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	<title>Lost Highways &#187; DEMO/EP/AUTOPRODOTTI</title>
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	<description>Seek your mood, Find your lost highways!</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 14:30:20 +0000</lastBuildDate>
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		<title>The Wasted Years of Capitan Love &#8211; Capitan love</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 12:38:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Des Dorides</dc:creator>
				<category><![CDATA[DEMO/EP/AUTOPRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[A cathartic song annuncia l’ammaraggio di Capitan Love, Raniero Spinelli per il mondo terrestre. Una chitarra  e cori in perfetto stile Beatles descrivono l’andatura della colorata, stramba navicella che tenta la traversata. Saltelliamo al ritmo di un dance rock laccato stralunato in stile David Bowie con Blow into the sky; mentre ci stringiamo nelle spalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/cover_the-wasted-years-of-capitan-love.jpg" alt="" width="200" height="200" />A cathartic song</em> </strong>annuncia l’ammaraggio di Capitan Love, Raniero Spinelli per il mondo terrestre. Una chitarra  e cori in perfetto stile Beatles descrivono l’andatura della colorata, stramba navicella che tenta la traversata. Saltelliamo al ritmo di un dance rock laccato stralunato in stile David Bowie con <strong><em>Blow into the sky</em>; </strong>mentre ci stringiamo nelle spalle sulle note malinconiche alla Barrett<strong> </strong>de <strong><em>Lo stagno delle rane</em></strong>, che sul finire assume le sembianze di una cantilena, una filastrocca. Dino Campana ascoltandola avrebbe scritto: <em>“il fiume canta bene la sua cantilena”</em>. Pullula di suoni spaziali l’intro di <strong><em>Kitchen flower</em> </strong>che accoglie echi pinkfloydiani. Essere e non esser sicuri di essere, una follia deliziata, cercarsi, ed in mezzo al mare è difficile andar dritti per una sola direzione: <em>“Cara ascolta meglio son qua vicino perso nel vento”</em>. Tutto questo space folk rock fa venire una gran voglia di seguire la navicella orfana del proprio pianeta lontano che, ondivaga, strimpella le sue nostalgie.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Autoprodotto &#8211; 2012</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Raniero Spinelli</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>A cathartic song</li>
<li> The wasted years of capitan love</li>
<li> Blow into the sky</li>
<li> Lo stagno delle rane</li>
<li> Kitchen flower</li>
<li> Ennio (con Marzipan Marzipan)</li>
<li> Rose</li>
<li> I fall down on the grass</li>
<li> The sky tonight</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="	 http://www.capitanlove.it">Sito Ufficiale</a>,<a href="http://www.facebook.com/pages/Capitan-Love/107594359336122">Facebook</a></p>
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		<title>Bright Night Ep &#8211; The Gordon Setter</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 12:23:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Des Dorides</dc:creator>
				<category><![CDATA[DEMO/EP/AUTOPRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Con i due giovani parmigiani The Gordon Night, Angie&#38;Chiamu, l’electro pop non è mai stato così appetibile fin dai primi palpiti. Sous Le Sunlight fa da apripista ad una mangiata di indie dance che provoca dipendenza, così come dopo la prima nocciolina ne segue un’altra e poi un’altra e un’altra. Nell’Ep Bright Night abbiamo cinque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Bright-Night-Ep-The-Gordon-Setter.jpg" alt="" width="200" height="200" />Con i due giovani parmigiani The Gordon Night, Angie&amp;Chiamu, l’electro pop non è mai stato così appetibile fin dai primi palpiti. <strong><em>Sous Le Sunlight</em> </strong>fa da apripista ad una mangiata di indie dance che provoca dipendenza, così come dopo la prima nocciolina ne segue un’altra e poi un’altra e un’altra. Nell’Ep <strong><em>Bright Night</em></strong> abbiamo cinque assaggi rivestiti di un pulito e lineare synth tropicale. Il paesaggio lunare desertico e alienato della copertina non corrisponde all’atmosfera festaiola e spensierata che invece suscita il ritmo di questo lavoro dove echeggia  l’omaggio a Donna Summer apertamente citata: <em>&#8220;morover warmer/ it’s Moroder on Donna Summer/ more over, morover louder”</em>. In linea col contrasto è l’intro di <strong><em>Tropical Nights</em></strong> che ha delle risonanze dark e poi però prende una piega decisamente più tropical. Con l’acquolina in bocca dopo l’assaggio, si attende l’exploit.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Autoprodotto &#8211; 2011</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Angie &amp; Chiamu</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Sous Le Sunlight</li>
<li> Sambuca Boy</li>
<li> Prisoner Of Your Style</li>
<li> Tropical Nights</li>
<li> Sambuca Boy (Leiser Remix)</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="&lt;br &gt;&lt;/a&gt; http://www.soundcloud.com/thegordonsetter">SoundCloud</a>,<a href="http://www.facebook.com/pages/The-Gordon-Setter/209195925763170">Facebook</a></p>
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		<title>s/t &#8211; Paolo Mei &amp; il Circo d’Ombre</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 15:31:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Gabola</dc:creator>
				<category><![CDATA[DEMO/EP/AUTOPRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Giornalista di settore, selezionatore e giudice per importanti manifestazioni musicali, ha collaborato con molti artisti di grande valore e adesso si sta dedicando ad un progetto musicale tutto suo, Paolo Mei &#38; Il Circo d’Ombre con la pubblicazione di un ep omonimo di quattro tracce a cui dovrebbe seguire, a breve (speriamo!) un disco. Quattro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/paolo_mei_cop..jpg" alt="" width="200" height="200" />Giornalista di settore, selezionatore e giudice per importanti manifestazioni musicali, ha collaborato con molti artisti di grande valore e adesso si sta dedicando ad un progetto musicale tutto suo, Paolo Mei &amp; Il Circo d’Ombre con la pubblicazione di un ep omonimo di quattro tracce a cui dovrebbe seguire, a breve (speriamo!) un disco.<br />
Quattro tracce semplici e curatissime nello stesso tempo, poco più di un quarto d’ora di musica che si ascolta e riascolta volentieri. Merito de Il Circo d’Ombre, ovvero di un gruppo di musicisti con alle spalle tanta esperienza e capaci di creare un’armonia perfetta, fatta di ritmi accattivanti e atmosfere jazz. Grande merito va ad una voce profonda, un po’ ombrosa e a quattro testi intelligenti. Niente giri di parole arzigogolate, niente melodrammi strazianti, niente banalità. Immediatezza e capacità di raccontare.<br />
<strong><em>L’età</em></strong> è la prima canzone ed è la mia preferita. Sarà che racconta di donne alle prese con l’età, con gli anni che passano, sarà la tromba di Salvo Di Stefano (ex Aretuska) che vibra per tutto il pezzo, sarà la dolce malinconia venata di speranza. <strong><em>Oggi come va</em></strong> fa venire in mente Max Gazzè e le sue atmosfere un po’ surreali. <strong><em>Cambiano le idee</em></strong> è forse la canzone più malinconica, con la tromba di Di Stefano che ci apre il cuore, ci scopre, ci rende più morbidi e ci ricorda che in fondo, se è vero che tutto cambia, che tutto si spoglia prima o poi dei suoi cliché, è vero che tutti in fondo vogliamo ascoltare una semplice canzone d’amore. Chiude l’ep <strong><em>Un giorno qualunque</em></strong>. <em>“Un girasole che guarda per fatti suoi, una lumaca che ha perso casa sua, un’immagine che nasce dentro me, se guardo un po’ più in là ci sono dentro anch’io”</em>. Vi è mai capitato in una di quelle giornate in cui vi è successo qualcosa di bello, di particolarmente bello, in cui vi sentite parte del mondo che vi circonda e sorridete guardandovi intorno? Ecco, questa canzoni riporta in mente proprio quest’immagine.<br />
Aspettiamo con grande curiosità l’arrivo dell’album di Paolo Mei &amp; il Circo d’Ombre e intanto ci godiamo quetso ep!</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Autoprodotto &#8211; 2011</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span>Paolo Mei (voce) – Peppe Sindona (basso) &#8211; Valerio Vittoria (chitarra) – Alberto e Salvo Mennella (batteria e chitarra) – Salvo Di Stefano (tromba)</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;"> Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>L’età</li>
<li>Oggi come fa</li>
<li> Cambiano le idee (short edit)</li>
<li> Un giorno qualunque</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="http://www.myspace.com/paolomei">MySpace</a>,<a href="http://www.facebook.com/pages/Paolo-Mei-il-Circo-dOmbre/194599273917192">Facebook</a></p>
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		<title>Rituals (EP) &#8211; The Widest Smiling Face</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2012/02/01/rituals-ep-the-widest-smiling-face-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 15:16:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo D’Errico</dc:creator>
				<category><![CDATA[DEMO/EP/AUTOPRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ un flutto alla deriva, una maniera dolciastra di lasciarsi andare che non sfigura, non imbratta, non scalfisce, un melodiare postremo, un volto devoto al sorriso, come se non si sentisse esigenza di altro. The Widest Smiling Face è qualcosa che non chiede nulla alla nostra percezione, se non l’abbandono. Preambolo insolito per introdurvi questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/the-Widest-Smiling-Faces-Ritual-EP.jpg" alt="" width="200" height="189" />E’ un flutto alla deriva, una maniera dolciastra di lasciarsi andare che non sfigura, non imbratta, non scalfisce, un melodiare postremo, un volto devoto al sorriso, come se non si sentisse esigenza di altro. The Widest Smiling Face è qualcosa che non chiede nulla alla nostra percezione, se non l’abbandono. Preambolo insolito per introdurvi questo progetto accreditato aMr. Aviv Cohn, artista di casa a Brooklin che sta facendo parlare di sè sempre di più, su web e ambienti specializzati, con questa miscela senza contorni di melense derive folk, riverberi postumi e melodie arrendevoli. In verità l’EP che ci troviamo fra le mani, <strong><em>Rituals</em></strong>, uscito pochi mesi addietro per l’etichetta a stelle e strisce Fluttery Records (che qualcuno conoscerà anche per aver dato dimore discografiche a rare gemme di casa nostra come En Plein Air e Music for no Movies) viene a metà fra l’omonimo disco d’esordio del 2009 e <strong><em>Me And My Ribcage</em></strong> in uscita proprio questo mese. E’ qualcosa che rischiavamo di perderci per strada, ma che ripeschiamo  per il rotto della cuffia e non esitiamo a presentarvi come un minilavoro valido e di grande respiro. Solo un assaggio, a liquefarsi silenzioso fra isolazionismi in bassa fedeltà e arpeggi aperti (come nelle gelide penombre di <strong><em>Water Underneath</em></strong>), dove un songwriting ultraterreno e ipersensibile cesella bozzetti agresti fragilissimi, come se Joseph Mascis si fosse ritirato a fare l’eremita fra le valli (<strong><em>Green (For Piet)</em></strong>), o come i BMX Bandits senza più nemmeno quel po’ di fiato per cantare. L’approccio è sempre lo stesso, cementificare un tappeto drone di chitarra, su cui cantare nella maniera più perentoria e flebile possibile (<strong><em>When We Were Perfect</em></strong>), ma i brani che ne escono fuori brillano ognuno di una luce diversa. In questo percorso, già battuto, ma così luccicante, in quest’ibrido fra shoegaze, dream folk, slowcore e il riflesso sull’acqua della <strong><em>By This River</em></strong> di Brian Eno, si nasconde un artista da tenere assolutamente d’occhio. E potere contarci che noi lo faremo.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Fluttery Records &#8211; 2011</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Aviv Cohn</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Green (For Piet)</li>
<li>When We Were Perfect</li>
<li>Beach</li>
<li>Water Underneath</li>
<li>Strange Animals</li>
<li>Sponge</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="http://www.facebook.com/WidestSmilingFaces">Facebook</a>,<a href="http://widestsmilingfaces.bandcamp.com/album/rituals">Bandcamp</a></p>
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		</item>
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		<title>Me &#8211; Laura Lalla Domeneghini</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2012/01/25/me-laura-lalla-domeneghini-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:26:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catia Manna</dc:creator>
				<category><![CDATA[DEMO/EP/AUTOPRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Me è l’esordio discografico della bresciana Laura Lalla Domeneghini. Si tratta di nove canzoni autoprodotte e sicuramente ben confezionate. La base musicale, con le sue fisarmoniche, chitarre, violoncelli e violini, rimanda al grande cantautorato francese, mentre Laura sceglie di cantare in inglese. Ci ritroviamo quindi di fronte all’annosa questione se per esprimere se stessi sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Domeneghini.jpg" alt="" width="200" height="200" />Me</strong></em> è l’esordio discografico della bresciana Laura Lalla Domeneghini. Si tratta di nove canzoni autoprodotte e sicuramente ben confezionate. La base musicale, con le sue fisarmoniche, chitarre, violoncelli e violini, rimanda al grande cantautorato francese, mentre Laura sceglie di cantare in inglese. Ci ritroviamo quindi di fronte all’annosa questione se per esprimere se stessi sia preferibile utilizzare tutte le potenzialità della propria lingua d’origine. Ritengo che il risultato sarebbe sicuramente più pregnante, che le sfumature, le luci e le ombre personali possano meglio dipingersi attraverso un linguaggio che ci appartiene fin dalla nascita, senza contare poi il fatto che la pronuncia può risultare più o meno idonea. Sicuramente di altro livello rispetto ai testi e a dare importanza al disco sono la voce potente e molto intonata di Laura, le armonie spesso coraggiose e accompagnate da orecchiabili melodie, gli originali arrangiamenti (prima fra tutte la beatlesiana <strong><em>What Will Come</em></strong>).<br />
Canzoni gradevoli quindi e assolutamente valide dal punto di vista tecnico, merito anche della band che accompagna Laura, ma la somma crea un disco che rimane un po’ freddo e distante.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Autoprodotto &#8211; 2011</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span>Valerio Gaffurini &#8211; Paolo Costola &#8211; Alan Cretti &#8211; Alessandra Foppoli &#8211; Titti Castrini &#8211; Giovanni Pintossi &#8211; Alberto Pavesi &#8211; Laura Lalla Domeneghini</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Tercets</li>
<li> Else</li>
<li> The Wait</li>
<li> Glitter and Gold</li>
<li> My Favourite Waltz</li>
<li> What Will Come</li>
<li> The Storm</li>
<li> My Game</li>
<li> Two Great Ones</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="http://www.myspace.com/lauralallad">MySpace</a>,<a href="http://it-it.facebook.com/people/Laura-Lalla-Domeneghini/1487044116">Facebook</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Super Dog Party – The Big Show</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2012/01/23/super-dog-party-the-big-show-recensione/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia Arduini</dc:creator>
				<category><![CDATA[DEMO/EP/AUTOPRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.losthighways.it/?p=17192</guid>
		<description><![CDATA[I Super Dog Party arrivano da Roma e The Big Show è il loro primo album. La formula che ci presenta il power trio è un rock a metà tra sferzate punk e giri rockabilly. Un album all’insegna della leggerezza che getta le sue radici nella musica d’Oltreoceano. Un rock ruvido, ammorbidito da suoni blueseggianti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Super_Dog_Party_-_The_big_show.jpg" alt="" width="200" height="200" />I Super Dog Party arrivano da Roma e <strong><em>The Big Show</em></strong> è il loro primo album. La formula che ci presenta il power trio è un rock a metà tra sferzate punk e giri rockabilly.<br />
Un album all’insegna della leggerezza che getta le sue radici nella musica d’Oltreoceano.<br />
Un rock ruvido, ammorbidito da suoni blueseggianti e funky, come nel brano <strong><em>The Masterchef</em></strong>. In mezzo a tutto ciò trova spazio anche <strong><em>Greyhound&#8217;s City</em></strong>, dolcissima ballad acustica. Una piccola pausa in mezzo al sound scoppiettante dei Super Dog Party.<br />
Tutti elementi che fanno di The Big Show un album piacevole, che fa ben sperare per il futuro della band.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span> Autoprodotto – 2011</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> Alessandro Peana (voce , chitarra) &#8211; Nando Amorese (basso, cori) – Massimiliano Di Sant (batteria, percussioni)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li> Asshole</li>
<li> On Monday</li>
<li> Ghouls N&#8217; Goblins</li>
<li> Big Show</li>
<li> Nip Tuck</li>
<li> Greyhound&#8217;s City</li>
<li> The Masterchef</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="http://www.superdogparty.com/">Sito Ufficiale</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Futurephobia &#8211; The Last Project</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2012/01/12/futurephobia-the-last-project-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 10:54:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piera Tedde</dc:creator>
				<category><![CDATA[DEMO/EP/AUTOPRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[The Last Project è un gruppo di Pavia che nasce nel 2009 e Futurephobia, pubblicato a fine 2011, è il loro primo album. Testi in inglese e forte componente elettronica caratterizzano il lavoro della band che riesce a confezionare un album di discreto livello che si esplica in otto tracce con testi in inglese e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Futurephobia-The-Last-Project.jpg" alt="" width="200" height="183" />The Last Project è un gruppo di Pavia che nasce nel 2009 e <strong><em>Futurephobia</em></strong>, pubblicato a fine 2011, è il loro primo album.<br />
Testi in inglese e forte componente elettronica caratterizzano il lavoro della band che riesce a confezionare un album di discreto livello che si esplica in otto tracce con testi in inglese e forti richiami melodici al brit pop.<br />
I suoni sono puliti e la voce invitante. Tutti i brani richiamano la fine degli anni Ottanta senza perdere d’occhio però la contemporaneità di inizio secolo.<br />
Non è un album che stravolge il genere, ma lo suona bene, sia tecnicamente che melodicamente.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Autoprodotto – 2011</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Francesco Quaranta (voce, chitarra, synth) – Carlo Cazzani (chitarra, cori, synth) – Marco Saracino (basso) – Francesco Capacchione (batteria, cori)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Futurephobia</li>
<li> Heartist</li>
<li> The Noise</li>
<li> Heaven’ s Dope</li>
<li> Completely Wrong</li>
<li> Angry Smile</li>
<li> Useless Boundaries</li>
<li> W-eight</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Link: <a href="http://www.facebook.com/thelastproject?sk=wall">Facebook</a>, <a href="http://kamchatka.bandcamp.com/album/il-mio-nirvana ">BandCamp</a></span></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>s/t &#8211; Lovespoon</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2012/01/11/st-lovespoon-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 15:27:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vladimiro Vacca</dc:creator>
				<category><![CDATA[DEMO/EP/AUTOPRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Prendete la vena rock-psichedelica dei Velvet Undergorund, la ricercatezza indie-pop degli Shins,  miscelate il tutto con naturalezza country-blues lungo una certa attitudine all’inciso di beatlesiana memoria ed otterrete il particolare sound dei Lovespoon. Questi quattro ragazzi di Ravenna hanno un grande talento per la forma canzone, riescono a sorprendere melodicamente in ogni brano di questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/lovespoon-300x300.jpg" alt="" width="200" height="200" />Prendete la vena rock-psichedelica dei Velvet Undergorund, la ricercatezza indie-pop degli Shins,  miscelate il tutto con naturalezza country-blues lungo una certa attitudine all’inciso di beatlesiana memoria ed otterrete il particolare sound dei Lovespoon. Questi quattro ragazzi di Ravenna hanno un grande talento per la forma canzone, riescono a sorprendere melodicamente in ogni brano di questo disco che tutto sembra tranne che un autoprodotto. Pezzi come <strong><em>Naked for you, In my arms, Valentine</em></strong> hanno la stessa potenza di successi senza tempo della tradizione anglosassone di matrice pop. Intarsi di chitarre e voce alcolica al punto giusto tracciano una strada polverosa da essere battuta più e più volte dal vostro orecchio nostalgico dei leggendari Crosby, Stills, Nash &amp; Young. All’esordio i Lovespoon dimostrano di avere parecchi assi nella manica e speriamo che non perdano alla prima mano.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span> Autoprodotto –  2011</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> Giovanni Sgarbi (voce, chitarra) &#8211; Matteo Lamargese (voce, chitarra) &#8211; Luca Donigaglia (batteria) &#8211; Nicola Medri (basso). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol> 1. Curly love<br />
2. Naked for you<br />
3. Morgan Le Fay<br />
4. In my arms<br />
5. Valentine<br />
6. Boogie of my heart<br />
7. Before you go<br />
8. A song for you<br />
9. I’ll find my home<br />
10. Broken frame<br />
11. Down to the hole</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Link: <a href=" http://www.myspace.com/lovespoonband ">MySpace</a>,<a href="http://www.facebook.com/Lovespoonband?sk=wall">Facebook</a></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>With The Green In My Mouth &#8211; Thony</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 09:14:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Concetta Botrugno</dc:creator>
				<category><![CDATA[DEMO/EP/AUTOPRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[With The Green In My Mouth è l&#8217;album d&#8217;esordio di Thony, progetto solista della cantautrice siculo-polacca Federica Caiozzo. I nostri passi incrociarono quelli di Federica già in passato, quando si presentò al pubblico come cantante del gruppo Jobi4 (si rimanda, per approfondimenti, QUI ) e, già all&#8217;epoca, restammo affascinati dalle sue notevoli doti vocali. Qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/thony_2011.jpg" alt="" width="200" height="200" />With The Green In My Mouth</em></strong> è l&#8217;album d&#8217;esordio di Thony, progetto solista della cantautrice siculo-polacca Federica Caiozzo. I nostri passi incrociarono quelli di Federica già in passato, quando si presentò al pubblico come cantante del gruppo Jobi4 (si rimanda, per approfondimenti, <a href="http://www.losthighways.it/2009/07/06/sing-me-your-song-jobi-4/">QUI</a> ) e, già all&#8217;epoca, restammo affascinati dalle sue notevoli doti vocali. Qualche mese fa il web ha ospitato lo streaming integrale di <strong><em>With The Green In My Mouth</em></strong>, un ottimo lavoro che ricorda l&#8217;intimità di un focolare acceso, una tazza di the fumante da bere in solitudine, mentre fuori fa freddo. E&#8217; quel gusto un po&#8217; dolce e un po&#8217; amaro della malinconia che ti assale quando sei in treno, non importa la meta, e fuori dal finestrino vedi il tuo vissuto scorrere velocemente sui binari. Un genere musicale che abbraccia rock e folk; xilofono e tastiera, sonagli e chitarre ed una voce soave e magnetica, a tratti sussurrata a tratti più potente e ben calibrata. Sono questi i principali ingredienti dei nove brani che compongono il primo lavoro di Thony, le cui qualità vocali sono paragonabili a songwriters internazionali del calibro di Cat Power e Joan As Police Woman. I momenti più interessanti sono da individuarsi in <em><strong>Quick Steps</strong></em>, nel ritmo di <strong><em>Paper Cup</em></strong> col suo clapping e i vocalizzi di sottofondo, e nel tocco orientaleggiante di <strong><em>Colours</em></strong>. Nella parte centrale del disco, invece, vi figurano pezzi che peccano un po’ di originalità e potrebbero non catturare l’attenzione dell’ascoltatore così come accade per la terna inziale. A chiudere l’album il riserbo e la semplicità di<strong><em> Cross</em></strong>, solo voce e chitarra a descrivere un colloquio con se stessi.<br />
Nel complesso: “Buona la prima!” Esclamazione presa in prestito dal mondo cinematografico, al fine di sottolineare la bravura e l’eleganza di Thony in questo debutto. Ci auguriamo di ritrovarla al più presto lungo il nostro sentiero. Su Thony scommettiamo!</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Autoprodotto &#8211; 2011</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span>Thony (Federica Caiozzo)</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Quick Steps</li>
<li>Paper Cup</li>
<li>Colours</li>
<li>Predictions</li>
<li>Better</li>
<li>Dim Light</li>
<li>Not Breathing</li>
<li>Promises</li>
<li>Cross</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="http://www.facebook.com/Thonyfanspage?sk=wall">Facebook</a>,<a href="http://www.myspace.com/thonymusic">MySpace</a><br />
<object height="81" width="100%"><param name="movie" value="https://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F24694880"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param> <embed allowscriptaccess="always" height="81" src="https://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F24694880" type="application/x-shockwave-flash" width="100%"></embed></object>  <span><a href="http://soundcloud.com/thonymusic/1-quick-steps-thony">1. Quick steps -Thony</a> by <a href="http://soundcloud.com/thonymusic">Thony Music</a></span> </p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Uomini contro Dinosauri &#8211; MU</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2012/01/10/uomini-contro-dinosauri-mu-recensione/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 08:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piera Tedde</dc:creator>
				<category><![CDATA[DEMO/EP/AUTOPRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[I MU (riferimento al continente perduto nell’Oceano Pacifico) sono torinesi al primo album autoprodotto, Uomini contro Dinosauri. I componenti del gruppo vengono da una precedente esperienza musicale chiamata S.A.D.E. Uomini contro Dinosauri è un concept album che ruota attorno alla lotta tra rettili e mammiferi facendola passare sulla strada della disumanizzazione dell’uomo nella società contemporanea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/mu_2011.jpg" alt="" width="200" height="200" />I MU (riferimento al continente perduto nell’Oceano Pacifico) sono torinesi al primo album autoprodotto, <em><strong>Uomini contro Dinosauri</strong></em>. I componenti del gruppo vengono da una precedente esperienza musicale chiamata S.A.D.E.<br />
<strong><em>Uomini contro Dinosauri</em></strong> è un concept album che ruota attorno alla lotta tra rettili e mammiferi facendola passare sulla strada della disumanizzazione dell’uomo nella società contemporanea sopra un TIR musicale di rock alternativo psichedelico progressive metal con testi in lingua italiana. Musica che pesta, ma che riesce anche a stemperare in parti più soft sciogliendosi in vocalità pulite. Testi diretti, parole semplici e non banali, per cantare del cinico egotismo moderno che affonda le radici in una società senza più sangue nelle vene a scaldare uomini con anime misurate solo “in base al potenziale produttivo” (<strong><em>Incidente sul lavoro</em></strong>). Dieci pezzi duri che entrano nelle ossa come i giorni cinerei e gelidi di un inverno che appare a tratti. Dieci pezzi che smuovono riscaldando ogni appendice di cui si era dimenticata l’esistenza. Un album che colpisce con un dritto in pieno volto nel<em> “sorriso smagliante”</em>. Stropiccia il bel vestito con cui l’evoluzione ha coperto l’uomo facendo <em>“sentire a grandi distanze l’odore del sangue”</em> (<strong><em>Lo squalo</em></strong>).<br />
Un disco d’esordio che pone i Mu come una delle più interessanti realtà del panorama rock italiano.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Autoprodotto &#8211; 2011</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Matteo Visconti (voce, chitarre) – Simone Cantino (chitarra, voce) – Alessandro Sena (basso) – Stefano Mondino (batteria)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Paleozoon</li>
<li> Siberia</li>
<li> Omicida Seriale</li>
<li> Herpes</li>
<li> Lo squalo</li>
<li> Muscolo</li>
<li> Incidente sul lavoro</li>
<li> Faust</li>
<li> Tezcatlipoca</li>
<li> Ho sognato l’apocalisse</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Link: <a href="http://www.cospirazionemu.com/">Sito ufficiale</a></span></p>
]]></content:encoded>
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