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I blues cosmici di Janis Joplin

Janis JoplinL’11 settembre è una data drammatica per la storia, dal golpe di Pinochet in Cile all’attentato al World Trade Center di New York. Preferiamo, invece, ricordare questo giorno per la storica uscita, nel 1969, del primo album da solista di Janis Joplin, I’ve got them ol’ kozmic blues again mama!

È il terzo disco per Janis dopo i primi due registrati con e a nome dei Big Brother and The Holding Company. Di quella formazione soltanto il chitarrista Sam Andrew segue la cantante in questa nuova avventura, assieme alla band riunita per l’occasione e forte di una corposa sezione di fiati. A dispetto del divertente titolo (ho di nuovo quei vecchi blues cosmici mamma), il nuovo corso di Joplin si allontana (ma non del tutto se si pensa al suo unico autografo One good man) dal ruvido e sporco blues psichedelico dei Big Brother, verso arrangiamenti più vicini al soul e al rithm’n’blues.

Cheap Thrills resterà per questo il suo capolavoro, ma come dimenticare l’urlata sensualità di Try (just a little bit harder), il caldo soul alla Otis Redding di Maybe e As good as you’ve been to this world, la melodia accattivante di To love somebody che aveva dato un successo mondiale ai Bee Gees appena due anni prima, lo sfogo tanto liberatorio quanto sofferto di Kozmic blues, per non dire delle epiche staffilate di Work me, Lord, che inondarono di lacrime ardenti il palco di Woodstock.

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