p>Cherry (Inghilterra)</p>
<p>Kiernan Mc Mullan (Irlanda)</p>
<p>Seyyem (Pakistan)</p>
<h2 class="sectionhead">Kiernan Mc Mullan /Borderline &#8211; Video</h2>
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<h2 class="sectionhead">Das Auge/Reverse Flight &#8211; Video</h2>
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<h2 class="sectionhead">Nexus/ &#8211; Video</h2>
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		<title>Storytellers &#8211; Bluvertigo</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 19:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Katia Arduini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
		<category><![CDATA[DVD]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[Confesso che di aver provato una strana sensazione nel ritrovarmi tra le mani un dvd dei Bluvertigo. Ormai mi ero quasi rassegnata a non vedere più Morgan, Andy, Livio e Sergio insieme su un palco, ma (fortunatamente) mi sono dovuta ricredere. Non ricordo come ho incontrato la musica dei Bluvertigo&#8230; probabilmente attraverso una mia compagna &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/2008/06/bluvertigo_-_storytelles.jpg" alt="" width="200" height="200" />Confesso che di aver provato una strana sensazione nel ritrovarmi tra le mani un dvd dei Bluvertigo. Ormai mi ero quasi rassegnata a non vedere più Morgan, Andy, Livio e Sergio insieme su un palco, ma (fortunatamente) mi sono dovuta ricredere. Non ricordo come ho incontrato la musica dei Bluvertigo&#8230; probabilmente attraverso una mia compagna di scuola che mi fece la cassettina di <strong><em>Metallo Non Metallo</em></strong>&#8230; so solo che me ne sono innamorata, anche perché mi hanno fatto scoprire che anche i musicisti italiani avevano (e hanno) qualcosa da dire. Quella cassettina mi ha aperto un mondo e penso proprio che se non avessi incontrato la musica di Morgan &amp; C. oggi non sarei qua a scrivere di quello che amo di più.</p>
<p style="text-align: justify;">Le origini dei Bluvertigo vanno ricercate nell&#8217;hinterland milanese, dove nel 1991 Morgan e Andy formano una band, gli Smoking Cocks (dal cognome di Andy, Fumagalli). Il progetto non ha un gran successo, anche perché i due si accorgono presto che il nome è facilmente fraintendibile. E&#8217; durante un concerto che Morgan incontra Sergio Carnevale. Entrerà a far parte del gruppo, che prenderà il nome di Golden Age pubblicando un cd. In seguito si aggiungerà loro anche Marco Pancaldi e così nasceranno i Bluvertigo. Pubblicano l&#8217;album <strong><em>Acidi e Basi</em></strong> e in seguito, nel 1996, Pancaldi viene sostituito da Livio Magnini, già fonico e produttore dei Bluvertigo. Arrivano altri due album: <strong><em>Metallo Non Metallo</em></strong> (1997) e <strong><em>Zero</em></strong> (1999). Nel 2001 partecipano a Sanremo col brano <strong><em>L&#8217;Assenzio</em></strong> e pubblicano una raccolta di successi, <strong><em>Pop Tools</em></strong>. Qui s&#8217;interrompe la storia dei Bluvertigo. In realtà non si ferma qui, assume semplicemente <em>altre forme di vita</em>. Morgan inizia una carriera solista pubblicando tre album: <strong><em>Canzoni Dell&#8217;Appartamento</em></strong> (2005), <strong><em>No Al Denaro, Non All&#8217;Amore Né Al Cielo</em></strong> (2005, rivisitazione dell&#8217;album di De Andrè del 1971) e <strong><em>Da A Ad A</em></strong> (2007). Nel 2008 partecipa come giudice al &#8220;talent show&#8221; di Rai2 <strong><em>X Factor</em></strong>. Andy dal 2002 gira i locali italiani con i suoi dj-set (con musica degli anni 80) in cui a volte espone anche i suoi quadri che si ispirano alla pop-art (che crea a Flu-on, un laboratorio situato presso un&#8217;ala di un&#8217;ex fabbrica tessile di Monza) e dal 2007 collabora al progetto musicale Rezophonic. Livio si dedica all&#8217;attività di produttore (collaborando anche con Giorgia), pubblica un album, <strong><em>On The Air</em></strong> (2004), con la band Jetlag e anche lui prende parte al progetto musicale Rezophonic. Sergio collabora ai diversi progetti soliti di Morgan e dal 2007 inizia a suonare con i Baustelle.<br />
Tutto questo, condito da aneddoti divertenti e battute, ci viene raccontato dalla band nel dvd <strong><em>Storytellers</em></strong>, testimonianza della reunion del gruppo avvenuta sul palco di MTV il 7 aprile 2008. Paola Maugeri è al timone di questo evento in veste di intervistatrice e noi facciamo parte del <em>pubblico dei grandi eventi</em>. Tra una domanda e l&#8217;altra, assistiamo ad un live che tocca un po&#8217; tutte le tappe della loro storia. Troviamo <strong><em>Complicità</em></strong>, <strong><em>Iodio</em></strong>, <strong><em>I Still Love You</em></strong> a ricordarci la A di <strong><em>Acidi E Basi</em></strong>, l&#8217;inizio della loro storia. <strong><em>Troppe Emozioni</em></strong>, <strong><em>Soprappensiero</em></strong>, <strong><em>Cieli Neri</em></strong>, <strong><em>Altre Forme Di Vita</em></strong>, <strong><em>So Low</em></strong> ci portano alla M, a <strong><em>Metallo Non Metallo</em></strong>. E siamo solo a metà dell&#8217;avventura-Bluvertigo. <strong><em>Sono = Sono</em></strong>, <strong><em>Zero</em></strong>, <strong><em>La Crisi</em></strong> (presentata in una versione acustica) e siamo arrivati alla Z, all&#8217;album <strong><em>Zero</em></strong> che ha chiuso la <em>trilogia chimica</em>. Troviamo anche <strong><em>L&#8217;Assenzio</em></strong> a completare il tutto. Mi fa un effetto strano ritrovare i Bluvertigo dopo un <em>congelamento</em> durato quasi sette anni, anche perché (almeno nel look) sono molto diversi da come me li ricordavo. Però la voglia di suonare e di divertirsi insieme c&#8217;è ancora, a dimostrazione che questa non è una rimpatriata a puro scopo pubblicitario. C&#8217;è anche il video di <strong><em>Fuori Dal Tempo</em></strong>, a ricordarci <em>com&#8217;eravamo</em> (e giuro che rivedere Morgan truccatissimo e con i capelli di un bel rosso acceso vale l&#8217;intero prezzo del dvd!).<br />
Spesso queste reunion suonano più come un tentativo goffo di ri-attirare l&#8217;interesse del pubblico e si finisce per vedere sul palco solo una timida imitazione di band, ma in questo caso i Bluvertigo hanno dimostrato di essere pronti per tornare (anche perché alla fine non se n&#8217;erano mai andati del tutto). Hanno annunciato un album nuovo e un tour estivo. Bene, se questo era solo l&#8217;aperitivo mi sa proprio che ci aspetta un bel pranzetto succulento.</p>
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