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	<title>Lost Highways &#187; Album</title>
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	<description>Seek your mood, Find your lost highways!</description>
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		<title>Good luck &#8211; Giardini di Mirò</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 10:04:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vladimiro Vacca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Geometrie di memoria. Graffiti di suono. Volti d&#8217;amanti persi nel tempo. I Giardini di Mirò ritornano in una veste cantata senza tradire il credo post-rock.  Ritornano quei loro intarsi ipnotici di chitarra che creano il suono della nostalgia, della memoria. La voce di Corrado Nuccini è sospiro di tempo che riscalda le atmosfere dilatate della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/gdm_cover_2012.jpg" alt="" width="200" height="200" />Geometrie di memoria. Graffiti di suono. Volti d&#8217;amanti persi nel tempo. I Giardini di Mirò ritornano in una veste cantata senza tradire il credo post-rock.  Ritornano quei loro intarsi ipnotici di chitarra che creano il suono della nostalgia, della memoria. La voce di Corrado Nuccini è sospiro di tempo che riscalda le atmosfere dilatate della band emiliana. Riflessioni concentriche si aprono nell&#8217;ascolto di brani come <em><strong>Memories</strong></em> e <em><strong>Spurious love</strong></em>.  Nessun peccato abbandonarsi alla ricerca della melodia, della ripetizione di pacificazione interiore: si tratta di onomotapeico suono del ricordo. I testi sono poetica all&#8217;altezza delle artchitetture sonore. Le voci femminili di Sara lov e Angela Baraldi rispettivamente in<em><strong> There is place</strong></em> ed in <em><strong> Rome</strong></em> colorano di profumo di donna le sfumature sensuali di <em><strong>Good Luck</strong></em>. Gli arrangiamenti sono impeccabili e precisi, specialmente il ruolo del violino di Emanuele Reverberi.  La sinestesia del ricordo è portata a compimento nell&#8217;art-work, costellata da personaggi malinconici e grotteschi, disegni di acquerello e grafite dell&#8217;artista modenese Francesco Bevini.  Come quest&#8217;artista cerca di riempire i volumi degli edifici fatiscenti e abbandonati con la sua arte, i Giardini di Mirò mirano a riempire con la loro musica le pareti desolate dell&#8217;anima dell&#8217;ascoltatore. Una delle poche band italiane che continua ad avere classe e stile nel tempo.<em><strong> Good luck</strong></em> sarà assolutamente uno dei lavori discografici più stimolanti di questo anno.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Santeria &#8211; 2012</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> Jukka Reverberi (chitarra, voce, programmazione) &#8211; Corrado Nuccini (tastiere, voce, programmazione) &#8211; Luca Di Mira (tastiere= &#8211; Mirko Venturelli (basso) &#8211; Francesco Donadello (batteria, percussioni) &#8211; Emanuele Revereberi (violino, tromba)./span&gt;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li> Memories</li>
<li>Spurious Love</li>
<li>Ride</li>
<li>There Is A Place</li>
<li>Good Luck</li>
<li>Rome</li>
<li>Time On Time</li>
<li>Flat Heart Society</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="http://www.myspace.com/giardinidimiro">MySpace</a></p>
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		<title>La guarigione – Veronica Marchi</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 09:38:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice Riccato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ una domenica di fine aprile, il cortile di casa ha mille colori vividi, dal rosso dei mattoni al verde clorofilla delle chiome d’albero che solleticano il cielo azzurro, sembra di essere nel quadro di Mary Poppins. Un quadro che si adatta perfettamente al mood malinconico,  riflessivo e intimo de La guarigione, terzo disco di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/LaGuarigione_300.jpg" alt="" width="200" height="180" />E’ una domenica di fine aprile, il cortile di casa ha mille colori vividi, dal rosso dei mattoni al verde clorofilla delle chiome d’albero che solleticano il cielo azzurro, sembra di essere nel quadro di Mary Poppins. Un quadro che si adatta perfettamente al mood malinconico,  riflessivo e intimo de <strong><em>La guarigione</em></strong>, terzo disco di Veronica Marchi. Realizzato quasi completamente in presa diretta e scegliendo esclusivamente un suono crudo naturale e tipicamente unplugged. Accantonata la <strong><em>Splendida</em></strong><strong><em> coerenza</em></strong> (brano contenuto ne <strong><em>L’acqua</em></strong> <strong><em>del mare non si può bere</em></strong> del 2008), la cantautrice veronese è cresciuta, si è accorta di un cambiamento interiore, scegliendo di abbandonare ciò che non la rappresenta, che non le appartiene, preferendo <em>le foto, la pioggia, la nostra distanza… le attese, le lacrime al sole,</em> raccontando un amore grande, che ritroviamo quasi ad ogni passo di questo viaggio, come elemento compensatorio della solitudine di un distacco che si scontra con un passato che a momenti (ri)eccheggia nell’amarezza del rimorso  (<strong><em>Così come mi vedi, La guarigione</em></strong>). Questo disco, come è lei stessa a cantare dopo il lungo silenzio di una spensierata <em>passeggiata</em> ridente di libertà, <em>è la novità, la cosa che prima non c’era, la traccia indelebile di un desiderio la sola parola che manca, affinchè tutto si faccia vero, tutto torni sincero</em>. L’album è dedicato ai <em>passanti distratti</em>,<strong><em> </em></strong>coloro che da padroni del tempo, a cui importa solo di correre, vivere nel mondo in balia di una superficialità. A noi di Losthighways piace approfondire e vi consigliamo di partire da qui se siete curiosi di incontrare Veronica Marchi per la prima volta, senza dimenticarvi di ripescare anche qualche brano del passato <strong><em>Resisti</em></strong>, <strong><em>Stellanova</em></strong>, e <strong><em>27</em></strong> su tutti.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Cabezon Records – 2012</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Veronica Marchi (voce, pianoforte, chitarra acustica) – Andrea Faccioli (chitarre, banjo autoharp, belharp) Maddalena Fasoli (violino, viola melodica e cori) Nelide Bandello (batteria)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Passanti distratti</li>
<li> Così come mi vedi</li>
<li> La guarigione</li>
<li> Tempo</li>
<li> Acqua</li>
<li> Solo un incubo</li>
<li> La simbiosi ha il passo di un gatto</li>
<li> Piedi nudi</li>
<li> La passeggiata</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="https://www.facebook.com/#!/profile.php?id=697914655">Facebook</a>,<a href="www.veronicamarchi.it">Sito Ufficiale</a></p>
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		<title>Visione cosmetica &#8211; Davide Vettori</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2012/05/17/visione-cosmetica-davide-vettori/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 08:07:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia Arduini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Classe 1981, Davide Vettori nella sua Treviso muove i primi passi al sintetizzatore e alla voce del progetto You Wrong. Negli ultimi anni ha potuto dividere il palco con artisti del calibro di Planet Funk, Fu Manchu, Frankie Hi Nrg, Captain Mantell, The Zen Circus, Ex Otago, Sikitikis, I Cani. Inoltre, altre collaborazioni per mostre, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Davide-Vettori-Visione-cosmetica.jpg" alt="" width="200" height="200" />Classe 1981, Davide Vettori nella sua Treviso muove i primi passi al sintetizzatore e alla voce del progetto You Wrong. Negli ultimi anni ha potuto dividere il palco con artisti del calibro di Planet Funk, Fu Manchu, Frankie Hi Nrg, Captain Mantell, The Zen Circus, Ex Otago, Sikitikis, I Cani. Inoltre, altre collaborazioni per mostre, workshop d’arte contemporanea, installazioni multimediali e performances. <strong><em>Visione Cosmetica</em></strong> è il suo primo album, realizzato con la produzione artistica di Tommaso Mantelli (Captain Mantell), pubblicato con Garage Records, distribuito da Audioglobe a partire dal 21 maggio 2012.<br />
Davide Vettori ci racconta di un’umanità intrappolata in un pc, tanto da perdere il contatto con la realtà (<strong><em>Personal Computer</em></strong>), che si crea alibi dietro i quali si nasconde per giustificare i propri fallimenti o le sue dimenticanze (<strong><em>Morire a metà</em></strong>). Ci racconta di un mondo che procede alla rovescia, dove la scorrettezza assume e mantiene il potere, dove il sano ed integro soccombe, dove l’uomo è vittima dei suoi vizi (<strong><em>Il vizio</em></strong>). <strong><em>Visione cosmetica</em></strong> è un album che mette a nudo l’uomo in quanto essere mediocre, vittima di una solitudine collettiva che ci porta ad essere tutti omologati, <strong><em>Tutti uguali</em></strong>. Un album che vi farà ballare, dai testi immediati ma non scontati. Un album di cantautorato elettronico dal ritmo ipnotico e meccanico. Nell’album colpiscono il brano <strong><em>La distrazione</em></strong>, che vede Vettori duettare con Ilenia Volpe con il contributo del violino maledetto di Nicola Manzan (Bologna Violenta), e il finale: brani che spezzano il sound “leggero” dell’album con tonalità più cupe.<br />
Il lavoro è anticipato dal singolo <strong><em>Personal Computer</em></strong> e dall’inedito <strong><em>Causa d’Effetto</em></strong>, inserito nella compilation digitale di Effervescing Records. Un ottimo esordio che sicuramente non passerà inosservato.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span> Garage Records &#8211; 2012</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> Davide Vettori</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li> Connessioni</li>
<li> Personal Computer</li>
<li> Causa d’effetto</li>
<li>Morire a metà</li>
<li> Visione cosmetica</li>
<li> Progresso e memoria</li>
<li> Il vizio</li>
<li> Preservo il tiro</li>
<li> La distrazione</li>
<li> Il tempo di cambiare</li>
<li> Un quinto del potere</li>
<li> Tutti uguali</li>
<li> s/t</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="https://www.facebook.com/davide.vettori">Facebook</a>,<a href="http://www.davidevettori.it">Sito Ufficiale</a></p>
<p><strong><em>Morire a metà</em></strong> free download: Clicca <a href="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/04-Morire-a-Metà.mp3" rel="shadowbox[post-18688];player=flv;width=500;height=0;">QUI</a></p>
<h2 class="sectionhead">Tutti uguali &#8211; Preview</h2>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="270" height="18" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/mp3player.swf" /><param name="flashvars" value="&amp;file=http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/12-Tutti-Uguali.mp3&amp;width=270&amp;height=18&amp;autostart=true&amp;repeat=true&amp;frontcolor=0x971B7A&amp;backcolor=0xffffff" /><param name="src" value="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/mp3player.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="270" height="18" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/mp3player.swf" allowfullscreen="true" flashvars="&amp;file=http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/12-Tutti-Uguali.mp3&amp;width=270&amp;height=18&amp;autostart=true&amp;repeat=true&amp;frontcolor=0x971B7A&amp;backcolor=0xffffff" data="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/mp3player.swf"></embed></object></p>
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		<title>Tutti usciamo di casa &#8211; MasCara</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2012/05/16/tutti-usciamo-di-casa-mascara/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 11:14:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piera Tedde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l’ep L’amore e la filosofia (2010), arriva Tutti usciamo di casa, il primo full length dei varesini MasCara. Si tratta di un concept album che vuole tracciare il passaggio dall’età adolescenziale alla maturità, percorso mai facile, fatto di rinunce ed addii, speranze ed entusiasmo, idiosincrasie per ciò che ci sembra vecchio ed insieme l’intuizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/mascara_2012.jpg" alt="" width="187" height="200" />Dopo l’ep <strong><em>L’amore e la filosofia</em></strong> (2010), arriva <strong><em>Tutti usciamo di casa</em></strong>, il primo full length dei varesini MasCara. Si tratta di un concept album che vuole tracciare il passaggio dall’età adolescenziale alla maturità, percorso mai facile, fatto di rinunce ed addii, speranze ed entusiasmo, idiosincrasie per ciò che ci sembra vecchio ed insieme l’intuizione che ciò che siamo è dato anche dalle nostre radici. Un disco che diventa il racconto epico di un viaggio verso un nuovo modo di percepire che tiene con sè i ricordi e l’essenza di ciò che si è stati. Un viaggio che inizia nell’urgenza della giovinezza di <strong><em>Dorian</em></strong> <strong><em>(post-modern)</em></strong> e che finisce con <strong><em>L’ultimo viaggio di Argo</em></strong>, mitica nave che ci traghetterà al di là di questo spazio-tempo terreno. Un viaggio fatto di sontuosi arrangiamenti tra musiche enfatiche e atmosfere dark in cui si ergono testi ricercati, trama portante di un album che colpisce dal primo ascolto per la sua identità marcata, nonostante i richiami a gruppi nostrani come i Diaframma, i primi Litfiba e gli Scisma e a gruppi internazionali come gli Editors e i Cure. Un lavoro di qualità da ascoltare attentamente e che pone i Mascara in piena luce nella nuova scena indie italiana.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Eclectic Circus &#8211; 2012</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Luca Antonio Fusaro (voce e chitarra) – Claudio Piperissa (chitarra) – Marco Piscitiello (basso) – Simone Scardoni (synth, piano rodes, pianoforte, violoncello) – Nicholas Negri (batteria, percussioni)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Dorian (post-modern parte I)</li>
<li> I giorni di Urano contro</li>
<li> Tutti uscimmo di casa</li>
<li> Da uomo a uomo</li>
<li> La stanza</li>
<li> Di gioia e rivolta</li>
<li> Dorian (post-modern parte II)</li>
<li> Un figlio lo sa</li>
<li> Tempo prendimi per mano</li>
<li> Reprise</li>
<li> L’ ultimo viaggio di Argo</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="http://www.mascarawave.it/">Sito Ufficiale</a>,<a href="https://www.facebook.com/pages/MasCara/43783019398">Facebook</a></p>
<h2 class="sectionhead">Tutti usciamo di casa &#8211; Video</h2>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/MxxnHHGq0Yo?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Don’t love me &#8211; Teresa Mascianà</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2012/05/16/don%e2%80%99t-love-me-teresa-masciana/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 11:09:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piera Tedde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Teresa Mascianà è tecnico del suono di alcuni artisti italiani, come ad esempio Roy Paci, e bassista di diverse band che spaziono in stili che vanno dal rock al folk. Don’t love me è il suo primo lavoro solista. Un album di chiara matrice pop-rock che non entusiasma particolarmente con i suoi testi semplici a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/masciana-cover.jpg" alt="" width="200" height="200" />Teresa Mascianà è tecnico del suono di alcuni artisti italiani, come ad esempio Roy Paci, e bassista di diverse band che spaziono in stili che vanno dal rock al folk. <strong><em>Don’t love me</em></strong> è il suo primo lavoro solista. Un album di chiara matrice pop-rock che non entusiasma particolarmente con i suoi testi semplici a cui corrispondono melodie ben suonate tecnicamente, soprattutto i suoni della sezione ritmica, ma che non graffia come il rock di Patti Smith a cui la cantautrice calabrese vorrebbe ispirarsi. Un disco che scorre leggero senza particolare lode o infamia chiudendosi con la cover di P.J. Harvey <strong><em>Good Fortune</em></strong>.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Dcave Records &#8211; 2012 – 2012</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line up: </span>Teresa Mascianà</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>People</li>
<li> Don’t love me</li>
<li> My word</li>
<li> I think is better</li>
<li> This song is for you</li>
<li> Forever</li>
<li> Out of there</li>
<li> Too late</li>
<li> Good Fortune</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="http://www.teresamasciana.com/">Sito Ufficiale</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cento giorni da oggi – Amor Fou</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2012/05/14/cento-giorni-da-oggi-amor-fou/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 16:07:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amalia Dell'Osso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La musica non è un monolite che si erge contro il passare del tempo e delle sue rivoluzioni. La musica è come un orologio molle. Vive di soggettività. Di mutevolezza. Di stile in movimento. Una band non può e non deve essere uguale a se stessa, cadendo nel gioco dell’autocitazione rassicurante. Una band vive il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/centogiornidaoggi_2012.jpg" alt="" width="200" height="200" />La musica non è un monolite che si erge contro il passare del tempo e delle sue rivoluzioni. La musica è come un <em>orologio molle</em>. Vive di soggettività. Di mutevolezza. Di stile in movimento.<br />
Una band non può e non deve essere uguale a se stessa, cadendo nel gioco dell’autocitazione rassicurante. Una band vive il mistero e la leggerezza dell’ispirazione, dettata dagli eventi, dai sentimenti.<br />
E’ tutto molto semplice. Le cose cambiano. E meno male. Ma, attenzione. C’è un segreto. Una matrice originaria che resta inalterata, oltre le soluzioni formali, oltre le strutture tematiche. Una matrice che accomuna i registri stilistici che segnano quelle carriere votate all’esplorazione, al fermento creativo.<br />
Gli Amor Fou affidano a questo maggio il loro terzo disco, <strong><em>Cento giorni da oggi</em></strong>. Un disco particolarmente diverso rispetto ai precedenti <strong><em>La stagione del cannibale</em></strong> (Homesleep, 2007) e <strong><em>I moralisti</em></strong> (EMI, 2010). Diverso perché rimanda ad un altro immaginario, ad altri referenti, ad altri incastri nei testi, nel nome di una fruibilità più estesa. Ma restano immutate quell’eleganza, quella consapevolezza, quella lucidità, quell’attitudine al pop contaminato che non puoi attribuire ad altri, se non agli Amor Fou. Identità. Questo il segreto. Qualunque strada scelgano di intraprendere, i quattro di Milano hanno una precisa, inconfondibile identità.<br />
<strong><em>Cento giorni da oggi</em></strong> racconta in maniera diretta il mondo che abbraccia, quello dei giovani ai tempi dei social network, delle insicurezze più estreme, della precarietà di intenti lungo un futuro che ha perso ogni teoria di prospettiva, della libertà sessuale, dei bisogni emotivi primari e dei grandi paradossi in cui cadono, sullo sfondo di una società vista come una sequela di gif animate in cui tutto scorre, mescolandosi e confondendosi. La scrittura dei testi si apre alle suggestioni della parola come suono (<strong><em>Vero</em></strong> ne è l’esempio per eccellenza), al lessico del quotidiano contemporaneo così condizionato dalle rivoluzioni che congiungono i continenti attraverso i canali 2.0, dai gossip della politica, dai programmi televisivi, dai fenomeni settari. Il suono di questo disco sorride agli MGMT, ai Beach House, ai Talking Heads, al Battiato dei primi anni ’80. Dance intelligente, new wave, inserti dreamy. Il tutto assorbito e riletto in quell’angolo di mondo romantico e disilluso, brillante e acuto che si chiama Amor Fou.<br />
Il pregio di questo lavoro è nella compattezza, nel suo scorrere così piacevole dall’inizio alla fine, con picchi straordinari ovvero quella <strong><em>Goodbye Lenin</em></strong> (titolo da citazione cinematografica sottile che spinge il testo in un precisa direzione, a volerlo) che farebbe invidia ai Baustelle di un tempo, <strong><em>I 400 colpi</em></strong> e soprattutto <strong><em>Le guerre umanitarie</em></strong>, la perla più preziosa per testo, variazioni, impeto e amalgama tra le parti.<br />
Il tutto risponde ad un’immediatezza che fa centro al primo colpo, senza tradire quella profondità di senso che Alessandro Raina (ancora più padrone delle sfumature della sua voce) orchestra sempre con grande maestria.<br />
<strong><em>Gli Zombie nel video di </em></strong><strong><em>Thriller</em></strong>, <strong><em>Alì</em></strong>, <strong><em>La primavera araba</em></strong> sono brani che potrebbero insegnare regole nuove e buone ai despoti dei passaggi radiofonici.<br />
<strong><em>Cento giorni da oggi</em></strong>, un’altra grande lezione di nobile pop tenuta dagli Amor Fou.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Universal – 2012</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Alessandro Raina (voce, chitarre) – Leziero Rescigno (batteria, percussioni, sintetizzatori, programming) – Giuliano Dottori (chitarre, basso, tastiere, cori) – Paolo Perego (basso, cori). Tutte le canzoni sono state scritte da Alessandro Raina (eccetto Goodbye Lènin, Una vita violenta, Zombie e I 400 colpi scritte da Alessandro Raina e Leziero Rescigno; Padre davvero e Guerre umanitarie scritte da Alessandro Raina, Leziero Rescigno e Giuliano Dottori). Tutti i testi sono di Alessandro Raina. Produzione artistica di Leziero Rescigno e Alessandro Raina. Registrato da Antonio “Cooper “ Cupertino presso Officine Meccaniche e Jacuzi Studio a Milano tra il 2011 e il 2012. Mixato da Antonio “Cooper” Cupertino presso Officine Meccaniche, Milano (eccetto Alì, Goodbye Lenin e Una vita violenta, mixate da Raffaele Stefani presso Fonologie monzesi, Monza). Masterizzato da Giovanni Versari presso La Maestà Studio (Tredozio, FC). Ospiti:  Alessandro Baronciani (voce in Radiante); Davide Autelitano (voce ne La primavera araba); Antiteq (programming in Forse Italia); Martino Allegretti, Guendalina Magnoni, Claudia Mondani, Vittoria Saldutti e Mariaelena Spagnoli del coro dei bambini della scuola di musica Cluster hanno cantato in Forse Italia e Zombie. Artwork e copertina di Sterven Jonger)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Gli Zombie Nel Video Di Thriller</li>
<li> Alì</li>
<li> Goodbye Lenin</li>
<li> Vero</li>
<li> Una Vita Violenta</li>
<li> I 400 Colpi</li>
<li> La Primavera Araba</li>
<li> Padre Davvero</li>
<li> Le Guerre Umanitarie</li>
<li> I Volantini Di Scientology</li>
<li> Forse Italia</li>
<li> Radiante</li>
<li> Tigri (The Song)</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="http://amorfou.it/">Sito Ufficiale</a>,<a href="http://www.facebook.com/amorfou">Facebook</a></p>
<h2 class="sectionhead">Alì &#8211; Video</h2>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/cltcclJ_MM4?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<item>
		<title>Il diavolo sta nei dettagli &#8211; Amerigo Verardi/Marco Ancona</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 10:45:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catia Manna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il diavolo sta nei dettagli ovvero un richiamo a prestare attenzione agli aspetti apparentemente insignificanti della realtà. La stessa foto sul retro della copertina dell’album sembra metterci alla prova: i nomi del duo pugliese che ha dato alla luce questo lavoro, Amerigo Verardi (cantautore e produttore) e Marco Ancona (leader dei Fonokit), sono invertiti rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/verardi-e-ancona_2012.jpg" alt="" width="200" height="180" />Il diavolo sta nei dettagli</em></strong> ovvero un richiamo a prestare attenzione agli aspetti apparentemente insignificanti della realtà. La stessa foto sul retro della copertina dell’album sembra metterci alla prova: i nomi del duo pugliese che ha dato alla luce questo lavoro, Amerigo Verardi (cantautore e produttore) e Marco Ancona (leader dei Fonokit), sono invertiti rispetto alle immagini che li rappresentano. Il titolo del disco contiene tuttavia anche un’altra chiave di lettura: i testi, di entrambi gli autori, non sono immediati e richiedono particolare attenzione. Il brano più potente di questo album dalla solida base elettroacustica è senza dubbio <strong><em>Gente che ti vuole bene</em></strong>, trascinante e crudo come il suo ritornello (“<em>Grazie dei fiori non vuol dire niente/ Grazie di esistere non vuol dire niente/ detto da certa gente che ti vuole bene</em>”). Inoltre, all’interno dello stesso testo, nel suo dettaglio, si riconoscono citazioni ironiche di successi della musica leggera italiana: <strong><em>Grazie di esistere</em></strong> (Ramazzotti), <strong><em>Grazie dei fiori</em></strong><em> </em>(Nilla Pizzi), <strong><em>Penso pos</em></strong><em>itivo</em> (Jovanotti). La stessa ironia su cui nasce <strong><em>Baby Sitter</em></strong>, canzone altrettanto accattivante che conosce il suo momento di bellezza nell’assolo chitarristico di stampo harrisoniano; qui, paradossalmente, sono i lavori più umili quale quello della baby sitter ad arricchire le persone. <strong><em>I figli dei mirafiori</em></strong>, pezzo dal sapore country, pone invece l’attenzione sulla recente e purtroppo non facile condizione degli operai FIAT; non un dettaglio, anche se come tale ci viene comunicato. La forza indiscussa di questo album è indubbiamente il suono come conferma la floydiana <strong><em>Contatto</em></strong>, brano di oltre undici muniti che riporta le celebri parole con cui Pasolini accusò, poco prima di morire, la classe dirigente italiana. <strong><em>Il diavolo sta nei dettagli</em></strong>, collaborazione assai riuscita fra Amerigo Verardi e Marco Ancona, si chiude sfumando <strong><em>Mano nella mano</em></strong>, già presente nel disco <strong><em>Il paese è reale</em></strong> (progetto del 2009 firmato Afterhours).</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Lobello Records &#8211; 2012</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span>Amerigo Verardi (voce, chitarra acustica, basso) &#8211; Marco Ancona (voce, chitarra acustica, basso, piano Rhodes, lap steel, chitarre elettriche) &#8211; Gianluca De Rubertis (piano Rhodes, synth, bass synth) &#8211; Paolo Provenzano (batteria elettronica, shaker, cori e campioni) &#8211; Nicoletta Nardi (cori in #9) &#8211; Vincenzo Assante (voce narrante in #7 – estratto dallo spettacolo teatrale Il salento di Pasolini di V. Assante)</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Un’onda non frena</li>
<li> Stanco stufo stupido &amp; da solo</li>
<li> Gente che ti vuole bene</li>
<li> Baby sitter</li>
<li> Pure questo è amore</li>
<li> I figli dei mirafiori</li>
<li> Contatto</li>
<li> Majorindielosersuperstar</li>
<li> Mano nella mano</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="http://www.facebook.com/pages/Amerigo-Verardi-e-Marco-Ancona/170960199583233">Facebook</a></p>
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		<title>Cuore? &#8211; Chichimeca</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 09:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piera Tedde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo quattro anni dall’ep Luce-Nur i Chichimeca, band sarda, propongono il loro nuovo l’album dal titolo Cuore?. Una domanda che attende risposta per provare a capire se davvero “l’unica rivoluzione possibile parte e finisce nel cuore” come si chiede l’autrice, Claudia Crabuzza, in un’intervista. Rispetto ai precedenti album, questo lavoro si incentra su una coscienza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Cuore_2012.jpg" alt="" width="200" height="179" />Dopo quattro anni dall’ep <strong><em>Luce-Nur</em></strong> i Chichimeca, band sarda, propongono il loro nuovo l’album dal titolo <strong><em>Cuore?</em></strong>. Una domanda che attende risposta per provare a capire se davvero “<em>l’unica rivoluzione possibile parte e finisce nel cuore”</em><em> come si chiede l’autrice, Claudia Crabuzza, in un’intervista. </em>Rispetto ai precedenti album, questo lavoro si incentra su una coscienza meno collettiva della realtà e più intima regalando piccole storie d’amore, passioni, disincanti, piccole guerre interiori, di assenze, di una <em>“tempesta che sembrava lontana ed è già arrivata” </em>(<strong><em>La Tensione</em></strong>). Il cambio di prospettiva narrativo porta anche le sonorità dell’album a cambiare, meno contaminato dalle melodie sudamericane e afro dei precedenti lavori e suonato nei quattro quarti del rock di matrice europea, asciutto ed indurito. La voce della Crabuzza continua a colpire con la sua suadente forza così come la poetica d’autore dei testi che vogliono parlare “sottovoce” per arrivare autentici a chi ascolta. Un disco delicato che si dipana sul filo rosso dei cuori del book che lo custodisce (cuori e foto di Gianni Nieddu). Undici ritratti di vita quotidiana che cesellano con cura parole e melodie, undici tracce raccontante con la sensibilità e la forza di cui sono capaci solo delle grandi donne . <em>Un album che porta alla mente certi pomeriggi primaverili seduti di fronte al mare con i “</em><em>piedi appesi ad aspettare che li prenda l’onda” </em>(<strong><em>Un aleph</em></strong>).</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Tàjrà &#8211; 2012</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span>Claudia Crabuzza (voce) – Fabio Manconi (Pianoforte, fisarmonica e tastiere) – Gianluca Geronimo Gadau (chitarre) – Massimo Canu (basso) – Andrea Lubino (batteria)</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>La tensione</li>
<li> Ki</li>
<li> Come la colomba</li>
<li> La mia città</li>
<li> Scorre la strada</li>
<li> Sincera</li>
<li> La tua assenza</li>
<li> Un aleph</li>
<li> Nocturna</li>
<li> Ho lasciato</li>
<li> Qualcosa</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="http://www.chichimeca.it">Sito Ufficiale</a>,<a href="http://www.facebook.com/pages/Chichimeca-Pagina-Ufficiale/167055760064060">Facebook</a></p>
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		<title>s/t- Herself</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2012/05/10/st-herself/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 09:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vladimiro Vacca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Vortice di foglie cadenti. Immersione in acque di memoria. Stanze acustiche avvolte da manti di suggestioni psichedeliche. Ritorna il bardo siciliano Gioele Valenti aka Herself. Il suo modo oscuro e nostalgico di interpretare il folk non smette mai di sorprendere. Ogni brano, su tutti Here We Are o Funny Creatures, brilla di riflessi in chiaroscuro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/cover_herself.jpg" alt="" width="200" height="200" />Vortice di foglie cadenti. Immersione in acque di memoria. Stanze acustiche avvolte da manti di suggestioni psichedeliche. Ritorna il bardo siciliano Gioele Valenti aka Herself. Il suo modo oscuro e nostalgico di interpretare il folk non smette mai di sorprendere. Ogni brano, su tutti <strong><em>Here We Are</em></strong><strong> </strong>o<strong> <em>Funny Creatures,</em> </strong>brilla di riflessi in chiaroscuro come farebbero i raggi di sole mentre attraversano i rami di una foresta all’alba. Gli inserti di violoncello (come in <strong><em>Tempus Fugit</em></strong>) esaltano le sfumature esistenziali del songwriting di Herself. Il concetto di suonare low-fi è un esigenza vitale perché è l’unico approccio capace di codificare l’anima sospesa di Herself. In questo quarto disco Herself raggiunge il massimo della sua maturità artistica ponendosi in una posizione intermedia ed originale tra fenomeni come Bon Iver, Gravenhurst e i primi Turin Brakes. Molto spesso abbiamo in casa dei talenti che non vogliamo vedere. Dischi come questo non fanno mai passare la voglia di tenere alta l&#8217;attenzione.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Deambula Records &#8211; 2012</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span>Gioele Valenti aka Herself</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Strangler Who’s Me</li>
<li> Here We Are</li>
<li>Funny Creatures</li>
<li>Tempus Fugit</li>
<li>Violence Is For Leaders</li>
<li>Outside The Church</li>
<li>The River</li>
<li>Tempus Fugit #2</li>
<li>Passed Away</li>
<li>Luna Park</li>
<li>Sugar Free Punk Rock</li>
<li>Something In This House</li>
<li>How You Killed Me</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="http://www.herself.altervista.org/home.html">Sito Ufficiale</a>,<a href="http://www.myspace.com/herselfweb">MySpace</a></p>
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		<title>Dark days white nights &#8211; Tying Tiffany</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2012/05/09/dark-days-white-nights-tying-tiffany/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 10:22:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Des Dorides</dc:creator>
				<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dark days white nights è il nuovo lavoro di Tying Tiffany. Dopo Peoples Temple, l’electro-pop puro e arrabbiato lascia il posto ad un album dominato dalle atmosfere goth-wave. La vena synth punk è sempre presente ma ha acquisito toni più cupi. L’iniziale New Colony annuncia questa dimensione dark, un brano dall’incedere lento e languido. Ritmo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/Dark-days-white-nights-Tying-Tiffany.jpg" alt="" width="200" height="180" />Dark days white nights</em></strong> è il nuovo lavoro di Tying Tiffany. Dopo <strong><em>Peoples Temple</em></strong>, l’electro-pop puro e arrabbiato lascia il posto ad un album dominato dalle atmosfere goth-wave. La vena synth punk è sempre presente ma ha acquisito toni più cupi. L’iniziale <strong><em>New Colony </em></strong>annuncia questa dimensione dark, un brano dall’incedere lento e languido. Ritmo serrato e ritornello da fissa certa in <strong><em>Drownin’</em></strong>, che è già singolo di punta del disco. Alla menade nera dalle pose fotografiche ben pensate non le si può di sicuro dire che non ci fa venir voglia di ballare. Non si può negare, però, che nelle sonorità troviamo continue rispolverate della wave anni ’80 ed echi poco elaborati di Cure e Siouxsie. Eppure si presta all’ascolto che delizia, soprattutto i nostalgici di epoche di culto musicali estinte.<strong><em> Sinistral</em></strong> ha una curiosa piega ipnotica, chitarre vellutate e voce si sposano perfettamente con la melodia. L’electro-clash torna a pulsare in <strong><em>She never dies </em></strong>fino a che non affondiamo in una lenta e dolorosa trance ballad con <strong><em>Universe. </em></strong>Essenziale e striata da vortici elettronici <strong><em>5AM. </em></strong>L’album chiude con <strong><em>White night: </em></strong>un’insonnia turbata da voce tormentata e drums, fino a liquefarsi. Il suono coinvolge ed ammalia ma  non ci segna fino in fondo.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Label: </span>Trisol Records &#8211; 2012</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Line-up: </span>Tying Tiffany</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #971b7a;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>Dark Day</li>
<li> Drownin’</li>
<li> Sinis¬tral</li>
<li> She Never Dies</li>
<li> Uni¬verse</li>
<li> Unleashed</li>
<li> 5 Am</li>
<li> Lep¬ers Of The Sun</li>
<li> White Night</li>
<li> New Colony</li>
</ol>
<p><span style="color: #971b7a;">Links:</span><a href="http://www.tyingtiffany.com/">Sito Ufficiale</a>,<a href="http://www.facebook.com/tyingtiffanyofficial?rf=112100195474033">Facebook</a></p>
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