 <?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Lost Highways &#187; CrossRoads</title>
	<atom:link href="https://www.losthighways.it/category/editoriali/contaminazioni-audio-visive/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.losthighways.it</link>
	<description>Seek your mood, Find your lost highways!</description>
	<lastBuildDate>Mon, 11 May 2026 15:33:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Sing Backwards And Weep &#8211; Mark Lanegan</title>
		<link>https://www.losthighways.it/2022/06/07/sing-backwards-and-weep-mark-lanegan/</link>
		<comments>https://www.losthighways.it/2022/06/07/sing-backwards-and-weep-mark-lanegan/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Jun 2022 19:32:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vladimiro Vacca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.losthighways.it/?p=47746</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;autobiografia di solito è un memoriale di momenti belli da ricordare per chi la scrive, dove si tirano le somme il più delle volte in positivo. Nel caso di Sing Backwards And Weep siamo davanti ad un confessionale crudo, esplicito e dettagliato con momenti tragici e di grande autoironia da parte del songwriter statunitense. Non &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-47759" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/MarkLaneganEnhanced_.jpg" alt="MarkLaneganEnhanced_" width="1000" height="606" />L&#8217;autobiografia di solito è un memoriale di momenti belli da ricordare per chi la scrive, dove si tirano le somme il più delle volte in positivo. Nel caso di <em><strong>Sing Backwards And Weep</strong></em> siamo davanti ad un confessionale crudo, esplicito e dettagliato con momenti tragici e di grande autoironia da parte del songwriter statunitense. Non c&#8217;è mai autocommiserazione, c&#8217;è l&#8217;ammissione ed il racconto di una vita randagia alla ricerca di un costante squilibrio e c&#8217;è disamore interiore. Qui parole come Sesso, Droga e Rock &#8216;n&#8217; Roll fanno rima non con Rockstar, lusso, eccessi ed edonismo sfrenato, ma con miseria, oscurità, autolesionismo, morte, meschinità e malavita. Nei 43 capitoli ci sono veri pugni nello stomaco perchè  puntano le telecamere dietro le quinte della Seattle degli anni novanta, quella del grunge, che hanno visto in Mark Lanegan un testimone illustre, essendo amico-pusher di artisti come Kurt Cobain e Layne Staley. Mark si racconta senza filtri, ammettendo la complicità forse inconsapevole di aver contribuito all&#8217;autodistruzione di questi due miti. E&#8217; un susseguersi di aneddoti tra studi di registrazioni, backstage di celebri festival, di critiche verso colleghi come Liam Gallagher e di fughe alla ricerca di crack ed eroina in vicoli e quartieri più malfamati del mondo, prima che &#8220;la scimmia&#8221; arrivi. Ci sono analisi spietate della prima produzione degli Screeming Trees, come strategie e tecniche dei suoi primi dischi solisti. C&#8217;è spazio anche per tragiche storie di vita familiare, forse la radice di tutto, perché chi cresce in un assetto familiare improprio non può che perdere le coordinate dell&#8217;amore per se stesso e per il prossimo. I capitoli più intensi sono gli ultimi, quelli verso la fine degli anni novanta e gli inizi del nuovo millennio, che raccontano la discesa agli inferi e la resurrezione (grazie alla vedova Cobain), dove chiude definitivamente con la tossicodipendenza e il suo passato grunge, salpando verso nuovi progetti come quello stoner rock dei Queens Of Stone Age e quello alternative-folk-blues solista. Un&#8217;autobiografia che è un romanzo maledetto, un testamento di una morte annunciata, che ti sorprende ad ogni pagina con una scrittura tra Bukowski, Welsh e Palahniuk.</p>
<p><iframe style="width: 120px; height: 240px;" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=losthigit-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=B08P4L9CLP&amp;linkId=cbb6bbf068f31e13e83f97e17d8230af" width="300" height="150" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" sandbox="allow-popups allow-scripts allow-modals allow-forms allow-same-origin"></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.losthighways.it/2022/06/07/sing-backwards-and-weep-mark-lanegan/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Born IN Italy: la sfida di Carmen Sigillo</title>
		<link>https://www.losthighways.it/2020/06/11/born-in-italy-la-sfida-di-carmen-sigillo/</link>
		<comments>https://www.losthighways.it/2020/06/11/born-in-italy-la-sfida-di-carmen-sigillo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2020 20:37:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amalia Dell'Osso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.losthighways.it/?p=45207</guid>
		<description><![CDATA[Born IN Italy un progetto in sè compiuto dove passione e spirito di libertà fanno una fotografa che abbraccia il mondo Conosco Carmen, spesso sento di poter dire questo di certe persone&#8230; così, a pelle. La chiamano empatia. Posso dire di sentirla forte, e senza usare le parole con lei. Sono le foto, dal b/n &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Born IN Italy</strong><br />
<strong> un progetto in sè compiuto</strong><br />
<strong> dove passione e spirito di libertà</strong><br />
<strong> fanno una fotografa che abbraccia il mondo</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/borninitaly.jpg"><img class=" size-full wp-image-45208 aligncenter" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/borninitaly.jpg" alt="borninitaly" width="800" height="450" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Conosco Carmen, spesso sento di poter dire questo di certe persone&#8230; così, a pelle. La chiamano empatia. Posso dire di sentirla forte, e senza usare le parole con lei. Sono le foto, dal b/n così sfrontato, audace, passionale, capace di dire l&#8217;attimo e la sua metafora.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Born in Italy</strong> è la sua creatura, realizzata attraverso una campagna di crownfunding e che regalerà ai suoi protagonisti un campo di basket grazie al ricavato della vendita delle copie del libro.</p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito è la stessa Carmen a raccontarci il suo progetto. Ha curato, inoltre, una selezione di brani che hanno segnato questa importante iniziativa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Progetto</strong></p>
<div class="wysiwyg">
<p style="text-align: justify;">Castel Volturno, città sulla costa Domiziana poco a Nord di Napoli, è un&#8217;area ricca di bellezze naturali, ma è nota soprattutto per le sue ferite: il <strong> massacro di sei africani </strong> da parte della <strong> mafia casalese, </strong> nel 2008, ed un vasto complesso di palazzine e ville per <strong> vacanze illegalmente costruite, </strong> che ora sono parzialmente abbandonate.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong> grossa disponibilità immobiliare </strong> e lo <strong> scarso controllo istituzionale del territorio </strong> sono da molti anni i principali attrattori per gente indigente che cerca un posto dove vivere. A Castel Volturno il <strong> 50% della popolazione </strong> è rappresentata da <strong> immigrati per lo più irregolari.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Tam Tam Basket </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Qui, un ex campione di pallacanestro, <strong> Massimo Antonelli, </strong> decise, nel 2016, di avviare una leva gratuita di basket dedicata ai figli degli stranieri, la <strong> Tam Tam Basket. </strong> Ben presto si trovò involontariamente al centro di un feroce dibattito politico su cosa significhi essere italiani. Ai giocatori adolescenti della squadra Tam Tam, infatti, fu negato il diritto di competere contro altre squadre nel campionato regionale perché i loro genitori sono immigrati e, in quanto tali, considerati <strong> stranieri agli occhi della legge, seppure nati in Italia. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Italia, infatti, non vige lo ius soli per cui questi ragazzi acquistano la cittadinanza, dopo lunghe trafile, al raggiungimento del 18° anno di età. Tuttavia, la tenacia di coach Antonelli e dei suoi giovani atleti è stata premiata con l&#8217;introduzione da parte del governo italiano, nel dicembre del 2017, della cosiddetta <strong> norma &#8220;Salva Tam Tam&#8221;. </strong> La norma ha una portata rivoluzionaria perché sancisce lo <strong> ius soli sportivo, </strong> consentendo a tutti i figli di stranieri che vivono in Italia di praticare sport senza limitazioni (circa 800.000 ragazzi). Castel Volturno ha vinto un&#8217;importante battaglia che ha coinvolto in modo positivo l&#8217;intera nazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro fotografico <strong> Born IN Italy </strong> nasce dalla volontà di raccontare la vita, la quotidianità, il gioco, l&#8217;inesauribile passione dei ragazzi della Tam Tam basket, protagonisti inconsapevoli di una battaglia di civiltà.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/borninitaly2.jpg"><img class=" size-full wp-image-45209 aligncenter" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/borninitaly2.jpg" alt="borninitaly2" width="945" height="932" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;autrice </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Carmen Sigillo </strong> nasce a Napoli nel 1978. Si laurea in Giurisprudenza all&#8217;Università Federico II di Napoli ed intraprende la professione di avvocato. Negli anni sviluppa tuttavia un amore viscerale per la fotografia. Frequenta il Centro di Fotografia Indipendente e partecipa a workshops con i fotografi più vicini al suo modo di sentire: Francesco Cito, Mario Spada, Boogie. <strong> Ama la strada, le sfide e la macchina fotografica come mezzo per esprimersi e relazionarsi in piena libertà. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;La macchina fotografica mi consente di entrare in empatia con le persone in un modo assolutamente semplice, diretto, senza filtri. Mi permette di imparare dalle loro vite, dalle loro abitudini, di frugare con discrezione, di crescere. Con la fotografia mi arricchisco continuamente: di umanità&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Info per sostenere il progetto <a href="https://www.facebook.com/BORN-IN-ITALY-231678191025435/">www.facebook.com/BORN-IN-ITALY</a></p>
<h2>Born IN Italy &#8211; Il libro fotografico sulla Tam Tam Basket<br />
<iframe title="vimeo-player" src="https://player.vimeo.com/video/309176141" width="640" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></h2>
<h2>Born IN Italy &#8211; Playlist</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://open.spotify.com/embed/playlist/1rNMrqfysoXkE8IeioB510" width="300" height="380" frameborder="0" allowtransparency="true" allow="encrypted-media"></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.losthighways.it/2020/06/11/born-in-italy-la-sfida-di-carmen-sigillo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ossigeno: Manuel Agnelli guida in televisione un programma d&#8217;arte a 360 gradi</title>
		<link>https://www.losthighways.it/2018/02/24/ossigeno-manuel-agnelli/</link>
		<comments>https://www.losthighways.it/2018/02/24/ossigeno-manuel-agnelli/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Feb 2018 15:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vladimiro Vacca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.losthighways.it/?p=40192</guid>
		<description><![CDATA[In Italia, in particoalre alla RAI, eranno anni che non si vedeva un programma televisivo come Ossigeno, che vede alla conduzione Manuel Agnelli. Il leader degli Afterhours per l&#8217;occasione è anche autore insieme a Paolo Biamonte, Massimo Martelli, Sergio Rubino. La direzione musicale è di un altro membro della storica band milanese: Rodrigo D’Erasmo. La &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-large wp-image-40210" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/agnelli0218-1024x576.jpg" alt="agnelli0218" width="618" height="348" /></p>
<p style="text-align: justify;">In Italia, in particoalre alla RAI, eranno anni che non si vedeva un programma televisivo come <strong>Ossigeno, </strong>che vede alla conduzione Manuel Agnelli. Il leader degli Afterhours per l&#8217;occasione è anche autore insieme a Paolo Biamonte, Massimo Martelli, Sergio Rubino. La direzione musicale è di un altro membro della storica band milanese: Rodrigo D’Erasmo. La regia è affidata a Gaetano Morbioli e la direzione della fotografia è di Massimo Pascucci.<strong> Ossigeno </strong>mette in scena la contaminazione tra il talk e la performance, da una parte l&#8217;approfondimento della figura dell&#8217;artista attraverso la formula dell&#8217;intervista informale e dall&#8217;altra le esibizioni inedite, delle vere jam session. Per riuscire in quest&#8217;impresa in chiave originale ci vuole un intrattenitore di grande cultura e di grande spessore artistico, capace di essere un grande musicista e un grande fruitore d&#8217;arte a 360 gradi, mostrandosi senza pelle, senza orpelli mediatici, come un vecchio amico che incontri davanti al bancone di un bar e con il quale commenti l&#8217;ultimo disco di&#8230; o quel grande film di&#8230; o quel fantastico libro di&#8230; che hai scoperto anni fa e che ti ha dato tanto. Questa è la vera condivisione sociale, altro che Facebook e Twitter. Manuel Agnelli è riuscito in questa sfida. In meno di un&#8217;ora tocca tutte le arti principali dell&#8217;età moderna chiamando in causa gli &#8220;outsiders&#8221; e tenendoli insieme con il filo conduttore della musica. Chi sono gli outsiders? Sono coloro che operando in campo artistico al di fuori di ogni scuola o movimento, raggiungendo l&#8217;attenzione di critica e pubblico, magari diventano anche &#8220;seminali&#8221;. Per il cinema Agnelli sceglie  <span class="st"> Michael Cimino</span> mentre scorre Cavatina di John Williams, colonna sonora del film il Cacciatore, aprendo così lo spazio a Claudio Santamaria, protagonista dell&#8217;acclamato <strong>Lo chiamavano Jeeg Robot</strong><span class="st">. L&#8217;incontro tra i due mette in piena connessione parole e musica, così come chiede il dictat del programma, arrivando ad un punto altissimo con <em><strong>Gouge Away</strong></em> dei Pixies. Per la musica sceglie Joan Wasser, nota come Joan as Police Woman, una vera icona della musica alternativa statunitense che permette il richiamo ad una delle voci più intense e emozionanti del rock: Jeff Buckley. Ospite di gran livello anche Ghemon, il rapper più sui generis del nostro Paese che si lascia portare in un confronto molto importante sul tema della depressione. Per la letteratura sceglie Paolo Giordano, l&#8217;autore del libro <strong>La solitudine dei numeri primi</strong>: la riflessione abbraccia il tema della giovinezza e del consumo bulimico che ne ha la nostra società. Gli ospiti  sono tutti artisti che hanno rischiato ed hanno creato qualcosa di diverso nell&#8217;ambito artistico in cui si sono mossi. Alla massa vanno dati spunti di riflessione, di esplorazione, la vera arte non è banalmente intrattenimento fine a se stesso. Vi invitiamo a partecipare a questo bellissimo viaggio in cinque puntate in onda il giovedì su Rai Tre in seconda serata (alle 23.00 circa). Non mancate!<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;">(In collaborazione con Amalia Dell&#8217;Osso)</p>
<p style="text-align: justify;">Avete la possibilità di recuperare le puntate su <a href="https://www.raiplay.it/programmi/ossigeno/">RaiPlay</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.losthighways.it/2018/02/24/ossigeno-manuel-agnelli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Brian Eno: The ship ha condotto ad un film generativo</title>
		<link>https://www.losthighways.it/2016/09/21/brian-eno-the-ship-ha-condotto-ad-un-film-generativo/</link>
		<comments>https://www.losthighways.it/2016/09/21/brian-eno-the-ship-ha-condotto-ad-un-film-generativo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2016 13:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vladimiro Vacca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.losthighways.it/?p=37005</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo lavoro di Brian Eno, uscito per la Warp, diventa colonna sonora di un film generativo. Cos&#8217;è un film generativo? E&#8217; un film che nasce in tempo reale da un programma di intelligenza artificiale sviluppato su misura dalla Dentsu Lab Tokyo. Questo nuovo progetto generativo esplora diverse immagini fotografiche storiche e le associa a notizie &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Screen-_008.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-37020" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Screen-_008-1024x521.jpg" alt="screen-_008" width="618" height="314" /></a>L&#8217;ultimo lavoro di Brian Eno, uscito per la Warp, diventa colonna sonora di un film generativo. Cos&#8217;è un film generativo? E&#8217; un film che nasce in tempo reale da un programma di intelligenza artificiale sviluppato su misura dalla Dentsu Lab Tokyo. Questo nuovo progetto generativo esplora diverse immagini fotografiche storiche e le associa a notizie in tempo reale per comporre una memoria fotografica collettiva del genere umano.<br />
Sviluppata appositamente per <em><strong>The Ship</strong></em>, l’intelligenza artificiale si avvale di tecniche di apprendimento automatiche per interpretare i propri “ricordi” del passato, associandoli con eventi presenti in un film unico.<br />
<strong>The Ship &#8211; A Generative Film</strong> è un’esplorazione della musica e dei temi del nuovo album di Brian Eno <em><strong>The Ship</strong></em> e crea un viaggio attraverso la storia moderna per esplorare le relazioni tra eventi presenti e passati. Lo spettatore è invitato a guardare il film e iniziare una discussione interna su come viene prodotto il significato storico. L’intelligenza della macchina produce un punto di vista indipendente dai suoi creatori e dai suoi spettatori? O stiamo – esseri umani e macchine – in ultima analisi, co-creando significati nuovi e inaspettati?</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta alla dichiarazione di Brian Eno esiste all’interno dello spettatore.<br />
Con questo progetto Brian Eno si spinge oltre qualsiasi forma di sperimentazione sinestetica. In questo modo la tecnologia informatica dovrebbe essere utilizzata, per scopi artistici e non per isolamento da social-network.<br />
A seguente link potete fruire del film: <a href="http://theship.ai/">http://theship.ai/</a></p>
<h2>Il trailer del film</h2>
<p><iframe width="618" height="348" src="https://www.youtube.com/embed/9yOFIStVuRI?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.losthighways.it/2016/09/21/brian-eno-the-ship-ha-condotto-ad-un-film-generativo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Stranger Things: una serie celebrativa di quegli odiati ed amati anni Ottanta</title>
		<link>https://www.losthighways.it/2016/08/18/stranger-things-una-serie-celebrativa-di-quegli-odiati-ed-amati-anni-ottanta/</link>
		<comments>https://www.losthighways.it/2016/08/18/stranger-things-una-serie-celebrativa-di-quegli-odiati-ed-amati-anni-ottanta/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Aug 2016 13:07:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vladimiro Vacca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.losthighways.it/?p=36770</guid>
		<description><![CDATA[Non si esce vivi dagni anni ottanta: recita così il titolo di una celebre canzone degli Afterhours. Con Stranger Things, una serie veramente ben fatta, Netflix celebra questa maledizione che ci portiamo dentro, noi ovvero quella generazione nata negli anni settanta che visse l&#8217;adolescenza in un mondo spaccato a metà tra USA e URSS, sull&#8217;orlo &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/STRTHINGS_cover.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-36776" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/STRTHINGS_cover.jpg" alt="STRTHINGS_cover" width="900" height="506" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Non si esce vivi dagni anni ottanta</em></strong>: recita così il titolo di una celebre canzone degli Afterhours. Con <em><strong>Stranger Things</strong></em>, una serie veramente ben fatta, Netflix celebra questa maledizione che ci portiamo dentro, noi ovvero quella generazione nata negli anni settanta che visse l&#8217;adolescenza in un mondo spaccato a metà tra USA e URSS, sull&#8217;orlo di un conflitto nucleare sempre dietro l&#8217;angolo, con ideologie ancora forti e resistenti, con valori ben saldi come la famiglia e l&#8217;amicizia, con una visione naif della tecnologia. La trama è semplice ed è volutamente derivativa da un magistrale mix basato su sceneggiature di pellicole cult di quegli anni come <strong><span class="st">E.T, <em>The Goonies</em>,</span> </strong><span class="st"><strong><em>La cosa, Stand by Me </em></strong>riuscendo a fondere l&#8217;immaginario di Steven Spielberg, John Carpenter e Stephen King in una maniera perfetta. La scelta degli attori è magica riesumando celebrità di un ventennio fa come</span> Winona Ryder e Matthew Modine. Ma il salto spazio-temporale riesce alla perfezione grazie ad una colonna sonora non-originale unica. <em><strong>Should I Stay Or Should I Go</strong></em> dei Clash, <em><strong>Africa</strong></em> dei Toto o <em><strong>Elegia</strong></em> dei New Order, ma anche di intramontabili hit degli anni Sessanta come <em><strong>White Rabbit</strong></em> o <em><strong>She Has Funny Cars</strong></em> dei Jefferson Airplane o il classico <em><strong>Atmosphere</strong></em> dei Joy Division. Da non trascurare la colonna sonora originale di Kyle Dixon and Michael Stein (dalla band Survive), propongono un sound a base di synth che affonda le radici tra Vangelis e Tangerine Dream con un approccio molto cinematico e suggestivo. Questo loro progetto esce per l&#8217;etichetta <span class="soundTitle__title sc-font g-type-shrinkwrap-inline g-type-shrinkwrap-large-primary">Lakeshore Records</span> che è da tenere d&#8217;occhio per la produzione di colonne sonore elettroniche di questi ultimi anni. Quando la musica è ponte di memoria ed emozioni.</p>
<h2>Stranger Things &#8211; Official Original Soundtrack Playlist</h2>
<p><iframe src="https://w.soundcloud.com/player/?url=https%3A//api.soundcloud.com/playlists/249790133&amp;auto_play=true&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;visual=true" width="100%" height="450" frameborder="no" scrolling="no"></iframe></p>
<h2>Stranger Things Soundtrack Playlist</h2>
<p><iframe src="https://embed.spotify.com/?uri=spotify:user:netflixmusic:playlist:2X6z5kU0wMnKoar8i1RN6B" width="618" height="783" frameborder="0" allowTransparency="true"></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.losthighways.it/2016/08/18/stranger-things-una-serie-celebrativa-di-quegli-odiati-ed-amati-anni-ottanta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Atomic Living in Dread and Promise: il documentario musicato dai Mogwai</title>
		<link>https://www.losthighways.it/2016/03/31/atomic-living-in-dread-and-promise-il-documentario-musicato-dai-mogwai/</link>
		<comments>https://www.losthighways.it/2016/03/31/atomic-living-in-dread-and-promise-il-documentario-musicato-dai-mogwai/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 14:49:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vladimiro Vacca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
		<category><![CDATA[Videoclip]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.losthighways.it/?p=35390</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Il problema oggi non è l&#8217;energia nucleare, ma il cuore dell&#8217;uomo&#8221; &#8211; Albert Einstein. Il terrore islamico ha fatto dimenticare questa minaccia del passato: il terrore della bomba atomica e di una guerra nucleare. Il documentario di Mark Cousins, prodotto dalla BBC, riesce a percorrere il viaggio della perdita di innocenza di un mondo che &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Atomic-Living-in-Dread-and-Promise.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-35393" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Atomic-Living-in-Dread-and-Promise.jpg" alt="Atomic Living in Dread and Promise" width="784" height="554" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em><span class="whole-read-more" data-can-replace-url="phrase" data-url-param-0="albert-einstein-il-problema-oggi-non-e-lenergia-nu" data-query="utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_wholetext">Il problema oggi non è l&#8217;energia nucleare, ma il cuore dell&#8217;uomo</span></em>&#8221; &#8211; <span class="quote-footer">Albert Einstein. Il terrore islamico ha fatto dimenticare questa minaccia del passato: il terrore della bomba atomica e di una guerra nucleare. Il documentario di Mark Cousins, prodotto dalla BBC, riesce a percorrere il viaggio della perdita di innocenza di un mondo che non si è mai più ripreso dagli orrori di Hiroshima e Chernobyl. E&#8217; stato musicato magistralmente dalla band scozzese Mogwai. Il loro post-rock è più cinematico che mai, sinestetico per completare emotivamente il documentario. Di seguito riportiamo il documentario intero in streaming su youtube. Le immagini e la colonna sonora parlano da sole.</span></p>
<h2 class="yt watch-title-container"><span id="eow-title" class="watch-title " dir="ltr" title="Atomic Living in Dread and Promise story in ville">Atomic Living in Dread and Promise</span> &#8211; Documentario</h2>
<p><iframe width="618" height="348" src="https://www.youtube.com/embed/G1ID50UWE9Q?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span class="quote-footer"> </span></h2>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.losthighways.it/2016/03/31/atomic-living-in-dread-and-promise-il-documentario-musicato-dai-mogwai/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A sort of homecoming &#8211; Anathema</title>
		<link>https://www.losthighways.it/2016/01/04/a-sort-of-homecoming-anathema/</link>
		<comments>https://www.losthighways.it/2016/01/04/a-sort-of-homecoming-anathema/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2016 12:27:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vladimiro Vacca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
		<category><![CDATA[DVD]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.losthighways.it/?p=34460</guid>
		<description><![CDATA[Può una band come quella degli Anathema spogliarsi dell&#8217;elettricità e continuare a mantenere quel mood e quelle atmosfere epiche che caratterizzano i loro sound post-progressive? La risposta è tutta in questo live unplugged tenutosi il 7 marzo 2015 nella suggestiva cornice della Cattedrale di Liverpool, la loro città natale. Vincent Cavanagh della band afferma: “Sono &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="western" align="justify"><a href="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/a_sort_of_homecoming.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-34461" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/a_sort_of_homecoming-200x200.jpg" alt="a_sort_of_homecoming" width="200" height="200" /></a>Può una band come quella degli Anathema spogliarsi dell&#8217;elettricità e continuare a mantenere quel mood e quelle atmosfere epiche che caratterizzano i loro sound post-progressive? La risposta è tutta in questo live unplugged tenutosi il 7 marzo 2015 nella suggestiva cornice della Cattedrale di Liverpool, la loro città natale.<br />
Vincent Cavanagh della band afferma: <em>“Sono davero felice che ci sia una testimonianza di questa notte così particolare. Come può confermare chiunque dalle parti di Liverpool avere la possibilità di esibirsi in un luogo immenso come la cattedrale anglicana, è un onore pazzesco; solo a guardare la copertina sembra di essere a Erebor!&#8221;</em></p>
<p class="western" align="justify">Lasse Hoile “cattura” alla perfezione i 100 minuti acustici del set in alta definizione; ben 15 i brani eseguiti dal trio acustico composto da Daniel Cavanagh, Vincent Cavanagh e Lee Douglas, cui si è aggiunta la sezione ritmica di John Douglas e Jamie Cavanagh, oltre al talentuoso violoncello di David Wesling, già visto in <i><b>Hindsight</b></i> (2009) e in <i><b>A Moment In Time</b></i> (2006).<br />
Per l’occasione si è unita alla band la nota violinista Anna Phoebe per una suggestiva versione di <i><b>Anathema</b></i>.<br />
<i><b>A sort of homecoming</b></i> si contrappone al live show immortalato in <i><b>Universal</b></i> diretto dallo stesso Lasse Hoile, con una sottrazione di impeto elettrico si riesce lo stesso a preservare la densità sonica degli Anathema. Un live che funziona dal primo all&#8217;ultimo brano grazie ai dialoghi vocali unici tra Vincent Cavanagh e Lee Douglas e l&#8217;arte di Daniel Cavanagh nell&#8217;inventare suoni e atmosfere con una semplice chitarra acustica.<br />
L’audio è stato prodotto e mixato da Christer-André Cederberg che ha lavorato anche nei precedenti album <i><b><a href="http://www.losthighways.it/2014/05/27/distant-satellites-anathema/" target="_blank">Distant Satellites</a></b></i>, <a href="http://www.losthighways.it/2013/10/07/universal-anathema/" target="_blank"><i><b>Universal</b></i></a> e <a title="Weather Systems (Anathema album)" href="http://www.losthighways.it/2012/06/06/weather-systems-anathema/" target="_blank"><strong><em>Weather Systems</em></strong></a>. E’ la prima uscita live per gli Anathema in audio 5.1 (curato da Bruce Soord, leader dei Pineapple Thief). Ancora una volta un&#8217;esperienza live da non perdere. La solennità della musica degli Anathema si spande dalle navate della cattedrale di Liverpool direttamente nel salotto di casa vostra.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>A sort of homecoming &#8211; trailer</strong></h2>
<p><iframe width="618" height="348" src="https://www.youtube.com/embed/C_6vNJcaPEc?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.losthighways.it/2016/01/04/a-sort-of-homecoming-anathema/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Teide 2390 &#8211; Nosound</title>
		<link>https://www.losthighways.it/2015/07/27/teide-2390-nosound/</link>
		<comments>https://www.losthighways.it/2015/07/27/teide-2390-nosound/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 May 2013 10:18:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vladimiro Vacca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
		<category><![CDATA[DVD]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.losthighways.it/?p=32774</guid>
		<description><![CDATA[Nell&#8217;ultima decade i Nosound sono l&#8217;unica band italiana ad essere riuscita ad esportare a livello internazionale il suo credo post-progressive, tanto da guadagnarsi un posto fisso nel catalogo dell&#8217;etichetta Kscope (per intenderci quella dei progetti di Steven Wilson, Anathema e The Pineapple Thief). Ulteriore attestato di stima per il progetto di Giancarlo Erra è stato l&#8217;invito alla seconda edizione &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/teide_2390-e1437928379133.jpg"><img class="aligncenter wp-image-32785 size-full" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/teide_2390-e1437928379133.jpg" alt="" width="600" height="569" /></a>Nell&#8217;ultima decade i Nosound sono l&#8217;unica band italiana ad essere riuscita ad esportare a livello internazionale il suo credo post-progressive, tanto da guadagnarsi un posto fisso nel catalogo dell&#8217;etichetta Kscope (per intenderci quella dei progetti di Steven Wilson, Anathema e The Pineapple Thief). Ulteriore attestato di stima per il progetto di Giancarlo Erra è stato l&#8217;invito alla seconda edizione dello Starmus Festival, che si propone di ricercare connessioni tra musica e astronomia e in più in generale tra scienza e arte. Tale manifestazione è organizzata principalmente da Brian May (Queen) e Steven Hawking (lo scienzato dei buchi neri) e si tiene nell&#8217;isola di Tenerife. Quale migliore location per il primo live registrato dei Nosound? Immortalare questo evento, tenutosi nell&#8217;osservatorio costruito sulle pendici del vulcano spento Teide a 2390 metri, è stato naturale come si attiene ad un tal progetto progressive con derive post-rock cinematiche molto suggestive. Questo live è un&#8217;uscita targata come sempre Kscope e quindi predilige non solo il classico formato CD ma anche quello DVD-A per un&#8217;immersione sonica 5.1 dolby surround.  Inoltre vi è anche  un piccolo cortometraggio che alterna immagini on the road del viaggio nei luoghi di Tenerife a immagini notturne del live in bianco e nero, fornendo al tutto un&#8217;idea di documentario stile anni settanta veramente particolare. La tracklist è caratterizzata da brani che vanno da <em><strong>Kites</strong></em> e <em><strong>Cold Afterall</strong> </em>di <em><strong>Lightdark</strong></em> ai più recenti <em><strong>In My Fears</strong></em>, <em><strong>Wherever You Are</strong> </em>e <em><strong>Paralysed</strong></em> di <em><strong>Afterthoughts</strong></em>.</p>
<h2>I Miss The Ground (from &#8220;Teide 2390&#8243; live cd/dvd)</h2>
<p><iframe width="618" height="348" src="https://www.youtube.com/embed/KIXn0YvtMso?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.losthighways.it/2015/07/27/teide-2390-nosound/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Beaches Brew per immagini</title>
		<link>https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/</link>
		<comments>https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 13:23:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Gessi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Artwork]]></category>
		<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.losthighways.it/?p=32336</guid>
		<description><![CDATA[Beaches Brew Festival 2015 nei disegni di Gianluca Costantini Il Beaches Brew Festival di Marina di Ravenna (presso l&#8217;Hana-Bi), appuntamento di spicco ormai da qualche anno a sancire l&#8217;inizio dell&#8217;estate musicale, in questa edizione si colora anche delle splendide opere di Gianluca Costantini. Il disegnatore ravennate, che già ha lavorato ai ritratti degli artisti esibitisi al &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Beaches Brew Festival 2015</strong><br />
<strong> nei disegni di Gianluca Costantini</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-32362" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/copertina1.jpg" alt="copertina" width="450" height="600" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il <a href="https://www.facebook.com/events/1533027593617301/" target="_blank">Beaches Brew Festival</a> di Marina di Ravenna (presso l&#8217;Hana-Bi), appuntamento di spicco ormai da qualche anno a sancire l&#8217;inizio dell&#8217;estate musicale, in questa edizione si colora anche delle splendide opere di Gianluca Costantini.<br />
Il disegnatore ravennate, che già ha lavorato ai ritratti degli artisti esibitisi al Bronson oltre che alle immagini realizzate per <a href="http://www.losthighways.it/2014/06/18/notturno-americano-2/" target="_blank"><em><strong>Notturno Americano</strong></em></a> ed il libro <a href="http://www.losthighways.it/2014/01/30/il-fumetto-la-musica-lattivismo-non-sono-cattive-abitudini/" target="_blank"><em><strong>Cattive Abitudini</strong></em></a>, continua ad incrociare il suo tratto con le strade della musica.<br />
22 particolarissimi ritratti, a rappresentare una nuova tappa di un progetto ritrattistico ampio ed originale intitolato <em><strong>Graphic Synthesizer</strong></em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo chiesto a Gianluca Costantini di presentarci brevemente queste opere che abbiamo il grande piacere di poter mostrare. L&#8217;assoluta particolarità di queste fotografie alle opere di Gianluca Costantini  risiede nel poter sbirciare sul tavolo di lavoro: fogli, matite, forbici, nastro, graffette, macchie di colore. Un&#8217;esplosione di creatività, un movimento, un flusso, realtà e rappresentazione, proprio come la musica.</p>
<p><strong>Quale tecnica hai usato, come e quando sono nati questi ritratti?</strong><br />
Per realizzare i ritratti del festival Beaches Brew sono partito dalla musica, dai video e dalle foto dei concerti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La musica si incrocia con i ritratti o il tuo è un lavoro puramente grafico?</strong><br />
Dopo un po’ ascoltavo e guardavo, i disegni sono partiti in maniera ossessiva utilizzando i materiali più vari, dal cartoncino, all’acetato, dai ritagli di giornale ecc…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vedo infatti diverse sovrapposizioni di materiali e supporti per il disegno: nasce tutto in modo casuale o l&#8217;idea è chiara già quando definisci il soggetto del ritratto?</strong><br />
Tutto è nato in maniera molto casuale e forse con una idea punk. L’idea è quella di disegnare come se si suonasse, i disegni sono stati fatti tutti in due giorni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hai mai realizzato a ritratti &#8220;live&#8221; direttamente durante l&#8217;esibizione del concerto?</strong><br />
No, non ho ancora disegnato ritratti di questo genere &#8220;live&#8221;… ma chissà.</p>
<p style="text-align: justify;">Info: <a href="http://www.gianlucacostantini.com/art-arte/graphic-synthesizer/" target="_blank">Graphic Synthesizer</a> (Gianluca Costantini)</p>
<p style="text-align: justify;">Clicca sulle foto per ingrandire. Tutte le opere sono di Gianluca Costantini.</p>
<h2 style="text-align: justify;">I ritratti del Beaches Brew 2015 &#8211; opere di Gianluca Costantini</h2>

<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/afterpartees/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Afterpartees-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Afterpartees" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/babes-in-toyland/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Babes-in-Toyland-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Babes-in-Toyland" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/dj-fitz-wooden-wisdom/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/dj-fitz-wooden-wisdom-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="dj-fitz-wooden-wisdom" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/ex-hex/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/ex-hex-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ex-hex" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/gozilla/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/GoZilla-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Go!Zilla" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/godblesscomputers/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Godblesscomputers-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Godblesscomputers" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/his-electro-blu-voice/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/His-electro-blu-voice-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="His-electro-blu-voice" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/iceage/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Iceage-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Iceage" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/j-c-satan/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/J-C-Satan-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="J-C-Satan" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/kevin-morby/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Kevin-Morby-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Kevin-Morby" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/mdou-moctar/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Mdou-Moctar-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Mdou-Moctar" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/mikal-cronin/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Mikal-Cronin-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Mikal-Cronin" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/moon-duo/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Moon-Duo-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Moon-Duo" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/ought/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Ought-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Ought" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/shabazz-palaces/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Shabazz-Palaces-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Shabazz-Palaces" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/strand-of-oaks/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Strand-of-Oaks-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Strand-of-Oaks" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/stromboli/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Stromboli-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Stromboli" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/thee-oh-sees/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Thee-Oh-Sees-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Thee-Oh-Sees" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/twerps/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Twerps-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Twerps" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/viet-cong/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Viet-Cong-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Viet-Cong" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/wand/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Wand-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Wand" /></a>
<a href='https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/yung/'><img width="200" height="200" src="https://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Yung-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Yung" /></a>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.losthighways.it/2015/06/15/il-beaches-brew-per-immagini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Heroes”, proprio come Bowie e Sukita tra musica ed immagine</title>
		<link>https://www.losthighways.it/2015/03/17/heroes-proprio-come-bowie-e-sukita-tra-musica-ed-immagine/</link>
		<comments>https://www.losthighways.it/2015/03/17/heroes-proprio-come-bowie-e-sukita-tra-musica-ed-immagine/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2015 14:41:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Gessi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
		<category><![CDATA[David Bowie in Lost Highways]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.losthighways.it/?p=31391</guid>
		<description><![CDATA[All&#8217;ombra delle due torri, dal 5 Marzo al 10 Maggio 2015 è possibile visitare la mostra Heroes. Allestita presso la Galleria Ono Arte Contemporanea di Via Santa Margherita, l&#8217;esposizione consiste in una quarantina di fotografie ad opera di Masayoshi Sukita. Disposte all&#8217;interno degli ambienti della galleria, le fotografie diventano un corpo unico con il luogo che &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-31393" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/focus_BowieSukita_IMG0_201503.jpg" alt="focus_BowieSukita_IMG0_201503" width="300" height="207" />All&#8217;ombra delle due torri, dal 5 Marzo al 10 Maggio 2015 è possibile visitare la mostra<strong> Heroes</strong>. Allestita presso la Galleria Ono Arte Contemporanea di Via Santa Margherita, l&#8217;esposizione consiste in una quarantina di fotografie ad opera di Masayoshi Sukita. Disposte all&#8217;interno degli ambienti della galleria, le fotografie diventano un corpo unico con il luogo che le ospita; a metà tra spazio espositivo e negozio di dischi, la ONO vuole essere un faro nella città di Bologna per ciò che riguarda la musica e la fotografia.<br />
Con la mostra <strong>Heroes</strong> la galleria bolognese fa nuovamente centro consentendo agli appassionati di ammirare gratuitamente alcuni scatti di unica bellezza ed intensità.<br />
Sukita, fotografo giapponese nato in una piccola città mineraria nel 1938, è colui che maggiormente ha contribuito alla realizzazione del mito iconico di Bowie. L&#8217;immagine e la musica non avevano mai giocato così tanto a sedursi e possedersi prima dell&#8217;arrivo di Bowie e della sua immagine. Un uomo in carne ed ossa, un nastro magnetico, una pellicola fotografica (e poi persino cinematografica). Tutto completamente avviluppato ed inscindibile, tuttora. La mostra, infatti, proprio su questo offre più spunti di riflessioni che fotografie:  indubbiamente un pregio raro.<br />
Ad inizio degli anni &#8217;70 il fotografo giapponese Sukita frequentava la febbricitante New York. Da lì a pochissimo tutto sarebbe cambiato. La Factory di Andy Warhol era il baricentro di una rivoluzione diffusa dalla quale sarebbe stato impossibile tornare indietro: Sukita ebbe modo di conoscere quegli ambienti folli e visionari, potendo avere anche il privilegio di fotografare Jimi Hendrix, nei mesi appena precedenti la sua tragica morte.<br />
Qualche anno più tardi, a Londra nel 1972, Sukita rimase affascinato dalla locandina di un concerto: si trattava di un cantante a lui sconosciuto, un tale David Bowie (che appena qualche anno dopo avrebbe frequentato proprio lo stesso ambiente newyorkese che Sukita aveva appena lasciato). David Bowie era un personaggio come mai il fotografo giapponese ne aveva visti prima: un fascino androgino fuori dal comune, sessualità ambigua, con vestiti e pose dai rimandi preraffaelliti, surreale ed enigmatico. Glam, ma ancora non lo sapeva.<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-31394" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/focus_BowieSukita_IMG2_201503.jpg" alt="focus_BowieSukita_IMG2_201503" width="225" height="300" />Il fotografo assistette al concerto senza poter scattare alcuna foto; rimanendo folgorato, contattò il manager di Bowie per richiedere la possibilità di realizzare un set fotografico. Sukita, esperto specialmente di fotografia di moda maschile, impressionò il manager dell&#8217;artista inglese con il suo portfolio rendendo così possibile l&#8217;incontro con Bowie.<br />
Sukita e Bowie entrarono in una simbiosi professionale ed artistica molto intensa. Complici gli abiti creati dallo stilista Kansai Yamamoto con evidenti richiami al teatro Kabuki che tanto affascinava Bowie, Sukita immortalò un essere umano unico nella sua teatralità. In pieno periodo Ziggy Stardust la libertà espressiva era assoluta, i colori sgargianti, le pose plastiche nella loro dinamicità.<br />
Era un momento incredibile per l&#8217;arte: quando oltreoceano Warhol dava sfogo alla pop art ed al mito dell&#8217;immagine in tutte le sue forme, Bowie oltremanica univa in sé il rock, il teatro, la moda (ispirata anche dall&#8217;architettura), la critica sociale, l&#8217;arte fotografica, ad incarnare il mito della star a tutto tondo. Probabilmente la prima vera e propria star: multiforme, indecifrabile, discutibile, da amare o odiare.<br />
Nel 1973 Bowie fu accolto in Giappone da Sukita, poi visse il periodo americano con Lou Reed, e la rinascita berlinese con Brian Eno, Iggy Pop e Robert Fripp. Da Ziggy Stardust a produttore dell&#8217;”iguana”, per poi passare all&#8217;immagine pulita del Duca Bianco: sempre diverso.<br />
Per un periodo di oltre quarant&#8217;anni Sukita ebbe modo di incontrare Bowie e svelarne le tante personalità, attraverso il corpo che era definitivamente diventato il più efficace mezzo di comunicazione possibile. Uomo, artista, merce, immagine. Pop.<br />
Lo scatto più famoso di Sukita che ritrae Bowie è sicuramente la copertina di <em><strong>Heroes</strong></em>. Perfetta nella sua essenza, plastica ed inusuale, figlia di un movimento testimoniato da una improbabile immobilità del ciuffo di capelli. Lo sguardo è fisso, ambiguo ed affascinante come sempre anche grazie alla particolarità della pupilla iperdilatata dell&#8217;occhio sinistro del Duca Bianco.<br />
Non è un caso che sia proprio quella immagine a farci balzare in avanti di 37 anni: un immagine immortale più di molte altre. Stiamo guardando la copertina di <em><strong>The Next Day</strong></em>, l&#8217;ultimo album di David Bowie. Proprio la famosa copertina di <em><strong>Heroes”</strong></em>viene modifica in modo grossolano: un tratto a penna sul titolo del vecchio disco e un quadrato bianco a nascondere il volto dell&#8217;artista. E&#8217; proprio il brano scelto come singolo, <em><strong>Where are we now?</strong></em>, a ripercorrere con le parole le strade di quella Berlino che non c&#8217;è più. Bowie si chiede dove si trovi ora, e dove si trovi ora quella società, e forse, chissà, anche quel modo unico ed inconfondibile di essere star.<br />
<img class="alignright size-full wp-image-31395" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/focus_BowieSukita_IMG3_201503.jpg" alt="focus_BowieSukita_IMG3_201503" width="300" height="225" />Non basta una mostra, non basta nemmeno il bel volume realizzato ad hoc (ed. Auditorium Edizioni, a cura di Claudio Chianura). Non basta una vita intera a comprendere ciò che è stato Bowie, cosa è ancora, e come ha contribuito a cambiare il mondo dell&#8217;arte, della musica in particolare. E non basteranno nemmeno le sue canzoni ed i suoi occhi per capire “<em>Where are we now?</em>”. Noi comunque rimaniamo sempre dell&#8217;idea che perdersi e poi ritrovarsi sia bellissimo, magari appigliandoci a ciò che è fermo ed immobile appeso ad una parete, giusto un attimo dopo aver premuto PLAY. Nel paesaggio creato dalla musica, per definire un luogo nello spazio occorrono almeno tre coordinate: la fotografia ne offre proprio tre nello sguardo di chi è fotografato, di chi ha scattato e di chi sta guardando. Buon viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #141823;">DAVID BOWIE “HEROES”: fotografie di Masayoshi Sukita | </span>5 marzo – 10 maggio 2015 |<br />
Con il patrocinio del Comune di Bologna, British Council, Università di Bologna, Scuola di Lingue e Letterature, Traduzione e Interpretazione. Con la collaborazione di NipPop. Sponsor: Gas.<br />
Catalogo della mostra: DAVID BOWIE &#8211; HEROES by MASAYOSHI SUKITA, Auditorium Edizioni, 140 pp., ill., 16 €.</p>
<p style="text-align: justify;">Link: <a href="http://www.onoarte.com/" target="_blank">Galleria Ono Arte Contemporanea</a>, <a href="https://www.facebook.com/events/360472807492815/" target="_blank">evento facebook</a></p>
<div id="__if72ru4sdfsdfrkjahiuyi_once" style="display: none;"></div>
<div id="__hggasdgjhsagd_once" style="display: none;"></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.losthighways.it/2015/03/17/heroes-proprio-come-bowie-e-sukita-tra-musica-ed-immagine/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
