“Le stanze sembravano troppo piccole, il tempo scorreva in modo strano e ogni suono sembrava mormorare di dubbi”, dice Ring. Suoni striduli simili a sirene, riff acustici e un ritmo di batteria riempiono l’aria, creando un forte senso di pressione e claustrofobia. Ma quando arriva il ritornello, dolorosamente bello, con le sue voci eteree e ariose, si percepisce anche un debole barlume di qualcosa di più luminoso che cerca di farsi strada.
Ascolta ‘Hum of Maybe’ QUI
L’album ha preso forma dopo un lungo periodo di blocco creativo, in cui il suo legame con la musica sembrava perduto, sepolto e irrintracciabile. Per superare questo blocco, ha sfidato se stesso con un proposito: trovare un’idea per una canzone ogni giorno, libero da pressioni, giudizi e ricerca della perfezione, non importava quanto fossero grezzi o incompleti gli schizzi. A poco a poco, questa nuova routine quotidiana ha avuto un effetto terapeutico, aiutandolo a ritrovare la fiducia in se stesso e nel suo processo musicale. Dai numerosi frammenti creati in oltre sei mesi nel 2025, sono presto emerse le canzoni più forti, che hanno preso forma come contorni del suo sesto album, A Hum Of Maybe.

A Hum Of Maybe è un album che parla di amore – per se stesso, sua moglie e sua figlia – e di come conservarlo, proteggerlo e ricalibrarlo costantemente, dato che è in continuo mutamento. Lavorare sui testi lo ha aiutato a concentrarsi su ciò che era importante per lui. Come suggerisce il titolo dell’album, le canzoni parlano dell’essere bloccati nel mezzo. “Maybe non è debolezza, ma uno spazio in cui le cose possono crescere”, spiega Ring. L’album abbraccia uno stato di limbo, dove non ci sono più certezze incrollabili o risposte chiare, ma una moltitudine di simultaneità e stati intermedi. Non o, ma e: analogico e digitale. Uno e zero. Micro e macro. Luce e ombra. “Hum è quella corrente sotterranea di potenziale, l’intermedio, dove la vita realmente accade”.
L’album è stato realizzato con l’aiuto dei suoi collaboratori di lunga data, che danno alle undici tracce una dinamica calda e organica e che si esibiranno con Sasha Ring anche nei prossimi concerti dal vivo: Philipp Johann Thimm (violoncello, pianoforte, chitarra), che ha anche co-scritto e co-prodotto l’album, Christoph “Mäckie” Hamann (violino, tastiera, basso), Jörg Wähner (batteria) e Christian Kohlhaas (trombone).
La cantante armeno-americana KÁRYYN è presente in “Tilth”, mentre il musicista berlinese e romano Jan-Philipp Lorenz (alias Bi Disc) in “Pieces, Falling”.
A Hum Of Maybe è un album dettagliato, raffinato e meravigliosamente imprevedibile, ricco di melodie, texture, forme libere e modulazioni. Ring combina elegantemente le prospettive di un produttore elettronico e di un compositore classico.
Un nuovo capitolo.
Un tuffo coraggioso nelle complessità della vita.
A Hum Of Maybe esce su Mute il 20 febbraio 2026.
Pre-ordina QUI