
I No Sex Before Marriage fanno parte delle band selezionate per la rassegna Carne Fresca, Suoni dal Futuro. Apriranno gli Afterhours allo Sherwood Festival. Anche in questo caso siamo davanti ad un quintetto di Verona che, al contrario degli Inaria (in apertura alla stessa data) si cimenta in un cantato in inglese, inserendosi nella scia di quella scena post-punk revival internazionale degli ultimi dieci anni, dai Fontaines D.C. fino ai Protomartyr. In loro si rintracciano anche ascendenze shoegazing evidenti nell’EP di debutto Clamor del 2025. Esploriamo il loro mondo!
Quando, Come e perchè sono nati No Sex Before Marriage?
I No Sex Before Marriage sono nati nel 2022 dal grigiore della provincia di Verona e dal conseguente bisogno di nuovi stimoli. Cantante e chitarrista, con un background nel mondo del rap, scoprono tramite un amico (Dio lo benedica!) la nuova corrente post-punk in piena fioritura in Europa e sentono che questo mondo possa dargli la possibilità di esprimersi con la musica piú a fondo. Sono bastate un paio di chiamate ad amici d’infanzia e un’occhiata ai pochi annunci di “cercasi musicisti” della nostra zona per dare forma alla band, che, seppur senza la minima esperienza o tecnica, ci è sembrata, da subito e inspiegabilmente, coesa e funzionante.
Cosa significa “suonare” rock in lingua inglese per dei giovani ventenni come voi?
L’uso della lingua inglese è stata una scelta stilistica spontanea dettata dai riferimenti che avevamo quando abbiamo iniziato a suonare. Inoltre, all’inizio, essendo completamente soli, non sapevamo dell’esistenza di una nicchia italiana e della possibilità della sua crescita negli anni a venire. Recentemente, seppur al momento stiamo proseguendo con l’inglese, in quanto (da buoni giovanotti pretenziosi) crediamo nel respiro internazionale del nostro progetto, ci siamo affacciati anche all’italiano e dobbiamo dire che già le prime cose che stiamo abbozzando ci soddisfano molto.
Quali sono i vostri principali riferimenti musicali?
La nostra origine è il rock alternativo anni 80 e 90: dal post punk dei Gang Of Four al noise dei Sonic Youth, fino alle atmosfere dei Cocteau Twins e allo spirito dei The Gun Club. In seguito siamo riusciti ad abbracciare altre influenze, già fondamentali per i nostri background personali; su tutte il cantautorato italiano, con riferimenti come Tenco e Battisti, la musica latina, a partire da Buena Vista Social Club, il mondo psych/surf americano anni 60 e i groove della retrò-dace. Importante citare anche la corrente emo italiana ed il mondo urban come parte della nostra formazione.
Cosa ne pensate dei Fontaines D.C.? Per certi aspetti li ricordate…
I Fontaines D.C sono una band importante per il nostro percorso e background. Ci hanno fatto scoprire il mondo del nuovo rock alternativo e ci hanno ispirato all’inizio del nostro viaggio come band. Ad ora, col nostro nuovo progetto, pensiamo di essere riusciti a svincolarci da qualsiasi influenza specifica con un panorama sonoro che prende vita in un dance-floor cinematico e suggestivo che abbraccia naturalmente tutte le influenze sopracitate.
Cosa è signficato per voi essere selezionati nell’ambito della rassegna “Carne Fresca, Suoni dal Futuro”?
Essere stati selezionati per “Carne Fresca” per noi è motivo di orgoglio e motivazione: attribuisce valore al ruolo della nostra band nella scena e ci dà l’opportunità di mostrare a piú persone la nostra visione artistica. Siamo entusiasti di poter prendere parte ad un progetto cosí genuino ed ambizioso.
I direttori artistici di Carne Fresca tipo Succi, Segale ed Agnelli vi hanno dato qualche consiglio?
Manuel ci ha consigliato di provare a scrivere in italiano, cosa che effettivamente ora stiamo facendo e che troviamo molto stimolante. Piú che consigli pratici, però, ci hanno trasmesso tanta energia e ci hanno aperto gli occhi ad una visione di collettività in cui non credevamo, o meglio, che non conoscevamo.
Il concetto di collettività è estremamente importante. Che bello sentirne parlare. Cosa ricordate del live al Germi LdC di Milano nel lontano Novembre 2024?
È stato emozionante toccare con mano il progetto “Carne Fresca” e conoscere le persone che lo animano in una serata davvero indimenticabile per noi. Inoltre, vedere così coinvolto un pubblico che, per gran parte, non ci conosceva, ha rafforzato in noi la fiducia nel nostro progetto e nell’interesse per il genere.
Come sarà aprire un gruppo storico come gli Afterhours nella cornice di uno storico festival come lo Sherwood Festival di Padova? Lo farete con un’altra band di Verona come gli Inaria…
Euforia e responsabilità. Vogliamo provare a coinvolgere il pubblico dimostrandogli che anche le nuove generazioni sono creativamente fertili e hanno qualcosa da dire. Inoltre siamo grati di poter prendere parte ad un evento così rilevante: sicuramente ci farà maturare, sia come musicisti che come persone. Con gli Inaria, come con altre band veronesi, abbiamo già condiviso fantastiche serate e fa un certo effetto poter portare parte della nostra piccola scena in una piazza cosi importante.
Se un giorno qualcuno del mondo mainstream vi chiedesse di modificare radicalmente il vostro sound per raggiungere il successo mediatico, accettereste compromessi?
Il presupposto fondamentale per noi è fare qualcosa che ci soddisfi e appaghi il nostro bisogno artistico ed espressivo. Viviamo per questo. Difficile, quindi, pensare di accettare uno stravolgimento della nostra visione artistica con un fine mediatico. Allo stesso tempo, noi non ci sentiamo appartenenti a nessun genere o nicchia musicale; l’unica certezza è la nostra personalità, che è indipendente da tutto questo e ci permette di accogliere sempre nuovi stimoli e di metterci in gioco senza snaturarci.
Come vi rapportate all’attuale sistema di promozione fatto di doping su ogni canale social? Lo condividete in qualche modo oppure credete ci sia un modo per arginarlo?
Noi, come se non fosse scontato, diamo massima priorità alla visione artistica, da ogni punto di vista, anche se ci rendiamo conto della grandissima portata economica di questo sistema, che ci vorrà tempo per arginare. È un macchinario di grandissima tossicità: toglie valore all’arte rendendo qualsiasi progetto un prodotto commerciale di consumo e intrattenimento. Inoltre, porta alla distorta ed ignorante percezione che il valore artistico ed i numeri vadano esattamente di pari passo.
Cosa significa costruire un’alternativa per voi?
È raccapricciante vedere quanto il mercato musicale in Italia sia stagnante e unidirezionale: non viene posta alcuna attenzione alla creatività, ma si cerca soltanto di abbattere i rischi con delle formule pre-confezionate che portano a profitto assicurato, confinando l’arte ad una dimensione puramente frivola e di intrattenimento. Quindi, per noi, creare un’alternativa vuol dire collaborare per cercare di ampliare gli orizzonti delle persone, colpendole con qualcosa che, ne siamo certi, possa sí intrattenerle, ma anche stimolarle e arricchirle.
Never bite The Concrete – youtube
EP – Spotify
Lost Highways Seek your mood, Find your lost highways!