Home / Editoriali / Carne Fresca, Suoni dal Futuro / Lo spaghetti stoner che scuote la provincia: intervista ai Vidage

Lo spaghetti stoner che scuote la provincia: intervista ai Vidage

Vidage

Continua il nostro viaggio dentro le sonorità e le visioni della rassegna Carne Fresca, Suoni dal Futuro con una nuova tappa dedicata ai Vidage. Quattro giovani pugliesi che mescolano stoner rock, poesia e attitudine underground, dando vita a uno stile personale e potente: lo “spaghetti stoner”. In questa intervista, ci raccontano la loro nascita, il loro modo di intendere la musica e la voglia di costruire un’alternativa autentica, lontana dai compromessi del mainstream.

Quando, come e perché è nato il vostro progetto musicale?
Siamo nati nel 2018 dopo una jam session in un locale: un cliché che a quanto pare funziona ancora. Un informatico, un ingegnere del suono, uno studente di lettere e un grafico pubblicitario che volevano fare rumore. Non c’è stata una chiamata o una vocazione, è stato molto meno romantico di così. Poi ci siamo accorti che quel rumore stava risvegliando qualcosa nella nostra provincia. La pandemia, il lavoro e lo studio ci hanno tenuti separati per un po’, quindi ci piace pensare che l’anno della nostra (ri)nascita è il 2024.

Cosa significa “suonare” rock per dei giovani come voi?
Suonare rock significa essere diretti, ruvidi, non accettare compromessi o ruoli imposti. Significa trasformare la rabbia e la tristezza in un atto performativo, catartico. E soprattutto, significa riuscire a tirare fuori energia dal pubblico, dal prossimo.

Quali sono i vostri principali riferimenti musicali?
Probabilmente, i Kyuss e i Verdena. Chiusi insieme in un ascensore, a leggere Majakovskij. E non possiamo non citare i 1000mods, una band greca da cui abbiamo preso ispirazione per il nostro nome.

Cosa significa per voi sperimentare e mescolare le carte?
Significa evitare di stare troppo comodi, impedire che il nostro percorso di ricerca artistica – che in fondo è anche il nostro percorso di vita – si atrofizzi. Abbiamo provato a sperimentare sin dall’inizio, ed è facendolo che siamo riusciti a trovare la nostra identità. Volevamo portare a compimento un’operazione culturale che nel nostro paese è stata cominciata e ripresa più volte, ma che forse non è ancora arrivata fino in fondo. Volevamo essere più aggressivi e più veri di quanto si sente solitamente qui in giro, ma anche valorizzare la nostra cultura e la nostra lingua tradizionalmente legate alla poesia e all’arte.

Cosa significa per voi essere stati selezionati nell’ambito della rassegna Carne Fresca, Suoni dal Futuro?
È stato sicuramente un riconoscimento, un’attestazione di valore. Sentirsi parte di qualcosa di alternativo ma anche nazionale, solido, concreto – e questo ha un valore duplice se provieni dal Sud e dalla provincia.

Gli animi di Carne Fresca tipo Succi, Segale ed Agnelli vi hanno dato qualche consiglio?
Ci hanno senz’altro trasmesso uno stato d’animo, un modo di fare le cose. Soprattutto Giovanni Succi, con cui abbiamo avuto più modo di interagire, ci ha fatto sentire coinvolti, sicuri e a nostro agio. L’esperienza di Carne Fresca ci ha sicuramente insegnato che perseverare dà i suoi frutti, che essere sé stessi fino in fondo è sempre la cosa più giusta da fare per essere apprezzati dal pubblico.

Cosa rappresenta per voi Germi LdC di Milano?
Germi è un piccolo locus amoenus: vi abbiamo trovato persone che lavorano con passione e generosità, e un pubblico affamato di musica e di cose nuove. Luoghi di questo tipo sono dei veri punti di riferimento per una scena che sorga spontaneamente dal basso, vorremmo che ce ne fossero in ogni angolo d’Italia.

Come è stato aprire un gruppo storico come gli Afterhours? Il fatto di ritrovarvi con altre band in un cartellone così prestigioso vi fa sentire effettivamente parte di una scena? La vostra generazione concepisce questo concetto oppure vi sentite delle monadi?
Una grande emozione: un punto di arrivo ma speriamo anche di partenza. Alcuni di noi ascoltano gli Afterhours sin dall’adolescenza. Non ci sentiamo affatto delle monadi, anzi. Per noi la musica è vita, è contatto umano, si può fare solo insieme. Abbiamo sempre avuto l’ambizione di riuscire a sentirci davvero parte di un’entità più grande, fatta di altri musicisti come noi e soprattutto del pubblico che ci supporta. Siamo convinti che l’esperienza di Carne Fresca e del concerto degli After stiano contribuendo a realizzare concretamente questa ambizione

Se un giorno qualcuno del mondo mainstream vi chiedesse di modificare radicalmente il vostro sound per raggiungere il successo mediatico, accettereste compromessi?
Mai. Cambieremmo la nostra musica solo per esigenze creative, personali, mai commerciali. La poesia non si può consumare, non si può svendere.

Come vi rapportate all’attuale sistema di promozione fatto di doping su ogni canale social? Lo condividete in qualche modo oppure credete ci sia un modo per arginarlo?
Il sistema dei social non ci piace molto. Ne abbiamo avuto la conferma definitiva quando abbiamo subito un ban irreversibile da Meta a causa di un errore dell’intelligenza artificiale, poco dopo aver pubblicato il nostro primo singolo. In pratica, una censura ingiustificata. Da allora, quella canzone è diventata la nostra dichiarazione di guerra agli algoritmi e all’oligopolio economico e culturale delle piattaforme. Un modo per arginare tutto questo è esserci in carne e ossa, coinvolgere la gente e sentirsi parte di qualcosa, presidiare e resistere. Questo modo di pensare è uno dei motivi principali per cui abbiamo voluto essere parte di Carne Fresca.

Cosa significa costruire un’alternativa per voi?
Significa fottersene, rischiare. Fare quello che non esiste, ma che molte persone vorrebbero esistesse perché ne hanno bisogno. Soprattutto, significa non farsi strumentalizzare, dire sempre e solo ciò in cui si crede davvero.

[io] – Video

Ti potrebbe interessare...

BIS-2-700x1024

Fuori dal teatrino nazional-popolare: intervista a Umberto Maria Giardini

In occasione della recente uscita di Olimpo diverso, abbiamo incontrato l’autore di questo nuovo capitolo discografico …

Leave a Reply