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Free – Iggy Pop

iggy-pop-freePer il suo diciottesimo album in studio Iggy Pop cambia pelle, abbandona le spaventose scaglie preistoriche dell’iguana per vestire i panni eleganti del crooner, mescolando il suo timbro profondo e cavernoso con le trame del jazz urbano del trombettista Leron Thomas, al quale Iggy, come dichiara lo stesso cantante, presta la voce, consentendogli di trovare finalmente la giusta intonazione, inseguita dai tempi di Kept dall’album Take it del 2013. Quelle intuizioni sembrano svilupparsi qui nel racconto di una giornata, dall’alba al tramonto, all’alba nuovamente, anche grazie alla chitarra visionaria di Sarah Lipstate, in arte Noveller, già invitata da Iggy ad aprire i concerti del Post Pop Depression tour, nel 2016.

La prima traccia Free è dunque la dichiarazione di intenti dell’album, ‘I wanna be free‘, ma anche il primo e lucido pensiero di un risveglio di mattina presto. La successiva Loves Missing è forse l’unico episodio dell’album in tradizionale stile ‘Iggy Pop’, con la sua martellante sequenza di basso che risale al proto punk degli Stooges e la sua vigorosa energia con la quale affrontare senza paura un giorno impegnativo, forza che si contamina col jazz del coautore in un crescendo che ricorda il David Bowie che rifà Hallo Spaceboy assieme ai Foo Fighters alla festa per i suoi cinquant’anni. Un richiamo importante, ad un amico di sempre, col quale quest’esperimento di Pop condivide la scelta di fondo di affidare la musica ad una formazione orientata verso il jazz d’avanguardia. E a sua volta il jazz guarda all’indie e al pop attraverso le trame sognanti di Sonali, storia di un amore romantico perso tra i mille rivoli del quotidiano, tra un parcheggio introvabile e un traffico asfissiante. James Bond suona come una parodia della celebre spia, che diventa il modello improbabile che ispira le azioni di una ragazza smarrita (‘Most fools gravitate to vanity / And her sanity is insanity / Driving off while making you feel guilty‘). Una assolata intro mariachi lascia spazio al duello a mezzogiorno di Dirty Sanchez, uno scontro tra la ruvida voce incazzata in primo piano e chi le fa il verso, bizzarro e robotico nelle retrovie, mentre si accusano senza meta, ‘Trying to implicate desires / That are not my desires‘. Glow in the Dark è un bagliore lynchiano che si potrebbe incontrare facilmente percorrendo la sua (nostra) Lost Highway, mentre Page, col suo vibrato impossibile, forzato allo spasimo, ha il suono di una tenera serenata, ma è in realtà una triste riflessione sul genere umano (‘Cause wolves and sheep do rest / Not side by side, still, they rest). Non a caso è seguita dalla rarefatta cantica We Are the People, poesia di Lou Reed, pubblicata nella raccolta Do angels need haircut?, sulle note crepuscolari della tromba di Thomas e di un piano appena accennato, nella calma serale di un caldo e vuoto salotto ‘We are the people who conceive our destruction and carry it out lawfully / We are the insects of someone else’s thought‘. Una malinconia che suscita l’improvviso bisogno di spalancare la finestra in cerca delle stelle e di afferrare qualcosa prima che sparisca per sempre, un’invocazione, affidata stavolta alla poesia di un altro autore, Dylan Thomas, Do Not Go Gentle into That Good Night, che resta purtroppo inascoltata e disperata ‘Old age should burn and rage at close of day / Rage, rage against the dying of the light‘. E allora non resta che vegliare nell’oscurità in attesa che torni la luce del giorno, The Dawn.

Credits

Label:  Caroline International / Loma Vista Recordings – 2019

Line-up: Chris Berry (Drums) – Tibo Brandalise (Drums) – Grégoire Fauque (Guitar) – Thomas Glass (Drums) – Sarah Lipstate (Guitar, Composer) – Aaron Nevezie (Bass, Guitar, Keyboards) – James Osterberg (Composer) – Florian Pellissier (Keyboards) – Iggy Pop (Vocals) – Kenny Ruby (Bass, Moog Synthesizer, Piano, Synthesizer) – Robin Sherman (Bass) – Ruby Sylvain (Composer) – Ari Teitel (Guitar) – Leron Thomas (Composer, Keyboards, Trumpet) – Faith Vernon (Voices)

Tracklist:

  1. Free
  2. Loves Missing
  3. Sonali
  4. James Bond
  5. Dirty Sanchez
  6. Glow in the Dark
  7. Page
  8. We Are the People
  9. Do Not Go Gentle into That Good Night
  10. The Dawn

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