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I migliori dischi italiani del 2020

10. Mi specchio e rifletto – Silvia Tarozzi

tarozzi_2020Alla maestra Silvia Tarozzi, violinista e compositrice bolognese, l’onore d’aver composto l’opera più elegante e raffinata fra quelle italiane qui censite in questo 2020 e d’esser stata oggetto di sguardo attento e rispettoso da svariate webzine internazionali in giro per il mondo (Pitchfork per prima). Dalla sua un folk da camera d’avanguardia che non rinuncia al canto e alla forma canzone, prendendo in prestito niente meno che stralci di scritti di Alda Merini. Il risultato è un canzoniere colto e tra i più sorprendenti di quest’anno, l’Italia che vorremmo esportare e che, in qualche modo, stiamo esportando.

09. Momentum – Calibro 35

momentum_calbro35Difficile parlare di disco della maturità per un combo nato già con le idee chiare sulle sue evoluzioni artistiche. Ma qui potremmo parlare senz’altro di una milestone importante della loro carriera, in cui la maturità segna una virata dalle costruzioni poliziesche da film score degli esordi a un tondo maggiore, devoto ora all’hip hop, ora alla neo-psichedelia americana. Maneggiare il jazz-funk con disinvoltura cinematica e narrativa come fanno i Calibro 35, è cosa per pochissimi, e non solo nel bel paese. E un’altra medaglia al petto va al signor Enrico Gabrielli, eminenza grigia a tessere le fila dei migliori progetti e artisti italiani del momento.

08. Cip! -Brunori Sas

cipCip! è un disco POPolare, che parla di Dario ma anche di noi e lo fa attraverso musica e parole tra il serio e il faceto, alternando melodie scanzonate e ruffiane a momenti più introspettivi e malinconici. Il fanciullino e l’adulto che convivono in ognuno di noi li ritroviamo sia nei testi che negli arrangiamenti, tra le note rassicuranti del piano, quelle più dolci del glockenspiel e quelle più ariose di archi e fiati, a disquisire del tempo che passa e di come l’età adulta non sia spesso una forte corazza con cui proteggersi dai drammi e dai lutti della vita. Il Brunori di oggi è un cantautore più consapevole e dotato di una grandissima peculiarità: l’autoironia, che ritroviamo spesso nelle sue canzoni. Un’artista oggi più vicino al mondo mainstream e ai tormentoni radiofonici, capace anche con Cip! di mettere insieme il pubblico di tutte le fasce di età.

07. Toccaterra – Emma Nolde

emma-nolde-toccaterradefinitivaresize-1024x1024-1-560x560Premio rivelazione dell’anno e senza tema di smentite va ad Emma Nolde, giovanissima cantautrice toscana che stupisce per la consapevolezza ritrovata di questa sua opera prima Toccaterra, obliqua per attitudine, sapiente quanto intima, urgente quanto ambiziosa. Coadiuvata da Renato d’Amico e Andrea Pachetti in fase di produzione, sfoggia un estro elettroacustico che fa venire in mentre i Marta sui Tubi, ma solo per quel rincorrersi coraggioso di metriche e ritmiche su partiture fendenti come rasoi. Ma l’art pop di Emma guarda più a Bon Iver che all’Italia, alle fascinazioni armoniche di certo indie folk americano, suonando sempre fresco e ispirato. Non si può mentire di fronte a testi come ai suoi, ci si sente nudi, vien voglia di lottare, di abbracciarsi e poi di addormentarsi ancora.

06. (dis)amore – Perturbazione

perturbazione040220La narrazione messa in musica dalla band di Rivoli, così vicina alle pagine di Dino Buzzati, Domenico Starnone, Natalia Ginzburg segue la storia di ogni legame, di un lui e di una lei che ci prendono per mano e ci raccontano i nostri giorni, le nostre speranze, i nostri desideri, le nostre cadute, i nostri fallimenti, soprattutto. Il disco è un concept, di questi tempi, votati al consumo veloce e compatto, è già una dichiarazione d’intenti. (dis)amore è un manifesto artistico che racconta la necessità di una band di riallacciarsi alla propria storia, dove il sapore agrodolce ha sempre contraddistinto la leggerezza malinconica di chi sta un passo dentro i ricordi e uno dentro le speranze a venire. Il cesello mira alla semplicità, al linguaggio diretto, alla rilettura di tanta letteratura masticata tra libri amati e esperienze teatrali, all’inchino ai retaggi di suoni maestri come quelli di REM, Smiths, Radiohead, Nick Drake, Tenco, tra gli altri.

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