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	<title>Lost Highways &#187; Lucia Marzocca</title>
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	<description>Seek your mood, Find your lost highways!</description>
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		<title>Immacolata Solitudine &#8211; I giorni dell’assenzio</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2014 13:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Marzocca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sono rivista vestita di nero, con le mie borchie protettive a piu’ di un concerto, qualche anno fa. Quasi a voler dire “mordo ma mi proteggo”. Tanto arrabbiata ed energica, quanto fragile. È questo che fanno I giorni dell’ assenzio nel loro primo disco appena nato. Prendono tutto ciò che hanno e lo distribuiscono tra &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-27692" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/recensione_igiornidellassenzio-immacolatasolitudine_IMG_201407.jpg" alt="recensione_igiornidellassenzio-immacolatasolitudine_IMG_201407" width="200" height="200" />Mi sono rivista vestita di nero, con le mie borchie protettive a piu’ di un concerto, qualche anno fa. Quasi a voler dire “<em>mordo ma mi proteggo</em>”. Tanto arrabbiata ed energica, quanto fragile. È questo che fanno I giorni dell’ assenzio nel loro primo disco appena nato. Prendono tutto ciò che hanno e lo distribuiscono tra sound e parole. Al sound il compito di tenere ben alto il coraggio e la tensione, alle parole la parte più fragile e vera. Bianco e nero di qualità. Mi vengono in mente nomi come Verdena e Tre allegri ragazzi morti, che da anni consolidano il meglio di questo mood seppure in maniere differenti. I giorni dell’assenzio sono tre e sono abruzzesi: Mattia De Iure, Tania Gianni e Mauro Bucci . Suonano insieme perchè insieme è più facile sentirsi soli, perchè non c’è nient’altro da fare se non affogare nella noia di una provincia che “<em>ingoia, mastica e sputa</em>”. Questo ci dicono di loro. Alle prese con l’energia dei loro 20 anni hanno ben in mente come trasformarla. Nella loro <em><strong>Immacolata Solitudine</strong></em> batteria, basso, chitarra e synth rincorrono una tensione musicale che si perpetua per tutto il disco e ne costituisce l’identità. Mancanze e risentimenti si intrecciano nei testi più marcatamente filospinati, gli amori dai vetri rotti e i cuori indie. Il risultato è un alternative rock pulito e diretto che cede solo in alcune parti deboli del disco. Tra i pezzi migliori, a mio avviso, la title-track, <em><strong>Simulacro</strong></em>,<em><strong> Gigante</strong></em> e la piacevolmente lamentosa <em><strong>Eveline</strong></em>. L’<em><strong>Immacolata solitudine</strong></em> de I giorni dell’assenzio è uno di quei vuoti che si riempie con l’ arte e che al momento promette bene.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Ridens Records – 2014</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span data-reactid=".9p.0.0">Mattia De Iure (voce, chitarra elettrica) &#8211;  Tania Gianni (basso e cori) &#8211;  Mauro Bucci (batteria e cori)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Simulacro</li>
<li>Gigante</li>
<li>Rivoluzione</li>
<li>Radioattività</li>
<li>Immacolata solitudine</li>
<li>Eveline</li>
<li>Indi(e)feso</li>
<li>Maleamore</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Link: <a href="https://www.facebook.com/pages/I-Giorni-dell-Assenzio/162184933840243?fref=ts" target="_blank">Facebook</a></span></p>
<h2>Immacolata solitudine &#8211; video</h2>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/RZwuITQyP4Q" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h2>Immacolata solitudine &#8211; streaming</h2>
<p><iframe src="https://embed.spotify.com/?uri=spotify:album:5LEb45S6o46YUNPpZU4rc8" width="300" height="300" frameborder="0" allowTransparency="true"></iframe></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un giorno da leone – Mezzafemmina</title>
		<link>https://www.losthighways.it/2014/06/05/un-giorno-da-leone-mezzafemmina/</link>
		<comments>https://www.losthighways.it/2014/06/05/un-giorno-da-leone-mezzafemmina/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2014 14:22:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Marzocca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[È uscito lo scorso 8 aprile Un giorno da Leone, il nuovo album di Mezzafemmina alias Gianluca Conte, lavoratore e artista in quel di Torino. Il disco è stato mixato e prodotto artisticamente da Giorgio Baldi, già produttore di Max Gazzè. Da Torino all’Irpinia a cercare il nocciolo della questione. Dall’epiteto “Mezzafemmina”, affibbiato alla famiglia &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-27081" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/recensione_Mezzafemmina-UngiornodaLeoni_IMG_201406.jpg" alt="recensione_Mezzafemmina-UngiornodaLeoni_IMG_201406" width="200" height="200" />È uscito lo scorso 8 aprile <em><strong>Un giorno da Leone,</strong></em> il nuovo album di Mezzafemmina alias Gianluca Conte, lavoratore e artista in quel di Torino. Il disco è stato mixato e prodotto artisticamente da Giorgio Baldi, già produttore di Max Gazzè. Da Torino all’Irpinia a cercare il nocciolo della questione. Dall’epiteto “Mezzafemmina”, affibbiato alla famiglia del bisnonno di Gianluca Conte per il suo lavoro di collaboratore domestico, obsoleto ed inammissibile ai tempi del fascismo in una società rurale, nasce l’ idea di creare musica al di fuori del precostituito, e che anche nelle sonorità rifiuta ogni classificazione. Il risultato è quello di un disco assortito, di cui sarebbe difficile non notare il filo conduttore delle idee, ma che scandisce i concetti continuando a cambiare stazione, quasi ad ogni pezzo. Elettronica ne <em><strong>Le verità banali</strong></em>, rap nella polemica antialienazione della generazione internet ne <em><strong>Il giorno dopo</strong></em>, quasi surf rock nella pungente critica alle celebrazioni pompose dei nostri calendari in <em><strong>365 giorni di oblio</strong></em>. In questo<em><strong> Giorno da Leone</strong></em> c’è spazio per tutti i gusti, ma chi la fa da padrona è la parola. C’ è posto per la polemica come per l’ amore. Per l’amarezza come per il miele e i lampascioni. Per la territorialità come per l’universalità della cultura. Per l’ irriverenza contro i caproni e la tenerezza verso chi ha meno risorse. A consacrare la varietà del disco concorre sicuramente il penultimo brano del disco <em><strong>Piett Tonna</strong></em>, canzone della tradizione rurale dell&#8217;entroterra pugliese (cantata dalle contadine per passare il tempo durante le lunghe giornate di lavoro) che racconta la storia della prostituta più amata del paese che, una volta rimasta incinta, causa un&#8217;ondata di malcontento generale. Insomma <em><strong>Un giorno da Leone</strong></em> è un album che parla, e che ti fa cambiare faccia, umore e ritmo quando meno te l’ aspetti. L&#8217;uscita del disco è accompagnata dal singolo <em><strong>La collezione di vizi</strong></em> il cui video, girato da Fabio Ferrero e Matteo Tortone, vuole esprimere per mezzo di immagini la sfida tra la cultura iperprestativa e competitiva odierna ed il piacere delle piccole cose.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span> Controrecords/Audioglobe &#8211; 2014</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up:</span> Gianluca Conte (voce, chitarra) – Rocco Panetta (chitarra, mandolino, synth, cori) – Andrea Ghiotti (batteria, cori) – Ermanno Capirone (basso, cori) – Andrea Nejrotti (tastiera, fisarmonica, cori) ­</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>364 Giorni di oblio</li>
<li>Suffragio universale</li>
<li>La collezione di vizi</li>
<li>Il giorno dopo</li>
<li>Da quando ci sei tu</li>
<li>L’ Italia non è</li>
<li>Mammasantissima</li>
<li>Silvia, credimi</li>
<li>Piett tonna</li>
<li>Le verità banali</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links: </span><a href="http://www.mezzafemmina.com">Sito Ufficiale</a>, <a href="https://www.facebook.com/pages/Mezzafemmina/294633144187?fref=ts" target="_blank">Facebook</a></p>
<h2>La collezione di vizi &#8211; video</h2>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/kHlmtctyDoI" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h2>Un giorno da Leone &#8211; streaming</h2>
<p><iframe src="https://embed.spotify.com/?uri=spotify:album:3wg3A12ElGJncOv5P9pfCT" width="300" height="300" frameborder="0" allowTransparency="true"></iframe></p>
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		<title>Ocean Bells: il primo singolo in freedownload</title>
		<link>https://www.losthighways.it/2014/05/19/ocean-bells-il-primo-singolo-in-freedownload/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2014 13:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Marzocca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Wrong Side Angel il primo singolo tratto dal nuovo progetto con Alberto Mariotti (Samuel Katarro, King of the Opera) L&#8217; energia non si crea né si distrugge, ma si trasforma, passando da una forma a un&#8217;altra. Questa è la sostanza dell’operato di Alberto Mariotti che, già fulgente nel corso King of the Opera e prima &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong>Wrong Side Angel<br />
</strong></em><strong>il primo singolo tratto dal nuovo progetto con Alberto Mariotti (Samuel Katarro, King of the Opera)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter wp-image-26749 size-thumbnail" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/news_OceanBells_LUCIA_2014-05-200x200.jpg" alt="news_OceanBells_2014-05" width="200" height="200" /></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217; energia non si crea né si distrugge, ma si trasforma, passando da una forma a un&#8217;altra.<br />
Questa è la sostanza dell’operato di Alberto Mariotti che, già fulgente nel corso <a href="http://www.losthighways.it/?s=king+of+the+opera" target="_blank">King of the Opera</a> e prima ancora con il nome <a href="http://www.losthighways.it/?s=samuel+katarro" target="_blank">Samuel Katarro</a>, torna in un nuovo progetto dal nome <a href="https://www.facebook.com/oceanbells" target="_blank">Ocean Bells</a>  insieme a Lorenzo Cipriani.</p>
<p style="text-align: justify;">Il “welcome carpet” dell’album in uscita è il primo singolo <em><strong>Wrong Side Angel</strong></em>.<br />
Ungaretti e Robert Smith, simbolismo e new wave, America e bellezza pop. Lorenzo Cipriani è uno di quelli “nati per cantare” immediatezza e intensità. Gli accordi di Alberto Mariotti calzano come una coperta il 20 Dicembre, densa e appropriata, come il primo sorriso idiota che spunta nel preciso istante in cui cominci a percepire il calore.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; palpabile online il germoglio del loro lavoro (il brano <em><strong>Wrong Side Angel</strong></em> ed una spicciolata di video live su YouTube); in attesa del disco possiamo dire che pare certo trovarsi di fronte a buona musica, forte anche della poesia consolidata nella batteria di Alberto Niccolai, le tastiere di Fabrizio Marchetti ed il basso di Daniele Pieraccini.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Wrong Side angel – SoundCloud (freedownload)</h2>
<p><iframe src="https://w.soundcloud.com/player/?url=https%3A//api.soundcloud.com/tracks/147987935&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;visual=true" width="100%" height="450" frameborder="no" scrolling="no"></iframe></p>
<h2 style="text-align: justify;"></h2>
<h2 style="text-align: justify;">Acoustic live at Teatrino Gatteschi 13.04.2014 – video</h2>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/y-9mEcEqYig" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Hidden Garden – J Moon</title>
		<link>https://www.losthighways.it/2014/03/26/hidden-garden-j-moon/</link>
		<comments>https://www.losthighways.it/2014/03/26/hidden-garden-j-moon/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2014 09:27:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Marzocca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Single/EP/Self Released]]></category>

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		<description><![CDATA[È uscito il primo giorno di primavera, Hidden Garden, il succulento anticipo del primo progetto di J Moon. Operanti a Berlino, nel progetto di J Moon in tutto sono in tre. Regina di cuori, voce e testi del gruppo è Jessica Einaudi, figlia d’arte e non solo. Federico Albanese, reo del precedente duo psych pop &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><img class="alignright size-full wp-image-25979" title="recensione_JMoon-HiddenGarden_LUCIA_201403" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/recensione_JMoon-HiddenGarden_LUCIA_201403.jpg" alt="" width="200" height="201" />È uscito il primo giorno di primavera, </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Hidden Garden</strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, il succulento anticipo del primo progetto di J Moon. Operanti a Berlino, nel progetto di J Moon in tutto sono in tre. Regina di cuori, voce e testi del gruppo è Jessica Einaudi, figlia d’arte e non solo. Federico Albanese, reo del precedente duo psych pop con Jessica (La Blanche Alchimie), diviene qui produttore, arrangiatore e polistrumentista. A chiudere il cerchio, Joe Smith da Chicago con batteria e percussioni. Veleno caldo e denso nella overture con </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Poison</strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">. “She’s married to Roger Rabbit?”, mi verrebbe da dire. Sensualità cerebrale. Track 2: qui le note sono edere infiltrate nelle trame dei muri di </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Among the walls </strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">e nelle membra di chi ascolta. Passeggiata solitaria nell’</span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Hidden Garden </strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> a riflettere sui “noi”, chiudendo sulla forse troppo discendente </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Whit You. </strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ombre e luci, echi e suoni puliti, foglia e goccia di rugiada. In attesa delle restanti tracce per capire se delineare l’Eden o un giardino pubblico. Su YouTube gira il video di </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Poison </strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">diretto e disegnato da Jessica (animazione realizzata da Marco Morandi, fidato collaboratore di Dustin O’Halloran) per farvi qualche idea in più.</span></span></p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Bosworth Music GmbH &#8211; 2014</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> J Moon (voce) – Federico Albanese (chitarre, piano, synth, basso, effetti) – Joe Smith (batteria, percussioni) </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Poison</li>
<li>Among the Walls</li>
<li>Hidden Garden</li>
<li>Whith You</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links: </span><a href=" http://jmoonmusic.com/ ">Sito Ufficiale</a>, <a href="https://www.facebook.com/jmoonmusica‎ ">Facebook</a></p>
<h2>Poison &#8211; video</h2>
<p><iframe width="618" height="348" src="https://www.youtube.com/embed/p5JczGZPR7U?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<h2>Hidden Garden &#8211; streaming Spotify</h2>
<p><iframe src="https://embed.spotify.com/?uri=spotify:album:4FMuoCTJIvcksNuFgDu2ZO" width="300" height="300" frameborder="0" allowTransparency="true"></iframe></p>
<h2>Suggestions</h2>
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		</item>
		<item>
		<title>The Bones of What You Believe &#8211; Chvrches</title>
		<link>https://www.losthighways.it/2013/09/30/the-bones-of-what-you-believe-chvrches/</link>
		<comments>https://www.losthighways.it/2013/09/30/the-bones-of-what-you-believe-chvrches/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2013 10:59:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Marzocca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[I Chvrches (“churches”) nonchè Lauren Mayberry voce e sinth, Iain Cook, basso, chitarra, voce e sinth, Martin Doerthy, sinth, campionatori, voce, nascono nel 2011 e sono un trio synthpop scozzese. Il loro operato si materializza dopo vari assemblamenti nel settembre 2013 con The Bones of what you Believe. Sulle note del primo pezzo The Moter &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-23467" title="recensione_Chvrches-BonesOfWhatYouBelieve_COPERTINA_2013-09" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/recensione_Chvrches-BonesOfWhatYouBelieve_COPERTINA_2013-09-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" />I <span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Chvrches</strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> (“churches”) nonchè</span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> Lauren Mayberry voce e sinth, Iain Cook, basso, chitarra, voce e sinth, Martin Doerthy, sinth, campionatori, voce, nascono nel 2011 e sono un trio synthpop scozzese. Il loro operato si materializza dopo vari assemblamenti nel settembre 2013 con </span></span><em><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>The </strong></span></span></em><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong><em>Bones of what you Believe</em>. </strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Sulle note del primo pezzo </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>The Moter We Share </strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">un attimo di smarrimento mi assale, e penso a Katy Perry e Miley Cyrus. </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>We Sink </strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">ridimensiona l’ascolto e la melensa vocalità della Mayberry si fonde allo spumoso sound 80’s che si consacra in </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Gun </strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">e rotola con particolare lucentezza.</span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> Passando distrattamente per </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Theter </strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">si arriva al nocciolo con </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Lies </strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">che caratterizza e condensa. Ascensionale e corale </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Under the Tide</strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, pasta di zucchero synthetizzata per </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Recover</strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">. </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Science/Visions </strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">vede una Mayberry Bjorkiana alle prese con il picco potenziale più energico e ruvido del disco. </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>You Caught the Light</strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> chiude riflessiva e pacata con una virata di genere, preceduta dalla glassata robotica </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Lungs </strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">e da </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>By the Throat</strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">. Ho pensato a Madonna, ai Klaxons, a Chris Martin e a Cindy Lauper. Tra serate revival e il fascino del sinth, tra testi corrugati-emotional e melodie fuxia, aperti alla sperimentazione ma tendenzialmente costanti sul miele vocale, la faccia pulita della Mayberry e la scia più densa di </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Science/Visions </strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">e </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Lies. </strong></em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ciò che regge questo lavoro è una lucentezza stellare di base che promette bene e ipnotizza, riecheggia i gusti e gli svaghi di una generazione che maneggia la tecnologia che spolpa sintetizzatori, indecisa tra un concerto e un Dj Set, tra essere e apparire, tra un Cup Cake e uno Scotch, ma che continua a chiedere farina ai tanto osannati e disprezzati anni 80.</span></span></p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span> Virgin/Goodbye 2013</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Lauren Mayberry (voce, sinth, campionatori) &#8211; Iain Cook ( basso, chitarra, voce e sinth) – Martin Doerthy (sinth, campionatori, voce) </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>The Mother We Share</li>
<li>We Sink</li>
<li>Gun</li>
<li>Tether</li>
<li>Lies</li>
<li>Under The Tide</li>
<li>Recover</li>
<li>Night Sky</li>
<li>Lungs</li>
<li>By The Throat</li>
<li>You Caught The Light</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href=" http://chvrch.es/">Sito Ufficiale</a>,<a href=" https://www.facebook.com/CHVRCHES">Facebook</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Gun &#8211; video</h2>
<p><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/ktoaj1IpTbw?hl=it_IT&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="//www.youtube.com/v/ktoaj1IpTbw?hl=it_IT&amp;version=3" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Euphoria &#8211; Neiv</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jul 2013 08:23:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Marzocca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Nati nel 2008, dopo vari cambi di componenti, i Neiv oggi sono i bergamaschi PJ, Jennie e Lorena. PJ, voce e chitarra, si esercita con i Verdena in sala prove e suona nei Crummy Stuff (punk band italiana degli anni 90) per poi passare ad sound più morbido. Jennie, keyboard, sinth e seconda voce, parla &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><img class="alignright size-full wp-image-22811" title="recensione_neiv_copertina" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/recensione_neiv_copertina.jpg" alt="" width="200" height="200" />N</span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">ati nel 2008, dopo vari cambi di componenti, i </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Neiv</span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> oggi sono i bergamaschi PJ, Jennie e Lorena. PJ, voce e chitarra, si esercita con i Verdena in sala prove e suona nei Crummy Stuff (punk band italiana degli anni 90) per poi passare ad sound più morbido. Jennie, keyboard, sinth e seconda voce, parla tre lingue e studia pianoforte fin da bambina per poi sostituirlo con la sua attuale collezione di tastiere analogiche. Infine Lorena, figlia anche lei del punk made in 90’s, si divide tra Milano Londra Berlino e i giri di basso dei Neiv. European lifestyle e attenzione all’immagine balzano subito agli occhi. Dopo l’esordio con </span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Claire Always</strong> Travels</span></span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">,</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> arriva </span></span></span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Euphoria</strong></span></span></span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">. Otto pezzi da scoprire porta per porta, in un corridoio empatico svelato gradualmente. Morbido welcome carpet con la sussurante </span></span></span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Gryla</strong></span></span></span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, salotto senza soffitto per </span></span></span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>The End At The Beginning </strong></span></span></span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">dispiegando le ali restando in poltrona. Si comincia a girare </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">per casa con </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong><em>We Own This Night</em> </strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">con passi accelerati movie making style, finendo in giardino per vomitare fiori. </span></span></span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Isola</strong></span></span></span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, primo singolo estratto, completa il concept ascensionale di questa </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong><em>Euphoria</em>. </strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Fase discendente per gli ultimi pezzi tra cui gli spiccatamente 80’s Wave </span></span></span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>The Other Side Of You </strong></span></span></span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">e</span></span></span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong> Human Fight</strong></span></span></span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">. Spicca inoltre un nostalgico angolo di cantina per </span></span></span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Turn Back This Time </strong></span></span></span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">che conquista come un feticcio per la sua immediatezza emozionale. Infine </span></span></span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>A Northstar For A Daydreamer </strong></span></span></span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">ci riaccompagna alla porta, in modo forse troppo anonimo. Ciò che emerge da questa </span></span></span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Euphoria </strong></span></span></span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">contratta, </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">fatta di fiori di vetro e cuscini dreamy</span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, è un&#8217;indiscutibile propensione all’empatia e alla condivisione, pathos meno afferrabile nella seconda metà del lavoro in cui l’immagine non regge il suono.</span></span></span></span></span></p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Misma Records/Kreuz Records/Sony Distribution &#8211; 2013</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> PJ (voci, chitarre) – Jennie (voce, tastiere, sinth) – Lorena (basso)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Gryla</li>
<li>The End At The Beginning</li>
<li>We Own This Night</li>
<li>Isola</li>
<li>The Other Side Of You</li>
<li>Turn Back This Time</li>
<li>Human Fight</li>
<li>A Northstar For A Day Dreamer</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="http://www.neiv.co.uk ">Sito Ufficiale</a>,<a href="https://www.facebook.com/pages/Neiv/67282505469 ">Facebook</a></p>
<h2>Isola &#8211; video</h2>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/67890906?portrait=0" frameborder="0" width="500" height="281"></iframe></p>
<h2>Suggestions</h2>
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		<item>
		<title>The Hollyhocks &#8211; Pop Culture</title>
		<link>https://www.losthighways.it/2013/05/27/the-hollyhocks-pop-culture/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2013 10:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Marzocca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Malvarose made in Italy. Gli Hollyhocks sono i  torinesi Mattia Pafundi, Gianluca Sivieri, Giorgio Rinaldi, Paolo Gallicchio. Nel 2011 esce il loro primo Ep (A Place To Hide, TDMC Records) che dà il via ai vari live nel Nord Italia e all’ estero. 2013, nasce Pop Culture, il loro primo album. Pop Culture nel mio &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-22193" title="The Hollyhocks - Pop Culture" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/The-Hollyhocks-Pop-Culture-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" />Malvarose made in Italy. Gli Hollyhocks sono i  torinesi Mattia Pafundi, Gianluca Sivieri, Giorgio Rinaldi, Paolo Gallicchio. Nel 2011 esce il loro primo Ep (<em><strong>A Place To Hide</strong></em>, TDMC Records) che dà il via ai vari live nel Nord Italia e all’ estero. 2013, nasce <strong><em>Pop Culture</em></strong>, il loro primo album.<br />
<strong><em>Pop Culture</em></strong> nel mio immaginario risuona come una dichiarazione non pretenziosa, una auto-etichetta volta a proteggere la legittimità di questo lavoro. Legittimità che si dispiega in tutte le tracce. Dopo la ludica introduzione, risuonano pezzi attentamente strutturati. Ritmiche costantemente in risalto si affiancano alla vocalità Brit di Mattia Pafundi.<br />
Shoegaze, pop, indie, new wave. Di qualunque genere si voglia parlare, a risaltare sono energia e qualità.<br />
Incalzante <strong><em>Blind Me</em></strong>, piacevolmente adolescenziale <strong><em>Pleased</em></strong>, urlante <strong><em>Want, </em></strong>essenziale <strong><em>Ocean</em></strong>.<br />
Sicuramente non  applaudirete all’ innovazione e non sarà difficile notare influenze musicali e riecheggi vari. Tutto avrà però il sapore di un puzzle ben riuscito e lungimirante.<br />
Dopotutto se la minestra riscaldata dovesse essere una lasagna, credo ci sarà indubbiamente qualcosa di buono di cui godere.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>DTMC Records-2013</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> Mattia Pafundi (voci, chitarre, tastiere) – Gianluca Sivieri (batteria) – Giorgio Rinaldi (basso, tastiere) – Paolo Gallicchio (Chitarra, tastiere)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Intro</li>
<li>Drowning Boulevard</li>
<li>Animals</li>
<li>Pleased</li>
<li>Night Lights</li>
<li>Bind Me</li>
<li>Want</li>
<li>Lack Of Sense</li>
<li>Ocean</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="https://www.facebook.com/hollyhocksindie">Facebook</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>s/t  – Femina Ridens</title>
		<link>https://www.losthighways.it/2013/03/06/st-femina-ridens/</link>
		<comments>https://www.losthighways.it/2013/03/06/st-femina-ridens/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 11:41:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Marzocca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Imbattersi in un lavoro come Femina Ridens mentre sei all’ ultimo capitolo di King Kong Girl non può essere un caso. “Scrivo dalla parte delle racchie, per le racchie, le vecchie, le camioniste, le frigide, le mal scopate, le inscopabili, le isteriche, le tarate, tutte le escluse dal gran mercato della bella donna” (Virginie Despentes, King &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-thumbnail wp-image-21544 alignright" title="fr" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/fr-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" />Imbattersi in un lavoro come <strong><em>Femina Ridens</em></strong> mentre sei all’ ultimo capitolo di King Kong Girl non può essere un caso.<br />
<em>“Scrivo dalla parte delle racchie, per le racchie, le vecchie, le camioniste, le frigide, le mal scopate, le inscopabili, le isteriche, le tarate, tutte le escluse dal gran mercato della bella donna” </em>(Virginie Despentes, King Kong Girl).<br />
<em>‘’Canto per le inscopabili, le inadeguate, le furiose, le insoddisfatte, le ritardate e le sfiorite. Canto per quelle fiduciose, pronte a lottare ed esultare a qualsiasi età’’</em> (Femina Ridens).<br />
Il netto riecheggiare delle parole di Virgine Despentes brulica nel primo progetto targato <strong><em>Femina Ridens</em></strong> di Francesca Messina, attrice, cantante, songwriter e laureata in lettere.<br />
Un entusiasmo primordiale, attivato da input culturali si innesca già prima di ascoltare l’incipit, un fervore di legittimità femminile che mi riuscirebbe difficile spiegare.<br />
Una voce duttile si dispiega in tutte le sue estensioni, su tappeti verbali immediati e sintetici, dove il suono sperimenta, culla, accarezza, stupisce.<br />
<em>‘’Ora ti ammazzo’’</em>, <em>‘’sei una testa di cazzo fuori dal tempo e fuori luogo’’</em>: risuonano in <strong><em>Appariscente</em></strong>. <em>‘’Ora si che sono più contenta, vedo che ci sei anche tu in questo posto di merda’’</em>: <strong><em>Tutto il mio silenzio</em></strong>. <em>‘’Il tuo spirito nauseato continue inversioni, sorridi senza luce né ombra’’</em>, <em>‘’mostra i denti prendi fiato’’</em>: <strong><em>Ciò che non hai fatto</em></strong>. <em>‘’Dimentica, sorridi senza rancore’’</em>: <strong><em>Barbablù</em></strong>. <em>“</em><em>Sento l’esuberanza, preferisco la tua assenza’’</em>: <strong><em>Esuberanza</em></strong>. <em>‘’Oltre le parole, oltre la coerenza ci sei tu, buttami giù quando vuoi’’</em>: <strong><em>Unici</em></strong>.<br />
Training autogeno, flusso di coscienza, constatazioni pulite e libere, amor proprio e amore ruvido.<br />
Quando la musica incontra il talento, il talento incontra la poesia, la poesia abbraccia la cultura, il risultato è assicurato, il risultato è <strong><em>Femina Ridens</em></strong>.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span> A Buzz Supreme &#8211; 2013</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> Francesca Messina(voce, chitarra acustica, kalimba, sinth, stratocaster) – Massimiliano Lo Sardo (basso, sinth)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Relazioni Ansiose</li>
<li>Vorrei Incontrarti</li>
<li>Appariscente</li>
<li>Tutto Il Mio Silenzio</li>
<li>Ciò Che Non Hai Fatto</li>
<li>Barbablù</li>
<li>Esuberanza</li>
<li>Unici</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="https://www.facebook.com/pages/Femina-Ridens/128572040624321?fref=ts">Facebook</a></p>
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		<title>Third Untitled Album &#8211; Chinasky</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 14:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Marzocca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[In gestazione dal 2007 e ibernato per vari anni a causa dei molteplici progetti musicali dei componenti,  vede la luce Third Untitled Album, quarto lavoro dei Chinasky. I Chinasky sono aperti, di mente e di sound, in base al pezzo si scambiano strumenti, alternano voci, e creano addirittura una ‘’Formazione Rotante’’ che prevede l’alternanza dei &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-21468" title="chinasky-third-untitled-album" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/chinasky-third-untitled-album-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" />In gestazione dal 2007 e ibernato per vari anni a causa dei molteplici progetti musicali dei componenti,  vede la luce <strong><em>Third Untitled Album</em></strong>, quarto lavoro dei Chinasky.<br />
I Chinasky sono aperti, di mente e di sound, in base al pezzo si scambiano strumenti, alternano voci, e creano addirittura una ‘’Formazione Rotante’’ che prevede l’alternanza dei vari componenti alla batteria durante le esibizioni live. Esibizioni live che saranno poi la loro vera forza, dalla quale otterranno attenzione fuori dallo Stivale. Rock, psichedelia, background sixties, sono le basi. La voce di Katia Scarpulla si dispiega nelle tracce con sfumature sempre differenti, un potenziale camaleontico alternato alle piacevoli incursioni ruvide di Edoardo De Bastiani. Ciò che pervade tutta la durata del disco è una consapevolezza del risultato, sperimentazioni scomposte nella disposizione dei pezzi. Dalla costanza  spersonalizzante dell’intro con <strong><em>Supercalifragilisticsound</em> </strong>e  <strong><em>It’s On You</em> </strong>si passa a pezzi come <strong><em>My Mind</em></strong> e <strong><em>2135, A Suicidal Lullaby</em></strong><strong> </strong>per poter cogliere il valore aggiunto dell’introspezione. Sicuramente annotabili per immediatezza artistica <strong><em>Sex, Oil &amp; Guns</em> </strong>e <em><strong>In The Air</strong></em>.<br />
In <strong><em>Third Untitled Album</em> </strong>si<strong> </strong>risente di un’identità complessiva che vive fortemente di una prospettiva live, propria dei Chinasky.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span> Garage Records 2012</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> Katia Scarpulla (voce) – Pagot Marco (voce, basso, tastiere, sinth) – Edo De Bastiani (voce, chitarra) – Sebastiano Ziroldo (batteria) </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Supercalifragilisticsound</li>
<li>It’ s On You</li>
<li>My Mind</li>
<li>2135, A Suicidal Lullaby</li>
<li>Sex, Oil &amp; Guns</li>
<li>Ego</li>
<li>Seba Song</li>
<li>In The Air</li>
<li>Falling In Love With A Waitress Again</li>
<li>Terence</li>
<li>Winter</li>
<li>White Times</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="https://www.facebook.com/pages/Chinasky/61959888992">Facebook</a></p>
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		<title>Discorocksupersexypowerfunky &#8211; Gianni Resta</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Feb 2013 11:27:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Marzocca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Se questo disco ha un nome simile, ci sarà un perché, e lo  scoprirete solo ascoltandolo. Secondo lavoro per Gianni Resta, cantautore milanese classe 1974. Un disco che arriva dopo l’esordio con Vinco e Torno datato 2004. Masterizzato a Los Angeles da Brian Gardner (a lavoro con Michael Jackson e Carlos Santana) per forgiare un black &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-21387" title="DiscoRockSuperSexyPowerFunky - Gianni Resta" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/DiscoRockSuperSexyPowerFunky-Gianni-Resta-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" />Se questo disco ha un nome simile, ci sarà un perché, e lo  scoprirete solo ascoltandolo. Secondo lavoro per Gianni Resta, cantautore milanese classe 1974. Un disco che arriva dopo l’esordio con <strong><em>Vinco e Torno</em></strong> datato 2004. Masterizzato a Los Angeles da Brian Gardner (a lavoro con Michael Jackson e Carlos Santana) per forgiare un black sound ben determinato,<strong> <em>Discorocksupersexypowerfunky</em></strong> non lascia sicuramente spazio al caso. Un nome composito, come la vera e propria corporazione di artisti che l’ha reso tale.<br />
Donne scimmia, proposte allettanti, cori di bambini, cori femminili, liofilizzato di stress contemporaneo, action movie, luoghi comuni. Nove pezzi essenziali e corposi.<br />
L’ouverture con la titletrack<strong> </strong>e <strong><em>Automobbele</em> </strong>è fuorviante, e mentre ti chiedi esattamente su che pianeta sei, arriva <strong><em>Dancing Like a Full</em> </strong>dove l’accattivante gorgheggio vocale apre altre estensioni percettive. Continua lo stupore conu <strong><em>Occhio ai Movimenti</em> </strong>e la sua ovattata tensione lirica. Desideri sex-funk per <strong><em>La Donna Scimmia</em></strong> e <strong><em>Vuoi Venire a Letto Con Me Stasera?</em> </strong>Chicca strumentalel con <strong><em>John Stay in Undici Mosse</em></strong> e polemica irresistibile alla now-generation, ai suoi stress e ai luoghi comuni con <strong><em>Holostress</em> </strong>e <strong><em>Un luogo comune</em> </strong>dove si cambia ancora per concludere in bellezza.<br />
Un altro forte apporto al potenziale made in Italy. Ne vale la pena!</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span> Mapaco Records &#8211; 2012</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Gianni Resta (voce e cori) – Luca Marroncelli (batteria e percussioni) – Sabina Feraiorni (basso) – Brunella Boschetti Venturi e Silvia Anglani (voci femminili) – Gianluca De Rubertis (pianoforte e hammond) – Marcello Aloe (sax tenore) – Raffaele Kohler (trombe) – Giuliano Prada (flauto traverso) – Doriana Bellini (violini) – Enrico “Reepo” Beretta (chitarre) – Gilberto Colombo (chitarre aggiuntive) – Gianni Resta, Alessio Camagni, Davide Tessari (programmazione sinth) – Federico Dragogna dei Ministri (chitarra acustica in “Occhio ai movimenti”) &#8211; Davide Autelitano dei Ministri, Clod degli Yori&#8217;s Eyes (cori in &#8220;Holostress&#8221;) </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>DiscoRockSuperSexyFuny</li>
<li>Automobbele</li>
<li>Dancing Like a Fool</li>
<li>Occhio ai Movimenti</li>
<li>La Donna Scimmia</li>
<li>Vuoi Venire a Letto Con Me?</li>
<li>Holostress</li>
<li>John Stay in Undici Mosse</li>
<li>Un Luogo Comune</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="http://www.gianniresta.com">Sito Ufficiale</a>,<a href="https://www.facebook.com/giannirestaofficial">Facebook</a></p>
<h2 class="sectionhead">Discorocksupersexypowerfunky &#8211; Video</h2>
<p><iframe width="618" height="348" src="https://www.youtube.com/embed/90uOj-UADXM?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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