Nelle serie distopiche, la musica indie arriva sempre di lato: non entra per dominare, ma per aprire una crepa. È in quella crepa che i personaggi respirano, ricordano, tremano. E spesso, proprio lì, la distopia si fa umana. 1. Snowpiercer — “In This Shirt”, The Irrepressibles Melanie guarda il mondo …
Leggi tuttoVladimiro Vacca
L’arte di rallentare: viaggio essenziale nello slow‑core
Lo slow‑core nasce negli Stati Uniti tra il 1990 e il 1996, come risposta silenziosa al rumore dell’alternative rock. È una corrente che rallenta tutto: bpm bassissimi, dinamiche ridotte, chitarre pulite e malinconiche, voci che sembrano arrivare da una stanza accanto. Non è un genere “triste”: è un genere concentrato, …
Leggi tuttoMojave 3: l’opera completa torna a vivere
Mojave 3 sono sempre stati una frontiera silenziosa: tre figure — Neil Halstead, Rachel Goswell, Ian McCutcheon — che dopo il collasso stellare degli Slowdive hanno scelto di non esplodere, ma di svanire dolcemente, reinventandosi in una musica che non chiedeva più di essere guardata, bensì ascoltata come un respiro. Nelle …
Leggi tuttoSomeone, somewhere – Bonnie Kemplay
Nel nuovo EP Someone, somewhere, Bonnie Kemplay continua a muoversi nella geografia fragile delle relazioni e della memoria, ma con una maturità che sorprende. Le sei tracce sembrano scritte in una stanza che cambia forma: una città nuova, un corpo che guarisce lentamente, un’infanzia che torna a bussare. È un …
Leggi tuttoBoston – Boston
Tom Scholz non arriva al rock come un rocker: ci arriva come un devoto della musica classica. Da ragazzo suonava Bach al pianoforte, studiava contrappunto, si perdeva nelle fughe come fossero mappe di un mondo perfetto. E quando, anni dopo, chiude il seminterrato di casa per costruire il suo suono, …
Leggi tuttoThe New World – Shearwater
La musica di Shearwater sembra emergere da una faglia del mondo, da un punto in cui la terra si apre e lascia filtrare storie che non abbiamo ancora imparato a leggere. Lì dove le mappe non arrivano, dove la geografia è ancora un’ipotesi, dove il reale e l’irreale convivono come …
Leggi tuttoTHE BEAR 5: la soundtrack di Zimmer e Lundberg come tensione e continuità emotiva.
La colonna sonora di THE BEAR – Stagione 5 è un cambio di pelle: non più il grande romanzo musicale americano costruito attraverso brani non originali, ma un corpo sonoro che pulsa dall’interno, che nasce dalla tensione stessa dei personaggi. È una stagione che suona meno come una playlist e …
Leggi tutto“La verità che affonda: McEwan e le rovine del nostro futuro”
Ian McEwan ha sempre scritto come se la letteratura fosse un sismografo: registra le vibrazioni del presente, anticipa le fratture del futuro. In Quello che possiamo sapere questa sensibilità diventa un dispositivo politico, una lente che osserva la memoria come fosse un territorio conteso. Se in Espiazione la verità era …
Leggi tuttoNel parco dei fantasmi, tra minimalismo, lutto e rinascita creativa: Intervista a Bruce Soord
C’è sempre un senso di familiarità quando LostHighways incontra Bruce Soord. Il leader dei The Pineapple Thief, ormai di casa sulle nostre pagine, torna a parlarci in occasione dell’uscita di Ghosts In The Park, il nuovo capitolo della sua produzione solista. Un disco spoglio, raccolto, attraversato da chitarre acustiche che …
Leggi tuttoYour Day Will Come – Chanel Beads
C’è un punto, ascoltando Your Day Will Come, in cui la musica di Chanel Beads sembra riflettere la skyline di Brooklyn: non quella da cartolina, ma quella vista alle tre di notte, quando i palazzi diventano ombre e le luci dei ponti tremano come nervi scoperti. Shane Lavers aka Chanel …
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Lost Highways Seek your mood, Find your lost highways!