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I’m Not Sorry, I Was Just Being Me – King Hannah

King HannahEcco un duo che non ti aspetteresti arrivare da Liverpool, grazie al torrido suono stoner che fa immediatamente pensare a Texas e Arizona, polverosi film western e sfide all’ultimo sangue, nervi tesi e whisky che scorre dai colli di bottiglia, come mette subito in chiaro l’iniziale A Well-Made Woman. Dal drone lisergico di So Much Water So Close To Drone emerge il torrido rock di All Being Fine giocato su un solo accordo e la calda voce profonda di Hannah Merrick, tra Nico e Cat Power. Le chitarre desertiche di Big Big Baby sarebbero la perfetta colonna sonora per le desolate avventure di trafficanti di droga al confine tra Stati Uniti e Mexico, viste in tanti film e serie, garantendo la giusta dose di suspense. La ballata armoniosa Ants Crawling on an Apple Stork si affida invece alla più placida voce di Craig Whittle, accompagnata da pad sognanti che sfociano nella coda strumentale di tenue minimalismo. Ma è solo una pausa prima del calare delle tenebre di The Moods That I Get In, annunciate con fare istrionico da una voce più nera della pece che avvolge i presenti come un manto pesante, sceso a impedire ogni via di fuga mentre le lente chitarre e i fischi strozzati compiono il rito di ipnosi, conducendo i nuovi adepti in una lunga cavalcata notturna. Si rientra nel saloon per Foolius Caesar straziante pena d’amor perduto sulle orme di Glory box dei Portishead, macinando il riff rigonfio di basso sotto le tremanti scariche del wah-wah. Ma poi le tastiere oniriche di Death of the House Phone creano un’inaspettata cesura di immaginazione eterea da cui sgorgano le spoken word di pietra di Go-Kart Kid (HELL NO!), che risalgono addirittura a If you wear that velvet dress, che impreziosiva uno degli album più sottovalutati degli U2, con quell’aria decadente e malata mai più ritrovata dalla band irlandese. Qui invece la tirata finale di distorsioni tempestose crea una coltre di sabbie graffianti che conduce ancora una volta agli spazi sconfinati di un western. La title track I’m Not Sorry, I Was Just Being Me è una morbida ballata a due voci alternate, una versione adulta del duetto finale del film Juno che si culla come una ninna nanna tra lucide slide e solidi intrecci di corde. Il giro armonico ciclico di Berenson la sua lenta cadenza fanno ancora una volta pensare agli U2, ad una perduta ballata strumentale. E l’album si chiude con il ritornello di presa istantanea di It’s Me and You, Kid, che spicca il volo come un inno degli Arcade Fire portando l’oscurità dell’intro acustica nella piena luce di un tramonto bollente. Quella dei King Hannah, al contrario, è un’alba di speranza.

Credits

Label: City Slang Records – 2022

Line-up:
Hannah Merrick (voce, chitarra) – Craig Whittle (voce, chitarra)

Tracklist:

  1. A Well-Made Woman
  2. So Much Water So Close To Drone
  3. All Being Fine
  4. Big Big Baby
  5. Ants Crawling on an Apple Stork
  6. The Moods That I Get In
  7. Foolius Caesar
  8. Death of the House Phone
  9. Go-Kart Kid (HELL NO!)
  10. I’m Not Sorry, I Was Just Being Me
  11. Berenson
  12. It’s Me and You, Kid

Link: Sito Ufficiale, Facebook

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