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	<title>Lost Highways &#187; DVD</title>
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	<description>Seek your mood, Find your lost highways!</description>
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		<title>Il paese è reale live and backstage: Afterhours. Un dvd che racconta come “fare qualcosa che serva”.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 08:23:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia Arduini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Portare a galla un tesoro nascosto non è mai facile. Se poi questo tesoro è fatto di note, di band e artisti che suonano pensando più al cuore che al portafoglio la sfida si fa ancora più interessante. Se poi decidi che per farlo devi salire sul palco dell&#8217;Ariston e alzare la voce davanti alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/2010/03/afterhours_il-paese-e-reale-dvd.jpg" alt="afterhours_il-paese-e-reale-dvd" width="149" height="200" />Portare a galla un tesoro nascosto non è mai facile. Se poi questo tesoro è fatto di note, di band e artisti che suonano pensando più al cuore che al portafoglio la sfida si fa ancora più interessante. Se poi decidi che per farlo devi salire sul palco dell&#8217;Ariston e alzare la voce davanti alla platea di quello che dovrebbe essere il festival della musica italiana, ma che ormai è diventato il museo delle banalità, o sei un folle o sei uno che ha la consapevolezza di andare là per <em>spaccare tutto</em>. E su quel palco gli Afterhours ci sono saliti con la loro forza, con la certezza che stavano facendo &#8220;<em>qualcosa che serva</em>&#8220;. Su quel palco hanno presentato il loro ambizioso progetto: dimostrare che, anche se nessuno vuole vederlo, c&#8217;è un mondo sotterraneo che fa Musica, di quella vera, di quella che non ha bisogno dei lustrini e delle paillette, ma che va avanti grazie al sudore e al fiato di chi ci crede veramente e hanno vinto, portandosi a casa il premio della critica (che poi alla fin fine è l&#8217;unico che viene assegnato da chi di musica se ne intende veramente).</p>
<p style="text-align: justify;">Al festival ha fatto seguito la scelta ancora una volta controcorrente di includere il brano esclusivamente in una compilation per fare così da traino ad altre 18 voci. <strong><em>Il paese è reale: 19 artisti per un paese migliore?</em></strong> (pubblicato il 25 febbraio 2009) ci ha presentato un&#8217;altra Italia, quella di Cesare Basile, di Paolo Benvegnù, di Marco Parente, di Roberto Angelini, di Amerigo Verardi e Marco Ancona, degli Zu, dei Calibro 35, dei Mariposa, nomi che non sentirete per radio o per tv, ma che sono spesso presenti sulle pagine di LostHighways perché noi abbiamo orecchie che Ascoltano davvero. Non avrà migliorato il Paese, ma sicuramente ha fatto bene alle coscienze di chi l&#8217;ha acquistato. <strong><em>Il paese è reale</em></strong> è diventato anche un tour che si può vedere un po&#8217; come il seguito al Tora!Tora!, festival itinerante ideato da Manuel Agnelli per portare allo scoperto diverse realtà che altrimenti non avrebbero avuto la visibilità che meritano, e che ha portato gli Afterhours e gran parte delle band che hanno partecipato all&#8217;album ad esibirsi in giro per l&#8217;Italia. Tutto questo lo troverete racchiuso nel dvd <strong><em>Il paese è reale: live and backstage</em></strong>, dal 1 marzo è in edicola allegato alla rivista <strong>XL</strong>. Manuel Agnelli e Giorgio Prette ci raccontano com&#8217;è nata l&#8217;idea de<strong><em> Il paese è reale</em></strong>, la scelta di partecipare a Sanremo, quello che sta dietro questo progetto che partendo dagli States è arrivato all&#8217;Ariston. Scoprirete l&#8217;altra Italia attraverso quasi due ore di immagini, aneddoti, spezzoni di live, attraverso le voci dei protagonisti di questo <em>paese reale</em>. Un colpo d&#8217;occhio su un progetto che non cerca l&#8217;autocelebrazione, ma che vuole semplicemente raccontare e invitare alla scoperta. Vedrete come si può ancora fare qualcosa di buono, capirete che &#8220;<em>dir la verità è un atto d&#8217;amore</em>&#8220;, sempre, e che c&#8217;è ancora chi crede veramente in quello che fa e che ci mette l&#8217;anima.<br />
&#8220;<em>La musica italiana non è quella che sentite in radio, ma è quella che sentite ai concerti&#8230; per chi la sa fare&#8230;</em>&#8221; Giovanni Gulino (Marta sui tubi)</p>
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		<title>Per la testa grandi idee: un libro e un dvd per ricordare Luigi Tenco tra parole e immagini</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 20:56:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia Arduini</dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando si scrive un libro su un artista si corre sempre il rischio di cadere nel gioco della celebrazione fine a se stessa, di metterlo su un piedistallo. Ma scrivendo di Luigi Tenco tutto questo è da evitare perché lui non era così, non voleva essere così. Ha fatto bene allora Mario Dentone che, nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/2009/02/luigi-tenco-per-la-testa-grandi-idee-dvd.jpg" alt="luigi-tenco-per-la-testa-grandi-idee-dvd" width="200" height="268" />Quando si scrive un libro su un artista si corre sempre il rischio di cadere nel gioco della celebrazione fine a se stessa, di metterlo su un piedistallo. Ma scrivendo di Luigi Tenco tutto questo è da evitare perché lui non era così, non voleva essere così. Ha fatto bene allora Mario Dentone che, nelle 120 pagine del libro <strong><em>Per la testa grandi idee</em></strong>, ha scelto di raccontarci di Luigi, di quel ragazzo dall&#8217;aria triste che stava sempre vicino al juke box, ma che era anche capace di far divertire gli amici con la sua ironia. Tra le pagine di questo volumetto non troverete lodi o disquisizioni tecniche, ma tre episodi di vita comune dai quali partire per raccontare il mondo di Luigi Tenco, il mondo di chi passa tutta la vita come un &#8220;<em>acchiappanuvole che sogna di arrivare</em>&#8220;<em>, </em>alla ricerca della felicità. Le canzoni di Tenco sono uno spunto per un parallelismo tra musica e poesia, per raccontare del suo modo di vedere l&#8217;amore (spesso perduto e disperato), ma anche per mostrarci l&#8217;artista antimilitarista che usava la sua musica anche per affrontare temi scottanti anticipando i tempi (non dimentichiamo che Tenco morì nel &#8217;67, un anno prima di quel &#8217;68 che fu teatro di grandi lotte politiche) e scontrandosi con la censura (per due anni gli fu proibito di partecipare a trasmissioni televisive). Il tutto è impreziosito da scatti e dalle pagine di una lettera scritta alla madre che mostrano quanto Luigi amasse la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo esservi persi tra i versi delle sue canzoni, sedetevi e guardate i suoi occhi. Tenco non amava la televisione, forse per la tendenza a creare personaggi mentre lui voleva semplicemente essere se stesso, ma negli archivi della Rai si può trovare qualche immagine delle sue rare apparizioni televisive. Il dvd è un documento prezioso, un viaggio nella memoria tra il 1962 e il 1966. Si parte con <strong><em>La ballata dell&#8217;eroe </em></strong>dell&#8217;amico De Andrè (dal film <strong><em>La cuccagna</em></strong> di Luciano Salce, unica esperienza cinematografica di Tenco), con quella battuta che oggi suona quasi profetica, per finire con<strong><em> Le temps files ses jours</em></strong>, versione francese del brano <strong><em>Un giorno dopo l&#8217;altro</em></strong> e sigla della seconda serie del <strong><em>Commissario Maigret</em></strong>, celebre telefilm con Gino Cervi. Vi sono raccolte tutte le apparizioni televisive di Tenco, manca l&#8217;esibizione al Festival di Sanremo del 1967 perché i nastri sono stati cancellati dall&#8217;archivio Rai. La splendida <strong><em>Ho capito che ti amo</em></strong> e <strong><em>Io lo so già</em></strong> sono presenti in una doppia veste: versione Rai (bianco e nero in studio) e Cinebox (a colori in esterni, gli antenati dei nostri videoclip). Un&#8217;occasione per scorgere il vero volto dei giovani degli anni &#8217;60, per rivedere Gaber, Dalla, Ornella Vanoni, i Rokes e persino un giovanissimo Boncompagni. Rimarrete stregati dagli occhi di Luigi Tenco, da quello che esprimevano e che va al di là delle parole, delle note. Vi commuoverete guardando quel ragazzo che ad occhi chiusi davanti ad un piano cantava: &#8220;<em>Vedrai vedrai / vedrai che cambierà / forse non sarà domani / ma un bel giorno cambierà</em>&#8220;. E ve ne innamorerete.<br />
<strong><em>Per la testa grandi idee </em></strong>è un documento che non deve mancare nelle teche di chi crede ancora nella magia del bianco e nero, di chi si emoziona con le note di poesia accompagnate dalla voce calda di &#8220;<em>un uomo che aveva per la testa grandi idee</em>&#8220;, ma che era sempre troppo avanti rispetto al mondo che lo circondava.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p>Radio Fandago – 2008<br />
Dvd a cura di Enrico de Angelis – Libro di Mario Dentone</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="color: #971B7A;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>La Ballata Dell’Eroe</li>
<li>Ho Capito Che Ti Amo</li>
<li>Io Lo So Già</li>
<li>Non Sono Io</li>
<li>La Mia Valle</li>
<li>Tu Non Hai Capito Niente</li>
<li>Se Sapessi Come Fai</li>
<li>Ognuno è Libero</li>
<li>Lontano Lontano</li>
<li>Io Sono Uno</li>
<li>Quando</li>
<li>Mi Sono Innamorato Di Te</li>
<li>Un Giorno Dopo l’Altro</li>
<li>E Se Ci Diranno</li>
<li>Vedrai Vedrai</li>
<li>Le Temps Files Ses Jours/Un Giorno Dopo l’Altro</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">(con Lucio Dalla in <em><strong>Quando ero Soldato</strong></em>, Ornella Vanoni con Luigi Tenco al sax in <em><strong>Se Qualcuno Ti Dirà</strong></em>, The Roke in <em><strong>E’ la Pioggia che Va/Remember The Rain</strong></em>)</p>
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		<title>Vogliamo anche le rose: Alina Marazzi</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 18:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Di Cecco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[DVD]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali&#8220;&#8230; è l&#8217;articolo 3 della Costituzione, una donna senza volto gli dà voce e quella voce si posa sui volti di altre donne. Scorrono le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/2008/07/una-sequenza-del-film-vogliamo-anche-le-rose-54881.jpg" alt="" width="250" height="188" />&#8220;<em>Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali</em>&#8220;&#8230; è l&#8217;articolo 3 della Costituzione, una donna senza volto gli dà voce e quella voce si posa sui volti di altre donne. Scorrono le date, scorrono gli eventi, c&#8217;è la musica a scandire il loro susseguirsi e a far penetrare più a fondo non i numeri o le sillabe ma i significati, che, ancorati a quelle gocce d&#8217;inchiostro, come una pioggia lattea e corrosiva bruciano la pelle per lasciare una traccia nella memoria, anche in quella della carne. <em>1966</em>: la legge italiana considera la contraccezione reato contro la stirpe. <em>1975</em>: stessi diritti uguali doveri per i coniugi. <em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>1977</em>: è approvata la legge di parità sul lavoro. <em>1981</em>: vengono abrogate le norme del Codice penale relative al delitto d&#8217;onore. <em>1996</em>: la violenza sessuale viene riconosciuta come reato contro la persona e non contro la morale&#8230;<br />
Bianco su nero. Le date, gli eventi, i rivolgimenti&#8230; nelle coordinate della Storia e delle storie sta la fine, aperta, di una visione che sa restituire poesia all&#8217;esistere o scorgerla tra le sue pieghe. Nero su bianco. Le parole che hanno trovato tra i fogli dei diari l&#8217;intimità silenziosa per fiorire, per prendere forma e divenire il segno di una vita o la finestra socchiusa sui tumulti di un&#8217;anima&#8230;in esse sta l&#8217;inizio. Tre diari. Anita, Teresa, Valentina. Tre donne. Tre storie. Tre fili di carta e linguaggio che ricamano un tessuto fatto di fotografie ed animazioni d&#8217;epoca, di riprese militanti e filmini di famiglia, di dibattiti televisivi e pubblicità, di inchieste e fotoromanzi, di rumori e musiche, di film sperimentali ed indipendenti, di visioni, a volte private come le parole confidate al candore di una pagina&#8230;private, così intime da appartenere all&#8217;intimità di ogni anima, di ogni sguardo. L&#8217;individuo e la società, l&#8217;universale e il particolare, la Storia e le storie&#8230;gli occhi di Alina Marazzi hanno liquefatto i confini e mostrato non dicotomie, ma dialoghi, la com-<em>unione</em> in cui stanno gli eventi e gli uomini con il loro appartenere a un divenire che non giustappone, che non scorre su una linea retta, che fluisce lungo cerchi e spirali e profondità. La rivoluzione sessuale. Il cambiamento della società. Anita, Teresa, Valentina. Appartengono allo stesso momento storico queste tre donne, ma non si sono mai incontrate, eppure le loro vite riverberano ombre e bagliori l&#8217;una nell&#8217;altra, ci sono degli echi che le fanno risuonare all&#8217;unisono, che le legano e compongono in una sorta di voce, di canto. Anita, Teresa, Valentina&#8230;una polifonia. I Ronin hanno tras-formato queste tre donne e le altre, che appaiono come frammenti o come nastri, le loro storie e le loro parole, in una musica, una musica che non appartiene al tempo raccontato e neppure all&#8217;oggi che rammenta e narra, ma ad un infinito. I ritratti fatti di suono, colore e luce si con-fondono fino a diventare una mano liquida che afferra il cuore. La fatica di una ragazza che si rapporta alla religione e al sesso si mescola con l&#8217;infelicità disarmante di una giovane donna, moglie e madre che vive il suo senso di inadeguatezza davanti ad un rapporto che <em>talvolta</em> è amore&#8230; cerca in sé una colpa e scrive &#8220;<em>non ho abbastanza fantasia per trasformare il nostro letto in un prato</em>&#8220;. Le immagini di donne che sfidano in piazza l&#8217;arroganza e la violenza dell&#8217;uomo si intrecciano alle pagine di una militante che, mentre li vive,  riconosce i limiti di una politica che riduce a &#8220;<em>massa indistinta</em>&#8221; e quelli di un dissenso che sa esprimersi solo con &#8220;<em>orribili urla</em>&#8220;, osserva il suo mondo e vede che le riunioni delle ‘compagne&#8217; a via del Governo Vecchio popolano e sono &#8220;<em>un luogo mondano come la canasta di mia madre</em>&#8220;. Le manifestazioni contro l&#8217;aborto stanno in fotogrammi che dialogano con la storia di un aborto chiusa tra poche pagine. Piedi nudi su lastre di ghiaccio. Una ferita aperta stilla un sangue che si fa incubo. &#8220;<em>Mi chino per prenderlo e solo allora mi accorgo che, nella stessa culla, alla sinistra del mio, c&#8217;è un altro bimbo. Si somigliano tantissimo, questo, però, ha il visetto un po&#8217; più piccino e la pelle un po&#8217; grinzosa, e non ha la soavità del mio: ha l&#8217;aria come sofferente&#8230; Ma alla sua sinistra ce n&#8217;è un altro: un visetto ancora più piccolo e grinzoso, la pelle chiazzata e le labbra in una smorfia di dolore&#8230; Ma alla sua sinistra ce n&#8217;è un altro ancora: un viso che non è un viso, la pelle livida, gli occhi due fessure sofferenti e le labbra una grinza angosciante&#8230; Non posso guardarlo, mi terrorizza&#8230; Ma alla sua sinistra ce n&#8217;è un altro e non è più un viso e non è più nulla, solo un grumo di sangue rappreso, in cui, pure, distinguo due occhi che mi implorano&#8230; Che orrore! Devo prendere il mio bambino e fuggire. Scopro il lenzuolo candido e sotto&#8230;sotto c&#8217;è un corpicino dolce, un tenero corpicino indifeso che sorregge cinque teste: il bimbo è uno solo, ed è un mostro!</em>&#8221; Un sogno, un dolore che la musica sfilaccia fino a farne un&#8217;onda che si espande tramite la carne, come le pulsazioni di un cuore, come l&#8217;eco di <img style="margin: 2px 6px; float: left;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/2008/07/foto_13.jpg" alt="" width="250" height="188" />una frequenza diversa eppure nostra. Passi nudi, su lame di ghiaccio. La storia di un aborto. Gli slogan urlati, fuori. Dentro, una voce sottile&#8230; &#8220;<em>vorrei convincermi che ho fatto la mia scelta e che ho scelto da donna libera e che questo è stato un passo sulla via della mia autodeterminazione. In verità io non sono sicura di </em><em>aver scelto, io temo di non aver avuto scelta</em>&#8220;. Da un lembo di carta silente si leva una coscienza che non ha bisogno di grida per farsi sentire&#8230; &#8220;<em>Io, donna di quasi diciassette anni, ho diritto alla dignità, ho il dovere di farmi rispettare. È stato come se si aprisse uno squarcio nel cielo: per la prima volta ho visto la libertà possibile, non in un lontano futuro, ma nel mio presente. La libertà conquistata non con la menzogna, come mi hanno sempre costretta a fare, ma con il coraggio e la dignità</em>&#8220;. Come due braccia che cercassero di divenire ventre per comprendere il ventre, la musica pervade e mai invade, avvolge, non accompagna, ma compone queste storie, vi si è immersa per sorgere ed esser fatta della loro stessa sostanza. Così la Storia e le storie di Anita, Teresa e Valentina le ascoltiamo anche attraverso <strong><em>La danza degli uomini</em></strong> o <strong><em>La fabbrica delle bambole</em></strong>, le com-prendiamo anche attraverso le sonorità e i rumori con cui Francesca Genevois e i Ronin hanno reso udibili vecchie pellicole mute. Musica e visione&#8230;piani semantici che si intrecciano, forme composte intente a dischiudere sfumature molteplici, forze di gravità che disegnano paesaggi emotivi, che ri-configurano dettagli e margini, vite e slanci. Alina Marazzi, dopo <strong><em>Un&#8217;ora sola ti vorrei</em></strong> (2002) e <strong><em>Per sempre</em></strong> (2005), ha scelto di dare ancora voce al femmineo e lo ha fatto illuminando con la memoria, la criticità e la creatività una soglia, un tempo di passaggio, un istante in cui il divenire si è fatto rivoluzione ed evoluzione. Attraverso il <em>found footage</em>, il suo sguardo si è immerso nella realtà, l&#8217;ha de-strutturata e ri-costruita, così indagata, interrogata, compresa&#8230;a partire dai fotogrammi e dalle scelte loro sottese ci tocca fino a penetrarci una visione che dice ai nostri occhi come il vedere sia una forma di pensiero e il sentire una modalità conoscitiva, una componente della coscienza. Allo stesso tempo e nello stesso modo ci toccano anche le voci, quelle delle gole e delle labbra e quelle delle dita e delle materie. I Ronin hanno curato la colonna sonora originale e donato alcuni brani tratti dal loro ultimo disco, <strong><em>Lemming</em></strong> (Ghost Record &#8211; 2007), insieme ai rumori e ai brani di repertorio, frutto della consulenza musicale offerta da Mauro Ermanno Giovanardi, le musiche costituiscono una sorta di respiro che sembra essere effuso dalle pellicole mangiate dal tempo, dai morsi e dai graffi che le costellano come stelle nere e bellissime&#8230;un respiro solo che pure custodisce molti respiri, di volti, gioie, ansie e tristezze diverse. Tra le visioni tratte dalle case o dalle cineteche, dall&#8217;indagine di Luigi Comencini o dalle tracce delle lotte femministe, tra quelle di Anna Lajolo e Guido Lombrardi, di Adriana Monti, di Mario Masini, dei fratelli Pagot, il montaggio, visivo e sonoro, compone e pone senso, si fa soggetto di memoria, di riflessione e disvela un filo sottile di immagini che parlano di una presenza costante, anche se quasi impercettibile, la frammentarietà può celarla, ma la musica la sussurra. Un filo di suono, <strong><em>Tema X</em></strong>, si lega a quello fatto di immagini&#8230; è lì che si percepisce l&#8217;essenza che condividiamo, l&#8217;universalità a cui apparteniamo e che determiniamo con le nostre individualità, è lì che in una donna troviamo le donne, il femmineo, noi stessi. La musica compenetra le immagini e trasforma in melodia la luce in cui riposa l&#8217;invisibile, <img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/2008/07/foto_11.jpg" alt="" width="250" height="188" />quel non-visibile che il suono dischiude ai sensi. Uno sguardo, infine, affonda nel cuore di una rosa. In quel cuore ri-troviamo la pretesa che ci rende la nostra dignità&#8230; la pretesa del pane e delle rose. Desiderando la poesia, riconoscendola come vitale, essenziale, sfidiamo e vinciamo la miseria, la nostra stessa miseria, ci liberiamo e salviamo. Non nelle grida e neppure nella violenza cieca, non nelle ideologie piegate dalle ed alle meschinità, ma nel desiderio delle rose, nel considerarle importanti come il pane, c&#8217;è la più grande forza eversiva. &#8220;<em>Siamo sconfitti, uomini e donne, dopo il ‘77</em>&#8220;. Siamo sconfitti, ma tra i petali di una rosa possiamo ancora trovare il nostro riscatto. <strong><em>Vogliamo anche le rose</em></strong>&#8230; ed è preservando questo volere che ci preserviamo uomini. Dobbiamo volere anche le rose.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p>Documentario<br />
Italia – 2007</p>
<p>Scritto e diretto da: Alina Marazzi<br />
Montaggio: Ilaria Fraioli<br />
Producer: Gaia Giani<br />
Sound designing: Benni Atria<br />
Animazione e titoli: Cristina Seresini<br />
Musiche originali: Ronin<br />
Supervisione ai testi: Silvia Balestra<br />
Ricercatori: Riccardo Lacché e Annamaria Licciardello<br />
Voci: Anita Caprioli, Teresa Saponangelo e Valentina Carneluttti<br />
Direttore della fotografia e Post-produzione: Mario Masini<br />
Montaggio del suono: Francesca Genevois<br />
Consulente musicale per brani di repertorio: Mauro Ermanno Giovanardi<br />
Rumorista: Pier Giorgio de Luca</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="color: #971B7A;">Colonna sonora &#8211; Label: </span> Warner Chappel Music – 2008</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="color: #971B7A;">Line-up: </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Bruno Dorella (chitarra) – Chet Martino (basso) – Enzo Rotondaro (batteria, percussioni, chitarra); E con: Nicola Ratti (chitarra – Luca Galoppini (sega musicale) – Cristina Abati (viola tzigana) – Paolo Pascolo (flauto traverso) – Giordano Geroni (pianoforte) – Marco Anicio (chitarra) – Ivan Rossi (registrazioni ambientali)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="color: #971B7A;">Tracklist:</span></p>
<ol>
<li>La casalinga pasticciona</li>
<li>Tema X</li>
<li>La danza degli uomini</li>
<li>Grandi pensatori</li>
<li>Governo Vecchio</li>
<li>Cingegiornale</li>
<li>Tema di Anita</li>
<li>Sogni di Teresa</li>
<li>La fabbrica delle bambole</li>
<li>Tema di Teresa</li>
<li>Tema di Valentina</li>
<li>I Pescatori Non Sono Tornati</li>
<li>Lemming</li>
<li>Mantra Infernale</li>
<li>You Need It, Then It Comes (di Colleen Kinsella, eseguita dai Ronin)</li>
<li>Here’s to you (di Ennio Moricone e Joan Beatz,dal film Sacco &amp; Vanzetti di Giuliano Montaldo)</li>
<li>Signorina da marito (di RIPP, cantata da Milly)</li>
<li>Aiutami a baciarti (di Andrea Pesce, eseguita dal Collettivo Angelo Mai)</li>
<li>Orrore (delle Kandeggina Gang)</li>
</ol>
<p><span style="color: #971B7A;">Links:</span><a href="http://www.vogliamoanchelerose.it/">Sito Ufficiale Film</a>,<a href="http://www.myspace.com/ronintheband">MySpace Ronin</a></p>
<h2 class="sectionhead">Vogliamo anche le rose &#8211; Trailer</h2>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/BykxkrmLuws&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/BykxkrmLuws&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
</center></p>
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		<title>Promozione via DVD: Il progetto Offside della Renilin</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 18:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vladimiro Vacca</dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
		<category><![CDATA[DVD]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[2008: la musica di qualità non arriva sempre alle nostre orecchie. Un grande fratello (orecchio) ascolta e decide per noi. Il mainstream filtra e spesso deforma per la massa l&#8217;estro artistico. C&#8217;è bisogno di nuove strade, di nuovi canali di promozione. Quelli tradizionali mortificano e oscurano gli emergenti di qualità in nome della scommessa senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" title="offside_cover1" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/2008/07/offside_cover1.jpg" alt="" width="230" height="230" />2008: la musica di qualità non arriva sempre alle nostre orecchie. Un grande fratello (orecchio) ascolta e decide per noi. Il mainstream filtra e spesso deforma per la massa l&#8217;estro artistico. C&#8217;è bisogno di nuove strade, di nuovi canali di promozione. Quelli tradizionali mortificano e oscurano gli emergenti di qualità in nome della scommessa senza rischio. Quella stessa rivoluzione del digitale da un lato ha scosso e contratto verso l&#8217;underground il sistema discografico delle Major, dall&#8217;altro ha aperto nuovi orizzonti di promozione alle etichette indipendenti. Dopo MySpace, LastFm, le Net-labels e il donation-ware nasce una nuova proposta della Renilin:  Offside. Una collana di DVD distribuita gratuitamente dall&#8217;etichetta produttrice presso testate, radio e siti web e presto anche disponibile anche al grande pubblico ad uscita trimestrale nelle edicole di tutta Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni DVD sarà caratterizzato da una serie di artisti selezionati da Antonio Notaro e dallo staff della Renilin. Artisti che propongono un loro brano in versione audio e video accompagnati  da un&#8217;intervista e biografie, foto e testo (una sorta di MySpace navigabile off-line sul DVD sfruttando le tecnologie Adobe-Flash). Nel numero 1 di Offside gli artisti sono veramente interessanti e coprono diversi generi, non sono limitati alla solo penisola italica. I contenuti multimediali, seppure artigianali, non sono mai di basso livello professionale. Spiccano tra tutti soprattutto gli stranieri: il songwriter irlandese Kiernan McMullan che propone il suo pop-folk alla Dave Matthews Band (veramente accativante), o il duo Pakistano Seyyem che penetra l&#8217;anima con un brano  suadente capace di unire a livello musicale l&#8217;occidente con il Medio Oriente. Tra gli Italiani meravigliosi e onirici i Das Auge di Napoli che con un brano strumentale presentano il loro rock alla Explosions in the sky, gli impetuosi ed energici Nexus di Verona. Da tener d&#8217;occhio l&#8217;elettro-pop alla Depeche mode degli Art in Hearts di Sulmona ed il rock beatlesiano dei The Vickers di Firenze. Il folletto che guarda la luna, logo della Renilin, è un sognatore con i piedi per terra, guarda fin dove altri sono ciechi e molto spesso scopre veri talenti. Auguriamo tutto il meglio a Offside. Una bellissima iniziativa.</p>
<p>TRACKLIST</p>
<p>NeXus (Verona)</p>
<p>The Vickers (Firenze)</p>
<p>Das Auge (Napoli)</p>
<p>Encelado (Gioia Tauro, Rc)</p>
<p>Maripensa (Milano)</p>
<p>Art In Hearts (Sulmona, Aq)</p>
<p>Enzo Granella (Bari)</p>
<p>gli stranieri:</p>
<p>Cherry (Inghilterra)</p>
<p>Kiernan Mc Mullan (Irlanda)</p>
<p>Seyyem (Pakistan)</p>
<h2 class="sectionhead">Kiernan Mc Mullan /Borderline &#8211; Video</h2>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zdsuMQnjO20" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/zdsuMQnjO20" wmode="transparent"></embed></object><br />
</center></p>
<h2 class="sectionhead">Das Auge/Reverse Flight &#8211; Video</h2>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ge-dsLs8lJ0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/ge-dsLs8lJ0" wmode="transparent"></embed></object><br />
</center></p>
<h2 class="sectionhead">Nexus/ &#8211; Video</h2>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0x8BO15QBQ0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/0x8BO15QBQ0" wmode="transparent"></embed></object><br />
</center><br />
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		<title>Storytellers &#8211; Bluvertigo</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2008/06/15/storytellers-bluvertigo/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 19:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia Arduini</dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
		<category><![CDATA[DVD]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[Confesso che di aver provato una strana sensazione nel ritrovarmi tra le mani un dvd dei Bluvertigo. Ormai mi ero quasi rassegnata a non vedere più Morgan, Andy, Livio e Sergio insieme su un palco, ma (fortunatamente) mi sono dovuta ricredere. Non ricordo come ho incontrato la musica dei Bluvertigo&#8230; probabilmente attraverso una mia compagna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/2008/06/bluvertigo_-_storytelles.jpg" alt="" width="200" height="200" />Confesso che di aver provato una strana sensazione nel ritrovarmi tra le mani un dvd dei Bluvertigo. Ormai mi ero quasi rassegnata a non vedere più Morgan, Andy, Livio e Sergio insieme su un palco, ma (fortunatamente) mi sono dovuta ricredere. Non ricordo come ho incontrato la musica dei Bluvertigo&#8230; probabilmente attraverso una mia compagna di scuola che mi fece la cassettina di <strong><em>Metallo Non Metallo</em></strong>&#8230; so solo che me ne sono innamorata, anche perché mi hanno fatto scoprire che anche i musicisti italiani avevano (e hanno) qualcosa da dire. Quella cassettina mi ha aperto un mondo e penso proprio che se non avessi incontrato la musica di Morgan &amp; C. oggi non sarei qua a scrivere di quello che amo di più.</p>
<p style="text-align: justify;">Le origini dei Bluvertigo vanno ricercate nell&#8217;hinterland milanese, dove nel 1991 Morgan e Andy formano una band, gli Smoking Cocks (dal cognome di Andy, Fumagalli). Il progetto non ha un gran successo, anche perché i due si accorgono presto che il nome è facilmente fraintendibile. E&#8217; durante un concerto che Morgan incontra Sergio Carnevale. Entrerà a far parte del gruppo, che prenderà il nome di Golden Age pubblicando un cd. In seguito si aggiungerà loro anche Marco Pancaldi e così nasceranno i Bluvertigo. Pubblicano l&#8217;album <strong><em>Acidi e Basi</em></strong> e in seguito, nel 1996, Pancaldi viene sostituito da Livio Magnini, già fonico e produttore dei Bluvertigo. Arrivano altri due album: <strong><em>Metallo Non Metallo</em></strong> (1997) e <strong><em>Zero</em></strong> (1999). Nel 2001 partecipano a Sanremo col brano <strong><em>L&#8217;Assenzio</em></strong> e pubblicano una raccolta di successi, <strong><em>Pop Tools</em></strong>. Qui s&#8217;interrompe la storia dei Bluvertigo. In realtà non si ferma qui, assume semplicemente <em>altre forme di vita</em>. Morgan inizia una carriera solista pubblicando tre album: <strong><em>Canzoni Dell&#8217;Appartamento</em></strong> (2005), <strong><em>No Al Denaro, Non All&#8217;Amore Né Al Cielo</em></strong> (2005, rivisitazione dell&#8217;album di De Andrè del 1971) e <strong><em>Da A Ad A</em></strong> (2007). Nel 2008 partecipa come giudice al &#8220;talent show&#8221; di Rai2 <strong><em>X Factor</em></strong>. Andy dal 2002 gira i locali italiani con i suoi dj-set (con musica degli anni 80) in cui a volte espone anche i suoi quadri che si ispirano alla pop-art (che crea a Flu-on, un laboratorio situato presso un&#8217;ala di un&#8217;ex fabbrica tessile di Monza) e dal 2007 collabora al progetto musicale Rezophonic. Livio si dedica all&#8217;attività di produttore (collaborando anche con Giorgia), pubblica un album, <strong><em>On The Air</em></strong> (2004), con la band Jetlag e anche lui prende parte al progetto musicale Rezophonic. Sergio collabora ai diversi progetti soliti di Morgan e dal 2007 inizia a suonare con i Baustelle.<br />
Tutto questo, condito da aneddoti divertenti e battute, ci viene raccontato dalla band nel dvd <strong><em>Storytellers</em></strong>, testimonianza della reunion del gruppo avvenuta sul palco di MTV il 7 aprile 2008. Paola Maugeri è al timone di questo evento in veste di intervistatrice e noi facciamo parte del <em>pubblico dei grandi eventi</em>. Tra una domanda e l&#8217;altra, assistiamo ad un live che tocca un po&#8217; tutte le tappe della loro storia. Troviamo <strong><em>Complicità</em></strong>, <strong><em>Iodio</em></strong>, <strong><em>I Still Love You</em></strong> a ricordarci la A di <strong><em>Acidi E Basi</em></strong>, l&#8217;inizio della loro storia. <strong><em>Troppe Emozioni</em></strong>, <strong><em>Soprappensiero</em></strong>, <strong><em>Cieli Neri</em></strong>, <strong><em>Altre Forme Di Vita</em></strong>, <strong><em>So Low</em></strong> ci portano alla M, a <strong><em>Metallo Non Metallo</em></strong>. E siamo solo a metà dell&#8217;avventura-Bluvertigo. <strong><em>Sono = Sono</em></strong>, <strong><em>Zero</em></strong>, <strong><em>La Crisi</em></strong> (presentata in una versione acustica) e siamo arrivati alla Z, all&#8217;album <strong><em>Zero</em></strong> che ha chiuso la <em>trilogia chimica</em>. Troviamo anche <strong><em>L&#8217;Assenzio</em></strong> a completare il tutto. Mi fa un effetto strano ritrovare i Bluvertigo dopo un <em>congelamento</em> durato quasi sette anni, anche perché (almeno nel look) sono molto diversi da come me li ricordavo. Però la voglia di suonare e di divertirsi insieme c&#8217;è ancora, a dimostrazione che questa non è una rimpatriata a puro scopo pubblicitario. C&#8217;è anche il video di <strong><em>Fuori Dal Tempo</em></strong>, a ricordarci <em>com&#8217;eravamo</em> (e giuro che rivedere Morgan truccatissimo e con i capelli di un bel rosso acceso vale l&#8217;intero prezzo del dvd!).<br />
Spesso queste reunion suonano più come un tentativo goffo di ri-attirare l&#8217;interesse del pubblico e si finisce per vedere sul palco solo una timida imitazione di band, ma in questo caso i Bluvertigo hanno dimostrato di essere pronti per tornare (anche perché alla fine non se n&#8217;erano mai andati del tutto). Hanno annunciato un album nuovo e un tour estivo. Bene, se questo era solo l&#8217;aperitivo mi sa proprio che ci aspetta un bel pranzetto succulento.</p>
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		<title>Nudi e Crudi è l’unica cosa: il nuovo DVD ed Ep dei Marta Sui Tubi</title>
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		<pubDate>Sun, 25 May 2008 22:28:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vladimiro Vacca</dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
		<category><![CDATA[DVD]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando li ho visti live rimasi sbigottito. Il giorno dopo avevo voglia di rivederli. Di percepire quell’onda impetuosa di suono che mi aveva attraversato dentro fino all’anima. Poi mi ricordai che era una band indipendente e che avrei dovuto aspettare solo che ripassasse dalle mie parti e che mai ci sarebbe stato un DVD anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 6px; float: right;" title="marta_dvd" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/2008/05/marta_dvd.jpg" alt="" width="170" height="237" /><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Quando li ho visti live rimasi sbigottito. Il giorno dopo avevo voglia di rivederli. Di percepire quell’onda impetuosa di suono che mi aveva attraversato dentro fino all’anima. Poi mi ricordai che era una band indipendente e che avrei dovuto aspettare solo che ripassasse dalle mie parti e che mai ci sarebbe stato un DVD anche solo  amatoriale che mi restituisse almeno il 60% di quella gioia di vivere che mi avevano dato in quel live. Questo è l’effetto che ti suscita un live dei Marta sui Tubi. Con appena due album i tre ragazzi siciliani hanno attraversato tutta la penisola proponendo questa loro musica che è rock senza chitarra elettrica. Il sound dei Marta sui Tubi è la sperimentazione che sfonda le barriere di genere e che tramuta il folk in rock spingendo sull’acceleratore del Mar Mediterraneo. La cosa che più colpisce dei Marta è il fatto che sono <strong><em>Nudi e Crudi</em></strong> nella loro attitudine live. Sono macchine perfette. L’acustica di Carmelo Pipitone disegna trame melodiche che riescono attraverso<span> </span>il suo fingerstyle<span> </span>a far sembrare la sua chitarra a diecimila corde. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">La voce elastica, calda e lirica di Giovanni Gulino si intreccia alla perfezione nelle tele sonore di Carmelo sugli accenti di impetuosa batteria di Ivan Paolini. In questo DVD c’è tutto questo attraverso il meglio delle loro performance live nel corso di questi ultimi quattro anni. C’è la vita da furgone, gli amici collaboratori che sono dietro la macchina live e loro con i racconti on the road e le follie. Da Marea Festival di Fucecchio, alla Casa139 i Marta sui Tubi immortalati con i capelli corti, lunghi e rasati. Ci sono tutti pezzi di battaglia, da <strong><em>Muscoli e Dei</em></strong> a <strong><em>Perché non pesi niente</em></strong>, da <strong><em>Stitichezza cronica</em></strong> a <strong><em>Via Dante</em></strong>, da <strong><em>Cenere </em></strong>all’<strong><em>Abbandono</em></strong>. Quindi il documentario di Marta sui Ghiacci: hanno suonato in un igloo a 3200mt con strumenti di ghiaccio, il massimo esempio di estro e follia di questa band. C’è spazio anche per tutti i loro video, uno più folle e imprevedibile dell’altro: spiccano il fantastico <strong><em>Vecchi difetti</em></strong> di Fabio Luongo e l’inedito <strong><em>Cenere</em></strong>. Questo <em>punto e a capo</em> dei Marta sui Tubi, che hanno lasciato la label Eclectic Circus scegliendo la via dell’autoproduzione con la loro </span><img style="margin: 2px 6px; float: left;" title="martasuitubidvd3" src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/2008/05/martasuitubidvd3.jpg" alt="" width="250" height="167" /><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">etichetta Tamburi usati, oltre a essere celebrato dalle istantanee di pura gioia sonora del DVD è accompagnato da un breve Ep: <strong><em>L’unica cosa</em></strong>. La title track e <em><strong>Pleiboi</strong></em> contengono<span> </span>i semi verso il futuro dei Marta sui Tubi, dove gli <em>stop and go</em> e le accelerazioni saranno sempre più una loro cifra distintiva invadendo il territorio del prog in chiave veramente originale (n.d.r. il sax di <strong><em>Pleboi</em></strong> è quello di Enrico Gabrielli degli Afterhours). Nell’Ep si ripropone la cover quasi a capella di <strong><em>Ma come fanno i marinai,</em></strong> eseguita insieme ai Lombroso per una compilation del Mucchio. L’ Ep si conclude con un tributo alla loro patria Sicilia musicando la poesia <strong><em>Negghia</em></strong> di Peppino Impastato (n.d.r. giornalista e attivista italiano nella lotta contro la mafia, celebrato nel film I cento passi). Insomma questo DVD senza effetti speciali è per chi ama uno dei gruppi più geniali dell’underground italiano ed è come me <span> </span>rimasto di sasso quando ha visto live la prima volta i Marta sui Tubi, innamorandosene follemente.<br />
</span></p>
<h2 class="sectionhead">Video – L’unica cosa</h2>
<p><center><br />
<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/RsS-yV-_d-8&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/RsS-yV-_d-8&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></center><br />
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		<title>Nirvana! Tonight! Soldout! Tutto quello che non abbiamo visto!</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 20:12:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vladimiro Vacca</dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
		<category><![CDATA[DVD]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il DVD Nirvana! Tonight! Soldout! è stato un tuffo, un trip mentale in quei giorni in cui i giovani implodevano dentro ma non si piegavano ai compromessi e non si svendevano al primo venditore di pentole e la rabbia si manifestava in tutta l’autodistruzione. Dietro quelle camice a quadri fuori dai pantaloni, dietro il grunge, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/2008/04/nirvana_live_tonight_sold_out2.jpg" align="right" hspace="6" vspace="2" />Il DVD <em><strong>Nirvana! Tonight! Soldout!</strong></em> è stato un tuffo, un trip mentale in quei giorni in cui  i giovani implodevano dentro ma non si piegavano ai compromessi e non si svendevano al primo venditore di pentole e la rabbia si manifestava in tutta l’autodistruzione. Dietro quelle camice a quadri fuori dai pantaloni, dietro il grunge, quel figlio ritardato e sporco del punk,  c’erano schizzi di sangue, brandelli di anima giovane violentata da un decennio (gli ’80) di restaurazione. Kurt Cobain non è stato un drogato che si è sparato, Kurt Cobain è stato il simbolo estremo e geniale di una generazione. Kurt si è scuoiato e senza pelle ci ha mostrato come eravamo dentro: succubi di un sistema che ci dice quando sorridere e quando piangere in cambio di briciole per mangiare.</p>
<p align="justify">Kurt si è trovato catapultato nella massima espressione dell&#8217;ipocrisia consumistica: lo show business, quello che fagocita tutto, che tutto svuota di contenuti e replica all’infinito per lucrarci sopra valicando i limiti della dignità umana. Ecco perché Kurt ed i Nirvana distruggevano gli amplificatori e le chitarre, perché queste erano state contaminate (ok! Erano le allucinazioni della droga ma quando la metafora diventa realtà quello è il vero effetto speciale!). I voli distruttivi sulle batterie, le penetrazioni degli amplificatori Marshall, gli sputi sulle telecamere sono stati atti di violenta insubordinazione al sistema.  In quei momenti Kurt era come il protagonista William Lee del film <em><strong>Pasto nudo</strong></em> di  D. Cronenberg, tratto dal romanzo di W. Burroughs:  Kurt vedeva sul palco tutti quegli strumenti della sua iniziale libertà creativa come infami insetti che lo volevano comandare (un po’ come le macchine da scrivere nel film!). Il vestirsi da donna, il bacio appassionato con il bassista sono stati ulteriori atti di provocatoria omosessualità per beffeggiare il sistema… in altre parole cercare di essere incontrollabile dalle logiche predefinite. In questo DVD è documentato tutto quello che non ci hanno fatto vedere in quegli anni, tutto quello che ci ha sfiorato nei costumi ma non nella mente. Non è un’opera celebrativo-commerciale (è stata pensata in quegli anni dallo stesso Kurt, era già uscita una versione VHS!), non c’è nessun fantastico booklet, solo la lista dei brani e tutti appartenenti ai primi due album <em><strong>Bleach</strong></em> e <em><strong>Nevermind</strong></em>,<strong> </strong>durante live storici tra il 1991 ed il 1993: come <em><strong>Lithium</strong></em>, <em><strong>Come as you are</strong></em>, <em><strong>Something in the way</strong></em> eseguite al club “Paradiso” di Amsterdam; gli sputi prima di <em><strong>On a plain</strong></em> al festival oskilde”;  la beffarda esecuzione di <em><strong>Smells like teen spirits</strong></em> a Top of the Pops dove si celebra la pantomima del playback; l’arrivo di Kurt in sedia a rotelle al Reading Festival per ironizzare sulle voci che lo davano in cattive condizioni di salute. Il tutto intervallato da interviste  in cui noterete che l’insofferenza e il disagio del soffocamento da media stava già iniziando ed avrebbe portato all’autodistruzione dell’icona che Kurt sarebbe diventato. Il DVD vi riporterà alla ricerca del cd <em><strong>Nevermind</strong></em>, straconsumato da una generazione&#8230; la mia.</p>
<h2 class="sectionhead">Video &#8211; DVD Trailer</h2>
<p><center><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/h8ADOaMVu6I&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/h8ADOaMVu6I&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></center><script src="http://www.google-analytics.com/urchin.js" type="text/javascript"></script><br />
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		</item>
		<item>
		<title>Non usate precauzioni &#8211; fatevi infettare: Afterhours &#8211; dvd (’85-’97)</title>
		<link>http://www.losthighways.it/2007/11/18/non-usate-precauzioni-fatevi-infettare-afterhours-dvd-%e2%80%9985-%e2%80%9997/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Nov 2007 19:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amalia Dell'Osso</dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
		<category><![CDATA[DVD]]></category>

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		<description><![CDATA[9 Febbraio ’07: attendevano in molti la prima doppia dichiarazione di FIEREZZA targata Afterhours (non è tutto qui: a maggio c&#8217;è stata un’altra doppia rivendicazione di ONESTA’ ARTISTICA). Avrebbero potuto scegliere di vomitare contro il mercato, affamato di inezie, un live, una semplice codifica in sintassi visiva di uno dei qualunque concerti (100, 200 in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/2007/11/afterhours-infettare.jpg" align="right" hspace="6" vspace="2" /> 9 Febbraio ’07: attendevano in molti la prima doppia dichiarazione di FIEREZZA targata Afterhours (non è tutto qui: a maggio c&#8217;è stata un’altra doppia rivendicazione di ONESTA’ ARTISTICA).<o:p></o:p><br />
Avrebbero potuto scegliere di vomitare contro il mercato, affamato di inezie, un live, una semplice codifica in sintassi visiva di uno dei qualunque concerti (100, 200 in un solo anno) del tour <em>Ballate/Ballads.</em><o:p></o:p><br />
Sarebbe stata una scelta comoda, poco impegnativa, votata all’ipocrisia di cavalcare l’onda buona, quella che si aspetta da sempre; sarebbe stato come conquistare una donna che ha solo bisogno di essere affascinata con un<em> bacio sporco;</em> sarebbe stato come giocare pulito, invece <em>se c’è una cosa che è immorale è la banalità</em>!<o:p></o:p><br />
Cosa vi ricorda il titolo del primo doppio dvd di questi folli musicisti, colpevoli di credo nella progettualità, untori di libertà creativa, iene cresciute nel grembo delle ribellioni alle certezze di menti in liquido fissativo, <em>casi umani</em> agli occhi cavati degli inetti? Perfetto, la vostra mente sta regredendo verso il passato che avevate sublimato: era il periodo del <strong><em>Germi Tour</em></strong>. Partono dalle origini gli <em>After. </em>Un altro sforzo: ancora più indietro… fino ad una palestra del lontano ’85 che riesuma il sound di giovani attaccati agli strumenti come alla corda un impiccato.<o:p></o:p><br />
Andiamo avanti con il quiz!<o:p></o:p><br />
Cosa vi aspettate dal contenuto di questi due supporti di materia scintillante? Apologia, celebrazione, facce da rocker maledetto che se la gode a sentirsi il padrone di schiere di <em>giovani coglioni </em>e fanciulle <em>vestite di lividi</em>? Sbagliato, peccato! Svegliatevi dal sonno, era tutta una proiezione dei vostri limiti percettivi!<o:p></o:p><br />
Vi troverete in video Lorenzo Olgiati, Paolo Mauri<em>, </em>la <em>dea </em>Barbara<em>, </em>Carlo Albertoli (Vox Pop), Manuel Agnelli, Giorgio Prette, Xabier Iriondo, Dario Ciffo, Andrea Viti, Valerio Soave… a far cosa? Semplicemente a raccontare, forse questo è molto più disturbante di tante pantomime da rockstar! Parole che disegnano nelle vostre menti una verità: questa è gente che ha creato dal nulla qualcosa di cui ricordarsi, già… il ricordo è un lusso che si chiama DIGNITA’; questa è gente che faceva parte di una <em>scena in Italia</em>, quella che a molti non è arrivata perché magari poteva esprimersi solo all’interno dei centri sociali o di pochi locali; questa è gente che ha toccato la musica nel concreto, maneggiando anche i bilanci di un’etichetta; questa è gente che si muoveva nel nome di un progetto e non di <em>un percorso importante verso il niente</em>.<o:p></o:p><br />
Cosa ancora credete ci sia nascosto in questi cerchietti della nuova era digitale? Immagini live elaboratissime, chitarre spaccate e pubblico in estasi? Spiacente: troverete riprese amatoriali, squarci di apparizioni in tv, foto vecchissime… magari di anime consapevoli e sperdute negli USA o vestite da bambine su piccoli palchi o con i capelli lunghissimi… con molta attitudine, ma anche con un vomito di sostanza… perché è proprio qua la differenza tra chi è svanito e chi è rimasto!<o:p></o:p><br />
Certo, il primo dvd ha un taglio da documentario: non vi aspettavate un tiro così basso dalle iene?!<o:p></o:p><br />
Certo, il signor Agnelli seduto e tranquillo ha molto da dirvi… dunque: sfatate il mito (nel bene e nel male) che le vostre stupidità hanno costruito e provate (almeno) a scorgere un artista, un musicista e basta, uno che vive nel rispetto delle diversità, uno che non ha nulla da volervi insegnare volontariamente, ma se dalla sua bocca esce fuori questo: <em>“… Ascoltare la musica senza barriere culturali e attitudinali. C’è qualità anche in ciò che non piace per gusto personale”</em>… non credete che in effetti avete sbagliato a giudicare senza sapere chi e che cosa sono gli Afterhours<em>?</em><o:p></o:p><br />
… Il secondo dvd? Una raccolta di video, 17 per la precisione: molti a basso costo e girati in condizioni essenziali, ma di assoluto effetto e nel segno di chi si è divertito nel realizzarli; il primo è un inedito da non raccontare <em>per veder se il gusto se ne va</em>, basti solo sapere che è relativo a <strong><em>Shadowplay</em></strong>, cover datata 1990.<o:p></o:p><br />
Chiedete il senso totale di quest’uscita? Ok: una piacevole conferma per chi li segue da anni e un’occasione per chi li ha persi “per caso” o “per cieca volontà”!</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><font color="#00ffff">Label: </font> Emi/Virgin &#8211; 2007</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><font color="#00ffff">Tracklist DVD 1:</font></p>
<ol>
<li>La nascita del gruppo</li>
<li>Giorgio Prette</li>
<li>Vox Pop</li>
<li>Xabier Iriondo</li>
<li>Passaggio dall’inglese all’italiano</li>
<li>Germi</li>
<li>Dario Ciffo</li>
<li>Da Germi a Hai paura del buio?</li>
<li>Hai paura del buio?</li>
<li>Andrea Viti</li>
</ol>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><font color="#00ffff">Tracklist DVD 2:</font></p>
<ol>
<li>Shadowplay</li>
<li>Ossigeno</li>
<li>Germi</li>
<li>Dentro Marilyn</li>
<li>Voglio una pelle splendida</li>
<li>Male di miele</li>
<li>Sui giovani d’oggi ci scatarro su</li>
<li>Non è per sempre</li>
<li>Baby Fiducia</li>
<li>Bianca</li>
<li>La verità che ricordavo</li>
<li>La sinfonia dei topi</li>
<li>Quello che non c’è</li>
<li>Non sono immaginario</li>
<li>Gioia e rivoluzione</li>
<li>La vedova bianca</li>
<li>White widow</li>
</ol>
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		<item>
		<title>14.06.2006… un canto che resta: Cesare Basile@La casa 139 (dvd+cd)</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Nov 2007 19:27:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Di Cecco</dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
		<category><![CDATA[DVD]]></category>

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		<description><![CDATA[Un data e un taccuino aperto, l’inchiostro rappreso e un tempo fermato per indugiare con lentezza nel piacere di sof-fermarsi sulle dita, ai margini, tra i piccoli gesti e le emozioni disegnate dai tratti dei volti. La porta aperta di una casa ed un giorno che finisce sbocciando in musica. 14.06.2006… un canto che resta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/2007/11/copia-di-fronte-basile.jpg" align="right" hspace="6" vspace="2" /> Un data e un taccuino aperto, l’inchiostro rappreso e un tempo fermato per indugiare con lentezza nel piacere di sof-<em>fermarsi</em> sulle dita, ai margini, tra i piccoli gesti e le emozioni disegnate dai tratti dei volti. La porta aperta di una casa ed un giorno che finisce sbocciando in musica. <strong><em>14.06.2006</em></strong>… un canto che resta, una poesia che avvinghia.<br />
L’abbraccio di una sera ci porta in dono una dimensione fatta di suono da vivere chiudendo gli occhi o spalancandoli, con una carezza di raso tra le labbra a raccogliere le grida.<br />
Se le palpebre non si abbassano e le ciglia non vanno a toccare le gote, si sente, vedendo, la danza delle note e delle parole. È Cesare Basile ad intrecciare i passi della lingua e delle sonorità accompagnato da una ruvida grazia e da corde morse, violate e onorate. Insieme a lui, Michela Manfroi a trarre incanto dai tasti, Marcello Caudullo a dar con le mani  forma invisibile alle seduzioni, Luca Recchia e Marcello Sorge ad offrire al cuore i battiti e sangue alle vene.<br />
Seduti, ben accomodati tra il ricordo del tocco delle lenzuola e il calore di un respiro, si sceglie di essere dimentichi del tempo e si dischiude lo sguardo per assorbire musica che fluisce ed immagini che scorrono lasciando che i movimenti sapienti tessano le note con la luce e la grafia della luce.<br />
Nove canzoni da guardare con le viscere e quindici da sentire serrando gli occhi e denudando l’anima. Se si è imparata la pazienza e scoperto il gusto dell’attesa e dello stupore, si troverà altro… da guardare, da sentire.<br />
Si aprono tutti i sensi per ac-cogliere la musica viva, la si ammira volteggiare nell’eleganza dei gesti, nel suo levarsi a partire dai corpi e dai brividi. Solo la sostanza trova spazio, non c’è tempo se non per l’essenza. L’energia confluisce negli strumenti e lì deflagra… esplode il suono, la melodia, la parola… cinque musicisti trasformano la loro stessa carne mista all’animo in meraviglia e si comprende che anche un sussurro può graffiare.<br />
“<em>I close my tearless eyes but see more clear</em>”, sembra esser sopraggiunto il silenzio ed invece, davanti ad uno schermo in split screen, ci si ritrova dentro <strong><em>To speak of love</em></strong> a cogliere alchimie e malie, ad afferrare con le ciglia la cura e il palpito dell’origine.<br />
E’ il buio ad arrivare, ma non è né resta muto. Gli occhi ora hanno l’invisibile da sondare, il puro suono da immaginare. La musica si spoglia delle diafane vesti fatte di immagini e cinge il sentire cosicché resti, av-vinto, in ascolto. Sapore di cioccolata e rhum in gola e ad occhi chiusi ci si abbandona ad un nuovo inizio, ad un viaggio lungo il quale apprendere dal canto il piacere del riinnamorarsi di quella “<em>corda feroce</em>” che ci lega, trattiene, appartiene.<br />
Si giunge alla fine trovando un’apertura, un varco tratteggiato da un <strong><em>Apocrifo</em></strong> attraverso uno schiaffo che evoca la meschinità che ci appartiene e l’autenticità da anelare.<br />
All’ombra de <strong><em>L’albero di Giuda</em></strong>, tra il cranio e <strong><em>Il deserto</em></strong>, tra i carri di Arlecchino e il talento della morte, si può osservare la grazia di un uomo che sa scrivere con la voce della gola e della chitarra versi in cui la carne dilaniata non si rimargina, ma apprende ad essere bellezza.<br />
Quando il silenzio giunge davvero ci si ritrova una lacrima in bocca, un brivido in petto, un dolore tra le dita ed ovunque la sensazione forte del tocco di una musica che è esperienza del sublime, del meraviglioso che non rassicura ma toglie il fiato e dà vita.</p>
<h2 class="sectionhead">Credits</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><font color="#00ffff">Label: </font>Mescal/Emi – 2006</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"> <font color="#00ffff">Line-up: </font><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">Cesare Basile (chitarra e voce) &#8211; Michela Manfroi (pianoforte, tastiere) &#8211;  Marcello Caudullo (chitarra) &#8211; Luca Recchia (basso) &#8211; Marcello Sorge (Batteria)<br />
<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><font color="#00ffff">Tracklist DVD:</font></p>
<ol>
<li>Caeseless and fierce</li>
<li>In coda</li>
<li>Dal cranio</li>
<li>Finito questo</li>
<li>Fratello Gentile</li>
<li>Il deserto</li>
<li>Pietra bianca</li>
<li>Dite al corvo</li>
<li>Hellequin song</li>
<li>+ Backstage</li>
</ol>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><font color="#00ffff">Tracklist CD:</font></p>
<ol>
<li>Caeseless and fierce</li>
<li>In coda</li>
<li>Dal cranio</li>
<li>Finito questo</li>
<li>Fratello Gentile</li>
<li>Il deserto</li>
<li>Pietra bianca</li>
<li>Dite al corvo</li>
<li>Hellequin song</li>
<li>To speak of love</li>
<li>La festa di ieri</li>
<li>La suonatrice di Hammond</li>
<li>A che serve lo zolfo</li>
<li>L’albero di Giuda</li>
<li>Odd man blues</li>
<li>+Apocrifo</li>
</ol>
<p><font color="#00ffff">Links:</font><a href="http://www.myspace.com/cesarebasile">MySpace</a></p>
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		<title>SensAzionE live@cencio’s</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Sep 2007 22:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiano D’Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[CrossRoads]]></category>
		<category><![CDATA[DVD]]></category>

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		<description><![CDATA[Da angoli oscuri dalla provincia silenziosa ci arrivano echi di chitarre. In verità ci arrivano echi di quella che si appresta a diventare una delle band più rappresentative della nuova ondata di rock nostrano. I SensAzionE sono oramai una realtà, una di quelle dure e pure. Il loro ultimo lavoro Anche i pesci hanno sete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><img src="http://www.losthighways.it/wp-content/uploads/2007/09/sensazione-dvd.jpg" align="right" height="200" hspace="6" vspace="2" width="280" /><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">Da angoli oscuri dalla provincia silenziosa ci arrivano echi di chitarre.<o:p></o:p></span><br />
<span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">In verità ci arrivano echi di quella che si appresta a diventare una delle band più rappresentative della nuova ondata di rock nostrano. I SensAzionE sono oramai una realtà, una di quelle dure e pure.<o:p></o:p></span><br />
<span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">Il loro ultimo lavoro <strong><em>Anche i pesci hanno sete</em></strong> si è dimostrato in assoluto un disco interessante e coinvolgente. Seppur con qualche incertezza, il loro rock cammina sulla strada giusta. Il sound dei SensAzionE è un<span>  </span>misto di rock e noise, i loro testi sono caustici e disturbanti, denotano tutto il malessere di una generazione che si sente fuori posto.<o:p></o:p></span><br />
<span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">Ora ad accompagnare il loro disco c’è anche un ottimo DVD strutturato in un lungo concerto tenutosi allo storico Cencio’s e in quattro video extra. <o:p></o:p></span><br />
<strong><em><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">SensAzione live@Cencio’s</span></em></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"> è la celebrazione di un disco intrigante che ci fa apprezzare la loro dimensione live. Il gruppo di Gabriele “Rusty” Rustichelli si avvale di una strumentazione più che ottima e le luci verdi che si riflettono sulla macabra sceneggiatura, un groviglio di tubi, sifoni e valvole che ricorda una sorta di inquietante motore cardiaco situato alle spalle della batteria,<span>  </span>ci dicono sin da subito che il concerto non sarà avaro di energie.<o:p></o:p></span><br />
La qualità del video è buona, gli effetti di velature sono ben centellinati e rendono appieno l’atmosfera di un’esibizione che andrebbe vista con una buona birra tra le mani. Il B/N è usato spesso per sottolineare i pezzi più tirati, più arrabbiati, più “cazzuti”. <span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">La band si diverte e fa divertire. Il loro frontman chiama il pubblico, li coinvolge, ride e scherza con loro mentre il bassista suona scale effettate e salta sul posto, la chitarrista , un sorriso furbo sul volto, sputa note dalla sua chitarra come una vipera sonora. L’impianto scenico, fra luci, laser e fumi si presta ottimamente al loro sound. I pezzi volano via così, rabbiosi e cattivi. La fa da padrone la scaletta del loro ultimo lavoro ma piccole perle del primo disco vengono proposte con un furore che nella versione studio non si notava. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">Questi sono i lati positivi del DVD.<o:p></o:p></span><br />
<span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">I lati negativi sono davvero pochi. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">A parte piccole pecche nella voce di Rusty in alcuni passaggi (ma è un live, è giusto che sia così) forse bisognava puntare un po’ di più sui contenuti speciali. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">A parere di chi scrive, non ci si doveva limitare a inserire dei semplici video di singoli ma arricchire con interviste al gruppo e immagini strappate al loro backstage. Piccoli flash sulla loro macchina organizzatrice, sul loro furgone, sui loro strumenti. Un po’ di sano e puro divertimento. Cercare una chiacchierata tra amici, un coinvolgimento più intimo rispetto alla cerimonia di massa del concerto. Per farla breve, emozioni pari al saltare del loro live.<o:p></o:p></span><br />
<span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">Quelle che ci sono nei contenuti extra sono davvero poca roba.<o:p></o:p></span><br />
<span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">Ma i SensAzionE sono una realtà del nostro “panorama sommerso”, una band che deve fare i conti (…e, soprattutto, fare “quadrare” i conti) con l’ambiente sterile della nostra cultura musicale. Non si può chieder loro di produrre un DVD impeccabile sotto ogni punto di vista.<o:p></o:p></span><br />
<span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">Possiamo però chieder loro che i SensAzionE, scusate il pessimo gioco di parole, ci diano sensazioni.<o:p></o:p></span><br />
<span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">E questo lo fanno sin dall’inizio.<o:p></o:p></span><br />
<strong><em><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">Sensazione live@Cencio’s</span></em></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"> è un ottimo documento a testimonianza di una band che sa cosa vuol dire rock e passione e che sa, decisamente, cosa vuol dire fare rock e farlo con passione.<o:p></o:p></span><br />
<span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">Resto sempre più dell’idea che, nonostante piccoli angoli spigolosi, i SensAzione abbiano talento. Un talento che sarebbe un peccato non venisse notato.<o:p></o:p></span></p>
<p><script src="http://www.google-analytics.com/urchin.js" type="text/javascript"> </script> <script type="text/javascript"> _uacct = "UA-2703131-1"; urchinTracker(); </script></p>
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