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Distractions – Tindersticks

Tindersticks - DistractionsSi fatica a credere che le canzoni di questo tredicesimo album dei Tindersticks siano Distractions, se non nella misura in cui rappresentano una via di fuga dall’isolamento pandemico che ha investito tutto il mondo della musica. Ne deriva un lavoro ombroso, crepuscolare, con Staples a fare il crooner ebbro sotto l’abito elegante e pulito, con voce tremante e sussurri, spoken words pronunciate con le labbra sul microfono, in dialogo con sé stesso. La sensazione di trovarsi in trappola attraversa tutti gli undici minuti di Man Alone (Can’t Stop The Fadin’), una discoteca per nottambuli insonni, fatta di bassi ossessivi e pulsanti, chiusi in un loop di specchi vocali paranoici dal quale scappare allucinati rischiando di finire investiti dalle auto in corsa che strombazzano i clacson, per svanire nella pioggia battente di un mare solitario e acido, e poi chiudere il ciclo sopra una scala di Escher, dove la fuga è impossibile. Un alba lanuginosa porta la visione sbiadita, sfuocata di I Imagine You, la solitaria confessione di un amore che può essere solo sognato e allora sprofonda in un blues lento e scarno che potrebbe aver iniziato a suonare la band di Sade, ma poi si rivela essere la celebre A Man Needs A Maid di Neil Young, mai tanto scarna e lo-fi, ridotta elettronicamente all’osso. Spoglia della grandiosa epica orchestrale dell’originale, la canzone trova la sua liricità nell’eco distante di un fraseggio da mandolino e, sul finale, nel felice e solare incontro con le armonie della melodiosa voce black di Gina Foster. Ma ancor più radicale è lo stravolgimento del tranquillo country di Dolly Previn, Lady With The Braid, che dopo una ritmica scomposizione da club si sviluppa in dialogo esotico tra un quartetto d’archi e una chitarra debolmente distorta e melodica. Su un piano più lineare rispetto alla sgangherata follia distopica dell’originale dei Television Personalities (ma quelle percussioni continue sul fondo ricordano pericolosamente i vocalizzi schizofrenici dei 13th Floor Elevators) scorre, invece, You’ll Have To Scream Louder, attualissima invettiva new wave contro il potere: “I’ve got no respect for / These people in power / They make their decisions / From their ivory towers“. E gli effetti disastrosi di siffatta politica mostrano il lato più sconcertante e drammatico nella toccante Tue-moi, in cui Staples si fa chansonnière sulle note di un piano alla Rachmaninoff, suonato da Dan McKinna, ricordando il terribile attentato al Bataclan di Parigi, “Tue-moi, mon frère / Mais sois proche / Sentir ton souffle sur ma peau / Et la force de tes bras“. Un dolore da cui trovare rifugio nella natura bucolica di The Bough Bends, con gli uccellini cinguettanti degni dei Pink Floyd e quel flauto da mistica indiana. Ma è una consolazione momentanea, che annega lenta e inesorabile in una cascata di chitarre torride come secchiate d’acqua bollente versate a lavar via un’insopportabile macchia dell’anima, “With a section torn (Avoided and unforgotten)/ Pages blacken, yellow and brown (Unsaid, useless)/ A drop of venom in the burgundy (Tissues, resist) / A nut of sadness in the stupid sea (The only way down)/ It’s the only way down“. E ascoltando la barca dei Tindersticks allontanarsi alla deriva ci si accorge di non essere per nulla distratti ma completamente assorti.

Credits

Label: City Slang – 2021

Line-up: David Boulter (Mellotron, Roland) – Calina de la Mare (String) Neil Fraser (E-Bow, Electric Guitar) – Earl Harvin (Drums, Keyboards, Percussion, Vocals) – Dan McKinna (Bass, Electric Piano, String Arrangements, Wurlitzer Piano, Yamaha Keyboards) – Rob Spriggs (String) – Stanley Staples (Acoustic Guitar) – Gina Foster (Vocals) – Stuart Staples (Drum Programming, Drums, Engineer, Bass, Electric Guitar, Loop, Mellotron, Mixing, Organ, Producer, Programming, Vocals) – Lucy Wilkins (String) – Sarah Wilson (String)

Tracklist:

    1. Man Alone (Can’t Stop The Fadin’)
    2. I Imagine You
    3. A Man Needs A Maid
    4. Lady With The Braid
    5. You’ll Have To Scream Louder
    6. Tue-moi
    7. The Bough Bends

Link: Sito Ufficiale Facebook

 

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