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Per Proteggere e Servire – Smart Cops

Gli Smart Cops sono un quartetto di infiltrati pacifisti ma armati fino ai denti di versi punk e del più corrosivo e figaccione nichilismo chitarristico, al servizio dei cittadini. Che si tratti dell’ultimo situazionismo reazionario in versi e musica o, probabilmente, di purissimo ed urgente nonsense figlio legittimo dell’estetica punk poco importa. Per Proteggere e Servire è un disco che va subito al sodo scodellando undici brani di punk-pop all’italiana al fulmicotone, irriverenti, ben prodotti e, peraltro, per nulla avari nel comparto melodico. La Tempesta, senza pensarci su, salta sulla volante e si lancia all’inseguimento di questi ragazzi che di rape in banca devono averne fatte (o sventate) davvero tante in giro per il mondo dopo numerosi tour tra Stati Uniti, Israele ed Europa e che oggi puntano a fare il botto anche in casa propria con questo degno primo long-playing. Rincorse chitarristiche precipitose sfrecciano a sirene accese fra il pulp corrosivo di Realtà Cercami ed il militar-pop di Vesciche in Guerra che infilato l’elmetto e la mimetica serpenteggia in campi minati e terreni paludosi, così come nelle mitragliate della tiratissima Nella Giungla che si addentra verso il finale in un sottobosco di divagazioni di acid-punk psichedelico e minaccioso. La maggior parte dei brani del disco – tutti rigorosamente di durata inferiore, in piena ed urgente consuetudine punk, ai due minuti, due minuti e mezzo – finiscono col suonarti talmente stereotipati e ruffiani (le reminescenze beat di Facile Bersaglio, il clapping cinico e sornione della filastrocca a tempo di punk de Il Cattivo Tenente) che finisci con l’esserne risucchiato dopo pochi ascolti senza star lì a cercare di capire questi con chi ce l’abbiano o da quale diavolo di parte stiano (se pure possa mai avere avuto un senso il domandare ad un punk con chi se la volesse davvero prendere!). Saranno fuori tempo massimo, ok, ma la classe c’è tutta e questo Per Proteggere e Servire è un disco suonato da musicisti, che lontani dall’idea che ruota storicamente attorno al genere, sanno suonare e come. La Tempesta mantiene decisamente i suoi connotati e questi Smart Cops, pur nella loro ruffianeria revivalistica, sono un fulmine che esplode senza orpelli e convenevoli. E di questi tempi scusate se è poco.

Credits

Label: La Tempesta – 2011

Line-up: Nicolò Fortuni (voce) – Edoardo Vaccari (chitarra) – Marco Rapisarda (basso) – Matteo Vallicelli (batteria)

Tracklist:

  1. Realtà Cercami
  2. Vesciche in Guerra
  3. Il Cattivo Tenente
  4. Facile Bersaglio
  5. A Gambe Levate
  6. Meglio Insabbiare
  7. La Legge del più Debole
  8. Così Inguaiarono la Piramide
  9. Nella Giungla
  10. La Soffiata
  11. Sangue d’Africa

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Un solo commento

  1. Ma che avrebbero “questi tempi” dal punto di vista musicale? Che tempi corrono? Lo chiedo perchè sono 30 anni che leggo recensioni che chiudono con questa qualunquistica considerazione ciceroniana.

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