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Manuale Illusione – Ai!

AI_Manuale_Illusione-Cover_HDNato nell’ambiente alternative bolognese dalle ceneri di The Crazy Crazy World Of Mr. Rubik, la cui ossatura strumentale era costituita da Gabriele Ciampichetti e Stefano Orzes, il trio Ai!, completato dall’arrivo del poliedrico Luca Fattori alla voce approda  al suo primo album, mettendo a punto un’intrigante miscela di sperimentazioni desertiche e cantautorato inusuale, improvvisazione e minimalismo passionale, grazie anche alle preziose partecipazioni di Dico Fone ai fiati e Chie Yoshida alla viola. Un album che viaggia tra le Dimensioni come recitando il mantra di un eterno inizio, promessa di grandioso avvenire, partenza di un viaggio che non vuole salpare, preferisce restare ad esplorare il sé, sotto la guida scarna di due soli accordi che non riescono a impedir di perdersi nei mille risvolti di un cosmo interiore, dove “si perdon le parole” e s’invoca un’anima salva che “a forza di vivere” sarebbe piaciuta più a Battiato che a De André. Tant’è che le Onde Concentriche, partendo da quelle premesse, vagano spiraliformi verso le pianure mongole sulle tracce dei CSI e ne tornano cariche di impulsi sonori, li fondono nel crogiolo arcaico di una brutale dichiarazione d’amore squassando, quasi senza darlo a vedere, la forma canzone sotto sferragliate lisergiche e ardite ricerche. Lo sperimentalismo affonda nelle acque torride di Blu, scura come la notte che arriva, sassofoni sirene portuali, fischi di elettrico vento, foschie di bassi paludosi, chitarre minimali ora spennellate ora saltellanti ora vertiginose, flauti rantolanti, una voce che oscilla tra le abrasioni verbali di Sergio Maglietta e le impennate baritonali di Demetrio Stratos. E su quella scia s’innestano gli orientalismi della title track Manuale Illusione, che muovendo lenta tra le trame della casbah incappa nel disperato grido di morte di uno sconosciuto pugnalato a morte, il cui sangue zampilla nero nelle note del sax urticante di Dico Fone. È il 24 Febbraio, la data fissata per il duello, la tensione cresce madida tra le case polverose di una cittadina del West, pistoleri a passi lenti guadagnano il centro dell’unica via, si fronteggiano, studiano, come nella migliore tradizione dello spaghetti western, e gli spari improvvisi rimbombano come cannonate, con i colpi pesanti sulle pelli dei timpani e gli accordi lasciati a risuonare sotto l’eco dei proiettili. E in questa sfida in rallenty i pensieri di un contendente vengono fuori come Emidio Clementi che racconta il cinema di Peckinpah in un vecchio live degli Afterhours. La vita è labile come un gioco, allora tanto vale gettare i Dadi, e provare a distendere i nervi tesi con un coro ludico di ascendenze etniche, tornare alla luce ed ergersi Sopra Le Cose, al ritmo di un reggae più che rallentato, che incrociato a una filastrocca fanciullesca e sospinto da fiati di sognante freschezza free jazz si liquefa infine in un lago calmo di riflessi ramati. Da quelle acque emerge l’acustica chitarra antica di Pergamena, in cerca di un perduto motivo folk di cui non rimangono che brandelli da ricomporre, accordi da rintracciare per riannodare i fili di una ballata che è un accorato inno alla vita: “rialzati sempre, sempre, e per sempre abbi il coraggio delle tue convinzioni“.

Credits

Label: Locomotiv Records / Audioglobe – 2023

Line-up: Gabriele Ciampichetti (Basso, Chitarre) – Luca Fattori (Voce) – Stefano Orzes (Batteria) – Dico Fone (Clarinetto, Sax, Flauto traverso) – Chie Yoshida (Viola)

Tracklist:

    1. Dimensioni
    2. Onde Concentriche
    3. Blu
    4. Manuale Illusione
    5. 24 Febbraio
    6. Dadi
    7. Sopra Le Cose
    8. Pergamena


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