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Willoughby Tucker, I’ll Always Love You – Ethel Cain

Ethel_Cain_2025_WEntrare nei meandri della mitologia di Hayden Anhedönia (alias Ethel Cain) è un viaggio evocativo difficile da dimenticare. Nella musica gli alter ego artistici sono sempre stati utilizzati: dallo Ziggy Stardust di David Bowie, simbolo di decadenza e trasformazione, allo Slim Shady di Eminem, espressione di testi più crudi e provocatori. Con Ethel Cain si compie un passo ulteriore. Non si tratta semplicemente di reinventarsi artisticamente, ma di costruire un universo narrativo parallelo, in cui si approfondiscono i temi centrali della vita di Hayden Anhedönia: l’estetica del Sud degli Stati Uniti, la religione, il trauma e la memoria. Nel mosaico emozionale di Ethel Cain si esplora, come in Flannery O’Connor e William Faulkner, il lato oscuro della religione, della famiglia e della società rurale, attraverso immagini bibliche, peccato, redenzione e morte. Nei testi riecheggia l’America desolata e brutale di The Road e Child of God di Cormac McCarthy. Nel racconto frammentato dei brani sembra di assistere ad un film di Terrence Malick (The Tree of Life, Badlands) o di Wim Wenders (Paris, Texas), quando si costruiscono paesaggi sonori di solitudine e vuoto esistenziale. Il talento di Hayden Anhedönia consiste nell’usare il formato moderno della “serie/saga” per esplorare il mondo interiore di Ethel Cain. Willoughby Tucker è il primo amore del personaggio Ethel Cain, già menzionato nel precedente Preacher’s Daughter. Molti dei brani qui presenti sono stati scritti durante la lavorazione di quell’album, e le demo circolavano da anni tra fan e forum online. Willoughby Tucker non è solo il suo terzo disco, ma il prequel adolescenziale e intimo del più narrativo Preacher’s DaughterSe nel primo album c’è il racconto della fuga e della fine tragica di Ethel Cain, attraverso una narrazione cinematica e stratificata con influenze rock e ambient, in Willoughby Tucker domina un’atmosfera più minimale, con riverberi lunghi e chitarre acustiche ripetitive, a voler focalizzare l’aspetto contemplativo della gioventù, dell’amore, del trauma condiviso e della malinconia. I brani Fuck Me Eyes (un omaggio synth-pop a Bette Davis Eyes, reinterpretata come se fosse firmata da Angelo Badalamenti) e Nettles brillano grazie alla produzione completa della talentuosa Anhedönia, con il contributo del collaboratore abituale Matthew Tomasi (del gruppo shoegaze 9Million). La lezione sperimentale lo-fi del secondo Perverts si manifesta in A Knock at the Door e negli ultimi due brani, Tempest e Waco, Texas (che insieme superano i 25 minuti), dove la sospensione cinematografica è padrona, e si percepisce chiaramente che non siamo di fronte a dei B-sides, ma a veri e propri capolavori di sinestesia artistica (Anhedönia ha dichiarato di essere autistica e che quando compone musica le sembra di vedere quello che suona e canta). Ethel Cain è connessa, al di là del tempo e dello spazio, alla Laura Palmer di Twin Peaks. Willoughby Tucker è un ascolto a tratti scomodo, ma necessario. Racchiude con delicatezza il dolore vissuto, la spiritualità interiore e il bisogno umano di essere consolati. In questa venticinquenne cantautrice americana vibra un’autenticità profonda e viscerale, tanto rara quanto memorabile. Siamo oltre Sharon Van Etten e Bat for Lashes. Tra le uscite più intense di questo 2025. Provocazione: Andate al Cinema ad ascoltarla!

Credits

Label: Daughters Of Cain Records – 2025

Line-up: Written By, Producer, Mixed By – Hayden Silas Anhedönia.

Tracklist:

1. Janie
2. Willoughby’s Theme
3. Fuck Me Eyes
4. Nettles
5. Willoughby’s Interlude
6. Dust Bowl
7. A Knock at the Door
8. Radio Towers
9. Tempest
10. Waco, Texas
Links:Sito Ufficiale.

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