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I migliori dischi stranieri del 2018

10. Aviary – Julia Holter

julia-holter-aviary-e1536243709914Con indosso una giacca da Cappuccetto Rosso, Julia Holter si avventura in un lungo viaggio Where the wild things are (il paese delle creature selvagge), ne rivive l’esperienza nei suoi sogni, nei suoi peggiori incubi, e li traduce in un magma di suoni, impulsi, fraseggi frantumati, rumori e ‘cacofonie della mente’ che destrutturano del tutto la forma canzone. Una trasposizione che confonde realtà e immaginazione nella stessa dimensione onirica di Mulholland Drive di Lynch. È dopo un sogno dal quale è impossibile uscire che Julia Turn the Light On mentre la sua voce possente si erge epica sulla tensione che sembra mandare in loop l’introduzione di The Night Watch dei King Crimson, e l’inquietudine ritmica ossessiva degli ultimi Portishead e le bizzarrie sgangherate dei Fiery Furnaces rivivono in Whether.

09. Always ascending – Franz Ferdinand

always-ascending-franz-ferdinandLa band scozzese ritorna a far risorgere il rock impregnadolo di pop danzereccio e riuscendo ancora una volta anche a sperimentare. La title-track Always ascending è un esempio di genialità, è un pezzo rock-pop riuscitissimo che si basa sulla scala shepard, un trucco uditivo in cui onde sinusoidali sovrapposte creano l’illusione di un’intensità crescente (la climax ascendente perfetta!). I Franz Ferdinand sono tra le band sopravvissute dell’era post-punk revival degli anni ’00 e non c’è di quanto possano ancora saper fare oggi. Avevano perso il loro chitarrista storico Nick McCarthy ma con l’entrata di Dino Bardot, ex chitarrista della band indie rock scozzese 1990s, e del produttore musicale Julian Corrie hanno rivitalizzato il loro sound. Questo quinto album è carico di energia dancefloor, grazie anche alla collaborazione di Philippe Zdar, del duo synthpop francese Cassius, e della band indie pop francese Phoenix.

08. Rare birds – Jonathan Wilson

rare_birds_cover_18Ritorna Jonathan Wilson con un terzo capitolo che è un caleidoscopio di atmosfere ispirate alla musica della seconda metà degli anni settanta. C’è tutto l’amore di quel periodo. E come se il musicista americano tirasse fuori i vinili dallo scaffale della sua memoria e li filtrasse attraverso il suo mood malinconico-psichedelico, regalando momenti indimenticabili. C’è tutta la sua esperienza come chitarrista dell’ultimo tour di Roger Waters e come produttore dei dischi di Father John Misty. In Loving You Jonathan Wilson riesce a mescere in perfetto equilibrio il sound di Rumors dei Fleetwood Mac con la new-age di Laraaji che nella title track in questione suona la cetra e canta.

07. Battle lines – Bob Moses

wig386_battlelinesMelodie uncinanti in atmosfere dense di synth-pop, elettronica sperimentale e chitarre irruenti. Un suono che fa da ponte tra passato e presente, tra l’elettronica della new wave e quella chillwave. Da Brooklyn sbuca questo duo di origine canadese che, con il secondo disco Battle lines, ci ricorda tutte le lotte che dobbiamo superare dentro e fuori di noi nella società contemporanea. Liriche introspettive ci immergono in un suono potente, ritmicamente profondo con attitudine dancefloor. Battle lines ha una tracklist che non concede pause, una sequenza di brani omogenei nel sound e nel coinvolgimento dell’ascoltatore. Heaven Only Knows poteva essere nella tracklist di Music for the Masses dei Depeche Mode.

06. Damned Devotion – Joan As Police Woman

joan-as-policewoman-Damned-DevotionCon un disco catartico ritorna la cantautrice statunitense. Quella catarsi dettata dalla dannata devozione alla vita, dalle debolezze romantiche dei rapporti di coppia. Come liberarsi? Come analizzarsi? Semplice: è necessario fare un disco. Joan Wasser intraprende un nuovo processo creativo, le basi ritmiche dei suoi brani sono beats manipolati di Parker Kindred a rappresentare proprio quei battiti di cuore straziato e confuso. La voce unica, suadente di Joan si dipana con falsetti e movenze soul su queste tessiture sintetiche, proponendosi come vera alternativa a colleghe del mainstream come Adele. In queste nuove strade si sente forte l’influenza della recente collaborazione con Benjamin Lazar Davis.

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