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La metafora del vento Scirocco: intervista a Scapestro

scapestro fotowebCi innamoriamo di progetti ancor prima che si realizzino. Abbiamo deciso di condividere il sogno di un cantautore partenopeo che crede nel grande vento del cambiamento. La sua musica ha radici folk di matrice mediterranea. Il mondo di Scapestro è un mondo sincero, senza barriere, ricco di armonia. E’ impossibile restare indifferenti alla sua visione. Rilanciamo la sua già vincente campagna di crowfunding (MusicRaiser)! Ecco a voi Fulvio Di Nocera (bassista dei Songs for Ulan).

Mi è piaciuta molto la metafora del vento come cambiamento che ha dato il titolo Shurhùq (il vento Scirocco) al disco. Ti va di approfondire questo tema, soprattutto svelando un po’ di riferimenti bibliografici sparsi nelle canzoni?
Il tema del cambiamento è molto presente nelle canzoni di questo disco; lo “Scirocco” in questo caso ha rappresentato per me una valida metafora; vento caldo e inquieto che soffia sulle nostre terre. Questa inquietudine è uno stato d’animo ma anche un qualcosa che si materializza davanti ai nostri occhi nei conflitti tra i popoli del mediterraneo. Allo stesso tempo, nei testi delle canzoni sono racchiuse anche tante parole di speranza, di pace e di quiete.
Già da diversi tempo mi sono avvicinato alla lettura e alla documentazione delle filosofie orientali, mi hanno affascinato e aperto ad una visione della vita più fluente. La vita, quindi, non è qualcosa che è lì ferma e cristallizzata nelle certezze ma cambia in ogni suo istante. Mi piaceva condividere questo pensiero e farlo risuonare con spirito positivo e di apertura, come una medicina che cura.

Quali sono i riferimenti musicali che ti hanno guidato nella composizione del sound del disco?
Nel disco sono racchiuse le varie esperienze musicali che mi hanno accompagnato fino a questo momento, credo che siano presenti in una buona sintesi dalla musica elettronica alla classica, dal folk al cantautorato. In particolar modo ci sono stati alcuni dischi e alcune voci a cui ho fatto riferimento, tra cui Morning phase di Beck, l’incantevole voce di Lhasa de Sela, Nick Drake, i Noir Désir e tantissimi altri. Più di ogni altra cosa, per me è stato fondamentale scoprire un nuovo strumento: la voce. E’ una sensazione stupenda, di liberazione, ma che allo stesso tempo ha messo a nudo senza nessun tipo di filtro, un aspetto fragile e vulnerabile della mia persona. Tutto ciò ha qualcosa di magico.

Tu sei uno dei bassisti più talentuosi di Napoli e dintorni. Ti ho sempre apprezzato per le tue performance con i Songs For Ulan. Cosa ti porti dietro di quell’esperienza in questo tuo progetto?
Intanto ti ringrazio per la stima che mi dimostri, i Songs for Ulan sono per me un validissimo progetto dal respiro internazionale e sono fiero di esserne parte. Con loro abbiamo fatto un grande lavoro sulle sonorità e sulle dinamiche, in particolar modo nelle performance live. Inoltre, ho avuto la fortuna di collaborare in studio con Cesare Basile, il quale ha curato quasi tutte le produzioni artistiche dei Songs for Ulan. Tutto questo bagaglio me lo porto dietro e inevitabilmente trasuda anche in questo mio primo disco di canzoni.

Qualche parola sui tuoi compagni di viaggio come Chiara Carnevale che ti ha accompagnato in molte esibizioni live?
Ho conosciuto Chiara quasi al termine delle registrazioni dell’album. In quel momento già ero alla ricerca di una possibile band per proporre le mie canzoni dal vivo. Sono stato molto fortunato, in quanto ho trovato non solo una valida percussionista ma una splendida voce, con la quale è presente nell’ultima traccia del disco Il giro del mondo. Altro compagno di viaggio in questa avventura è Rosario Emiro Acunto, con il quale abbiamo realizzato la produzione artistica di Shurhùq. Con lui abbiamo condiviso in passato molte esperienze musicali come quella dei Bisca. Siamo cresciuti con un background musicale abbastanza simile ed è stato facile orientarsi nelle scelte sonore del disco.

Possiamo dire che questa campagna di crowfunding sta andando bene. Restano queste ultime settimane per il programma Accelerator. Eccoti un piccolo spazio per l’ultimo appello…
L’avventura del crowdfunding ha avuto dei risvolti molto positivi nonostante fossi abbastanza scettico in un primo momento. In questi mesi è stato fondamentale il riscontro e l’affetto dimostrato dalle persone e in particolare dagli amici che hanno sostenuto questo mio nuovo progetto.
Siamo quasi alla fine di questa avventura e invito chi non lo avesse ancora fatto a dare un’occhiata alla mia proposta. Mancano solo pochi giorni e trovando il consenso di nuovi sostenitori Shurhùq potrebbe soffiare ancora più lontano… Grazie da Scapestro.

Link Musicraiser: https://www.musicraiser.com/it/projects/9779-shurhuq

Vado per un pò – Video

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