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Blue Morpho – Ed O’Brien

Ed_OBrien_Radiohead_Blue_Morpho_album_cover_artworkI Radiohead non sono per caso una delle band più straordinarie di sempre: come accadde ai Beatles, ogni loro membro è un mondo a sé, un talento che continua a generare forme nuove anche quando si allontana dal nucleo. Per questo i lavori solisti dei suoi componenti hanno sempre un peso specifico, una necessità. Blue Morpho, il secondo capitolo di Ed O’Brien, non fa eccezione: anzi, è forse il suo gesto più compiuto, la prova definitiva che la sua voce artistica non è un’appendice, ma un organismo vivo. L’album nasce in Galles, in un tempo di transizione personale, quando O’Brien sente il bisogno di ritrovare uno scopo, una connessione spirituale, un respiro più largo. Le sessioni diventano un rifugio e una rinascita, e l’incontro con collaboratori come Paul Epworth e Dave Okumu apre varchi inattesi: nuove geografie sonore, nuovi modi di abitare la fragilità. La libertà creativa e la qualità della scrittura scorrono in ogni traccia, come se la metamorfosi promessa dal titolo fosse già in atto. Incantations è il varco d’ingresso: chitarre e synth si intrecciano in un rituale lento, stratificato, quasi ipnotico. Quando la voce entra — limpida, melodicamente precisa — sembra invitare a guardare nel buio per scoprire che lì, proprio lì, si nasconde la bellezza. È un brano che vibra come un punto di svolta, una dichiarazione d’intenti. La title track si apre invece come un respiro luminoso: un flusso che richiama i paesaggi emotivi dei Sigur Rós, con chitarre discendenti e archi che ampliano l’orizzonte. Da qui si scivola in Sweet Spot, forse il cuore segreto del disco: una sorta di chamber‑folk orchestrale, dove la voce si fa fragile e autorevole insieme, e tutto sembra sospeso in un equilibrio raro. Poi arriva Teachers, cambio di passo irresistibile: basso e batteria costruiscono un groove caldo, quasi funk, mentre O’Brien confessa di aver perso la strada. È un brano che danza sul limite tra smarrimento e liberazione, e quando la batteria entra davvero, il pezzo si accende come un faro. Thin Places è un drone meditativo, un ponte verso il finale monumentale: Obrigado. Dieci minuti che scorrono come un fiume in piena, mescolando atmosfera, funk, folk e un’eco di pop anni ’70. C’è qualcosa del Sun Ra Arkestra nel suo modo di suggerire un futuro possibile, luminoso, nonostante tutto. È il compimento della metamorfosi: un ringraziamento al mondo, un atto di grazia, un’apertura delle ali. Blue Morpho è un disco che non cerca di essere un altro capitolo dei Radiohead, ma un nuovo inizio. È un’opera piena di meraviglia, creatività e possibilità, che conferma Ed O’Brien come un artista completo, capace di trasformare la vulnerabilità in luce. Una farfalla che nasce dal silenzio e ci invita a seguirla nel suo volo.

Credits

Label: Transgressive Records – 2026

Line-up: Ed O’Brien (chitarre, voce) – Dave Okumu (chitarra, basso, arrangiamenti aggiuntivi) – Phil Selway (batteria (tracce 2–3)) – Dan See (batteria (tracce 1, 4, 7)) – Nick Ramm (tastiere).

Tracklist:
1. Incantations
2. Blue Morpho
3. Sweet Spot
4. Teachers
5. Solfeggio
6. Thin Places
7. Obrigado

Link: Sito ufficiale.

Blue Morpho – Video

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