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Hypersomniac, un’opera rock multimediale: intervista a LEF

LostHighways ha sempre cercato i punti d’intersezione tra la musica e le altre arti. Il primo disco solista di Lorenzo Esposito Fornasari aka LEF, dopo le magnifiche esperienze di progetti O.R.k.,  Obake, Berserk!, è stato un eccellente approdo per questa ricerca. Riferimenti alla tradizione anni settanta importandola nelle grandi potenzialità della multimedialità della rete. Tra graphic novel e anime, Hypersomniac è una storia distopica sul nostro essere manipolabili e schiavi in un’era social-sintetica. Il fumettista Nanà Octopus Dalla Porta ha disegnato e LEF con un manipolo di super-musicisti, tra questi Bill Laswell, Eivind Aarset, Nils Petter Molvaer, Rebecca Sneddon (Free Nelson Mandoomjazz), Ståle Storløkken e Kenneth Kapstad (Motorpsycho), è risucito a realizzare una suite rock dalle mille sfuamture, che vanno dal prog-jazz al grunge regalando un suono denso e ricco di sorprese sonore.

Come è nata l’idea di questa storia che poi è diventata un’opera rock multimediale con un coinvolgimento sinestetico quasi a 360° del fruitore (ci manca solo l’olfatto)?
Se ti sforzi puoi però percepire il sudore nel mettere in piedi la cosa!
La RareNoise Records, con la quale ho fatto uscire molti miei dischi tra O.R.k., Obake, Berserk!, voleva un mio disco solista. Da diversi anni scrivo musiche per film, documentari, immagini in generale (cosa che amo), l’idea di creare qualcosa di più rispetto a un album mi stuzzicava non poco… così ho fatto due più due, contattato l’amico Nanà Oktopus Dalla Porta che ha disegnato molte grafiche dei miei dischi e del quale avevo già animato disegni per realizzare il video PYRE degli O.R.k., coinvolto un altro amico nerd con il quale ho scritto la storia e progettato la struttura online per la graphic novel, et voilà…

C’è qualcosa di te nel protagonista di questa graphic novel?
Qualcosa nella storia c’è, tipo l’incendio della casa (sì, mi è capitato svariati anni fa). Ma soprattutto mi interessava elaborare qualcosa attorno al potere della mente di deformare e manipolare la realtà.

Come sono nate tutte le collaborazioni internazionali del disco?
Con molti avevo già lavorato in passato, come Eivind che era presente nel mio Berserk! (ho cantato anche su un pezzo del suo ultimo disco), Lawell con il quale avevo fatto due dischi, Ashes e Somma nel quale ha suonato anche Nils Petter Molvaer (altra presenza in Hypersomniac). E le altre connessioni sono state molto naturali… Eivind era in contatto con Kenneth (allora batterista dei Motorpsycho, band che amo da sempre), Kenneth ha portato Ståle… insomma tutto molto easy.

E’ un disco che affonda le radici nel concept album di matrice prog-jazz anni settanta ma alla fine suona maledettamente moderno nella sua ricchezza di sfumature soniche… quanta ricerca nel suono c’è stata durante la registrazione del disco?

La parte faticosa del progetto è stata quella grafica, una vera salita ripidissima… costruire tutto un fumetto da zero, animare i disegni per creare dei video, fare tutto da soli… insomma credo tu possa immaginare! La musica è stata per assurdo la cosa più semplice.
Ci siamo trovati in Norvegia, io avevo scritto i testi di alcuni pezzi e avevo alcuni giri o idee di strutture, la magia dello studio di registrazione ha fatto il resto. Poi ho prodotto il tutto dando la priorità al lato narrativo della storia. A tratti la musica è strabordante, a volte intima… abbiamo trattato l’album come una vera e propria colonna sonora pur sapendo che sarebbe stata cosa di non facile digestione.

Quanto curi la tua voce, che in questo disco è versatile e multicolore in ogni direzione?
Non quanto dovrei, nel primo tour O.R.k. per un colpo di freddo, all’esordio a Roma, dopo il concerto, l’ho persa completamente (ed avevamo davanti una cosa come venti date di fila). Mi sono cagato sotto e ho iniziato a stare un poi più attento. La mia attitudine è sempre la stessa, soprattutto in O.R.k. e Hypersomniac mi interessa seguire la musica e rinforzarne l’emotività senza risultare su un piano diverso o superiore.

A proposito, la tua voce in molti momenti mi ricorda quella di Chris Cornell, quanto ti ha influenzato? Che parole hai per questo grande artista che ci ha lasciato?
Musicalmente sono nato negli anni 90, sicuramente tutto il grunge ha avuto un’influenza massiccia in ciò che faccio. Soprattutto negli O.R.k. questa cosa si sente, anche per la presenza di un’altra “vittima” degli anni 90, Carmelo Pipitone e la sua chitarra acustica-distorta.
Quando ho letto di Cornell mi sono sinceramente sentito molto triste. Sembra una roba stupida e da fan dodicenne, ma credo fortemente che quanto si ascolta in una certa età (tra i 15 e i 25 anni direi) si carica di un’emotività particolarmente intensa, cosa che difficilmente poi si ritrova dopo i 25/30. Band e cantanti che erano con noi in quel periodo si fissano nel nostro dna come parte della nostra vita. Il fatto di diventare musicista poi ti fa vivere la musica in modo più distaccato, a volte non hai nemmeno voglia di andare a vedere un concerto o sentire dischi perché hai il cervello sovraccarico di suoni già di tuo… ma quell’affetto per certe band rimane, quando hai bisogno di certe emozioni o ti senti un pelo perso torni sempre a guardare determinate “stelle” per ritrovare la bussola, se capisci quel che intendo…

Cosa può offrire il fumetto digitale in più rispetto a quello tradizionale? Hypersomniac sembra un qualcosa a metà strada tra fumetto e anime?
Lo è. Online hai la possibilità di aggiungere suoni, animazioni, interazioni con click etc.. hai presente i libri per bambini con le robe in 3d che si ergono o manifestano quando sfogli le pagine? L’idea era di creare una versione 2.0 di quei libri…
Comunque stiamo stampando anche una versione limitata su carta del fumetto.

Con la stessa arma della tecnologia digitale che ha reso fluida la musica si può riportare il fruitore a desiderare il disco come manufatto artistico quando è pensato in questa forma. Cosa pensi a riguardo?
Durante i tour si vendono ancora tanti cd e dischi, soprattutto all’estero. Cd e vinili sono per chi ama “l’oggetto” al di là della musica. Conosco molta gente che non va oltre spotify e ha comprato l’ultimo cd millemila anni fa.

Quale è il brano di Hypersomniac a cui sei più legato?
Diversi… forse Parallel Powers e Aran has Changed.

Cinque fonti d’ispirazione per questa storia (un libro, un disco, un film, un’illustrazione, un viaggio) e perché?
Una massa indistinguibile di libri, dischi, film, fumetti, storie derivante da tutto quello che ho visto e ascoltato nella mia vita, non saprei veramente identificare qualcosa in particolare…

Album – streaming

Aran Has Changed – video

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