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Liscio Gelli – Mariposa

Mariposa - Liscio GelliChe cos’è una band di culto?
Una band che poche persone amano moltissimo”.
Anonimo, ca. 2010

Sarà pure una spacconata presentare un album con tali parole, ma, onore al merito, quante band possono vantare una cover dei King Crimson (Sex, sleep, eat, drink, in Best Company del 2007) che sia all’altezza dell’originale? Come allora il gruppo seppe appropriarsi di una serie di brani altrui, più o meno noti, oggi ritorna, nove anni dopo l’ultima fatica Semmai semiplay, appropriandosi di un intero genere, il liscio. Tolto dal suo tradizionale contesto di balere e gonnelle svolazzanti per poi esser triturato nella partitura componibile della musica d’avanguardia dei Mariposa, che miscelano per l’occasione registrazioni del 2013 e dello scorso anno. È uno spettacolo da teatro dell’assurdo, con tanto di intermezzi strumentali numerati dal 7 al 9, dietro le quinte di una prova sgangherata, chissà dove saranno finiti gli altri 6 della serie. Ed è chiaramente una serata danzante, che si apre con un’ariosa coppia di fiati che si inseguono con voce uguale e diversa, sul tre quarti da banda, incitati dal canto tremulo che invoca Misericordia, tra le ovazioni della folla, disposta in cerchio ad ammirare piroette e divagazioni klezmer. Già, perché in questo spettacolo si viaggia tra i continenti. Pura Vida, Dittatura! è una cavalcata western, scorribanda polverosa di cenciosi rivoluzionari evasi dalla pellicola accartocciata di Quien sabe (diretto da Damiano Damiani nel 1966), con in sella il ricco bottino della lezione di Bacalov e un coro di avvolgente malinconia, quasi un pianto per un compagno lasciato sul campo nel compier l’impresa. Licio, che per gioco di parole presenta il maggior numero di lettere del liscio, ne conserva solo il ritmo danzante, pur in quattro quarti, con una costruzione armonica retta dalla voce acrobatica e sensuale di Serena Altavilla, che si allontana maliziosamente sul tappeto di archi che s’invola in crescendo verso uno schianto nella notte. Poi l’orchestrina del liscio in abiti da clown si rincorre in girotondo lungo la pista di un circo surreale chiamato Golpe Galop, lanciando dinamite sugli spalti tra rullate di tensione e colpi di scena, fino ad alzare il tendone per l’ingresso danzante della macchietta Nando, racconto felliniano di un personaggio bizzarro e sfuggente, di freschezza danzante, e qui c’è del vero liscio, con sbuffi di elettronica che richiamano la trasfigurazione psichedelica del Mr Kite dei Beatles. Imbonitore che qui diventa un triste e sfinito baritono, un pagliaccio che non fa più ridere mentre ci dice Let’s Go Party, ma è una filastrocca da fiera delle fiabe per raccontare la fine del socialismo reale. Un solitario che canta “socialdemocrazia col baluardo della CIA … e non c’è più l’orco rosso“, mentre muore dilaniato dalle incursioni prog di oscuri sintetizzatori. Aurelio, invece, è una compagnia di liscio invitata a suonare nella trilogia di Berlino da Bowie e assiste incredula alla metamorfosi del suo repertorio collaudato, chiuso dentro un’ampolla mentre l’alchimista maneggia ingredienti e pronuncia magie. C’è da aver paura, meglio tentar l’evasione. E se il liscio ha fallito, proviamo a risalire a uno dei generi da cui è derivato, risaliamo fino a Parapagál Polka, in un crescendo avvolgente, ipnotico e maestoso, verso la vetta della torre dello stregone, urlando “W la felicità, chi la cerca non ce l’ha” (tema de Il Signor Rossi di Bruno Bozzetto, variopinto ritmo carioca scritto da Franco Godi, a lungo suo collaboratore). Ma sull’ebbrezza della libertà calano i passi de Il Lupo, chiusura macabra da horror gotico, giacché questa non è una vera festa danzante, e l’ombra di un potere occulto incombe ancora sul Paese di Gelli e della P2.

Questo disco è dedicato a Daevid Allen.

Credits

Label: Santeria e Trovarobato – 2020

Line-up:
Serena Altavilla (voce) – Daniele Calandra (voce) – Valerio Canè (basso elettrico, canto armonico) – Enzo Cimino (batteria acustica ed elettronica) – Enrico Gabrielli (fiati, cori) – Gianluca Giusti (piano elettrico, sintetizzatore) – Rocco Marchi (chitarra elettrica, sintetizzatore) – Michele Orvieti (orvietronics) – Valeria Sturba (violino) – Daniele Rossi (violoncello) – Enrico Pasini (tromba e trombone) – Vincenzo Vasi (voce)

Tracklist:

  1. Misericordia
  2. Pura Vida, Dittatura!
  3. Licio
  4. Niente #7
  5. Golpe Galop
  6. Nando
  7. Let’s Go Party
  8. Niente
  9. Aurelio
  10. Parapagál Polka
  11. Niente
  12. Il Lupo

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