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Bloodline Maintenance – Ben Harper

Ben-Harper-album-2022-786x786Qualche giorno fa ha suscitato applausi e ilarità il caustico commento di James Senese rivolto a una nota testata che aveva utilizzato per sbaglio una sua foto per un articolo su una band nostrana che gode di incredibile hype internazionale. Nel ringraziare per la foto James chiudeva dicendo “più che cantare a petto nudo me piace ‘e sunà co’ core”. Suonare col cuore. Dote fin troppo rara che mostra di possedere saldamente Ben Harper, uscito lo scorso autunno con questa accorata e passionale antologia di generi che ripercorre omaggiandola la storia della black music, dalle sue origini gospel traditional fino ai giorni nostri. Il mantenimento della linea di sangue, il passaggio di un testimone culturale che si carica di tensioni sociali e drammi privati, a partire dalla perdita di un caro amico (Juan Nelson, scomparso nel 2021), ritrovando un impegno civile che troppo spesso risulta assente nel panorama musicale moderno. Così, l’iniziale Below Sea Level, scritta con in mente Mother pray cantata assieme ai Blind Boys of Alabama nell’album There will be a light (2004), è un inno di morte che risuona a cappella sotto la superficie di un mare che in questi giorni fa particolarmente male, ricordo doloroso di deportazione schiavista ieri, di emigrazione disperata oggi. Sembra proprio non cambiare mai nulla, per questo We Need To Talk About It. La schiavitù esiste, anche senza ceppi, frustate e catene di ferro ai polsi e ai piedi, si trasforma con astuzia crudele e tiene ancora sotto il giogo. La consapevolezza e la liberazione passano dalla cupa elettricità di un funky oscuro che urla armonie gospel con le voci potenti di Alethea Mills, Chavonne Stewart e De’Ante Duckett, mentre la chitarra di Harper trova un conciso assolo hendrixiano in linea coi suoi album d’esordio. Il ritmo del dubbio, del senso di colpa per un presente al di sotto delle aspettative agita l’andamento soul di Where Did We Go Wrong che scorre nel segno del Marvin Gaye più suadente, mentre Problem Child procede sui binari di un blues destrutturato che si apre in arioso tema strumentale retto dai fiati spumeggianti di Geoff Burke, che si destreggia, con qualche sovraincisione, tra sassofono tenore, baritono e flauto, aggiornando un sound traditional che arriva dritto da New Orleans. Ma il baricentro si sposta anche più a sud recuperando un gustoso ritmo reggae con Need To Know Basis, con sferzate di chitarra elettrica che piacerebbero a Jack White tanto quanto i riff lisergici di It Ain’t No Use, che scompare lentamente all’orizzonte col suo incedere marziale da battaglia apocalittica. Ecco allora che il soul ritrova la sua strada con More Than Love e il suo vivace senso ritmico e la melodia solare che discende direttamente da Sam Cooke, così come la nostalgica commuovente dichiarazione Smile At The Mention, percorsa da saporiti intreccio di fiati, stavolta assieme a Burke c’è la tromba di Bruce Harris, e chitarra dolente. Ed è ancora piangente il blues Honey, Honey, che ripete i passi di illustri invocazioni di amori perduti, sul giro di basso preso in prestito a Born under a bad sign di Booker T. Jones, mentre Knew The Day Was Comin’ si accende grazie alle scintille di una slide sanguinante, tra Elmore James e John Lee Hooker. I conti con la tradizione sono fatti, ma ora tocca guardare al futuro se, come detto in apertura, black lives matter e bisogna trovare un immenso coraggio, raccogliere i pensieri, meditare per superare il dubbio, Maybe I Can’t, accompagnati da un’acustica che ritrova l’intimismo del recente Winter is for lovers, che indica la via in uno sviluppo armonico che supera a piè pari, come saltando da un trampolino, l’insegnamento saldo della linea di sangue, lanciandosi verso il futuro.

Credits

Label: Chrysalis – 2022

Line-up: Geoff Burke (Horn Arrangements, Woodwind Arrangement) – De’Ante Duckett (Vocal Harmony) – Ben Harper (Arranger, Guitar, Vocal Harmony) – Bruce Harris (Trumpet) – Alethea Mills (Vocal Harmony) – Chavonne Stewart (Vocal Harmony) – Jason Yates (Keyboards) – Anna Butterss (Bass)

Tracklist:

  1. Below Sea Level
  2. We Need To Talk About It
  3. Where Did We Go Wrong
  4. Problem Child
  5. Need To Know Basis
  6. It Ain’t No Use
  7. More Than Love
  8. Smile At The Mention
  9. Honey, Honey
  10. Knew The Day Was Comin’
  11. Maybe I Can’t


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