In questo nuovo approfondimento della rassegna Carne Fresca, Suoni dal Futuro accendiamo i riflettori su Fitza, giovane songwriter, nata nell’estate del 2023 e già capace di lasciare il segno con un sound che intreccia rock viscerale e sensibilità cantautorale. Dopo aver ottenuto notevole visibilità e ottimo riscontro di pubblico e critica a XFactor 2024 e dopo aver pubblicato il mini EP omonimo, ha pubblicato il singolo Cosa cazzo significa, incluso nella compilation Carne Fresca e prodotta da Woodworm. Fitza ha conquistato il palco aprendo la data al Roma Summer Fest – Auditorium Parco Della Musica del tour celebrativo degli Afterhours, confermando la propria presenza in una scena musicale in fermento. Scopriamo il percorso di Fitza, tra visioni sonore, rifiuto dei compromessi e voglia di costruire un’alternativa autentica.
Quando, come e perché è nato il vostro progetto musicale?
Il progetto “Fitza” nasce ufficialmente nell’estate del 2023. Era da tempo che desideravo fare musica, capirmi ed esprimermi attraverso di essa, imparando anche a crescere.
Cosa significa “suonare” per una ragazza giovane come te?
Suonare, per me, è qualcosa di fondamentale, non come spesso accade oggi, dove ci si esibisce con le basi. È anche un modo per uscire dagli schemi a cui la gente è ormai abituata.
Quali sono i tuoi principali riferimenti musicali?
I miei riferimenti vanno dai Verdena a Carmen Consoli, fino a Cristina Donà.
Cosa significa per te sperimentare e mescolare le carte?
Significa aprire la mente a nuove possibilità. Cerco sempre di cambiare, di non ripetermi e di mettermi in discussione.
Cosa significa per te essere stata selezionata nell’ambito della rassegna “Carne Fresca, Suoni dal Futuro”?
Una figata! Essere stata selezionata mi ha dato un po’ più di consapevolezza nelle mie capacità.
Gli animi di Carne Fresca tipo Succi, Segale ed Agnelli vi hanno dato qualche consiglio?
Sicuramente la spinta a credere in sé stessi, in ciò che si fa, e a impegnarsi tanto.
Cosa rappresenta per voi Germi LdC di Milano?
Un supporto, una famiglia.
Come è stato aprire un gruppo storico come gli Afterhours? Il fatto di ritrovarvi con altre band in un cartellone così prestigioso vi fa sentire effettivamente parte di una scena? La vostra generazione concepisce questo concetto oppure vi sentite delle monadi?
Gli Afterhours sono un gruppo che ha ispirato una generazione passata e che, secondo me, continua a ispirare anche la mia. Finora, è stato il passo più importante, sia a livello musicale che emotivo: aprire il loro concerto e imparare a stare su palchi di una certa portata. Mi sta facendo sentire parte di una scena.
Se un giorno qualcuno del mondo mainstream ti chiedesse di modificare radicalmente il tuo sound per raggiungere il successo mediatico, accetteresti compromessi?
No, non accetterei alcun compromesso, perché non mi interessa ottenere successo mediatico snaturando me stessa.
Come ti rapporti all’attuale sistema di promozione fatto di doping su ogni canale social? Lo condividi in qualche modo oppure credi ci sia un modo per arginarlo?
Non condivido affatto questo sistema di promozione. Come tutte le cose, anche la musica dovrebbe arrivare in modo naturale e organico, senza scorciatoie.
Cosa significa costruire un’alternativa per te?
Avere un’altra possibilità.
Cosa cazzo significa – Video
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