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Inferno – Boards of Canada

Artwork - InfernoC’è un punto nella memoria collettiva in cui il futuro smette di essere promessa e diventa rovina. I Boards of Canada, da sempre cartografi dell’immaginario perduto, tornano dopo tredici anni con Inferno come se riemergessero da un bunker sotterraneo, portando con sé nastri magnetici corrosi, voci di culti dimenticati e l’eco di un mondo che negli anni ’70 sognava astronavi e utopie, e che oggi invece si sgretola sotto il peso delle sue stesse profezie. Il duo scozzese — Mike Sandison e Marcus Eoin — nasce nel 1986, in un’epoca in cui i VHS educavano più della scuola e i documentari della National Film Board canadese sembravano finestre su un domani radioso. Da allora, con Music Has the Right to Children, Geogaddi e Tomorrow’s Harvest, hanno costruito un linguaggio unico: synth che odorano di polvere, melodie come ricordi d’infanzia distorti, voci che sembrano provenire da culti segreti o da trasmissioni radio perse nello spazio profondo. Con Inferno quel linguaggio non solo ritorna, si fa più nitido, più tagliente, più inquietante. Come se Carpenter avesse preso il controllo dei loro macchinari analogici. L’apocalisse non arriva con un’esplosione, ma con un segnale. Prophecy at 1420 MHz è quel segnale: un battito meccanico, un synth che scruta l’orizzonte come un faro radio, una voce che sembra provenire da un culto sotterraneo. È la colonna sonora perfetta per attraversare un ponte sospeso su una città in rovina, come Snake Plissken in 1997: Fuga da New York. Qui i Boards of Canada sembrano dialogare con Vangelis, ma in una versione corrotta, come se Blade Runner fosse stato girato su un pianeta morente. Hydrogen Helium Lithium Leviathan è un mostro che respira lentamente: un gigante robotico che pattuglia un deserto di cemento. Le sue percussioni ricordano certe derive krautrock dei Neu!, ma filtrate attraverso un sogno febbrile. In Inferno le voci non sono semplici texture: sono presenze, entità, messaggeri di un mondo che ha perso la bussola. Father and Son è un rito disturbante, un’audiocassetta ritrovata in una chiesa abbandonata. La voce non narra: evoca. È un sermone spezzato, un dialogo tra fede e follia, tra padre e figlio, tra uomo e divinità sconosciute. Qui i Boards of Canada sfiorano territori che ricordano i collage vocali di The Caretaker, ma con un’ironia sinistra che li rende ancora più perturbanti. La seconda metà del disco è un attraversamento. Into the Magic Land apre un portale: synth che tremano come luci al neon in un vicolo post-industriale, chitarre che sembrano mappe di un territorio proibito. Blood in the Labyrinth introduce un sitar che non consola, ma disorienta: un richiamo a religioni nate nel caos, come se l’umanità, perduta, cercasse nuovi dèi nei circuiti bruciati delle macchine. Arena Americanada è un’arena gladiatoria del futuro: un ritmo nervoso, quasi techno, che ricorda le pulsazioni più oscure dei Massive Attack di Mezzanine, ma immerse in un paesaggio radioattivo. E poi arriva You Retreat in Time and Space, forse il momento più luminoso del disco. Un decollo. Un distacco dalla Terra. Un attimo in cui tutto sembra possibile, come guardare il pianeta da un oblò e capire che, nonostante tutto, esiste ancora un margine di bellezza. È Boards of Canada allo stato puro: nostalgia, stupore, malinconia, come se i Tangerine Dream incontrassero un ricordo d’infanzia mai realmente vissuto. Inferno non è un semplice album: è una mappa mentale, un film di fantascienza senza immagini, un rituale sonoro per un’epoca che ha smarrito il futuro. I Boards of Canada tornano come profeti riluttanti, come archivisti di un mondo che non sa più distinguere tra fede e superstizione, tra progresso e rovina. E mentre le loro voci sussurrano da un altrove indefinito, ci ricordano che l’apocalisse non è un evento: è un sentimento.

Credits

Label: Warp Records – 2026

Line-up: Mike Sandison (elettronica, synth, nastri, programmazione, generatori audio, batteria, percussioni, chitarre, basso, strumenti a corda, sound design, produzione, scrittura) e Marcus Eoin (elettronica, synth, nastri, processi sonori, sound design, artwork, fotografia, filmati, design grafico)

Tracklist:
1. Introit
2. Prophecy At 1420 MHz
3. Hydrogen Helium Lithium Leviathan
4. Age Of Capricorn
5. Father And Son
6. Somewhere Right Now In The Future
7. Naraka
8. Acts Of Magic
9. Memory Death
10. The Word Becomes Flesh
11. Into The Magic Land
12. Blood In The Labyrinth
13. Deep Time
14. All Reason Departs
15. Arena Americanada
16. The Process
17. You Retreat In Time And Space
18. I Saw Through Platonia

Introit / Prophecy At 1420 MHz – Video

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