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Non c’è rock senza riff: intervista ai Little Piece Of Marmelade

Little-Pieces-of-Marmelade_inQuesti ragazzi di Filottrano entrano dal portone di X-Factor, ma sembrano fregarsene alla grande perché hanno veramente talento da vendere, e sembrano essere passati di lì per puro caso, giusto per giocare a sbattere nel contesto un’attitudine potente! Stiamo parlando di un power duo di una versatilità estrema, fosse nato in USA, tutti avrebbero gridato al caso. Qualche volta il paese dei mandolini e della pizza, per citare il buon intenditor Agnelli, attacca l’amplificatore e costruisce rock intorno a riff da paura. Ascoltate l’EP e ve la godrete tutta una dannata strafottenza fatta di competenza e leggerezza, una miscela esplosiva di Soundgarden, Rage Against the Machine, Led Zeppelin, Idles e Stone Temple of Pilots. Sviluppano un rock abrasivo a cui non si può resistere. Hanno iniziato da poco il tour, li abbiamo beccati tra le nostre strade polverose.

Dopo la vittoria di X-Factor e l’uscita del vostro EP, come sta procedendo il percorso professionale nel mondo della musica?
Intanto siamo partiti per il tour, cosa che non era scontata, vista la pandemia. Poi stiamo iniziando a scrivere un nuovo album, per ora tra una data e l’altra, ma va bene così!

Vi sentite più proiettati in una dimensione mainstream o in una scena più “underground”?
Per molti versi l’underground è mainstream! Ci piace pensare di poter attraversare mondi, stili, definizioni. Saliamo sul palco, attacchiamo gli amplificatori, suoniamo.

Cosa rappresenta per voi il rock? Vi sentite di indossare i panni dei paladini del rock?
In questo momento si parla molto di Rock, di ritorno del Rock. Ci sentiamo spesso chiamati in causa e allora citiamo Henry Rollins quando definiva il Rock, secondo noi nel modo migliore, davvero un genio: “Io ricordo che quando avevo 18 anni volevo solo scopare sul pavimento e spaccare qualcosa, a 25 anni volevo scopare sul pavimento e spaccare qualcosa, quando avevo 35 anni volevo scopare sul pavimento e spaccare qualcosa, quando avevo 50 anni volevo scopare sul pavimento e spaccare qualcosa”. Forse essere paladini del Rock è voler scopare sul pavimento e spaccare qualcosa. Noi ci proviamo!

Un ragazzo del 2021 perché dovrebbe scegliere di seguire il genere rock piuttosto che altri generi come la Trap ed il Pop?
Sempre per la citazione di cui sopra, quella di Henry Rollins! Ma anche per essere positivi a un test antidroga… scherziamo!

Nel vostro processo creativo la fa da padrone una grande attitudine crossover basata sulla ricerca del riff “uncinante”. Quanto conta il riff in un certo rock?
Dillo a Jimmy Page! Non c’è rock senza riff, probabilmente.

Voi siete un power duo che ha molte frecce al suo arco. Un maestro di chitarra che suona la batteria e canta e un chitarrista che sa suonare anche i synth… nel futuro potreste sperimentare e cambiare pelle infinitamente. Queste capacità potrebbero essere limitate per scopi discografici e radiofonici. Siete disposti a limitarvi?
Essere così versatili per noi è un piacere tutto live. Non sempre riproducibile su un album per ragioni di tempo e di spazio. Sul palco possiamo sperimentare anche per 15 minuti, discograficamente, nel 2021, si tenta di rispettare la disposizione all’ascolto di un pubblico che magari sta a casa, in macchina, dove vuoi… non è limitarsi ma adeguare ciò che si fa al mezzo sul quale si è, diciamo così. Quindi se volete la sperimentazione venite a sentirci dal vivo!

Mi ha colpito Akane, il brano che chiude il vostro Ep. Come è nato sia testualmente che musicalmente?
Svariate delusioni d’amore più l’Henry Rollins di cui sopra!

La dimensione live è la vostra casa. Provate a descrivere e invitare le persone a venire ad un vostro concerto. Ci sarà spazio per molte cover?
Volumi, impatto sonoro, quasi nessuna scenografia. Due cover al massimo, però. Magari cambiandole a ogni live.

A parte quelle proposte a X-Factor, ditemi qualche titolo che vi attrae e vi spaventa.
No love dei Death Creeps, attrae e spaventa.

Avete un cantanto in inglese, in virtù di questo avete pensato di proporre il progetto a livello internazionale, cercando già collaborazioni con band inglesi e americane?
Magari! In realtà ora stiamo scrivendo in italiano. “Prima gli italiani!”

Il primo disco rock che vi ha fatto innamorare del genere?
Led Zeppelin I (DD) / Led Zeppelin II (Frankie)

Un film (anche del passato) per il quale vi sarebbe piaciuto scrivere un brano della colonna sonora?
Qualcuno volò sul nido del cuculo (DD)/ Deadman (Frankie)



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