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	<title>Lost Highways &#187; DEMO/EP/AUTOPRODOTTI</title>
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	<description>Seek your mood, Find your lost highways!</description>
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		<title>Yor11 &#8211; Orlando Ef</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 09:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Gabola</dc:creator>
				<category><![CDATA[DEMO/EP/AUTOPRODOTTI]]></category>
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		<description><![CDATA[L’idea da cui nasce Yor11 è semplice e geniale allo stesso tempo. Orlando Ef, alias Fabio Ciarcellutti, ha chiesto ai suoi amici su Facebook che canzoni avrebbero voluto, ha raccolto le loro risposte e ha messo in musica le loro storie e le loro emozioni. Il risultato è un disco sorprendente, che ti conquista immediatamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Yor11_Cover_small.jpg" alt="" width="200" height="200" />L’idea da cui nasce <strong><em>Yor11</em></strong> è semplice e geniale allo stesso tempo. Orlando Ef, alias Fabio Ciarcellutti, ha chiesto ai suoi amici su Facebook che canzoni avrebbero voluto, ha raccolto le loro risposte e ha messo in musica le loro storie e le loro emozioni. Il risultato è un disco sorprendente, che ti conquista immediatamente per la sua delicatezza, per la dolcezza e la poesia che riesce a trasmettere e che risulta compatto nonostante le diverse ispirazioni da cui viene sorge È un album luminoso, colorato, gioioso. Una ventata d’aria fresca a metà tra i Beatles(vedi <strong><em>Beatiful Dives</em></strong>), molto, molto sixty nella melodia e nel cantato quasi sussurrato, e i Sigur R<em>ó</em>s<strong><em> </em></strong>(vedi <strong><em>Follow your sun</em></strong>) sopratutto nell’impianto ritmico. Non manca l’elettronica, come indica il brano iniziale <strong><em>Mocklove</em></strong>, che poteva un po’ fuorviare rispetto a quello che è il resto del disco.<br />
Divertente ed originale è <strong><em>Fede-Fede-Federica</em></strong>, filastrocca dedicata alla nipotina e che si presta davvero ad essere ascoltata anche da un bambino con il suo ritmo allegro e vivace.<br />
Che Orlando Ef non abbia paura di niente lo si capisce quando parte <strong><em>Burpuppet</em></strong>. Il titolo è già abbastanza onomatopeico ma se non vi fosse sufficiente, sì, sono proprio rutti quelli che sentite. Inseriti nella melodia e perfettamente a ritmo. Si alternano a questi momenti altri pieni di ironia e di originalità altri decisamente più intimi e dolci come nella ninnananna <strong><em>Goodnight</em></strong> cantata in duetto con Sandra Ippoliti e la conclusiva <strong><em>C’era una volta</em></strong>, un po’ favola e un po’ nenia, impreziosita dal suono della puntina su un 45 giri che fa da sottofondo.<br />
Orlando Ef ha realizzato un gran bel disco, pieno di idee nuove, di originalità e indipendenza. Molto bella anche la copertina, perfetta per rappresentare il lavoro, e la scelta di accompagnare il cd con un libretto con i testi in inglese con traduzione a fronte e il ritratto disegnato da Cesc Granè delle persone di cui Orlando Ef ha raccontato le storie.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span> Autoprodotto- 2012</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line up: </span>Orlando Ef</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Mocklove</li>
<li>Follow your sun</li>
<li> Beatiful Dives</li>
<li> Mabon</li>
<li> To Amelie Loulloupe</li>
<li> You are close now</li>
<li> Goodnoght</li>
<li> Fede-Fede-Federica</li>
<li> Burpuppet</li>
<li>Brake the Stalemate</li>
<li>C’era una volta</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href=" http://www.orlandoef.com/">Sito<br />
Ufficiale</a>,<a href=" http://www.myspace.com/orlandoef">MySpace</a></p>
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		<title>Let the sun EP &#8211; The Marigold</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2012/04/24/let-the-sun-ep-the-marigold/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 07:51:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia Arduini</dc:creator>
				<category><![CDATA[DEMO/EP/AUTOPRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[I Marigold nascono nel 1998 da un’idea di Marco Campitelli. Nel 2002 partecipano alla compilation per la Sana Records Rock e contaminazioni vol.1″ mentre nel 2004 avviene l’esordio su Black Desert Records con l’album Divisional. Nel 2007 viene realizzato Erotomania. Fra il 2007/08 la band suona in Italia, Slovenia, Austria e Francia. Il 2009 vede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Marigold-Let-the-sun.jpg" alt="" width="200" height="200" />I Marigold nascono nel 1998 da un’idea di Marco Campitelli. Nel 2002 partecipano alla compilation per la Sana Records <strong><em>Rock e contaminazioni vol.1″</em></strong> mentre nel 2004 avviene l’esordio su Black Desert Records con l’album <strong><em>Divisional</em></strong>. Nel 2007 viene realizzato <strong><em>Erotomania</em></strong>. Fra il 2007/08 la band suona in Italia, Slovenia, Austria e Francia. Il 2009 vede l’uscita di <strong><em>Tajga</em></strong>,<br />
Continuando il sodalizio artistico con Amaury Cambuzat degli Ulan Bator, che ritroviamo ancora una volta alla produzione come per gli album precedenti, il 24 aprile 2012 i Marigold tornano con <strong><em>Let the sun</em></strong>, un ep composto da 4 canzoni (tre live ed un inedito). Quattro pezzi suggestivi, cupi. Un ep che si apre con <strong><em>Let The sun</em></strong>, brano in cui la voce di Marco Campitelli si muove in sintonia con quella di Alessandra Gismondi dei Pitch. Una melodia romantica, suggestiva, che fa immergere in un’atmosfera quasi sognante. Il primo dei brani live è <strong><em>Degrees</em></strong>. Il brano parte tranquillo, tra un delay di chitarra e un cantato quasi sussurrato per poi incupirsi e arricchirsi di suoni post-rock nella seconda parte. Ancora atmosfere scure e tensione musicale altissima per la seguente, <strong><em>Exemple de Violence</em></strong>. L’ep si chiude con gli 8 minuti e 34’’ di <strong><em>Erotomania</em></strong>, brano dominato da dissonanze e da una ritmica potente.<br />
<strong><em>Let the sun</em></strong> è un ottimo manifesto del sound dei Marigold: noise, dark che si fondono in quattro tracce che mettono i brividi, che sconvolgono lasciando in bocca quel sapore di Buona Musica che fa bene a chi ascolta.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>DeAmbula Records/Acid Cobra Records &#8211; 2012</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> Marco Campitelli (voce, chitarre, synth, 6 string bass, noises) – Stefano Micolucci (basso) – Giovanni Lanci (batteria e percussioni)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li> Let the sun</li>
<li> Degrees (live)</li>
<li> Exemple the violence (live)</li>
<li> Erotomania (live)</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="https://www.facebook.com/pages/The-Marigold/129516783786310?sk=wall">Facebook</a>;<a href="http://www.themarigold.com/">Sito Ufficiale</a></p>
<h2 class="sectionhead">Let the sun &#8211; Preview</h2>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="110" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/mp3player.swf" /><param name="flashvars" value="&amp;file=http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Marigold_ep_2012_list.xml&amp;height=110&amp;width=320&amp;displaywidth=0&amp;autostart=true&amp;repeat=true&amp;frontcolor=0x971B7A&amp;backcolor=0xffffff" /><param name="src" value="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/mp3player.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="110" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/mp3player.swf" flashvars="&amp;file=http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Marigold_ep_2012_list.xml&amp;height=110&amp;width=320&amp;displaywidth=0&amp;autostart=true&amp;repeat=true&amp;frontcolor=0x971B7A&amp;backcolor=0xffffff" data="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/mp3player.swf"></embed></object></p>
<h2 class="sectionhead">The Marigold Let the sun EP</h2>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/39577079" width="500" height="375" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></p>
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		<title>Tuning the untanble &#8211; Not ordinary dead</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2012/04/03/tuning-the-untanble-not-ordinary-dead/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 13:26:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia Arduini</dc:creator>
				<category><![CDATA[DEMO/EP/AUTOPRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[I Not Ordinary Dead nascono nel febbraio del 2011 dalla voglia di rinnovamento di Johnny Lubvic e Kamoto San, già partners in progetti musicali precedenti e il 14 febbraio 2012 è uscito il loro primo Ep, Tuning the Untunable. Sei brani fuori dall’ordinario, che fondono musica elettronica, punk, rock indie, new wave e chi più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Not-ordinary-dead-Tuning-the-untunable.jpg" alt="" width="200" height="200" />I Not Ordinary Dead nascono nel febbraio del 2011 dalla voglia di rinnovamento di Johnny Lubvic e Kamoto San, già partners in progetti musicali precedenti e il 14 febbraio 2012 è uscito il loro primo Ep, <strong><em>Tuning the Untunable</em></strong>.<br />
Sei brani fuori dall’ordinario, che fondono musica elettronica, punk, rock indie, new wave e chi più ne ha più ne metta. Non un’accozzaglia di generi mescolati a casaccio, ma un suono ben costruito in un continuo crossover che non può che attirare l’attenzione di chi ascolta.<br />
Una sintesi perfetta che diverte, che fa ballare. Brani orecchiabili, ma non scontati. Un ottimo esordio, che mette curiosità per cosa saranno in grado di fare nel futuro.<br />
L’ep è in streaming sul SoundCloud della band dove il singolo Ghost in this town e lo trovate in free download.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span> Ninthwave Records, &#8211; 2012</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> Johnny Lubvic (voce, chitarra, tastiere,basstroller) &#8211; Kamoto San (voce, chitarra, tastiere, percussioni elettroniche) &#8211; Pasquale Tarricone (tastiera, beat master)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li> Ghost in this town</li>
<li> Killing up the Dj</li>
<li> Kinky eyes</li>
<li> Radio doom</li>
<li>This atomic love</li>
<li>Something against me</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="https://www.facebook.com/notordinarydead">Facebook</a>,<a href="http://soundcloud.com/notordinarydead">SoundCloud</a></p>
<h2 class="sectionhead">Ghost in this town &#8211; Preview</h2>
<p><iframe width="100%" height="166" scrolling="no" frameborder="no" src="http://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F35034705&#038;show_artwork=true"></iframe></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Lenea &#8211; Omid Jazi</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2012/04/02/lenea-omid-jazi/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 14:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piera Tedde</dc:creator>
				<category><![CDATA[DEMO/EP/AUTOPRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Lenea è il primo Ep di Omid Jazi quarto componente dei Verdena sul palco del tour del loro ultimo album Wow. Le cinque tracce dell’ep sono, infatti, intrise musicalmente e concettualmente dell’influenza del gruppo di Alberto Ferrari, soprattutto in Ossitocina e nelle atmosfere che richiamano l’onirico mondo delle percezioni. Influenza che non è così marcata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/omidjazi2012.jpg" alt="" width="200" height="200" />Lenea</em></strong> è il primo Ep di Omid Jazi quarto componente dei Verdena sul palco del tour del loro ultimo album <strong><em>Wow</em></strong>. Le cinque tracce dell’ep sono, infatti, intrise musicalmente e concettualmente dell’influenza del gruppo di Alberto Ferrari, soprattutto in <strong><em>Ossitocina </em></strong>e nelle atmosfere che richiamano l’onirico mondo delle percezioni. Influenza che non è così marcata da non lasciar spazio anche all’ eclettica sperimentazione di Omid. Chitarre, ora acide ora morbide, e synth creano arie cariche di irrequietezza.<br />
Sonorità ricercate e voce che colpisce nel suo “bel canto” all’italiana rendono questo ep un lavoro che riesce a colpire al primo ascolto. Ironico, dolce, venato di fragile disincanto, Omid Jazi propone la sua arte che, per certi versi, riporta alla mente Morgan. Un disco interessante e fresco che mette in luce un artista completo e che ipoteca positivamente il futuro di Omid come solista.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Jestrai Records &#8211; 2012</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Omid Jazi</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Taglia le paranoie</li>
<li> La molla di Chaplin</li>
<li> Ossitocina</li>
<li> Pensiero magico</li>
<li> Giulietta ha le chiavi</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="http://www.facebook.com/pages/Omid-Jazi/208800615799779">Facebook</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Terra senza l’uomo EP: Marco Notari</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2012/03/22/la-terra-senza-l%e2%80%99uomo-ep-marco-notari/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 10:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia Arduini</dc:creator>
				<category><![CDATA[DEMO/EP/AUTOPRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;anteprima sul sito di Rolling Stone, il 19 marzo è uscito per Libellula il nuovo ep di Marco Notari, La terra senza l&#8217;uomo. La data di pubblicazione non è stata scelta a caso: l&#8217;ep, infatti, è arrivato in collaborazione con la LAV in occasione delle giornate nazionali contro la vivisezione indette da quest&#8217;ultima (17-18 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Marco_Notari_-_La_terra_senza_luomo.jpg" alt="" width="200" height="200" />Dopo l&#8217;anteprima sul sito di R<strong>olling Stone</strong>, il 19 marzo è uscito per <strong>Libellula</strong> il nuovo ep di Marco Notari, <strong><em>La terra senza l&#8217;uomo</em></strong>. La data di pubblicazione non è stata scelta a caso: l&#8217;ep, infatti, è arrivato in collaborazione con la LAV in occasione delle <strong>giornate nazionali contro la vivisezione </strong>indette da quest&#8217;ultima (17-18 e 24-25 marzo) e finalizzate ad una raccolta di firme per l&#8217;abolizione dei test cosmetici sugli animali ed il recepimento della direttiva UE in materia di vivisezione. La collaborazione prende vita partendo proprio dal testo della canzone, che tratta appunto il tema della vivisezione. L&#8217;ep è concesso in <strong>free download dal 19 marzo al 1 aprile</strong> a tutti gli iscritti alla newsletter dell’artista ed a tutti i fans della sua pagina Facebook.<br />
L’ep contiene la title track, <strong><em>La terra senza l&#8217;uomo</em></strong>, una cover splendida di <strong><em>Caterina</em></strong> di Francesco de Gregori e le versioni live de <strong><em>Le stelle ci cambieranno pelle</em></strong> e <strong><em>Ninfee</em></strong><strong>,</strong> registrate durante il concerto di dicembre al Ratatoj di Saluzzo (CN). Inoltre trovano spazio anche gli inediti <strong><em>Thesiger</em></strong> (ispirato alle vicende dell’esploratore britannico Wilfred Thesiger) e <strong><em>Dina – reprise</em></strong> (versione strumentale del brano contenuto nell’album <strong><em>Io?</em></strong> nata durante le session dell’album), il remix di <strong><em>Canzone d&#8217;amore e d&#8217;anarchia</em></strong> realizzato da Eskinzo, tutti pezzi che erano già stati inclusi nell&#8217;ep <strong><em>Io? &#8211; extra</em></strong> regalato ai fans a settembre 2011. Ad aprile uscirà anche il videoclip de <strong><em>La terra senza l&#8217;uomo</em></strong>, ad opera del regista Marcello Saurino e realizzato in collaborazione con LAV e Greenpeace.<br />
Un ottimo lavoro, che evidenzia ancora una volta la delicatezza del mondo di Marco Notari, il suo sguardo attento verso quello che ci circonda, la sua sensibilità unica. Marco Notari si rivela un artista prezioso e raro, che merita tutta l’attenzione possibile.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span> Libellula &#8211; 2012</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> Marco Notari (voce, cori, glockenspiel, chitarre, moog, pianoforte, scatole di cartone) – Andrea Bergesio (programmazioni, fender rhodes, sintetizzatori, musical box, pianoforte, hammond, pucked piano, jupiter 8, percussioni, novacord) – Pax Caterisano (batteria, percussioni, glockenspiel, scatole di cartone) – Luca Cognetti (chitarre, percussioni, programmazioni, sintetizzatori, wurlitzer, pianoforte, moog) – Roberto Sburlati (basso, percussioni)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li> La Terra senza l’uomo</li>
<li> Caterina</li>
<li> Le stelle ci cambieranno pelle (live)</li>
<li> Ninfee (live)</li>
<li> Thesiger</li>
<li> Dina (reprise)</li>
<li> Canzone d’amore e d’anarchia (Eskinzo rmx)</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="www.facebook.com/marconotariofficial">Facebook</a>,<a href="www.marconotari.it">Sito Ufficiale</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Smile &#8211; Marco Spezia</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2012/03/07/smile-marco-spezia/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 16:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia Arduini</dc:creator>
				<category><![CDATA[DEMO/EP/AUTOPRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Marco Spezia ha dato alla luce il suo Ep Smile, tre brani perfetti per presentarsi. Un pop folkeggiante, divertente e rilassante. Dieci minuti circa che ti fanno venir voglia di ballare, voglia di sole, di mare. Tre canzoncine che sanno di swing, veloci e davvero godibili. Smile è un Ep davvero carino, un’ottima premessa per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Marco_Spiezia_-_Smile_EP.jpg" alt="" width="200" height="200" />Marco Spezia ha dato alla luce il suo Ep <strong><em>Smile</em></strong>, tre brani perfetti per presentarsi. Un pop folkeggiante, divertente e rilassante. Dieci minuti circa che ti fanno venir voglia di ballare, voglia di sole, di mare. Tre canzoncine che sanno di swing, veloci e davvero godibili.<br />
<strong><em>Smile</em></strong> è un Ep davvero carino, un’ottima premessa per un futuro album che speriamo arrivi presto.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span> Accorgitene / Screeplay &#8211; 2012</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> Marco Spezia </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li> Smile</li>
<li> Scaramouche</li>
<li> Apple Tree</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="www.facebook.com/marcospiezia">Facebook</a></p>
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		<title>Il Cimitero Dei Semplici &#8211; RHUmornero</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 16:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Concetta Botrugno</dc:creator>
				<category><![CDATA[DEMO/EP/AUTOPRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fattore RHUmornero è l&#8217;antigene che scorre nel sangue dei quattro musicisti della band toscana, formatasi nel 2005 e giunta al suo secondo lavoro Il Cimitero Dei Semplici. Una linfa di colore scuro da iniettare nei vasi sanguigni degli amanti del rock, pop e metal. Un pessimismo alla Leopardi che racconta di un presente sterile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Rhumornero-Il-cimitero-dei-semplici-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" />Il fattore RHUmornero è l&#8217;antigene che scorre nel sangue dei quattro musicisti della band toscana, formatasi nel 2005 e giunta al suo secondo lavoro <strong><em>Il Cimitero Dei Semplici</em></strong>. Una linfa di colore scuro da iniettare nei vasi sanguigni degli amanti del rock, pop e metal. Un pessimismo alla Leopardi che racconta di un presente sterile di valori e di un futuro diverso da come ciascuno di noi lo aveva immaginato. Il presente dei disillusi, sporcato dal marciume dell&#8217;uomo sempre più affamato di potere. <strong><em>Overture</em></strong> ci apre le porte del cimitero dei semplici, dandoci un assaggio di quello che troveremo nel resto del disco. L&#8217;intro del brano potrebbe far pensare ad un album tutt&#8217;altro che dark, poiché caratterizzato dal suono dolce e quasi speranzoso delle tastiere. Ma trascorsi questi quaranta secondi, ecco rivelare la sua vera natura con un&#8217;esplosione di chitarre effettate ed energici colpi di cassa. <em>“La verità/ siamo soltanto una massa di morti/ che cercano di essere vivi/ tra mille prigioni e possibilità. La verità/ siamo soltanto una forma moderna di schiavi legata al lavoro/ e devota al denaro e alle forme di sterilità”</em>:<em> </em>sono i versi della martellante <strong><em>Schiavi Moderni</em></strong>, un pezzo rock dal ritmo serrato e potenti riff di chitarra. La chitarra torna ruvida alternandosi alle linee di basso ne <strong><em>La  Condanna</em></strong>, mentre con <strong><em>L&#8217;Incanto</em></strong> abbandoniamo il mood più aggressivo per un&#8217;atmosfera caratterizzata da chitarre più mansuete, tastiere e un cantato sospirato e malinconico. Influenze afterhoursiane giungono alla mente ascoltando <strong><em>La  Papessa</em></strong>, mentre la title-track<strong><em> </em></strong>appare come una confidenza intima del suo autore De Toni, che chiude le porte di questo luogo silenzioso e tetro con un lungo assolo di chitarra e batteria.<br />
<strong><em>Il Cimitero Dei Semplici</em></strong> è un lavoro più che discreto che scorre senza annoiare attraverso i suoi undici brani, e per apprezzarlo appieno sono necessari diversi ascolti. Una piacevole prova che fa sperare in un percorso di continua crescita per questo quartetto nostrano.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Autoprodotto &#8211; 2011</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span>Carlo De Toni (voce, chitarre, keyboards) – Antonio Inserillo (basso, cori) &#8211;  Ettore Carloni (chitarre) – Luca Guidi (batteria, keyboards)</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Overture</li>
<li>Ho Perso La Direzione</li>
<li>Schiavi Moderni</li>
<li>La Condanna</li>
<li>Vita Da Cani</li>
<li>L&#8217;Incanto</li>
<li>Sangue Del Tuo Sangue</li>
<li>Luca Dice Che Si Ammazzerà</li>
<li>I Giorni Del Delirio</li>
<li>La Papessa</li>
<li>Il Cimitero Dei Semplici</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="http://www.rhumornero.com">Sito Ufficiale</a>,<a href="http://www.facebook.com/rhumornero">Facebook</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>s/t – Hotel Chevalier</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2012/02/20/st-hotel-chevalier/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 14:35:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele Gessi</dc:creator>
				<category><![CDATA[DEMO/EP/AUTOPRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Divertente e sarcastico: con queste caratteristiche si propone agli ascoltatori l&#8217;esordio dei bolognesi Hotel Chevalier. Musicalmente ci troviamo in un paesaggio bizzarro, particolarmente colorato e dall&#8217;arredamento vintage. Dico “vintage” ma quella degli Hotel Chevalier non è semplice nostalgia e riproposizione fedele di sonorità di qualche decennio fa, bensì una reinterpretazione moderna e fortemente viziata dall&#8217;elettronica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/hotelchevalier-ep.jpg" alt="" width="200" height="200" />Divertente e sarcastico: con queste caratteristiche si propone agli ascoltatori l&#8217;esordio dei bolognesi Hotel Chevalier.<br />
Musicalmente ci troviamo in un paesaggio bizzarro, particolarmente colorato e dall&#8217;arredamento vintage. Dico “vintage” ma quella degli Hotel Chevalier non è semplice nostalgia e riproposizione fedele di sonorità di qualche decennio fa, bensì una reinterpretazione moderna e fortemente viziata dall&#8217;elettronica e dell&#8217;attualità in cui viviamo.<br />
Con queste premesse prende corpo il gioco semiserio degli Hotel Chevalier. Il primo brano, <strong><em>Renato Barilli</em></strong>, sbeffeggia la figura del critico, troppo spesso mitizzata ed “auto-allestita” dallo stesso soggetto. Segue un brano geniale: <strong><em>Trota</em></strong> è un&#8217;incredibile nuovo punto di vista dal quale guardare con occhio fiabesco ed irriverente la criticata figura del “Trota” (semi-erede dell&#8217;apparato politico leghista), la morale è che anche il Trota può amare (“celtico amor”, ovviamente). La critica allo snobismo del mondo alternativo (e forse anche la critica alla critica) è protagonista del terzo brano del disco, anticipando <strong><em>Dolori intestinali</em></strong> che vede la partecipazione di un&#8217;altra emergente e promettente band bolognese, Lo Stato Sociale. A chiudere l&#8217;ep, <strong><em>Mio fratello non ce la fa più</em></strong>: su note vagamente orientaleggianti si canta di sogni di libertà, di chi li raggiunge e di chi “partirei insieme a te ma qui c&#8217;è sempre qualcosa che mi trattiene”.<br />
Per gli Hotel Chevalier si tratta di un esordio ben riuscito, con tutti i limiti che un ep e la gioventù possono comportare. La prova sul più ampio campo di un album sarà un passo importante e difficile per la band ma, se sapranno prendersi sul serio, per loro la strada inizierà in discesa.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Autoprodotto – 2011</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Nino (chitarra acustica e voce) – Alex (chitarra elettrica) – Mat (tastiere e synth) – Franz (basso e programmazione)<span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Renato Barilli</li>
<li>Trota</li>
<li>Sono alternativo</li>
<li>Dolori intestinali (con Lo Stato Sociale)</li>
<li>Mio fratello non ce la fa più</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Link: <a href="https://www.facebook.com/hotelchevalier">Facebook</a>, <a href="http://hotelchevalier.bandcamp.com/ ">BandCamp</a></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>s/t &#8211; Carver</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2012/02/18/st-carver/</link>
		<comments>http://www.losthighways.it/2012/02/18/st-carver/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 07:36:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piera Tedde</dc:creator>
				<category><![CDATA[DEMO/EP/AUTOPRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ uscito il 10 gennaio l’interessante omonimo ep d’esordio dei Carver. Un lavoro scaricabile gratuitamente da SoundCloud . Pop ed elettronica descrivono, in cinque tracce, la Milano del duo Signor Lupo e Signor Colomba. “Dall’ombra delle viuzze strette dei Navigli, ai tavolini degli eleganti bar del centro, fino alle pieghe delle trame più oscure dell’Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Carver_Ep.png" alt="" width="183" height="200" />E’ uscito il 10 gennaio l’interessante omonimo ep d’esordio dei Carver. Un lavoro scaricabile gratuitamente da <a href="http://soundcloud.com/eclectic_circus2/sets/carver-carver-ep">SoundCloud</a> . Pop ed elettronica descrivono, in cinque tracce, la Milano del duo Signor Lupo e Signor Colomba. “<em>Dall’ombra delle viuzze strette dei Navigli, ai tavolini degli eleganti bar del centro, fino alle pieghe delle trame più oscure dell’Italia repubblicana”</em>,<em> </em>come recita la presentazione del loro lavoro. L’apertura dell’ep è affidata a <strong><em>Coppa del mondo</em></strong>, quella del 1990, quella dell’ estate italiana, l’ultima “<em>in cui gli arbitri indossavano la casacca nera l&#8217;ultima coppa del mondo disputata dall&#8217; Unione Sovietica dalla Cecoslovacchia e dalla Germania ovest che si laureò campione&#8230; l&#8217;ultima coppa del mondo, del mondo di prima”</em>, quello che era sugli atlanti di geografia dei figli dei due crolli. <strong><em>Ciao Vito</em></strong> richiama alla mente i Massimo Volume per il testo narrato più che cantato, è la storia di Vito<strong><em> </em></strong>che “<em>era il migliore sui tappeti elastici… più grande di un anno che, al tempo, sembrava una vita</em>”, ritrovato una sera di svariati anni dopo con una nuova presenza, “<em>Vito con la promozione, Vito con le pacche sulle spalle</em>”, con l’esistenza comune alla maggioranza dei figli della generazione dei due crolli, quello del Muro di Berlino e quello delle Twin Towers, alla maggioranza dei figli di una precarietà, esistenziale prima che lavorativa, in questa grande città che gira in tondo su se stessa. Spazio poi alle tre tracce strumentali <strong><em>Moscova</em></strong>, <strong><em>Propaganda</em></strong> e <strong><em>Propaganda3 (The Long Tomorrow Dubstep Remix)</em></strong>:<strong><em> </em></strong>elettronica cupa in stile lounge degli anni settanta.<br />
Intrigante progetto quello dei Signor Lupo e Colomba, che si propongono come una sorta di nuova setta che cerca adepti!</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Eclectic Circus &#8211; 2012</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Signor Lupo e Signor Colomba</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Coppa del mondo</li>
<li> Propaganda</li>
<li> Ciao Vito</li>
<li> Moscova</li>
<li> Propaganda3 (The Long Tomorrow Dubstep Remix)</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Link: <a href="http://www.facebook.com/pages/Carver/319407854752812?sk=app_2405167945">Facebook</a></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Love revolution &#8211; Nouer</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2012/02/18/love-revolution-nouer/</link>
		<comments>http://www.losthighways.it/2012/02/18/love-revolution-nouer/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 07:23:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrica Errico</dc:creator>
				<category><![CDATA[DEMO/EP/AUTOPRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[I Nouer sono un terzetto proveniente da Napoli che si trova ad affrontare la prova del primo lavoro in studio. L’ep è Love revolution, è composto da cinque tracce e sembra avere come  proposito quello di rievocare il punk rock più sviscerato. Tra accuse di finte rivoluzioni e falsi rivoluzionari con l’Ipod, attaccano le chitarre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/nouer-copertina.jpg" alt="" width="200" height="200" />I Nouer sono un terzetto proveniente da Napoli che si trova ad affrontare la prova del primo lavoro in studio. L’ep è <strong><em>Love revolution</em></strong>, è composto da cinque tracce e sembra avere come  proposito quello di rievocare il punk rock più sviscerato. Tra accuse di finte rivoluzioni e falsi rivoluzionari con l’Ipod, attaccano le chitarre dissonanti di <strong><em>Arriva la fine</em></strong>, mentre racconti di sogni infranti e cambiamenti mai realizzati incalzano in <strong><em>Pic nic</em></strong>. Sempre sullo stesso ritmo, quasi a non riuscire a distinguere il termine o l’inizio di una traccia dall’altra come fossero componenti di un’unica esternazione, si giunge a <strong><em>Cinici e passivi</em></strong> e poi scorrendo alla finale <strong><em>Love revolution</em></strong>, la cui lunga coda vira infine tra sfumature noise ed atmosfere oscure.<br />
Musicalmente i Nouer provano ad entrare nel clima della scuola più hardcore, anche se sembra continuamente aleggiare un’incertezza di fondo che non permette di spingere ed osare verso i territori più duri di questo genere. Nonostante poi il rifiuto e la denuncia verso benpensanti e schematismi, i testi talvolta sfociano in usuali cliché che hanno come risultato quello di non far trasparire idee più originali o una ben identificata personalità del gruppo. Probabilmente un inizio alquanto incespicante che non ci permette di plaudire allo sforzo.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Subcava Sonora &#8211; 2011</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Mariano Vacca (Voce/Chitarra) &#8211; Eva Di Dio (Basso) &#8211; Daniele Esposito (Batteria)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Arriva la fine</li>
<li>Pic nic</li>
<li>Ogni giorno</li>
<li>Cinici e passivi</li>
<li>Love revolution</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="http://www.myspace.com/nouer">MySpace</a>,<a href="http://www.facebook.com/nouermusic">Facebook</a></p>
]]></content:encoded>
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